Servizi pubblici. Le aziende emiliano – romagnole ancora sul podio delle Top Utility

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Le aziende emiliano – romagnole confermate anche quest’anno tra le Top Utility. A2a e’ la migliore utility d’Italia, ma al ‘top’ ci sono infatti anche Hera ed Aimag.

In occasione della presentazione del rapporto Top utility, sono stati assegnati i premi alle eccellenze italiane dei servizi pubblici locali. La migliore in assoluto e’l’azienda lombarda, mentre prima per sostenibilita’ e’ risultata Acque (finalista con Brianzacque, Gruppo Cap, Estra e Nuove Acque).

Per la Comunicazione si e’ distinta Hera (con A2A, Aimag, Gruppo Cap, Etra), per Ricerca e innovazione il primo posto e’ per il gruppo Cap (con Acquedotto Pugliese, Iren, Hera, Smat). Nella categoria consumatori e territorio la migliore e’ stata Aimag (con Acea, Aset, Nuove Acque, Smat) e, infine, Estra si e’ distinta nella categoria Crif performance operative.

Dal rapporto, invece, emerge come crescano gli investimenti delle maggiori utility italiane (+25,6% nel 2017 rispetto all’anno precedente), ma aumenti anche l’attenzione alla sostenibilita’, ritenuta sempre piu’ strategica nella creazione di valore, al pari della ricerca e dell’innovazione, conseguita grazie a collaborazioni con start-up in grado di fornire nuove idee e soluzioni a un settore che deve affrontare la rivoluzione digitale.

L’analisi evidenzia la centralita’ del settore dei servizi di pubblica utilita’ per l’intero sistema Paese– spiega Alessandro Marangoni, ad di Althesys e coordinatore del gruppo di ricerca Top utilityl’enorme sforzo prodotto dalle imprese sul fronte dell’efficienza e delle tecnologie per migliorare infrastrutture, impianti e reti, evidenziato dal dato sugli investimenti, specie quello del settore idrico, testimonia l’evidente volonta’ delle imprese di scommettere sul futuro, oggi messo in discussione dalla proposta di legge sull’acqua, che potrebbe cancellare investimenti ed eccellenze”.

Le 100 maggiori utility operanti in Italia nei settori dell’energia elettrica, del gas, del servizio idrico integrato e della raccolta dei rifiuti urbani hanno generato nel 2017 un valore della produzione aggregato prossimo ai 112 miliardi di euro, pari al 6,5% del Pil italiano.

Continua il fenomeno delle concentrazioni, tuttavia, le grandi imprese sono in numero limitato, dato che solo il 12% supera il miliardo di euro di ricavi, mentre sono assai numerose le medio-piccole dalla forte vocazione territoriale: il 53% ha ricavi inferiori ai 100 milioni.

Il 67% delle aziende e’ a totale capitale pubblico, mentre il 20% e’ misto e il 9% e’ quotato in Borsa e solo il 4% privato.

Nell’idrico, oggetto del progetto di legge cosiddetto “acqua pubblica”, il cui iter e’ in corso in commissione Ambiente, non ci sono aziende private.

Queste 100 aziende rappresentano, nel loro insieme, una parte consistente dei mercati di riferimento. Coprono infatti il 50,6% dell’energia elettrica generata in Italia e il 70,2% delle vendite finali, ovvero il 42,6% dei volumi di gas distribuiti e il 65,6% di quelli venduti (dati Arera), il 70,2% dell’acqua distribuita e il 43% dei rifiuti urbani raccolti.

È soprattutto la voce degli investimenti in impianti, reti ed attrezzature quella che nel 2017 e’ cresciuta maggiormente, salendo a 5,7 miliardi di euro contro i 4,5 miliardi del 2016.

È un balzo, a perimetro omogeneo, del 25,6% rispetto all’anno precedente. Tale valore rappresenta l’1,9% degli investimenti fissi lordi in Italia nel 2017 e lo 0,3% del Pil nazionale. A investire sono in netta prevalenza le aziende elettriche. Ammontano a 916 milioni di euro gli investimenti delle imprese del sistema idrico (+21,1% sul 2016), che testimoniano gli sforzi in atto per migliorare la qualita’ delle reti.(

Gli investimenti pro capite nella gestione dei rifiuti ammontano, invece, a 9,4 euro per abitante per le monoutility, di fronte ai 19,4 delle multiutility attive nel medesimo settore. Dallo studio emerge un calo dei ricavi delle Top 100 dovuto principalmente alle difficolta’ incontrate dalle imprese del settore elettrico (fatturato sceso del 5% rispetto al 2016), penalizzate dalla flessione dei prezzi e della domanda. Di segno opposto le monoutility del gas che, dopo il forte calo rilevato nella precedente edizione, nel 2017 hanno segnato un aumento del fatturato del 12,2%.

Prosegue, tuttavia, il calo dell’indice medio di soddisfazione dei clienti, sceso a 80,4 dall’ 81,8 della sesta edizione del report. Scendono, invece, i reclami dei clienti, la cui incidenza passa da 1,2% a 0,7%. Innovazione e ricerca stanno diventando, come per tutte le imprese, fattori sempre piu’ strategici nei piani industriali delle utility.

‘Capacita’ di rapportarsi con tutti gli stakeholder e di ascoltare le numerose istanze provenienti dalle comunita’ in cui opera, nonche’ un elevato livello di trasparenza amministrativa’: sono questi i fattori ad avere fatto la differenza per i membri del Comitato Scientifico (docenti e ricercatori delle piu’ importanti universita’ italiane) che hanno scelto di assegnare il premio ad Hera nella categoria ‘comunicazione’.

Per il gruppo Hera una comunicazione incisiva e coerente contribuisce a costruire un rapporto duraturo con il territorio in cui opera– puntualizza Giuseppe Gagliano, direttore centrale Relazioni Esterne della multiservizi- oggi, la comunicazione e’ pervasiva e le persone sono sommerse dalle informazioni. Rivolgersi loro con contenuti utili, semplici ma efficaci deve essere un obiettivo centrale per le aziende di pubblico servizio e Hera ha deciso di investire molto in questa direzione”.

Per il gruppo Aimag hanno ritirato il premio la presidente Monica Borghi e il direttore Davide De Battisti.

(Agenzia Dire)