Al via l’iter del decreto Lavoro: i punti di interesse per le utilities
DECRETO LAVORO
La Commissione Lavoro della Camera ha iniziato il 7 maggio l’esame del ddl di conversione in legge del decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62, recante disposizioni urgenti in materia di salario giusto, di incentivi all’occupazione e di contrasto del caporalato digitale (AC. 2911) (scade il 29 giugno).
Il decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62, introduce un pacchetto articolato di misure che presenta elementi di interesse anche per il settore delle public utilities, con particolare riferimento alla gestione del lavoro, alla contrattazione collettiva e alle politiche di reclutamento. [gazzettaufficiale.it]
Il provvedimento – entrato in vigore il 1° maggio 2026 – si articola in cinque capi e 19 articoli e persegue tre obiettivi principali: sostenere l’occupazione stabile, rafforzare la tutela retributiva e contrastare nuove forme di sfruttamento del lavoro legate alle piattaforme digitali.
Gli aspetti di maggiore interesse per le utilities
1. “Salario giusto” e centralità della contrattazione collettiva
Uno degli elementi qualificanti del decreto è l’introduzione del principio di “salario giusto”, inteso come trattamento economico complessivo non inferiore a quello previsto dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.
Per le imprese dei servizi pubblici locali – caratterizzate da una forte presenza di contrattazione nazionale – la norma:
- rafforza il ruolo dei CCNL come riferimento per la determinazione delle retribuzioni;
- contrasta fenomeni di dumping contrattuale, favorendo condizioni di concorrenza più omogenee tra operatori;
- introduce una condizionalità tra rispetto dei parametri retributivi e accesso agli incentivi pubblici.
2. Incentivi all’occupazione e ricambio generazionale
Il decreto prevede un sistema esteso di esoneri contributivi per le nuove assunzioni a tempo indeterminato, con particolare riferimento a giovani e donne.
Tra le principali misure:
- esonero contributivo al 100% per l’assunzione di under 35;
- incentivi per l’assunzione di lavoratrici svantaggiate;
- strumenti per la stabilizzazione dei contratti a termine.
Per il comparto delle utilities, che nei prossimi anni dovrà affrontare rilevanti fabbisogni occupazionali legati alla transizione energetica e ambientale, tali strumenti rappresentano un’opportunità per:
- favorire l’ingresso di nuove competenze tecniche;
- sostenere il ricambio generazionale;
- rafforzare politiche di stabilizzazione del personale.
3. Trasparenza retributiva e monitoraggio
Il decreto introduce meccanismi di monitoraggio dei livelli retributivi e strumenti di trasparenza, tra cui:
- sistemi di raccolta dati sulle retribuzioni;
- identificazione univoca dei contratti collettivi applicati;
- rafforzamento degli obblighi informativi. [documenti.camera.it]
Si tratta di elementi che possono incidere sull’organizzazione amministrativa delle aziende, richiedendo un adeguamento dei sistemi informativi e dei flussi di comunicazione, ma che al contempo contribuiscono a migliorare la tracciabilità e la compliance.
4. Contrasto al caporalato digitale e regolazione delle piattaforme
Un ulteriore ambito rilevante riguarda le misure di contrasto al caporalato digitale, con interventi volti a:
- qualificare correttamente i rapporti di lavoro intermediati da piattaforme;
- rafforzare gli obblighi informativi verso i lavoratori;
- prevedere maggiori tutele per i rider e i lavoratori della gig economy.
Pur interessando in modo diretto soprattutto il lavoro tramite piattaforme, tali disposizioni assumono rilievo anche per le utilities nei casi di utilizzo di appalti o servizi digitalizzati, contribuendo a definire un quadro regolatorio più stringente sui rapporti di lavoro e sulle responsabilità dei committenti.
Stato dell’iter parlamentare
Il decreto-legge è stato presentato alle Camere per la conversione in legge come Atto Camera n. 2911.
- 30 aprile 2026: presentazione del disegno di legge di conversione;
- 5 maggio 2026: assegnazione alla Camera dei deputati;
- allo stato attuale, l’esame parlamentare non risulta ancora avviato in Commissione. [senato.it], [parlamento.it]
La conversione dovrà avvenire entro il 29 giugno 2026, termine oltre il quale il decreto decadrebbe. [senato.it]
DDL DELEGA CARBON CAPTURE
La Commissione Ambiente ed Energia del Senato ha iniziato il 5 maggio l’esame del ddl recante delega al Governo per la definizione di un quadro legislativo di riferimento per la filiera carbon capture, utilization and storage (CCUS), nonché disposizioni per la disciplina dello sviluppo dell’idrogeno, dell’assetto regolatorio del settore e delle relative infrastrutture di rete, e del sistema di governo per l’adempimento agli obblighi di riduzione delle emissioni di metano nel settore dell’energia (AS. 1836 Governo) (collegato alla manovra di finanza pubblica). Previsto ciclo di audizioni.Ecco una breve sintesi del disegno di legge AS. 1836
Obiettivi generali
Il provvedimento mira a colmare un attuale deficit normativo e regolatorio e a creare condizioni favorevoli allo sviluppo di tecnologie chiave per la decarbonizzazione, in coerenza con il PNIEC e gli obiettivi europei. [governo.it]
In particolare, l’intento è:
- favorire la neutralità climatica e la sicurezza energetica;
- attrarre investimenti e garantire regole certe nei nuovi mercati energetici;
- assicurare il pieno allineamento con la normativa UE (in particolare su idrogeno e metano). [mase.gov.it], [ansa.it]
Filiera CCUS
Il disegno di legge delega il Governo ad adottare, entro 12 mesi, uno o più decreti legislativi per disciplinare in modo organico l’intera filiera CCUS: cattura, trasporto, utilizzo e stoccaggio geologico della CO₂. [ageei.eu]
Tra i principi direttivi:
- integrazione con rinnovabili ed efficienza energetica (funzione complementare);
- regolazione delle infrastrutture di trasporto e stoccaggio, considerate monopoli naturali, affidata ad ARERA;
- accesso alle infrastrutture trasparente e non discriminatorio, con sistemi tariffari definiti;
- promozione della concorrenza nelle fasi della filiera non monopolistiche. [ageei.eu]
La CCUS viene quindi configurata come leva fondamentale per la riduzione delle emissioni nei settori industriali “hard-to-abate”.
Sviluppo e regolazione dell’idrogeno
Il provvedimento interviene anche sulla strutturazione del mercato dell’idrogeno, prevedendo:
- un assetto regolatorio dedicato e coerente con il pacchetto europeo gas-idrogeno;
- l’individuazione di ARERA come autorità di regolazione del settore;
- la definizione delle regole per lo sviluppo delle infrastrutture di rete e dei mercati.
L’obiettivo è sostenere l’idrogeno come vettore energetico strategico per la decarbonizzazione e l’integrazione dei sistemi energetici. [mase.gov.it]
Riduzione delle emissioni di metano
Un ulteriore asse riguarda il recepimento e l’attuazione del Regolamento UE 2024/1787 sulle emissioni di metano nel settore energetico.
Il DDL prevede:
- la definizione di un sistema di governance per il monitoraggio e il controllo delle emissioni;
- l’individuazione delle autorità competenti (in primis il MASE);
- un sistema di obblighi, controlli e sanzioni per gli operatori.
Struttura e iter
Il disegno di legge, composto da pochi articoli di delega, si configura come intervento quadro, demandando ai decreti legislativi la disciplina di dettaglio.
Dal punto di vista dell’iter:
- il testo è stato presentato il 16 marzo 2026;
- è stato assegnato alla Commissione Ambiente del Senato il 22 aprile 2026;
- successivamente è stato avviato l’esame con audizioni in Commissione. [senato.it], [nomoscsp.com]
Essendo collegato alla manovra, il provvedimento è destinato a seguire un percorso prioritario.
REGOLAMENTO UE ACCELERAT -EU
La Commissione Industria e Agricoltura del Senato ha iniziato il 5 maggio l’esame, in sede consultiva, della propostadi regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro di misure per l’accelerazione della capacità industriale e della decarbonizzazione in settori strategici e che modifica i regolamenti (UE) 2018/1724, (UE) 2024/1735 e (UE) 2024/3110 (COM (2026) 100 definitivo).
Ecco una sintesi breve e strutturata della proposta di regolamento COM(2026) 100 (Industrial Accelerator Act) comprensiva dello stato dell’iter in Italia:
La proposta COM(2026) 100 introduce un nuovo quadro europeo di misure per rafforzare la capacità industriale e accelerare la decarbonizzazione nei settori strategici dell’economia, nel contesto del Clean Industrial Deal e della strategia per la competitività dell’Unione.
L’obiettivo generale è duplice:
- sostenere la transizione verso tecnologie a basse emissioni;
- rafforzare resilienza, autonomia strategica e competitività industriale dell’UE in un contesto geopolitico più competitivo.
Ambito e settori interessati
Il regolamento si applica a settori industriali strategici, in particolare:
- industrie ad alta intensità energetica (acciaio, cemento, chimica, ecc.);
- tecnologie net-zero (batterie, rinnovabili, idrogeno, ecc.);
- filiera automotive e materie prime critiche.
L’obiettivo politico è aumentare il peso della manifattura europea fino al 20% del PIL entro il 2035. [commission.europa.eu]
Principali strumenti previsti
Il provvedimento combina tre linee di intervento principali:
1. Creazione di domanda per prodotti “Made in EU” e low-carbon
- Introduzione di criteri di origine europea e contenuto a basse emissioni negli appalti pubblici e nei regimi di sostegno;
- sviluppo di “lead markets” per tecnologie e prodotti industriali decarbonizzati.
👉 Implicazione: rafforzamento della filiera industriale europea e maggiore domanda per tecnologie pulite.
2. Condizioni per gli investimenti esteri nei settori strategici
- Introduzione di un sistema di controllo per investimenti esteri significativi (ad es. sopra 100 milioni di euro in settori chiave);
- requisiti in termini di occupazione, trasferimento tecnologico e integrazione nelle catene del valore UE. [commission.europa.eu]
👉 Obiettivo: massimizzare il valore industriale degli investimenti e ridurre dipendenze strategiche.
3. Semplificazione autorizzativa e accelerazione dei progetti
- Misure per snellire e accelerare le procedure autorizzative;
- promozione di cluster industriali e “zone di accelerazione manifatturiera”;
- utilizzo di sportelli unici e strumenti digitali per le autorizzazioni.
👉 Obiettivo: ridurre tempi e costi per nuovi impianti industriali legati alla transizione.
Finalità strategiche
Il regolamento si inserisce in una più ampia strategia UE che punta a:
- contrastare il rischio di deindustrializzazione;
- ridurre la dipendenza da fornitori extra-UE in catene del valore strategiche;
- sostenere gli investimenti necessari alla decarbonizzazione industriale (stimati in centinaia di miliardi).
Nel complesso, rappresenta uno strumento di politica industriale europea integrata, che unisce obiettivi climatici, industriali e di sicurezza economica.
La proposta è attualmente all’esame del Parlamento italiano nell’ambito della procedura di scrutinio degli atti UE:
- 24 aprile 2026: assegnazione alle Commissioni della Camera;
- esame:
- X Commissione (Attività produttive) – sede competente;
- XIV Commissione (Politiche UE) – verifica di sussidiarietà;
- stato attuale: in corso di discussione in Commissione. [europa.camera.it]
COMMISSIONE D’INCHIESTA SUL RISCHIO IDROGEOLOGICO: AUDIZIONE DEI SINDACI ROMAGNOLI
Ecco un resoconto sintetico delle audizioni svolte dalla Commissione parlamentare di inchiesta:
La Commissione parlamentare di inchiesta ha proseguito il ciclo di audizioni con i rappresentanti istituzionali dei territori della Romagna maggiormente colpiti dagli eventi alluvionali, acquisendo elementi utili sullo stato della prevenzione, sulla gestione dell’emergenza e sulle criticità della ricostruzione.
Audizione del 5 maggio 2026
Nicola Pasi (Sindaco di Fusignano) ed Elena Zannoni (Sindaca di Lugo)
Nel corso dell’audizione è stato evidenziato come gli eventi calamitosi abbiano avuto un impatto rilevante su territori fortemente urbanizzati e infrastrutturati, mettendo in luce alcune criticità strutturali:
- Fragilità del reticolo idraulico minore, spesso sottodimensionato rispetto alla crescente intensità degli eventi meteorologici;
- necessità di un rafforzamento della manutenzione ordinaria e straordinaria dei corsi d’acqua e delle opere di bonifica;
- difficoltà nel coordinamento tra livelli istituzionali durante la fase emergenziale;
- importanza di pianificazione urbanistica coerente con il rischio idrogeologico e di aggiornamento degli strumenti di prevenzione.
È stata inoltre sottolineata la necessità di accelerare i tempi della ricostruzione e di rendere più efficaci le procedure di accesso ai ristori per cittadini e imprese.
Audizione del 6 maggio 2026
Riccardo Graziani (Alfonsine), Matteo Giacomoni (Bagnacavallo), Federico Settembrini (Cotignola), Massimo Isola (Faenza)
L’audizione ha ampliato il quadro territoriale, mettendo in evidenza elementi comuni e criticità condivise tra i diversi comuni:
- evidenza della straordinarietà e ricorrenza crescente degli eventi estremi, con impatti anche su aree considerate storicamente meno esposte;
- necessità di interventi strutturali sul sistema idraulico, incluse casse di espansione, bacini di laminazione e adeguamento degli argini;
- ruolo centrale dei Consorzi di bonifica e della gestione integrata del territorio;
- criticità nei tempi e nelle modalità della messa in sicurezza e della ricostruzione post-evento;
- esigenza di un maggiore coordinamento tra pianificazione nazionale, regionale e locale.
Particolare attenzione è stata dedicata anche al tema della prevenzione, con richieste di:
- investimenti continuativi e non emergenziali;
- semplificazione normativa per la realizzazione delle opere;
- rafforzamento dei sistemi di monitoraggio e allerta.
Elementi trasversali emersi
Dalle audizioni è emersa una linea comune:
- forte esigenza di passare da una logica emergenziale a una politica strutturale di prevenzione;
- necessità di programmazione pluriennale degli interventi;
- centralità del tema della manutenzione del territorio;
- richiesta di maggiore integrazione tra politiche ambientali, urbanistiche e infrastrutturali.
DL CARBURANTI TER
La Commissione Finanze del Senato ha iniziato il 6 maggio l’esame del ddl di conversione in legge del decreto-legge 30 aprile 2026, n. 63, recante disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi al protrarsi della crisi dei mercati internazionali (AS.1891) (scade il 29 giugno).
DL COMMISSARI E CONCESSIONI
Con 160 voti favorevoli, 110 contrari e 7 astenuti, l’Aula della Camera ha approvato il 7 maggio, definitivamente, il ddl di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 11 marzo 2026, n. 32, recante disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni (AC. 2910, approvato dal Senato) (scade il10 maggio), sul quale il Governo aveva posto la questione di fiducia (fiducia rinnovata con 186 voti favorevoli, 105 contrari e 3 astenuti).
Nella seduta del 6 maggio il viceministro delle Infrastrutture e dei trasporti Edoardo Rixi ha accolto alcuni dei 59 odg presentati.
Contenuti principali del provvedimento
Il decreto interviene su due direttrici fondamentali:
- Rafforzamento del modello commissariale
- Razionalizzazione delle gestioni commissariali e concentrazione dei poteri in soggetti già alla guida delle principali società pubbliche (in particolare ANAS e RFI);
- attribuzione ai commissari di poteri speciali e derogatori per superare vincoli procedurali e accelerare autorizzazioni, appalti e realizzazione delle opere;
- possibilità di subentro dei nuovi commissari a quelli già nominati per garantire maggiore unitarietà e rapidità nella gestione degli interventi. [mit.gov.it]
- Misure su concessioni e infrastrutture strategiche
- interventi sulle concessioni demaniali per garantire maggiore uniformità delle procedure sul territorio nazionale;
- definizione e accelerazione di numerosi progetti infrastrutturali (tra cui rete stradale e ferroviaria, collegamenti strategici, opere connesse a grandi eventi e sicurezza delle infrastrutture).
Il testo, ampliato in sede di conversione (fino a circa 15 articoli), include anche disposizioni finanziarie pluriennali per sostenere gli interventi. [temi.camera.it]
Profili di maggiore interesse per le public utilities
Il provvedimento presenta diversi elementi rilevanti per il comparto delle public utilities (energia, acqua, trasporti, rifiuti):
1. Centralità delle grandi società pubbliche di rete
La scelta di affidare agli amministratori delegati di ANAS e RFI funzioni commissariali rafforza il ruolo delle grandi utility pubbliche infrastrutturali come soggetti attuatori delle politiche pubbliche. [mit.gov.it]
👉 Impatto:
- maggiore integrazione tra funzione industriale e funzione pubblica;
- rafforzamento del modello di gestione per grandi operatori nazionali.
2. Accelerazione delle opere e semplificazione autorizzativa
L’attribuzione di poteri derogatori ai commissari consente di:
- ridurre i tempi di autorizzazione e realizzazione;
- superare vincoli legati a procedure amministrative complesse;
- coordinare più efficacemente i diversi livelli decisionali.
👉 Per le utilities:
- opportunità di velocizzazione degli investimenti infrastrutturali (reti energetiche, idriche, mobilità);
- ma anche possibile maggiore complessità in termini di coordinamento regolatorio e amministrativo.
3. Interventi su sicurezza energetica e infrastrutture strategiche
Il decreto include misure legate alla continuità degli approvvigionamenti energetici, ad esempio per impianti come i rigassificatori, e alla messa in sicurezza di infrastrutture critiche.
👉 Impatto:
- rafforzamento della resilienza del sistema energetico;
- ruolo crescente degli operatori utilities nella sicurezza degli asset strategici.
4. Regolazione delle concessioni
Le norme su concessioni demaniali e infrastrutturali puntano a:
- uniformare criteri e procedure a livello nazionale;
- garantire maggiore certezza giuridica per operatori e investitori.
👉 Implicazioni:
- effetti indiretti anche per servizi pubblici locali e reti in concessione;
- maggiore pressione verso modelli più standardizzati e trasparenti.
5. Pianificazione e finanziamento di lungo periodo
Il decreto prevede risorse pluriennali per opere fino al 2040 e una programmazione finanziaria più strutturata.
👉 Per il settore:
- maggiore prevedibilità degli investimenti;
- allineamento con piani industriali di lungo periodo delle utilities
Il provvedimento è stato inviato alla GU per la pubblicazione
Link al testo
PDL VALORIZZAZIONE FRATERNITA’ UMANA NEI LUOGHI DI LAVORO
La Commissione Lavoro della Camera ha proseguito mercoledì 29 aprile l’esame della pdl recante disposizioni per la valorizzazione della fraternità umana nei luoghi di lavoro (AC. 2554 CNEL).
Nella seduta sono iniziate le votazioni, dopo che il presidente e relatore Walter Rizzetto (FdI) ha espresso il parere sugli emendamenti presentati.
DAL GOVERNO
Si apre la partita sulle deroghe al patto di stabilità. Asse Italia-Spagna
A Bruxelles è aperta la partita sulla proposta italiana di estendere le deroghe del Patto di stabilità sulla difesa anche alle spese straordinarie causate dalla crisi nell’energia. La linea ufficiale della Commissione Ue resta quella data ancora una volta in giornata dal Commissario all’Economia Valdis Dombrovskis, con l’invito ai Paesi a misure “mirate e temporanee” usando “la flessibilità già esistente nel quadro fiscale, inclusi gli stabilizzatori automatici”. In realtà, le posizioni non sono ancora consolidate, a partire dal fatto che nessuno sa come evolverà la crisi in MO. “Naturalmente, come Commissione, continuiamo a monitorare da vicino la situazione e siamo pronti a reagire qualora le condizioni lo richiedano”, ha detto anche Dombrovskis. Va innanzitutto registrata la vicinanza tra la proposta italiana e una arrivata da parte spagnola: il ministro dell’Economia e vice premier Carlos Cuerpo ha chiesto all’Ue che gli investimenti per migliorare la “sovranità energetica” degli Stati ricevano lo stesso trattamento delle spese per la difesa. Il ministro italiano Giancarlo Giorgetti ha invitato a usare le deroghe del Patto già attivate per la difesa.
La differenza della proposta italiana rispetto a quella spagnola è che Giancarlo Giorgetti ha fatto riferimento a un perimetro preciso e già definito, le spese straordinarie che pesano sui settori produttivi previsti anche nel quadro temporaneo per gli aiuti di Stato per la crisi in MO adottato la scorsa settimana dalla Commissione Ue. Si tratta di agricoltura, pesca, trasporti e industrie ad alta intensità energetica, e soprattutto si tratta di comparti già adeguatamente soppesati dall’Esecutivo comunitario per l’adozione, anche dopo consultazione con gli Stati membri. Le deroghe al Patto già previste sono quelle delle clausole di salvaguardia nazionali che dal 2025 al 2028 consentono uno scostamento fino all’1,5% del Pil. Anche il quadro normativo, insomma, c’è già, la Commissione ha già attivato la clausola e il Consiglio Ue ha dato il via libera già lo scorso anno.
Attualmente hanno chiesto le deroghe per la difesa in 17: i Paesi del Nord, Centro ed Est Europa (c’è anche la Germania), quelli più esposti alla minaccia russa. L’Italia ancora non si è mossa, anche se fino a un paio di settimane fa c’era attesa soprattutto per l’uscita dalla procedura per disavanzo eccessivo, poi sfumata per un soffio (siamo al 3,1% del Pil nel 2025); ora potrebbe prevalere l’attesa su come andrà il nuovo negoziato con Bruxelles. Intanto si registra un significativo appoggio austriaco all’idea di ragionare sull’energia: “C’è una logica economica nel contenere i deficit”, ha detto il Ministro delle Finanze di Vienna Markus Marterbauer, “Penso però che si debbano prevedere alcuni incentivi, soprattutto per gli investimenti verdi nel settore pubblico. La proposta spagnola trova in linea di principio la mia simpatia”, ha affermato escludendo che il Paese voglia rallentare il proprio percorso per ridurre debito e disavanzo pubblico. “I Ministri hanno espresso opinioni divergenti sulla necessità di una maggiore flessibilità fiscale”, ha segnalato Dombrovskis al termine del Consiglio Ecofin anche se il negoziato è appena iniziato. (Nomos)
Rassegna parlamentare a cura di MF