Pacchetto Omnibus Ambiente: concluso l’esame in Commissione

ATTI UE CBAM E FONDO DECARBONIZZAZIONE

La Commissione Politiche dell’UE della Camera ha concluso il 25 marzo l’esame, in sede consultiva, dei seguenti atti dell’UE: 

proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2023/956 per quanto riguarda l’estensione del suo ambito di applicazione alle merci a valle e le misure antielusione (COM(2025) 989 final, link agli allegati) – CBAM; 

proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il Fondo temporaneo per la decarbonizzazione (COM (2025) 990 final). 

Queste due proposte di regolamento sono cruciali per il percorso di transizione ecologica e la tutela della competitività industriale europea. Di seguito la sintesi delle conclusioni relative all’estensione del CBAM e all’istituzione del nuovo Fondo temporaneo per la decarbonizzazione.

1. Estensione del CBAM (COM(2025) 989)

La proposta punta a modificare il Regolamento (UE) 2023/956 relativo al Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM), estendendone l’applicazione ai prodotti “a valle” (prodotti finiti o semilavorati che utilizzano materie prime soggette a CBAM) e introducendo più rigide misure antielusione.

Le conclusioni della Commissione:

  • Tutela delle filiere: La Commissione valuta positivamente l’estensione per evitare il fenomeno del “carbon leakage” (rilocalizzazione delle emissioni), che penalizzerebbe i produttori UE a favore di importazioni extra-UE non soggette a costi per la $CO_2$.

  • Contrasto all’elusione: Viene espresso sostegno alle misure che impediscono di aggirare i dazi ambientali attraverso modifiche lievi dei prodotti o triangolazioni commerciali.

  • Attenzione ai costi: La Camera sottolinea la necessità di monitorare l’impatto sui prezzi al consumo e sulla competitività delle imprese che utilizzano tali merci come input produttivi, per evitare che la protezione a monte si traduca in una perdita di competitività a valle.

2. Fondo temporaneo per la decarbonizzazione (COM(2025) 990)

Parallelamente all’inasprimento degli obblighi climatici, la Commissione UE ha proposto l’istituzione di un Fondo temporaneo destinato a sostenere i settori industriali e dei servizi nel processo di transizione.

Le conclusioni della Commissione:

  • Sostegno alla transizione: La Commissione della Camera accoglie favorevolmente lo strumento, ritenendolo necessario per bilanciare i costi della decarbonizzazione, specialmente in una fase di prezzi energetici volatili.

  • Flessibilità e Accesso: Viene sollecitata una governance del Fondo che garantisca un accesso semplificato alle risorse, con particolare attenzione alle utility e alle imprese che gestiscono servizi pubblici essenziali, pilastri della sostenibilità urbana.

  • Neutralità Tecnologica: I deputati hanno ribadito l’importanza che il fondo finanzi un ampio spettro di tecnologie (inclusi i gas rinnovabili e l’idrogeno), seguendo il principio della neutralità tecnologica per massimizzare l’efficienza degli investimenti.

Questi provvedimenti delineano un quadro in cui la sostenibilità non è più solo un obiettivo ambientale, ma un prerequisito economico. L’estensione del CBAM potrebbe influenzare i costi di approvvigionamento di componenti metalliche e tecnologiche per le infrastrutture di rete, mentre il Fondo per la decarbonizzazione rappresenta un’opportunità strategica per finanziare il revamping degli impianti in ottica Green Deal.


PACCHETTO OMNIBUS AMBIENTE

Il 25 marzo 2026, la Commissione Politiche dell’Unione Europea della Camera ha concluso l’esame di un corposo pacchetto di misure legislative mirate alla razionalizzazione degli oneri amministrativi. L’obiettivo di Bruxelles, condiviso dal Parlamento italiano, è liberare risorse per le imprese senza abbassare i livelli di tutela ambientale.

Ecco i punti salienti dei provvedimenti analizzati:

1. Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) e Rappresentanti Autorizzati

(COM(2025) 982 e COM(2025) 983)

Le proposte prevedono la sospensione dell’obbligo di designare un rappresentante autorizzato per la responsabilità estesa del produttore in diversi settori: batterie, imballaggi, RAEE, rifiuti generici e plastica monouso.

  • L’impatto: Questa misura mira a ridurre i costi di compliance per le imprese che operano nel mercato unico, semplificando i flussi transfrontalieri e riducendo la burocrazia legata alla gestione dei rifiuti.

2. Accelerazione delle Valutazioni Ambientali

(COM(2025) 984)

Una delle novità più attese: la proposta di regolamento per sveltire le procedure di valutazione ambientale.

  • L’impatto: Per le utility impegnate nel revamping degli impianti o nella costruzione di nuove infrastrutture energetiche e idriche, questo significa tempi certi e procedure più snelle, fondamentali per rispettare i cronoprogrammi del PNRR e degli obiettivi 2030.

3. Semplificazione della Normativa Rifiuti e Emissioni Industriali

(COM(2025) 986)

Il provvedimento modifica diverse direttive chiave (tra cui la 2008/98/CE sui rifiuti e la 2010/75/UE sulle emissioni industriali) per eliminare prescrizioni ridondanti.

  • L’impatto: Si punta a una riduzione degli oneri di reporting e monitoraggio, ottimizzando lo scambio di dati tra imprese e autorità competenti, senza intaccare gli standard di protezione ambientale.

4. Infrastruttura Dati Territoriali (INSPIRE)

(COM(2025) 985)

Modifica alla Direttiva 2007/2/CE per semplificare la condivisione dei dati territoriali.

  • L’impatto: Una gestione dei dati geospaziali meno onerosa facilita la pianificazione territoriale e la gestione delle reti da parte dei gestori di servizi pubblici.

5. Revisione dei Regolamenti Batterie e Omologazione

(COM(2025) 981)

Ulteriori semplificazioni introdotte sui regolamenti (UE) 2023/1542 e 2024/1244 per alleggerire gli obblighi informativi.

Nelle sue conclusioni, la Commissione Politiche UE ha espresso un parere favorevole, sottolineando come la competitività del sistema industriale italiano passi necessariamente per una riduzione dei “costi della burocrazia”.

Per i gestori associati a Confservizi Emilia-Romagna, queste evoluzioni normative promettono:

  1. Maggiore velocità nell’ottenimento delle autorizzazioni per nuovi investimenti green.

  2. Minori costi amministrativi nella gestione del fine vita dei prodotti e degli imballaggi.

  3. Procedure più lineari nel dialogo costante con gli enti regolatori e di controllo.

La Commissione ha raccomandato che la semplificazione sia accompagnata da una digitalizzazione dei processi sempre più spinta, per evitare che la riduzione formale degli oneri si scontri con una prassi burocratica ancora lenta.


DECRETO ENERGIA/BOLLETTE

L’iter di conversione del Decreto-legge 20 febbraio 2026, n. 21, è entrato nel vivo presso le Commissioni competenti della Camera. L’obiettivo del Governo e della maggioranza è blindare il testo per garantire la riduzione dei costi energetici già dal prossimo trimestre, ma il dibattito si è acceso su alcuni emendamenti chiave presentati negli ultimi giorni.

1. Bonus Sociale Straordinario: via libera ai 115 euro

Una delle decisioni più rilevanti assunte in settimana riguarda l’attuazione del contributo straordinario di 115 euro per le famiglie già beneficiarie del bonus sociale elettrico (disagio economico).

  • La decisione: ARERA ha definito le modalità operative (Delibera 81/2026/R/com) per l’erogazione automatica.

  • Il dibattito: In Commissione è stato discusso un emendamento per innalzare la soglia ISEE (attualmente a 9.530 € per i nuclei piccoli) per includere la cosiddetta “fascia grigia” (fino a 15.000 €), ma per ora la misura resta concentrata sui nuclei più fragili per ragioni di copertura finanziaria.

2. Oneri di sistema e PMI: il “taglio strutturale”

Il dibattito parlamentare degli ultimi 7 giorni si è focalizzato sulla riduzione degli oneri generali di sistema per le utenze non domestiche.

  • Punto chiave: È confermato l’orientamento di finanziare il taglio degli oneri attraverso un incremento temporaneo dell’IRAP (circa il 2%) a carico dei grandi operatori del comparto energetico.

  • Novità: Si sta valutando un emendamento per estendere la riduzione degli oneri anche alle piccole imprese con potenza impegnata superiore a 16,5 kW, inizialmente escluse da alcune agevolazioni.

3. Concessioni Idroelettriche e “Saturazione Virtuale”

Un tema tecnico ma cruciale per le associate Confservizi è emerso negli emendamenti depositati il 24 marzo:

  • Proroga piccole concessioni: È stata proposta la proroga automatica fino a fine 2026 per le concessioni idroelettriche sotto i 3.000 kW gestite da cooperative storiche e utility locali, per evitare gare in un momento di instabilità dei prezzi.

  • Connessioni Green: Inserite norme per sbloccare la “saturazione virtuale” della rete, facilitando l’allaccio di nuovi impianti rinnovabili che hanno già ottenuto l’abilitazione.

4. Meccanismo anti-speculazione (Gas-Power Decoupling)

Resta centrale la discussione sull’articolo 6 del decreto, che mira a disaccoppiare il prezzo dell’elettricità da quello del gas.

  • Lo stato dell’arte: Il Parlamento sta lavorando per rendere strutturale il rimborso di alcune componenti della tariffa di trasporto del gas, una misura che dovrebbe abbattere il prezzo marginale dell’elettricità prodotta con cicli combinati.

  • Criticità: La Commissione UE sta monitorando la norma per potenziali profili di “aiuti di Stato”. Il Governo ha rassicurato le Commissioni sulla compatibilità del provvedimento.


In sintesi: cosa cambia per i gestori e gli utenti?

Misura Stato Impatto stimato
Bonus 115€ Operativo (ARERA) Accredito automatico in bolletta entro il prossimo trimestre.
Taglio Oneri PMI In discussione Risparmio medio stimato di 500€/anno per la luce.
Proroga Idroelettrico Emendamento Stabilità gestionale per le utility locali fino a fine 2026.
Tetto prezzi gas In fase di conversione Allineamento dell’indice PSV italiano al TTF europeo.

DL BOLLETTE. FDI: OK NOSTRO EMENDAMENTO SU BIOENERGIE TUTELATO MONDO AGRICOLO

  “Grazie al nostro emendamento sulle misure per la riduzione degli oneri generali di sistema derivanti dalle bioenergie abbiamo garantito sicurezza e tutela al mondo agricolo. In particolare, abbiamo aggiornato il meccanismo dei prezzi minimi garantiti per bioenergie (2026-2037), fissando limiti di ore e priorità di riduzione (prima impianti non legati a processi produttivi) per contenere la spesa, abbiamo prorogato alcune scadenze, allentando l’obbligo di riconversione a biometano e rivedendo i costi attesi, con risparmi complessivi leggermente inferiori rispetto alle stime iniziali. In questo momento il mondo delle bioenergie costituisce un settore strategico per l’approvvigionamento energetico nazionale. Il governo Meloni è impegnato per accompagnare il mondo del biogas alla riconversione, ove fattibile con strumenti di supporto adeguati a cui stiamo già lavorando”. Così in una nota i componenti di FdI delle Commissioni Attività Produttive e Agricoltura della Camera (Agenzia Dire).

 

DL BOLLETTE. ENERGIA, CLIMA, BIGNAMI: PREVEDERE POSTICIPO PHASE OUT DAL CARBONE

  COME RISORSA DI EMERGENZA, DA GOVERNO MELONI IMPEGNO MASSIMO (DIRE) Roma, 26 mar. – “Gli scenari prospettati ieri da Confindustria fanno emergere, tra le altre questioni, la necessità di rafforzare la sicurezza energetica dell’Italia. L’impegno da parte del governo Meloni in queste ore è massimo attraverso una serie di importanti misure; tra queste quella di prevedere il posticipo del phase out dal carbone come risorsa di emergenza. E nel dl Bollette ci sono emendamenti che vanno in questa direzione, frutto anche del lavoro fatto al tavolo tecnico tra il governo e Azione sul tema energetico”. Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami

 

DL BOLLETTE. ELETTRICITÀ FUTURA: BIOMASSE, BENE EMENDAMENTO IN ATTIVITÀ PRODUTTIVE CAMERA

  Elettricità Futura esprime il proprio apprezzamento per l’approvazione, nel corso dell’esame in commissione Attività Produttive della Camera, dell’emendamento in materia di bioenergie nell’ambito del DL Bollette. “In un contesto caratterizzato da significative tensioni sui mercati energetici e dalla necessità di adottare misure straordinarie volte a ridurre il costo delle bollette”, l’associazione riconosce “lo sforzo compiuto dal Parlamento e dal Governo nel mitigare gli effetti contenuti nell’ articolo 5 del provvedimento”. L’impostazione iniziale del provvedimento invece “introduceva il concreto rischio di mettere in discussione la continuità produttiva degli impianti”. Inoltre, “particolare apprezzamento è espresso dal settore delle biomasse per le proposte di modifica, sottoscritte da tutte le forze di maggioranza, approvate in fase di conversione. Tali modifiche, pur salvaguardando pienamente l’obiettivo del Governo di introdurre risparmi per miliardi in bolletta, mitigano il rischio di discontinuità produttiva degli impianti del comparto e dell’intera filiera connessa”, si legge nella nota EF. L’associazione auspica che “anche la fase attuativa possa confermare la volontà e l’impostazione delineata dal Parlamento, al fine di garantire stabilità al settore e valorizzare pienamente il contributo delle bioenergie in termini energetici, ambientali e occupazionali”.  (Agenzia Dire).


RELAZIONE PARTECIPAZIONE UE 2026

Il 24 marzo 2026, la Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato ha concluso l’esame della Relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea per l’anno 2026. Il documento traccia la rotta politica e strategica che il Governo intende seguire a Bruxelles, con riflessi diretti anche sui settori dei servizi pubblici, dalla gestione delle risorse alla sicurezza delle reti.

Di seguito i pilastri della relazione approvata in sede consultiva:

1. Difesa Comune e Sicurezza delle Infrastrutture Critiche

La Commissione ha ribadito la centralità della Bussola Strategica (Strategic Compass). Per le utility e i gestori di servizi pubblici, questo si traduce in una maggiore attenzione alla protezione delle infrastrutture critiche (reti idriche, elettriche e di trasporto) contro le minacce ibride e i cyber-attacchi.

  • L’obiettivo: Coordinare gli investimenti nazionali con quelli europei per garantire la resilienza dei servizi essenziali in scenari di crisi internazionale.

2. Autonomia Strategica e Materie Prime

La relazione sottolinea l’importanza di ridurre la dipendenza dai mercati extra-UE per le forniture energetiche e le materie prime critiche.

  • Focus Confservizi: Viene dato impulso alle politiche di economia circolare come strumento di “sicurezza nazionale”. Il recupero di materiali dai rifiuti e la produzione di energia da fonti rinnovabili locali sono visti come pilastri dell’autonomia strategica italiana ed europea.

3. Politica di Vicinato e Gestione delle Risorse nel Mediterraneo

Il 2026 vedrà l’Italia impegnata nel rafforzamento del Piano Mattei in sinergia con i fondi europei (Global Gateway).

  • Cooperazione: La Commissione punta a favorire partnership industriali nel bacino del Mediterraneo, in particolare nei settori del ciclo idrico integrato e delle interconnessioni energetiche, settori in cui l’eccellenza delle imprese italiane dei servizi pubblici può giocare un ruolo di leadership.

4. Allargamento dell’Unione e Balcani Occidentali

È stata confermata la priorità del processo di adesione dei Balcani Occidentali.

  • Opportunità: L’allineamento di questi Paesi agli standard normativi UE (Acquis comunitario) apre nuove opportunità di mercato per i gestori italiani interessati a esportare know-how tecnico e modelli gestionali in ambito ambientale e trasportistico.


Le osservazioni della Commissione

Nelle conclusioni, la Commissione ha evidenziato come la sfida principale del 2026 sarà la coerenza tra gli obiettivi di difesa e quelli di transizione verde. È stato auspicato che le spese per la sicurezza e la protezione delle infrastrutture critiche godano di una maggiore flessibilità nei bilanci europei, per non frenare gli investimenti necessari alla decarbonizzazione.

In sintesi: La strategia italiana per il 2026 mira a un’Europa più sovrana e sicura, dove la stabilità dei servizi pubblici locali è considerata parte integrante della sicurezza nazionale e comunitaria.


QUESTIONI TIME/INTERROGAZIONI

  DL CARBURANTI. SERRACCHIANI (PD): SALVINI EMANI SUBITO DECRETO ATTUATIVO

  “Tempi certi e rapidi per l’emanazione del decreto attuativo che definisca modalità operative, criteri di accesso e procedure di fruizione del beneficio previsto dal Dl Carburanti. Si deve garantire l’immediata operatività del credito d’imposta ed evitare che, mentre il prezzo dei carburanti continua ad aumentare, i ritardi burocratici aggravino la crisi di liquidità delle imprese”. Lo chiede la deputata dem Debora Serracchiani, assieme ai colleghi Valentina Ghio e Anthony Barbagallo, con una interrogazione al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e al ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, in merito all’efficacia del decreto-legge 18 marzo 2026, n. 33, recante misure urgenti per il contenimento dei costi energetici. La deputata ricorda al Governo che “una quota significativa di imprese dell’autotrasporto ha investito ingenti risorse proprie per il rinnovo del parco veicolare con motorizzazioni meno inquinanti (Euro V ed Euro VI) o a trazione alternativa e sono proprio tali imprese che paradossalmente rischiano di essere beffate dal meccanismo del Decreto legge” e chiede dunque che si adottino “correttivi tecnici per garantire la cosiddetta ‘sterilizzazione’ del meccanismo, assicurando che il credito d’imposta introdotto dal DL sia effettivamente aggiuntivo e non sostitutivo dei benefici già spettanti per i veicoli di classe Euro V e VI”. “E’ impossibile una pianificazione industriale seria per far fronte alla crisi- spiega Serracchiani – se prosegue la frammentazione degli interventi e l’incertezza sui tempi di erogazione del credito d’imposta. Molti piccoli operatori sono letteralmente a rischio per mancanza di liquidità con cui far fronte a un costo incomprimibile come il carburante, ma l’instabilità dei mercati energetici grava pesantemente sui margini operativi di tutte le imprese di autotrasporto che spesso- conclude la deputata dem- si trovano a essere come ‘ammortizzatore finale’ dei costi della catena logistica”. (Agenzia Dire)

Rassegna parlamentare a cura di MF