Decreto Transizione 5.0 e Aree idonee: via libera dal Senato

RIPRESA DEI LAVORI PARLAMENTARI: IL PUNTO

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D.LGS RED III

La Commissione Ambiente ed Energia del Senato ha concluso il 22 dicembre l’esame, in sede consultiva, dello schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2023/2413, che modifica la direttiva (UE) 2018/2001, il regolamento (UE) 2018/1999 e la direttiva n. 98/70/CE per quanto riguarda la promozione dell’energia da fonti rinnovabili e che abroga la direttiva (UE) 2015/652(Atto n. 324).  Nel corso della seduta è stato espresso il parere di competenza.


DL TRANSIZIONE 5.0 E AREE IDONEE

Con 88 voti favorevoli, 58 contrari e un astenuto l’aula del Senato ha approvato il dl Transizione 5.0 su cui il Governo aveva posto la questione di fiducia. Il provvedimento passa ora alla Camera per la conversione definitiva in legge entro il 20 gennaio. 

 Il provvedimento riscrive le regole per lo sviluppo delle rinnovabili e il sostegno alla digitalizzazione green, introducendo modifiche sostanziali alla disciplina delle energie rinnovabili, cercando un equilibrio – non privo di criticità – tra necessità di accelerazione energetica, tutela del paesaggio e salvaguardia delle attività agricole. Tra semplificazioni per la “Solar Belt” e nuovi vincoli al fotovoltaico a terra, ecco il punto sulle novità e le posizioni delle varie forze  politiche in sede di dibattito parlamentare.

Le novità tecniche: Solar Belt, autoconsumo e regime transitorio

Il cuore del decreto riguarda l’individuazione delle aree idonee, ovvero quelle zone dove l’installazione di impianti da fonti rinnovabili beneficia di procedure autorizzative accelerate.

1. Più spazio all’autoconsumo industriale

Viene data maggiore libertà alle imprese di realizzare impianti per l’autoconsumo nelle aree circostanti gli insediamenti industriali. Una novità di rilievo è l’eliminazione dell’obbligo di Autorizzazione Ambientale Unica (AUA) per questi impianti: una semplificazione che punta ad allargare la platea dei soggetti beneficiari, riducendo i tempi burocratici.

2. La Solar Belt e il limite ai 20 kW

Le aree idonee attorno ai siti produttivi restano definite entro un raggio di 350 metri (la cosiddetta Solar Belt). Tuttavia, per evitare “moltiplicazioni” artificiali delle aree idonee, il decreto chiarisce che un impianto fotovoltaico superiore ai 20 kW di potenza non può più essere considerato esso stesso un sito industriale da cui calcolare ulteriori 350 metri di raggio.

3. Salva-progetti e regime transitorio

Viene istituito un regime transitorio fondamentale per la certezza del diritto: le nuove restrizioni (comprese quelle del Decreto Agricoltura dello scorso anno) non si applicheranno ai progetti i cui iter autorizzativi o di valutazione ambientale risultino già completi nella documentazione alla data di entrata in vigore del decreto.

4. La stretta sulle connessioni e il fotovoltaico a terra

Non mancano i punti controversi. Una norma stabilisce che se le connessioni alla rete elettrica “escono” dal perimetro dell’area idonea, l’intero impianto perde la qualifica di “idoneo”, finendo nel regime ordinario. Inoltre, si riducono gli spazi per il fotovoltaico a terra: le Regioni potranno individuare nuove aree idonee entro limiti rigidi (0,8% – 3% della superficie agricola), ma in questa quota dovranno ora rientrare anche le aree idonee ex lege e l’agrivoltaico.


Il dibattito in Aula: visioni a confronto

La discussione in Senato ha evidenziato una netta spaccatura tra la maggioranza, che rivendica pragmatismo e tutela del “Made in Italy”, e le opposizioni, che denunciano una mancanza di visione strategica e un eccesso di burocrazia.

Il Centrodestra: “Pragmatismo e sovranità”

I relatori e gli esponenti della maggioranza hanno difeso il testo come uno strumento di semplificazione e difesa del territorio.

  • Fratelli d’Italia: Il senatore Sigismondi ha sottolineato come il decreto abbatta la burocrazia ereditata dai governi precedenti, mentre il senatore De Priamo ha rivendicato il primato di investimenti della Transizione 5.0 rispetto alla 4.0. Per Gianni Rosa, l’agrivoltaico rappresenta la sintesi perfetta tra energia e agricoltura.

  • Lega: Il senatore Bergesio ha posto l’accento sulla difesa del suolo agricolo (“la terra deve produrre cibo”), lodando la clausola di salvaguardia per i progetti avviati e l’introduzione del monitoraggio (il “contatore”) della superficie agricola utilizzata.

  • Forza Italia: Il senatore Trevisi ha ricordato l’importanza del rifinanziamento del reddito energetico e del sostegno alle famiglie fragili e alle PMI.

Il Centrosinistra e il Movimento 5 Stelle: “Occasione persa e caos normativo”

Le opposizioni hanno votato compattamente contro, pur con sfumature diverse.

  • Partito Democratico: Il senatore Fina ha criticato la mancanza di una strategia industriale e l’assenza di tutele per il lavoro e la formazione nella riconversione green. Ha inoltre chiesto un maggior coinvolgimento degli Enti Locali nella programmazione.

  • Movimento 5 Stelle: Il senatore Nave ha parlato di “improvvisazione allo stato puro”, denunciando lo smantellamento di Transizione 4.0 e l’instabilità normativa che genererà ricorsi e blocchi dei cantieri.

  • Italia Viva: I senatori Scalfarotto e Fregolent hanno definito il provvedimento un “fiasco clamoroso”, accusando il governo di essere “quello dei no” (no alle rinnovabili, no al nucleare) e di complicare la vita alle imprese con regole scritte in modo “sciatto”.

  • Alleanza Verdi e Sinistra (AVS): I senatori Floridia e Magni hanno lamentato l’assenza di una vera visione climatica, sottolineando come il decreto rallenti la transizione ecologica e aumenti la dipendenza dai combustibili fossili.


VARIE

Arera, via libera dal Parlamento (e dal Cdm) alle nomine

 Via libera giovedì 18 dicembre, dalle commissioni Attività produttive e Ambiente della Camera, alle proposte di nomina del nuovo presidente e dei nuovi componenti del collegio di Arera.

Nell’ultima seduta congiunta, tutte le proposte di nomina hanno infatti ottenuto il voto favorevole di più dei due terzi dei componenti delle commissioni.

Le proposte di nomina, si ricorda, hanno ottenuto martedì il disco verde anche dell’altra commissione competente in merito, la Ambiente del Senato, e sono poi tornate in Cdm, il 22 dicembre, per il via libera definitivo. (Public Policy)


DAL GOVERNO

Decreto Ministeriale 11/12/2025: modelli unici per autorizzazioni impianti rinnovabili DL 190/2024

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha pubblicato sul proprio sito il decreto ministeriale 11 dicembre 2025 recante “Adozione dei modelli unici per le procedure di autorizzazione per la costruzione e l’esercizio di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, di cui al decreto legislativo 25 novembre 2024 n. 190”.
Il testo del decreto e i relativi allegati A (modello unico PAS) e B (modello unico AU) sono disponibili al seguente LINK.

(Anci)


RASSEGNA NORMATIVA

Provvedimenti approvati a fine 2025

Decreto Milleproroghe

DECRETO-LEGGE 31 dicembre 2025 n. 200

Disposizioni urgenti in materia di termini normativi. (25G00213) (GU Serie Generale n. 302 del 31-12-2025)

Legge di Bilancio 2026

LEGGE 30 dicembre 2025 n. 199

Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028. (25G00212) (Serie Generale, GU n. 301 del 30-12-2025 – Suppl. Ordinario n. 42)

Per approfondire i contenuti della legge:

Nota di sintesi ANCI

Schede Ali Autonomie

Legge annuale 2025 per il mercato e la concorrenza

LEGGE 18 dicembre 2025 n. 190

Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2025. (25G00198) (GU Serie Generale n. 294 del 19-12-2025)

 

Rassegna parlamentare a cura di MF