Decreto Energia approvato in prima lettura: tutte le novità

DECRETO ENERGIA/BOLLETTE

Con 157 voti a favore e 93 contrari l’Aula della Camera ha approvato il 31 marzo in prima lettura il ddl di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 20 febbraio 2026, n. 21, recante misure urgenti per la riduzione del costo dell’energia elettrica e del gas in favore delle famiglie e delle imprese, per la competitività delle imprese e per la decarbonizzazione delle industrie, nonchè disposizioni urgenti in materia di risoluzione della saturazione virtuale delle reti elettriche e di integrazione dei centri di elaborazione dati nel sistema elettrico (AC.2809-A) (scade il 21 aprile), sul quale il Governo aveva posto la questione di fiducia (fiducia rinnovata con 203 voti a favore, 117 contrari e 3 astenuti).

Nel corso dell’esame in Aula il sottosegretario per l’Ambiente e la sicurezza energetica Claudio Barbaro ha accolto diversi degli ordini del giorno presentati.

Il testo è stato trasmesso al Senato per la seconda lettura.

Nel corso dell’esame del Dl in commissione, sono stati approvati alcuni correttivi a partire dall’estensione alle famiglie economicamente svantaggiate del diritto alla compensazione della spesa del teleriscaldamento. Su input dei relatori è stata poi approvata anche una modifica al Codice del consumo per contrastare il telemarketing selvaggio. È prevista, inoltre, una proroga al 2038 del phase-out delle centrali a carbone.

Tra le modifiche approvate dalla Camera, c’è, infine, quella che destina i proventi delle aste Ets anche al sostegno del riequilibrio modale dal trasporto stradale di merci a quello marittimo e ferroviario. 


Scheda informativa

1. Inquadramento generale

Il decreto-legge n. 21/2026 reca misure urgenti per il contenimento del costo dell’energia elettrica e del gas, a favore di famiglie e imprese, nonché interventi strutturali per la competitività del sistema produttivo, la decarbonizzazione delle industrie e il potenziamento delle infrastrutture elettriche, con particolare riferimento alla risoluzione della “saturazione virtuale” delle reti e all’integrazione dei centri di elaborazione dati (data center) nel sistema elettrico nazionale.
Il disegno di legge di conversione è stato approvato dalla Camera con modificazioni il 31 marzo 2026 ed è ora all’esame del Senato. [documenti.camera.it], [nomoscsp.com]


2. Misure per famiglie e clienti domestici

Il provvedimento rafforza gli strumenti di sostegno contro il caro‑energia attraverso:

  • un contributo straordinario di 115 euro sulla spesa per l’energia elettrica nel 2026 per i beneficiari del bonus sociale, quale integrazione delle agevolazioni già vigenti;
  • meccanismi di sconto in bolletta destinati, per il 2026‑2027, anche ai clienti domestici con ISEE medio (fino a una soglia definita), non già beneficiari del bonus sociale, a fronte di consumi contenuti;
  • il coinvolgimento dell’ARERA nella definizione delle modalità operative e dei tempi di erogazione dei contributi. [gazzettaufficiale.it], [programmag…rno.gov.it], [arera.it]

3. Interventi a favore delle imprese

Il decreto introduce un pacchetto articolato di misure a sostegno del sistema produttivo:

  • riduzione degli oneri generali di sistema (componente ASOS) per le utenze non domestiche, con stanziamenti pluriennali a beneficio delle imprese energivore e non;
  • finanziamento delle misure tramite un incremento temporaneo dell’aliquota IRAP per specifici operatori del comparto energetico;
  • iniziative per stabilizzare i costi energetici delle imprese e attenuare gli effetti della volatilità dei prezzi all’ingrosso. [programmag…rno.gov.it], [documenti.camera.it]

4. Competitività e contratti di lungo termine (PPA)

Il testo promuove la contrattazione a lungo termine dell’energia elettrica da fonti rinnovabili (Power Purchase Agreements – PPA), al fine di:

  • favorire prezzi più stabili per le imprese;
  • incentivare nuovi investimenti nelle fonti rinnovabili;
  • ridurre l’esposizione del sistema produttivo alle oscillazioni dei mercati energetici.
    Sono previste misure regolatorie e di accompagnamento per agevolare la diffusione di tali strumenti. [documenti.camera.it]

5. Decarbonizzazione delle industrie

Il decreto contiene disposizioni volte a:

  • sostenere processi di elettrificazione dei consumi industriali;
  • ridurre l’impatto degli oneri legati alle bioenergie sulla bolletta;
  • favorire il percorso di decarbonizzazione dei settori hard‑to‑abate, in coerenza con gli obiettivi climatici nazionali ed europei. [gazzettaufficiale.it], [normattiva.it]

6. Saturazione virtuale delle reti elettriche

Una parte rilevante del provvedimento è dedicata alla risoluzione della saturazione virtuale delle reti di trasmissione, fenomeno che ostacola nuove connessioni pur in presenza di capacità fisica residua. In particolare:

  • sono attribuiti nuovi compiti a Terna per la gestione più efficiente della capacità di rete;
  • è previsto l’aggiornamento delle condizioni tecniche ed economiche di connessione, con il coinvolgimento dell’ARERA;
  • si mira a liberare capacità per nuovi impianti rinnovabili e sistemi di accumulo, accelerando la transizione energetica. [documenti.camera.it]

7. Integrazione dei data center nel sistema elettrico

Il decreto introduce una disciplina specifica per i centri di elaborazione dati, riconosciuti come infrastrutture strategiche ad alta intensità energetica:

  • previsione di procedure autorizzative uniche e accelerate per la realizzazione e l’ampliamento dei data center;
  • coordinamento tra autorizzazioni energetiche, ambientali e territoriali;
  • integrazione dei data center nella programmazione e sicurezza del sistema elettrico nazionale, anche in coerenza con la normativa europea. [normattiva.it], [arera.it], [dlapiper.com]

Ulteriori approfondimenti

Dl bollette, stretta sul telemarketing energia: così cresce il gap tra Tlc e utility – CorCom

DL Bollette, semplificazione per i data center con gli emendamenti


DECRETO PNRR

Nei prossimi giorni si attende un nuovo pacchetto di emendamenti al dl Pnrr. A presentarli, in commissione Bilancio alla Camera, saranno sia i quattro relatori che il Governo per un totale di una decina di proposte di modifica che, al momento, sono ancora in istruttoria.

I nuovi emendamenti sono stati oggetto di una riunione di maggioranza che si è svolta mercoledì nell’ufficio del presidente della commissione Bilancio, Giuseppe Mangialavori (FI), e dalla quale è emerso che le prime votazioni in commissione dovrebbero iniziare martedì prossimo, 31 marzo.

Si ricorda che sono circa 250 gli emendamenti segnalati in commissione (sui quali si attendono i pareri del Mef) a fronte dei quasi 900 depositati inizialmente. Il provvedimento approderà in aula l’8 aprile per la discussione generale al termine della quale il Governo porrà la questione di fiducia.

Stando alle informazioni raccolte, sul tavolo resta la richiesta bipartisan di incrementare le risorse per la convenzione con Radio Radicale su cui starebbe lavorando l’Esecutivo. (Public Policy)

Sul tema ascolta anche il podcast Primo Firmatario


AUDIZIONI

Hoekstra in Parlamento: clima, energia e competitività al centro della strategia europea

Un’Europa più vulnerabile agli effetti del cambiamento climatico, ma anche chiamata a rafforzare la propria competitività economica e la sicurezza energetica. È questo il quadro tracciato dal commissario europeo per il Clima, l’azzeramento delle emissioni nette e la crescita pulita, Wopke Hoekstra, intervenuto in audizione congiunta davanti alle Commissioni Ambiente e Politiche Ue della Camera e alle Commissioni Politiche Ue, Ambiente e Industria del Senato.

Europa più esposta al cambiamento climatico

«Il mondo continua a surriscaldarsi, non facciamoci illusioni», ha ammonito Hoekstra, ricordando come l’aumento medio globale di 1,5 gradi si traduca, in Europa, in un incremento di circa 3 gradi, con il Sud del continente particolarmente vulnerabile. Una condizione che espone l’area a danni economici crescenti, incendi e alluvioni, rendendo necessario un cambio di passo deciso.

Secondo il commissario, la risposta non può che passare da una crescita sostenibile più robusta in tutta Europa, indispensabile per finanziare settori chiave come difesa, clima, energia, istruzione e università. Una sfida che richiede «la migliore cooperazione possibile a livello europeo» e un approccio integrato alle politiche pubbliche.

Competitività come priorità non negoziabile

Nel suo intervento, Hoekstra ha insistito sulla necessità di tenere insieme transizione climatica e competitività industriale, respingendo l’idea di una contrapposizione tra i due obiettivi. «Dobbiamo assolutamente portare la competitività sul tavolo, tutti assieme, senza dimenticare nessuno di questi elementi», ha detto, sottolineando l’urgenza di semplificazione normativa e di un livello di competizione equo all’interno del mercato europeo.

Particolare attenzione è stata rivolta al contesto globale: l’Unione non può permettersi, secondo Hoekstra, una competizione distorta da parte di grandi attori come la Cina. Da qui la necessità di regole comuni e strumenti europei in grado di sostenere le imprese senza indebolire l’ambizione climatica.

Più rinnovabili, più stoccaggio, anche nucleare

Sul fronte energetico, il commissario è stato netto: «Abbiamo bisogno di più rinnovabili, di molte più rinnovabili, a prescindere dalla preoccupazione per il clima». Hoekstra ha ricordato come il costo del solare sia diminuito di oltre il 90% dal 2000, evidenziando le grandi potenzialità dell’Italia grazie all’abbondanza di questa risorsa.

La strategia delineata include più solare, più eolico – con scelte differenziate tra onshore e offshore in base alle caratteristiche nazionali – ma anche più efficienza energetica, una maggiore disponibilità di energia per sostenere la crescita dell’intelligenza artificiale e un deciso potenziamento delle tecnologie di accumulo. «Serviranno più batterie europee, più capacità di stoccaggio: questo è il futuro», ha affermato, aprendo anche al ruolo dei piccoli reattori modulari (SMR) nel mix energetico.

Secondo Hoekstra, la transizione avrà anche effetti positivi diretti sui cittadini, come dimostra il veicolo elettrico, in grado di ridurre l’esposizione alle oscillazioni del prezzo dei carburanti.

ETS: da migliorare, ma centrale

Ampio spazio è stato dedicato al sistema di scambio delle quote di emissione (ETS). Il commissario ha chiarito che l’80% delle risorse generate dall’ETS ritorna agli Stati membri, che però spesso le utilizzano per esigenze di bilancio diverse da quelle originariamente concordate. «L’accordo era che fossero usate per un’industria più pulita e per le aziende», ha ricordato, sottolineando la necessità che «le imprese che pagano l’ETS vedano tornare indietro i soldi».

Hoekstra ha respinto con forza le accuse di “ideologia”, rivendicando un approccio pragmatico: «Non sono un ideologo. Voglio ciò che è giusto per la competizione, per il clima e per l’indipendenza del continente europeo». Senza un adeguato sostegno, ha avvertito, le imprese rischiano di perdere clienti e quote di mercato, con danni economici e ambientali ancora maggiori.

Pur riconoscendo che l’ETS vada rivisto e migliorato, il commissario lo ha definito «l’unica strada percorribile». Nel breve periodo è prevista una verifica su benchmark e meccanismo di stabilità per ridurre la volatilità, seguita da una revisione complessiva nel secondo o terzo trimestre.

AI, transizione e sicurezza energetica

Tra le sfide emergenti, Hoekstra ha citato l’intelligenza artificiale, descritta come una tecnologia capace di offrire grandi opportunità ma anche di generare rischi sociali significativi, inclusa la potenziale erosione del ceto medio europeo, spesso sottovalutata dalla politica.

Infine, il commissario ha collegato la transizione energetica alla sicurezza geopolitica, ricordando come l’Europa si sia trovata più volte «alla mercé di chi esporta petrolio e gas». L’unica via d’uscita, anche prescindendo dal clima, è ridurre la dipendenza dalle fonti fossili attraverso più elettrificazione, più interconnessioni, un vero mercato unico dell’energia, insieme a rinnovabili, batterie e nucleare. «Abbiamo bisogno di tutte queste soluzioni», ha concluso, perché solo così l’Unione potrà affrontare insieme crisi climatiche, economiche e strategiche.


QUESTION TIME/INTERROGAZIONI

EMILIA-R. GREEN PASS FALSO EVANGELISTI, PD INTERROGA SCHILLACI

  AFFONDO DEM ALLA CAMERA: FIDUCIA MINATA, DICA SE E’ CASO ISOLATO (DIRE) Bologna, 31 mar. – Nonostante la difesa dei vertici Fdi, a partire da Galeazzo Bignami, il centrosinistra presenta una interrogazione al Governo sul caso Evangelisti. L’iniziativa è di alcuni parlamentari dem, tra cui l’ex sindaco di Bologna Virginio Merola e l’altro deputato bolognese Andrea De Maria. L’iniziativa, presa alla Camera, è rivolta ad ottenere una risposta dal ministro della Sanità Orazio Schillaci. La capogruppo Fdi in Regione Emilia-Romagna, si legge nell’interrogazione, “sarebbe stata condannata per aver ottenuto un green pass attraverso un falso tampone, con inserimento di dati non veritieri nella piattaforma informatica dedicata all’emissione dei green pass”. I fatti “risalirebbero al dicembre 2021, nel pieno dell’emergenza pandemica da Covid-19, periodo in cui il sistema del green pass costituiva uno strumento essenziale di sanità pubblica per il contenimento del contagio e per l’accesso in sicurezza a luoghi di lavoro e servizi”. Il certificato di negatività, recita ancora l’interrogazione, “sarebbe stato rilasciato senza l’effettiva esecuzione del tampone, mediante inserimento dei dati nella piattaforma informatica da parte di una farmacia; eventuali irregolarità nella generazione dei green pass, soprattutto se riconducibili a pratiche elusive o fraudolente, avrebbero messo a rischio non solo l’efficacia delle misure di sanità pubblica adottate durante l’emergenza, ma anche la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni e degli strumenti predisposti per la tutela della salute collettiva”. Secondo i dem, è “pertanto necessario verificare se il caso richiamato rappresenti un episodio isolato oppure se possano essersi verificati fenomeni analoghi, anche in altre realtà territoriali, nonché valutare l’adeguatezza dei sistemi di controllo allora in essere”.

 I dem chiedono poi se il ministro “sia a conoscenza dei fatti sopra esposti e, per quanto di competenza, quali iniziative intenda assumere per verificare, anche attraverso le strutture competenti e in raccordo con le regioni e le aziende sanitarie, se vi siano stati altri casi di irregolare inserimento di dati relativi ai tamponi Covid-19 ai fini del rilascio del green pass”. A Schillaci si chiedono infine “quali iniziative di competenza intenda intraprendere per accertare eventuali criticità nei sistemi informativi e nei meccanismi di validazione e controllo utilizzati durante l’emergenza pandemica” nonchè “se possa indicare eventuali misure messe in atto per rafforzare, anche per il futuro, la tracciabilità, la sicurezza e l’integrità dei dati sanitari inseriti nei sistemi digitali, al fine di prevenire il ripetersi di episodi analoghi”.


DAL GOVERNO

Cresce il costo dell’energia, oggi il Cdm sulle accise benzina

La guerra in Iran fa aumentare del 19% la bolletta del gas di marzo per gli utenti vulnerabili. Ma il rincaro dà un’idea di quello che è il mercato dell’energia oggi per tutti gli italiani. Sempre in tema di caro-energia, il 7 aprile scadrà il taglio delle accise sui carburanti, varato dal governo il 18 marzo scorso per calmierare i prezzi. Oggi è previsto un Cdmche dovrebbe prorogare la misura fino alla fine del mese. Al Mef stanno cercando le coperture: si parla di almeno 500 milioni di euro per la proroga. L’agenzia statale per l’energia, l’Arera, ha intanto reso nota la tariffa del gas per il mese di febbraio per gli utenti vulnerabili (2,3 milioni di famiglie a basso reddito, anziani, residenti in zone disagiate). Si tratta di 130,97 centesimi al metro cubo, contro i 109,85 di febbraio. Un aumento del 19,2%, dovuto alla guerra in Medio Oriente, che ha fatto schizzare la quotazione del metano a 52,12 euro al megawattora. 

A febbraio era 35,21 euro, ed era pure in calo rispetto a gennaio. Il 30 marzo scorso l’Arera aveva reso nota la tariffa dell’elettricità per i vulnerabili nel secondo trimestre del 2026. L’aumento era stato dell’8,1% rispetto al primo trimestre. Ma la guerra in Iran, oltre al metano, fa aumentare anche il petrolio. Il Wti ieri sale del 10,2%, a 110,38 dollari al barile, e il Brent arriva a 109,34 dollari, un +8%. Il gasolio rimane stabilmente sopra i 2 euro al litro, nonostante il taglio di 20 centesimi al litro delle accise deciso dal governo il 18 marzo scorso fino al 7 aprile. Un taglio che, provocando una riduzione dell’Iva, ha portato a un risparmio finale alla pompa di 25 centesimi. La misura ha dato un minimo di respiro ad automobilisti e camionisti, ma è costata allo stato 400 milioni di euro (presi da sanità e altri servizi) e non ha centrato l’obiettivo di tenere il gasolio entro 1,90 euro. Per questa mattina è fissato il Cdm che dovrebbe prorogare fino al 30 aprile il taglio delle accise. Il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha detto che chiederà ulteriori aiuti per gli autotrasportatori. Ma il ministero dell’Economia deve trovare altri 500 milioni per finanziare la proroga. E se la guerra in Iran non dovesse finire entro aprile, neanche questi soldi basterebbero. (Nomos)

Il Governo si confronta su Dfp e abbassa le stime di crescita

Il governo di Giorgia Meloni lavora al testo del Documento di Finanza Pubblica, che verrà inviato alla Ue entro fine aprile. Il contenuto dovrebbe essere inevitabilmente influenzato dal contesto internazionale, con il nuovo conflitto in corso in Medio Oriente da oltre un mese che ha fatto nuovamente schizzare al rialzo i prezzi dell’energia. Il Documento è atteso nelle prossime settimane in Consiglio dei ministri. Ieri sera si è tenuto a Palazzo Chigi un vertice dedicato appunto al Dfp tra la premier, Giorgia Meloni, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, i due vicepremier e leader di FI e Lega, Antonio Tajani e Matteo Salvini, e il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi. Il testo potrebbe contenere una revisione prudenziale delle stime sulla crescita del Pil per il 2026. Il Tesoro dovrebbe limare le cifre fino all’ultimo, visto lo scenario estremamente incerto. Nelle scorse settimane l’Ocse ha indicato per l’Italia una possibile crescita dello 0,4%, con un taglio rispetto allo 0,6% ipotizzato prima della guerra. Anche l’Fmi, a gennaio, aveva ritoccato la valutazione sui conti italiani ipotizzando una crescita dello 0,7%. Stessa stima formulata dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio che ha indicato una previsione dello 0,7%.  (Nomos)

 

ENERGIA. GEOTERMIA, MASE: SEMPLIFICAZIONI PER IMPIANTI A SERVIZIO EDIFICI E IMPRESE

  PICHETTO: ULTERIORE PASSO NELLA DIREZIONE DELLA DECARBONIZZAZIONE (DIRE) Roma, 2 apr. – Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica compie un ulteriore passo avanti nel percorso di semplificazione normativa e promozione delle fonti rinnovabili, con l’adozione del nuovo decreto sugli impianti geotermici a bassa entalpia. Il provvedimento rafforza il quadro regolatorio per l’utilizzo del sottosuolo ai fini dello scambio termico per il riscaldamento e il raffrescamento degli edifici, sia in ambito civile che industriale. L’intervento si inserisce in un contesto che vede una crescente diffusione di queste tecnologie, per le quali si rende necessario un maggiore coordinamento tra le diverse discipline regionali, al fine di garantire regole uniformi, certezza amministrativa e semplificazione per cittadini e operatori. “Con questo decreto rendiamo più semplice e veloce l’installazione degli impianti geotermici a servizio di edifici e imprese”, dice il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto. “Interveniamo per garantire regole chiare e uniformi su tutto il territorio nazionale, riducendo gli oneri amministrativi e favorendo la diffusione di una tecnologia pulita, efficiente e ancora sottoutilizzata. È un ulteriore passo nella direzione della decarbonizzazione dei consumi energetici, un’ottica di neutralità tecnologica, e del rafforzamento della sicurezza energetica del Paese”, aggiunge Pichetto 

Al via la consultazione pubblica sulla Responsabilità Estesa del Produttore per i prodotti plastici non da imballaggio

Il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica comunica che è stata avviata la consultazione pubblica sulla proposta di disciplina che introduce la responsabilità estesa del produttore (EPR) nella filiera dei prodotti plastici non da imballaggio. Il provvedimento mira a rendere i produttori responsabili della gestione del fine vita dei prodotti immessi sul mercato, promuovendo un modello più sostenibile e circolare, per raggiungere gli obiettivi europei.

L’implementazione del sistema EPR nel settore dei prodotti plastici non da imballaggio ha l’obiettivo di ridurne l’impatto ambientale, incentivando il riuso, il riciclo e la corretta gestione. Responsabilizza inoltre i produttori affinché adottino strategie di eco-design e l’utilizzo di materiali più sostenibili.

La consultazione pubblica è aperta a tutti i soggetti pubblici e privati che potranno inviare contributi e osservazioni sullo schema di decreto, secondo le modalità disponibili.

Il termine ultimo per inviare le osservazioni è fissato al giorno 17 aprile 2026. (Fonte Lab e Lab)


CONFERENZA DELLE REGIONI

  Rapporti tra PA e imprese: le proposte delle Regioni su semplificazione e contratti 

  La Conferenza delle Regioni è stata audita in Commissione parlamentare per la semplificazione sui rapporti tra cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione, con un focus specifico su trasparenza e contratti pubblici. La riforma ha rafforzato il sistema, ma serve maggiore semplificazione operativa, ha chiarito il coordinatore della Commissione Infrastrutture e Mobilità, Mario Casillo.Tra i punti prioritari figurano il pieno adempimento degli obblighi di digitalizzazione nell’inserimento dei dati e il rafforzamento dei controlli sui subcontratti, estendendo l’uso delle piattaforme digitali alla fase di esecuzione. Le Regioni insistono sulla necessità di superare le criticità nella pubblicità degli atti emerse dai dati dell’Osservatorio RUP e chiedono di rendere la partecipazione alle gare europee meno onerosa sotto il profilo amministrativo. Tra i punti sollevati, l’integrazione delle competenze professionali per garantire l’efficacia dei processi di trasparenza e una reale cooperazione tra le amministrazioni .


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Rassegna parlamentare a cura di MF.