Aree idonee alle rinnovabili: il contributo di Confservizi Emilia Romagna e Utilitalia all’udienza conoscitiva sulla pdl regionale
Si è svolta mercoledì 25 marzo, presso la sala Guido Fanti della Regione Emilia‑Romagna, l’udienza conoscitiva congiunta delle Commissioni Territorio, Ambiente e Mobilità e Politiche economiche, dedicata all’esame della proposta di legge “Individuazione delle aree idonee e disciplina dell’installazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili nel territorio regionale”.
Per Confservizi Emilia‑Romagna e Utilitalia è intervenuto Filippo Reggiannini, referente del Coordinamento Energia di Confservizi ER portando all’attenzione dei commissari le osservazioni tecniche e le proposte delle public utilities regionali, sintetizzando le prime esigenze derivate dalla lettura della proposta di legge.
Apprezzamento per la proposta di legge, ma restano alcuni punti da indirizzare
È stato espresso un generale apprezzamento per l’impianto della proposta normativa, che recepisce alcune istanze già sollevate in passato, fermo restando che alcuni aspetti sul buffer industriale e i terreni agricoli devono essere meglio calibrati per non pregiudicare la possibilità di installare nuovi impianti sulle già limitate aree idonee.
Diversamente, l’obiettivo regionale di 6,3 GW al 2030 di nuova capacità installata, potrebbe non essere raggiunto e in ogni caso bisogna ragionare con obiettivi di decarbonizzazione al 2040, coerentemente con quanto previsto dalla Commissione Europea.
Di seguito si sintetizzano i principali elementi di posizionamento associativo che la pdl dovrebbe meglio contemplare ed esplicitare.
- Aree idonee ulteriormente limitate anche da protocolli internazionali (zone UNESCO)
Un tema rilevante riguarda le ampie zone di protezione UNESCO, soprattutto nel territorio della Provincia di Ferrara, che secondo la stima della Regione farebbero perdere 800 MW di installazioni potenziali su un prospect di 1,6 GW.
Purtroppo, la normativa nazionale – non distinguendo tra “core” e “buffer” – impedisce di fatto la realizzazione di impianti FER in tali aree, salvo marginali eccezioni.
Si evidenzia quindi la necessità di non introdurre vincoli ostativi rispetto al già ristretto perimetro di aree idonee previsto dalla normativa nazionale.
- Colture certificate per la filiera del Parmigiano Reggiano: serve una modifica mirata
La normativa regionale attuale tutela in modo particolarmente estensivo le aree agricole destinate alla produzione di foraggi nell’areale DOP del Parmigiano Reggiano, senza distinguere tra colture realmente conferite alla filiera e quelle “solo potenzialmente” utilizzabili.
Questa impostazione rischia di sottrarre ulteriori superfici idonee allo sviluppo del fotovoltaico a terra, secondo quanto previsto dalla norma nazionale.
Si chiede quindi di differenziare tra aree le cui colture siano inequivocabilmente destinate alla filiera del Parmigiano Reggiano Dop da quelle invece prive di una tracciabilità definita che devono essere considerate idonee, coerentemente con il TU FER.
- Includere nel buffer di aree idonee quelle di pertinenza del ciclo idrico integrato
Si ritiene necessario estendere il buffer di idoneità per le aree agricole di pertinenza degli impianti del ciclo idrico : aspetto rilevante anche per l’esistenza degli obblighi di neutralità energetica al 2045 prevista dalla Direttiva acque reflue.
- Misure compensative
Si ritiene necessario minimizzare le misure compensative sull’agrivoltaico e si esprime una forte perplessità in merito all’adozione di misure compensative per il fotovoltaico in discarica (trattandosi di aree già compromesse).
In conclusione, il messaggio che Confservizi ER e Utilitalia hanno trasmesso attraverso il proprio contributo alla nuova legge regionale sulle aree idonee, è quello di fornire utili affinamenti per bilanciare costruttivamente le esigenze del territorio e quelle della transizione energetica.