Accordo Anci – Anbi per la manutenzione preventiva del territorio

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Una collaborazione operativa e tecnica tra consorzi di bonifica e comuni per la promozione di azioni di sensibilizzazione rispetto alla necessità di assicurare la manutenzione preventiva del territorio quale strumento per la riduzione del rischio idrogeologico e la corretta gestione delle acque irrigue per la tutela della disponibilità e il risparmio della risorsa idrica.

È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato il 25 febbraio a Roma da Massimo Gargano, direttore generale dell’Associazione nazionale consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue (Anbi) e da Marco Fioravanti, presidente del Consiglio nazionale dell’Associazione Comuni Italiani (Anci). Presenti alla firma del Protocollo anche Marco Casini, segretario generale autorità distretto Appennino centrale e Giuseppina Giovannoli, sindaco di Sermoneta. L’accordo rappresenta un atto concreto, che determina un quadro operativo e di prospettiva alle centinaia di collaborazioni già in essere lungo la Penisola e mira, inoltre, a sensibilizzare le Istituzioni competenti per un’azione tesa a una politica a livello di Unione Europea che preveda atti volti a valorizzare adeguatamente i termini della tutela e dell’utilizzo sostenibile ed efficiente della risorsa idrica, anche in campo irriguo, della prevenzione dal rischio idraulico e idrogeologico del territorio e della tutela dell’ambiente naturale e della biodiversità, favorendo la conoscenza delle innovazioni tecnologiche per favorire la riduzione delle emissioni di CO2 nell’atmosfera.

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“C’è la crisi climatica e la crisi geopolitica. Da queste due evidenze Anbi e Anci trovano delle nuove missioni, dei nuovi paradigmi nell’affrontare questi due momenti di crisi– ha dichiarato Gargano- Bisogna dare più sicurezza ai cittadini e bisogna rimettere al centro del modello di sviluppo di questo Paese il cibo”.

Per il direttore generale di Anbi esiste in Italia “la cultura dell’emergenza che tende a essere dominante su quella della prevenzione. Noi vogliamo ribaltare questo paradigma. Con questo accordo rilanciamo una forza, nei confronti delle istituzioni, per dire c’è più bisogno di acqua e c’è più bisogno di sicurezza idrogeologica. Il nostro piano ‘invasi’ va esattamente in questa direzione. Non possiamo e non dobbiamo continuare ad avere gli strumenti per risolvere i problemi dei territori, dei cittadini, dell’economia e dell’occupazione, e non metterli in campo”.

Per il presidente dell’Anci “il fine di questo protocollo è quello di unire le forze e dare forza ai comuni e ai territori, perché l’Italia è il Paese dei comuni che presidiano il territorio. Il protocollo serve per lavorare molto sulla prevenzione, sulla sinergia per mettere a fattor comune le risorse e per mettere in sicurezza il territorio”.

(Agenzia Dire)