Milleproroghe: al via il voto sugli emendamenti. Focus sul “pacchetto” ambiente
DECRETO MILLEPROROGHE
Le Commissioni riunite Affari costituzionali e Bilancio della Camera hanno proseguito l’11 febbraio l’esame del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200, recante disposizioni urgenti in materia di termini normativi(AC. 2753) (scade il 1° marzo).
Certamente. Ecco un punto aggiornato sullo stato dell’iter e sui contenuti principali del Disegno di Legge A.C. 2753, che mira a convertire in legge il cosiddetto Decreto “Milleproroghe” 2026 (D.L. 31 dicembre 2025, n. 200).
Stato dell’Iter Parlamentare
Il provvedimento è attualmente in fase di esame alla Camera dei Deputati (prima lettura).
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Assegnazione: Il testo è affidato alle Commissioni riunite I (Affari Costituzionali) e V (Bilancio e Tesoro) in sede referente.
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Emendamenti: Il termine per la presentazione degli emendamenti è scaduto il 22 gennaio 2026. Sono state depositate oltre 1.100 proposte emendative, di cui circa 375 sono state “segnalate” dai gruppi parlamentari per essere messe ai voti.
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Calendario: Le votazioni in Commissione sono entrate nel vivo nella settimana in corso (11-12 febbraio). L’obiettivo è concludere l’esame in sede referente per approdare in Assemblea nei prossimi giorni.
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Scadenza: Il decreto-legge deve essere convertito in legge entro il 1° marzo 2026, pena la decadenza dei suoi effetti.
Sintesi dei principali contenuti
Il decreto agisce su una vasta gamma di scadenze amministrative e normative per garantire la continuità dell’azione pubblica. Ecco i pilastri principali:
1. Enti Locali e PNRR
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Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP): Viene prorogato al 31 dicembre 2026 il termine per l’attività istruttoria tecnica necessaria a determinare i LEP (fondamentali per l’attuazione dell’Autonomia differenziata).
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Federalismo Fiscale: Slittano i termini relativi alla riforma del quadro fiscale di Regioni e Province, in linea con le tappe di monitoraggio del PNRR.
2. Fisco e Imprese
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Testi Unici Fiscali: Il rinvio più significativo riguarda l’entrata in vigore dei nuovi Testi Unici in materia tributaria, ora differita al 1° gennaio 2027.
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Polizze Catastrofali: Prorogato al 31 marzo 2026 il termine per le piccole e micro imprese (specialmente nel settore turistico-ricettivo) per stipulare le polizze assicurative obbligatorie contro i rischi derivanti da eventi naturali.
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Sanzioni Codice della Strada: È stata confermata la sospensione dell’aggiornamento biennale automatico delle sanzioni amministrative (legato all’inflazione) anche per tutto il 2026.
3. Salute e Sicurezza
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Edilizia Ospedaliera: Prorogati i termini per la realizzazione del nuovo complesso ospedaliero di Siracusa e la relativa struttura commissariale fino a fine 2026.
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Forze di Polizia: Estese le facoltà assunzionali per il personale del comparto sicurezza e dei Vigili del Fuoco.
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Personale Sanitario: Proroga di termini relativi alla stabilizzazione del personale e incarichi temporanei per far fronte alle carenze di organico.
4. Lavoro e Istruzione
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Cassa Integrazione: Copertura estesa per specifiche situazioni di crisi industriale fino a giugno 2026.
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Università: Proroga dei termini per il rinnovo dei componenti del Consiglio Universitario Nazionale (CUN).
Prossimi passaggi
Data la scadenza imminente del 1° marzo, ci si aspetta che il Governo possa porre la questione di fiducia in Aula alla Camera per blindare il testo e trasmetterlo rapidamente al Senato per l’approvazione definitiva “blindata” (senza ulteriori modifiche).
“PACCHETTO” AMBIENTE
Il comparto ambientale è uno dei più toccati dalle proroghe, poiché strettamente legato alle scadenze del PNRR e alla gestione delle emergenze territoriali. Ecco i punti chiave:
1. Gestione dei Rifiuti e Sostenibilità
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REN (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti): Viene confermata la proroga dei termini per l’iscrizione a regime e l’adeguamento dei sistemi informatici per le imprese. L’obiettivo è evitare sanzioni immediate in una fase di transizione tecnologica ancora complessa per le piccole medie imprese (PMI).
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End of Waste (Cessazione della qualifica di rifiuto): Slittano i termini per l’emanazione di alcuni decreti ministeriali che devono definire i criteri specifici affinché determinate tipologie di scarti (es. tessili o da costruzione) cessino di essere considerati rifiuti e possano essere reimmessi nel ciclo produttivo come materie prime seconde.
2. Dissesto Idrogeologico e Emergenze
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Commissari Straordinari: Il decreto proroga al 31 dicembre 2026 la durata di diverse strutture commissariali per il contrasto al dissesto idrogeologico. Questo permette di non interrompere i cantieri già avviati per la messa in sicurezza di versanti e bacini idrografici.
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Ricostruzione Post-Sisma/Alluvione: Vengono estesi i termini per l’utilizzo delle contabilità speciali destinate agli interventi di ripristino ambientale e delle infrastrutture nelle zone colpite dalle alluvioni del 2023 (Emilia-Romagna, Toscana, Marche).
3. Energia e Transizione Ecologica
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Mercato Tutelato: Il decreto include disposizioni che mirano a gestire la fase transitoria del passaggio al mercato libero dell’energia, prorogando alcuni obblighi informativi a carico dei fornitori per proteggere i consumatori “vulnerabili”.
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Produzione da Fonti Rinnovabili: Vengono prorogati i termini per l’avvio dei lavori di alcuni impianti alimentati a fonti rinnovabili (FER) che hanno subito ritardi burocratici o di approvvigionamento materiali, evitando così la decadenza degli incentivi già assegnati.
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Impianti di Riscaldamento: È prevista una proroga per i termini di adeguamento tecnologico e di monitoraggio delle emissioni per i grandi impianti di combustione civile, per allinearli alle più recenti direttive UE sulla qualità dell’aria.
4. Bonifiche e Siti di Interesse Nazionale (SIN)
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Siti Orfani: Il decreto interviene sulle tempistiche per l’attuazione dei progetti di bonifica dei cosiddetti “siti orfani” (aree contaminate dove non è individuabile il responsabile dell’inquinamento), garantendo che i fondi PNRR assegnati possano essere impegnati anche a fronte di rallentamenti nelle procedure di gara.
Emendamenti segnalati (In discussione)
Tra le proposte emendative segnalate in Commissione in questi giorni, spiccano:
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Bonus Verde: Proposta di proroga della detrazione IRPEF del 36% per la sistemazione a verde di aree scoperte private.
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Plastica e Zucchero Tax: Sebbene siano temi fiscali, hanno un forte impatto ambientale; la discussione verte su un ulteriore slittamento della loro entrata in vigore per non gravare sulle filiere produttive in un momento di calo dei consumi.
In breve, il “pacchetto ambiente” del Milleproroghe 2026 non introduce nuove grandi riforme, ma serve a “tenere in vita” i cantieri della transizione ecologica e le strutture di emergenza, evitando che la burocrazia blocchi i fondi europei o le opere di messa in sicurezza del territorio.
DECRETO PNRR
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha stanziato 1 miliardo di euro per potenziare la sicurezza e l’efficienza del settore idrico italiano.
La misura è contenuta nel nuovo Decreto PNRR, approvato dal Consiglio dei Ministri per velocizzare gli investimenti e ridurre i colli di bottiglia amministrativi.
Lo strumento introdotto
Il MIT introduce lo “Strumento finanziario nazionale per gli investimenti infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico” (SFNIISSI), con una dotazione iniziale di 1 miliardo di euro, destinato a mettere in pratica il piano di investimenti PNRR “regime di sovvenzioni per gli investimenti in infrastrutture idriche” dando priorità ai progetti già inseriti nel PNIISSI (Piano nazionale degli investimenti infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico).
Tale strumento non sostituisce i finanziamenti esistenti (come i fondi MASE per il dissesto o le componenti tariffarie ARERA), ma si affianca ad essi in un’ottica di complementarità per il sostegno alle grandi opere, e potrà prevedere ulteriori stanziamenti nazionali.
Finalità
Gli interventi nei territori recentemente colpiti da alluvioni ed eventi meteo estremi avranno una corsia preferenziale, con particolare attenzione al rinforzo di sistemi acquedottistici e opere di drenaggio urbano. Le risorse non serviranno solo per la ricostruzione e il ripristino di ciò che è stato danneggiato, ma finanzieranno anche interventi strutturali di prevenzione, fondamentali per ridurre il rischio futuro e mettere in sicurezza le comunità.
La creazione di uno strumento con una dote già definita e la possibilità di apporto di fondi nazionali, migliora la programmabilità degli investimenti idrici, soprattutto quelli di scala sovra‑regionale o complessa. (Accadueo).
DDL DELEGA NUCLEARE
Le Commissioni riunite Ambiente (VIII) e Attività Produttive (X) della Camera hanno intensificato il fitto calendario di audizioni informali riguardanti i progetti di legge delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile (A.C. 2669 e abbinati).
Il dibattito ha visto contrapporsi visioni sistemiche divergenti, delineando una spaccatura tra chi vede nell’atomo la “chiave di volta” della decarbonizzazione e chi lo considera una scommessa tardiva e costosa.
☢️ Il fronte del “Sì”: sicurezza e autonomia strategica
Le realtà industriali e alcuni centri di ricerca hanno espresso un forte sostegno alla delega, sottolineando come il nucleare di nuova generazione (SMR e AMR) sia indispensabile per la stabilità della rete.
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Confindustria e Ansaldo Nucleare: Durante le audizioni del 5 febbraio, è emerso l’allarme per i nuovi poli di domanda elettrica, come i data center e l’IA, che richiedono energia costante (baseload) non garantibile dalle sole rinnovabili. Il nucleare ridurrebbe la dipendenza dall’import (specialmente dalla Francia) e la volatilità dei prezzi.
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Comitato Nucleare e Ragione: Ha evidenziato come il nucleare sia già incluso nella Tassonomia UE delle attività sostenibili. Gli esperti hanno suggerito di non limitare la delega ai soli piccoli reattori modulari (SMR), ma di mantenere una “neutralità tecnologica” che includa anche la terza generazione avanzata di grande taglia, già commerciabile.
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Eni e Ricerca (ITER): Le audizioni dell’11 febbraio hanno spostato l’orizzonte verso la fusione nucleare, definita come la sfida tecnologica definitiva, pur riconoscendo la necessità di un quadro normativo che oggi accompagni la sperimentazione.
🛑 Le critiche: tempi, costi e scorie
Di segno opposto gli interventi delle associazioni ambientaliste e di diversi accademici, che hanno sollevato dubbi sulla fattibilità economica e temporale del piano.
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Kyoto Club e Legambiente: Gianni Silvestrini e altri esperti hanno ribadito che gli SMR sono tecnologie “non ancora mature” e che i primi impianti operativi in Occidente non vedranno la luce prima del 2030-2035. Secondo questa visione, investire nel nucleare oggi rischierebbe di drenare risorse che sarebbero più efficaci se destinate a rinnovabili e accumuli, installabili in tempi molto più brevi.
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Il Nodo Scorie: Più auditi, tra cui il Prof. Aurelio Angelini e rappresentanti dei “Comitati No Scorie”, hanno ricordato che l’Italia non ha ancora risolto il problema del Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi esistenti (quelli della vecchia stagione e quelli medicali), definendo “rischioso” progettarne di nuovi senza una soluzione logistica definitiva.
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Costi: È stato citato il rischio di overshooting finanziario, con costi per il kWh potenzialmente superiori a quelli delle fonti solari ed eoliche integrate da batterie.
Il lavoro delle Commissioni punta ora a sintetizzare i contributi per emendare la legge delega. I punti fermi che il Parlamento sta cercando di definire riguardano:
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La creazione di un’Autorità di regolazione indipendente e rafforzata.
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Un piano chiaro per la formazione di nuove competenze tecniche e professionali.
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La definizione rigorosa di cosa si intenda per “nucleare sostenibile” nel contesto italiano.
L’obiettivo del Governo resta quello di avere una cornice legislativa pronta entro la fine della sessione primaverile, per poi procedere con i decreti legislativi attuativi.
NUCLEARE. CAMPANELLA: COMPETENZE ISIN DOVRANNO ESSERE VALORIZZATE
SONO IMPORTANTI E STRATEGICHE PER IL PAESE (DIRE) Roma, 10 feb. – “Prescindendo dalle scelte che il Parlamento ed il Governo intenderanno effettuare in tema di energia nucleare, le competenze di ISIN – in quanto Autorità di sicurezza nucleare – dovranno essere valorizzate, in quanto importanti e strategiche per il Paese”. Il direttore dell’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione- ISIN, Francesco Campanella, lo dice in audizione alla commissione Ambiente della Camera nell’ambito delle audizioni relative all’esame da parte del Parlamento del disegno di legge ‘Delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile’. L’Ispettorato assicura infatti “imprescindibili funzioni di monitoraggio, autorizzative, di controllo e vigilanza, di emanazione di guide tecniche, di valutazione tecnica, di rappresentanza dello Stato italiano a livello internazionale nelle materie e attività di competenza, di informazione e comunicazione alla cittadinanza sulla sicurezza nucleare e sulla radioprotezione”, precisa Campanella. “Qualora però si scegliesse di ripartire con un rinnovato programma nucleare nazionale, dovrebbe essere modificato il mandato istituzionale di ISIN, e si renderebbe evidentemente necessario un sostanziale rafforzamento numerico della pianta organica, che andrebbe triplicata rispetto agli attuali 90 addetti, portandolo a 270-300 unità”, segnala il direttore. Ove invece si mantenesse il quadro normativo attuale, “in ogni caso l’ISIN, per far fronte con efficacia agli impegni derivanti dal suo attuale mandato, avrebbe comunque bisogno di un incremento delle risorse di circa 50 unità”, prosegue Campanella. In entrambi i casi, “appare opportuno segnalare l’esigenza di un mutamento di inquadramento dei dipendenti, oggi inquadrati come personale di un ente pubblico di ricerca e non come personale di una Authority, con una discriminazione economica che, evidentemente, compromette anche l’attrattività dell’Ente sul mercato del lavoro”, rileva il direttore ISIN, “un’autorità dotata di risorse adeguate e attrattività economica potrà continuare a dimostrarsi autorevole e credibile, così da trattenere i suoi talenti migliori acquisendone altri, e garantire al Paese l’adozione dei più elevati standard internazionalmente riconosciuti in materia di sicurezza nucleare e di radioprotezione”.
“Solo un’autorità indipendente ma non isolata, capace – come Isin sta dimostrando sistematicamente da quasi due anni – di lavorare in rete con il sistema delle autorità competenti nazionali, di stabilire partnership strategiche con gli organismi internazionali deputati ai temi della sicurezza nucleare e della radioprotezione e con le omologhe Autorità regolatorie di altri Paesi, e di incoraggiare e promuovere azioni di stakeholder engagement e di public engagement, può consentire al Paese di approcciare con modernità e adeguatezza temi così fortemente strategici come quelli oggi in discussione sul fronte energia”, dice il direttore dell’ISIN, Francesco Campanella. L’Isin agisce e vigila attualmente all’interno di un panorama complesso che include: 17 impianti nucleari nazionali in fase di decommissioning; Circa 33.500 metri cubi di rifiuti radioattivi, monitorati tramite il sistema STRIMS; 101 grandi installazioni che utilizzano sorgenti di radiazioni ionizzanti per scopi medici, industriali o di ricerca; Circa 200.000 trasporti annui di materiale radioattivo; Reti di pronto allarme per il monitoraggio della radioattività ambientale; Centro nazionale per la gestione delle emergenze nucleari e radiologiche.
NUCLEARE. MARIOTTI (ENEA): FAVOREVOLI A NORME SU AVVIO PROGRAMMA NAZIONALE
“ENEA accoglie con favore sia il disegno di legge che pone le basi concrete per l’avvio di un programma nucleare italiano, in linea con i più alti standard internazionali e con le politiche energetiche dell’Unione europea, sia la proposta di legge che disciplina l’adozione di linee di azione nazionali per lo sviluppo di nuove tecnologie nucleari, coerentemente con gli obiettivi proposti dall’ultimo Pniec”. Lo ha detto la presidente dell’ENEA Francesca Mariotti nel corso dell’audizione davanti alle Commissioni congiunte Ambiente e Attività produttive della Camera dei deputati, nell’ambito dell’esame dei progetti di legge in materia di energia nucleare sostenibile. Mariotti ha sottolineato in particolare come ENEA condivida i principi fondamentali contenuti nelle norme proposte, quali la neutralità tecnologica e la necessità di un mix energetico equilibrato, con conseguente riduzione sempre più decisa del ricorso alle fonti fossili. “Affinché l’avvio del programma nucleare abbia successo- ha aggiunto- va affrontata con urgenza l’istituzione dell’Autorità di Sicurezza nucleare e l’individuazione di una Technical Support Organization. Inoltre, bisogna realizzare una campagna di informazione capillare per la popolazione, investire nella formazione di addetti qualificati, potenziare il settore della ricerca e prevedere nel breve periodo l’individuazione del Deposito nazionale”.(S
“All’ENEA la ricerca nucleare non si è mai fermata in oltre settant’anni di storia e attualmente siamo coinvolti in molte attività di ricerca per lo sviluppo di tecnologie nucleari avanzate, inclusi SMR, LFR e la gestione dei rifiuti radioattivi”, ha proseguito la presidente dell’ENEA Francesca Mariotti. “Gestiamo un parco di infrastrutture di livello internazionale, unico in Italia, che si sta ulteriormente sviluppando grazie a investimenti privati e al Piano Ricerca Nucleare, mentre le nostre attività comprendono la partecipazione a progetti internazionali, lo scambio di conoscenze e best practice, il supporto tecnico alle imprese sull’implementazione di tecnologie nucleari e la formazione per professionisti del settore”, ha aggiunto Mariotti. La presidente ENEA ha inoltre osservato che “le nuove tecnologie nucleari, come i reattori di quarta generazione, e i nuovi modelli di business che guardano al nucleare modulare, promettono maggiore sicurezza e minori rischi rispetto ai reattori tradizionali”. Mariotti ha poi sottolineato la necessità di accelerare il processo, in un contesto internazionale di grande rilancio dell’energia nucleare. “Bisogna investire sulla ricerca e sulla supply chain tenendo presente le tempistiche di realizzazione: SMR nel breve periodo, AMR nel medio e fusione nucleare nel lungo periodo. Le opportunità per il Paese sono grandissime sia in termini di occupazione che di impatto economico diretto (PIL) e indiretto (costo dell’energia e servizi)”. (Agenzia Dire).
DAL GOVERNO
Il governo è al lavoro sul nuovo decreto bollette. Pronti 315 milioni
Un fondo di 315 milioni di euro coperti dal Mase per dare un contributo straordinario di 90 euro alle famiglie che hanno il bonus sociale per la bolletta della luce, ma un contributo straordinario può essere riservato dai venditori di energia elettrica per il 2026 e 2027 anche ai clienti domestici che non hanno un bonus sociale ma un Isee annuale che non va oltre i 25.000 euro. È una delle misure per ridurre le bollette di luce e gas alle famiglie e alle imprese (il taglio atteso secondo indiscrezioni sarà dai 2,5 ai 3 miliardi) contenute in una bozza del decreto-legge preparato dal Governo e che andrà in Cdm la prossima settimana. Il decreto-legge cercherà di andare incontro anche alle esigenze delle pmi come recita il titolo del provvedimento di 12 articoli “Misure urgenti di agevolazione tariffaria per la fornitura di energia elettrica e gas e di riduzione delle bollette elettriche in favore delle famiglie e delle imprese, per la competitività delle imprese e per la decarbonizzazione delle industrie, nonché misure urgenti in materia di risoluzione della saturazione virtuale delle reti elettriche e di integrazione dei centri di elaborazione dati nel sistema elettrico”.
Sul dossier energia “ci sono delle dinamiche e risposte che servono a livello nazionale”, ma il tema è anche “europeo”, ha sottolineato Giorgia Meloni. La bozza del decreto indica che sarà promossa la concorrenza nel mercato nazionale del gas naturale all’ingrosso e si provvederà alla sua integrazione nel mercato Ue. Per farlo l’Arera introdurrà “un servizio di liquidità entro un limite massimo di spesa di 200 milioni di euro” che prevede “la sottoscrizione di contratti tra l’impresa maggiore di trasporto di gas naturale italiana”, ovvero Snam, “e operatori selezionati tramite procedure competitive che avranno il diritto di ricevere un premio e l’obbligo di formulare offerte di vendita sui mercati a pronti del gas naturale a prezzi specifici”.
I 200 milioni saranno attinti dalle risorse rinvenienti dalla vendita da parte dell’impresa maggiore di trasporto di gas naturale, secondo i termini e le modalità definiti dall’Arera del gas stoccato. L’Autorità presenterà, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, al Mase “una proposta per la piena integrazione dei mercati del gas naturale italiano e tedesco attraverso le infrastrutture in territorio svizzero”. Il decreto prevede la riduzione della componente Asos (oneri di sistema) delle bollette elettriche e il sostegno alle utenze non domestiche, disposizioni per promuovere la contrattazione di lungo termine della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili da parte delle imprese, per la riduzione degli oneri di sistema derivanti dalle bioenergie, per la riduzione degli oneri del gas naturale per la produzione di elettricità.
ENERGIA. MELONI: PROSSIMA SETTIMANA IN CDM MISURA ARTICOLATA SU PREZZI
“A nome dell’Italia mi sono concentrata e mi concentrerò soprattutto sulla questione dei prezzi dell’energia. Su questo chiaramente ci sono delle dinamiche e delle risposte che servono a livello nazionale: la prossima settimana noi porteremo in Consiglio dei ministri una misura molto articolata sul tema dei prezzi dell’energia”. Lo dice la premier Giorgia Meloni nel punto stampa prima del vertice Ue informale. Poi ci sono le risposte che “sono anche europee”, perché “se noi non rimuoviamo i problemi che esistono anche a livello europeo non saremo in grado di dare una risposta sul tema più serio che mette a repentaglio la competitività delle nostre imprese, che è il tema dei costi dell’energia”, aggiunge Meloni. (Agenzia Dire).
LE ALTRE NOTIZIE
IMPRESE. ILLUMINAZIONE PUBBLICA ‘INTELLIGENTE’, INCONTRO ASSIL IN SENATO
CON SISTEMI DI SMART LIGHTING RISPARMI ENERGETICI FINO AL 70-80% (DIRE) Roma, 10 feb. – Si è svolta a Roma, presso la Sala Caduti di Nassirya, la conferenza stampa ‘Illuminazione pubblica intelligente: una leva per la transizione energetica e digitale del Paese’ promossa su iniziativa della senatrice Clotilde Minasi. L’incontro è stata un’occasione importante per dialogare sulle potenzialità delle tecnologie avanzate per la luce, partendo dallo studio di Assil-Associazione dei produttori di illuminazione realizzato in collaborazione con il Politecnico di Milano. Si innesta in questo contesto il Disegno di legge numero 1700 della XIX Legislatura, depositato in Senato, intitolato ‘Disposizioni per l’efficientamento dell’illuminazione pubblica e degli edifici pubblici attraverso la promozione di sistemi di illuminazione digitalizzati di ultima generazione’. Il provvedimento intende fornire un quadro di riferimento chiaro sulle migliori tecnologie oggi disponibili per modernizzare le infrastrutture luminose del comparto pubblico, contribuendo in modo significativo alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni. La proposta normativa punta a favorire l’adozione di sistemi di illuminazione intelligenti e digitalizzati, basati su tecnologie LED, sensori di luminosità e piattaforme di gestione remota, in grado di integrare funzioni di monitoraggio, automazione e manutenzione predittiva. L’obiettivo è duplice: da un lato ridurre i costi di gestione e manutenzione per le amministrazioni pubbliche, dall’altro migliorare sicurezza, qualità del servizio e sostenibilità ambientale attraverso un controllo centralizzato e intelligente delle reti di illuminazione.
Secondo lo studio di Assil realizzato in collaborazione con il Politecnico, in Italia sono presenti circa 10 milioni di punti luce pubblici, di cui il 65% è già stato convertito alla tecnologia Led. Gli interventi futuri dovranno quindi concentrarsi sul restante 35%, pari a circa 3,5 milioni di punti luce. Lo studio delinea tre scenari di sviluppo: dallo scenario base, più conservativo, che prevede la semplice sostituzione dei corpi illuminanti obsoleti con soluzioni Led, fino allo scenario avanzato, caratterizzato da un’evoluzione ad alta intensità tecnologica dell’illuminazione pubblica. In quest’ultimo caso, alla completa conversione LED si affianca una diffusione capillare di sistemi intelligenti, coerenti con i principi delle smart city e con gli obiettivi della direttiva Epbd. In termini di benefici energetici e ambientali, lo scenario base consentirebbe un risparmio di 1,7 GWh, equivalente alla piantumazione di circa 11.950 alberi all’anno e a una riduzione di 424 tonnellate di CO2. Lo scenario avanzato porterebbe invece a un risparmio di 2,4 GWh, pari a 17.435 alberi equivalenti e a una diminuzione di 619 tonnellate di CO2. L’illuminazione esterna pubblica rappresenta solo un esempio dei benefici concreti di questa misura, che potrebbe generare un significativo effetto moltiplicatore di opportunità anche in relazione alla valorizzazione e alla gestione del patrimonio demaniale dello Stato. L’introduzione di sistemi di smart lighting – infatti – può generare risparmi energetici fino al 70-80% rispetto agli impianti tradizionali, a seconda dell’ambito di applicazione.(
Questo Disegno di legge – a costo zero per le finanze pubbliche – si inserisce pienamente nel percorso di transizione digitale ed ecologica delle infrastrutture urbane del Paese e rappresenta un passo concreto verso la creazione di una rete nazionale di illuminazione pubblica e degli edifici pubblici ‘intelligente’, coerente con i principi e gli obiettivi del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (Pniec), che prevede una significativa riduzione delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2030. Entro sei mesi dall’approvazione del testo, la Conferenza Stato-Regioni dovrà adottare le linee guida nazionali per l’efficientamento dell’illuminazione pubblica e degli edifici pubblici, promuovendo l’uso di sistemi digitalizzati di ultima generazione. Le linee guida saranno aggiornate con cadenza triennale, al fine di garantire un costante allineamento con l’evoluzione tecnologica e con le migliori pratiche europee in materia di illuminazione intelligente. “La presentazione di questo Disegno di legge rappresenta un punto importante per la diffusione delle tecnologie di illuminazione di qualità. Come Assil, sosteniamo con forza un provvedimento che finalmente definisce un quadro di riferimento chiaro per modernizzare le infrastrutture pubbliche, trasformando l’illuminazione da semplice voce di costo a leva strategica per la transizione digitale ed ecologica del Paese” dichiara Carlo Comandini, presidente Assil.