Le proposte UE su reti energetiche e permessi all’esame di Camera e Senato

ATTI UE INFRASTRUTTURE ENERGIA

Il Parlamento  ha avviato l’esame del “Pacchetto Reti Energetiche” presentato dalla Commissione Europea a fine 2025. L’attività di Camera e Senato si concentra sulla verifica di conformità ai principi di sussidiarietà e proporzionalità, nonchè sull’analisi dell’impatto che queste norme avranno sul sistema energetico nazionale.

Lo stato dell’iter al Senato della Repubblica

Entrambi i dossier (COM(2025) 1006 e COM(2025) 1007) sono stati assegnati alle commissioni permanenti lo scorso 12 febbraio 2026.

  • Commissione di merito: L’esame principale è affidato alla 8ª Commissione (Ambiente, transizione ecologica, energia).

  • Commissione consultiva: La 4ª Commissione (Politiche dell’Unione Europea) ha ufficialmente avviato il dibattito il 10 marzo 2026 per formulare un parere sugli aspetti di compatibilità comunitaria.

  • Scadenza per il controllo di sussidiarietà: Il termine entro il quale il Senato dovrà pronunciarsi per segnalare eventuali criticità rispetto alle competenze nazionali è fissato per il 9 aprile 2026.

Lo stato dell’iter alla Camera dei Deputati

Anche a Montecitorio l’attenzione è alta, con un focus particolare sulla semplificazione amministrativa prevista dalla proposta di direttiva sulle autorizzazioni.

  • Analisi della sussidiarietà: La Camera sta valutando la portata del “potere di sostituzione” e del “prevalente interesse pubblico” introdotti dall’UE, per verificare che non comprimano eccessivamente le prerogative regionali e locali in materia di governo del territorio.

  • Documentazione tecnica: Gli uffici studi hanno predisposto dossier di approfondimento che evidenziano come l’obiettivo UE sia incrementare la capacità della rete del 20-40% entro il 2040 tramite l’uso di tecnologie digitali e infrastrutture transfrontaliere.


Tabella di sintesi dell’iter nazionale

Atto UE Trattazione in corso Organo coinvolto Prossima tappa
Regolamento TEN-E (COM 1006) Fase Ascendente Senato (8ª e 4ª Comm.) Approvazione risoluzione/parere
Direttiva Permitting (COM 1007) Valutazione impatto Camera e Senato Verifica sussidiarietà (9/4/2026)

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Il recepimento di queste norme in Italia determinerà:

  1. Tempi certi per l’autorizzazione di nuove infrastrutture di rete.

  2. Standard di sicurezza cyber e fisica più stringenti per le reti transfrontaliere.

  3. Nuovi modelli di coordinamento tra pianificazione nazionale ed europea.

Si attende a breve la Relazione tecnica del Governo ai sensi della Legge 234/2012, che chiarirà la posizione ufficiale dell’Esecutivo italiano sui singoli articoli delle proposte.


DECRETO ENERGIA

Il tema del rinnovo delle concessioni idroelettriche ritorna in più emendamenti presentati al decreto Bollette in commissione Attività produttive alla Camera.

Non solo Forza Italia, che chiede il rinnovo delle concessioni in cambio di investimenti e di una quota di energia a prezzo calmierato, la cui valorizzazione sia destinata a ridurre la componente Asos delle imprese manifatturiere. Un emendamento molto simile è stato presentato anche dalla Lega (a prima Firma Simona Bordonali): in questo caso, però, le regioni non sono obbligate ma “possono” disporre con legge “l’obbligo per i concessionari di cedere, con decorrenza dalla data di efficacia della riassegnazione definitiva e per una durata complessiva non superiore a 10 anni, in favore del Gestore dei Servizi Energetici (Gse S.p.A.), una quota di energia corrispondente al 15 per cento della potenza nominale media annua di concessione ad un prezzo convenzionale stabilito, per il primo periodo quinquennale, in 67 €/MWh, e da definire per il secondo periodo quinquennale”.

Nell’emendamento della Lega, poi, a differenza che in quello di Forza Italia, l’energia ceduta dal concessionario al Gse S.p.A. è “da questi assegnata a clienti finali ad alta intensità energetica aventi poli produttivi ubicati nelle regioni ove sussistono gli impianti idroelettrici interessati dalle procedure di riassegnazione delle concessioni ai sensi della presente norma”. Una proposta emendativa sostanzialmente uguale a quella della Lega è arrivata da Noi moderati (a prima firma Ilaria Cavo).

Una proposta emendativa simile a quelle di maggioranza è arrivata anche dal Pd, che in un emendamento a prima firma Vinicio Peluffo propone la cosiddetta “Quarta via per le concessioni idroelettriche”, prevedendo che le Regioni possano rinnovare le concessioni agli attuali concessionari e che i titolari delle concessioni “sono in ogni caso tenuti, a decorrere dalla data di affidamento o riassegnazione della concessione, a corrispondere annualmente un contributo economico per ogni kWh di energia elettrica prodotta da destinare alla realizzazione di progetti ed interventi per lo sviluppo sociale, economico e produttivo dei comuni sui cui territori insistono le concessioni e prevedendo altresì una riserva percentuale di destinazione dell’energia prodotta a prezzi calmierati per sostenere la competitività del comparto produttivo e la sostenibilità dei costi energetici per i cittadini residenti”.

Fratelli d’Italia, in un emendamento a prima firma del deputato Alfredo Antoniozzi, propone invece che “al fine di assicurare il monitoraggio degli affidamenti nel settore idroelettrico e geotermoelettrico”, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, “l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente con proprio provvedimento disciplini le modalità per implementare il sistema di Gestione delle anagrafiche uniche degli impianti di produzione (Gaudì) con i dati concernenti le concessioni di derivazione idroelettriche e di coltivazione geotermoelettriche in esercizio alla data di entrata in vigore della presente disposizione, ivi incluse le informazioni relative alla durata delle concessioni medesime”. (Public Policy) GIS


DECRETO PNRR

In commissione Bilancio alla Camera si punta a sfoltire il fitto fascicolo di emendamenti depositati al dl Pnrr. L’obiettivo è di passare dalle 906 proposte presentate dai vari gruppi a circa 250 emendamenti segnalati.

L’esame in commissione si limietrà poi ai soli segnalati in commissione, ma i primi voti non potranno avvenire prima del 24 marzo. Nell’ultima settimana, infatti, i lavori parlamentari sono stati pressoché fermi per via della campagna referendaria e, in ogni caso, il Mef e gli altri ministeri competenti avranno bisogno di tempo per istruire tutte le proposte di modifica.

Tornando agli emendamenti depositati in commissione, 145 sono ascrivibili a Forza Italia, 105 alla Lega, 67 a Fratelli d’Italia e 31 a Noi moderati.

Passando alle opposizioni, sono 197 quelli presentati dal Pd, 191 quelli del Movimento 5 stelle, 40 di Avs, 35 di Italia viva, 40 di Azione e 1 di +Europa.

Si contano poi 47 emendamenti delle Minoranze linguistiche e 7 del gruppo Misto. (Public Policy) GPA


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