Commissione UE, lettera agli Stati membri: usare i fondi di coesione contro la crisi energetica
COMMISSIONE UE
COMMISSIONE UE: PER CRISI ENERGIA STATI MEMBRI USINO FONDI COESIONE
FITTO: SFORZO RIPROGRAMMAZIONE CON ATTENZIONE MIRATA A ENERGIA (DIRE) Roma, 28 mag. – A seguito della revisione intermedia della politica di coesione, che ha portato alla riallocazione dei fondi verso le priorità strategiche dell’UE, la Commissione europea ha invitato gli Stati membri e le regioni dell’UE “a intensificare l’utilizzo delle opportunità finanziarie disponibili per sostenere le comunità e le regioni maggiormente colpite dalla crisi energetica”. In una lettera inviata oggi da Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo per la Coesione e le riforme, ai ministri dell’UE competenti per la coesione, la Commissione spiega che “gli Stati membri possono accelerare, ove possibile e necessario, l’utilizzo del Fondo per una transizione giusta attraverso diverse misure, tra cui la creazione di nuovi strumenti finanziari, forme di finanziamento non legate ai costi e altri adeguamenti dei programmi”. Gli Stati membri e le regioni “possono inoltre riallocare i fondi della politica di coesione, come il Fondo europeo di sviluppo regionale, verso investimenti nel settore energetico. Ciò include misure per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e rafforzare la stabilità del mercato energetico, in linea con la strategia AccelerateEU”, segnalano dall’esecutivo comunitario. Una lettera sarà inoltre indirizzata alle regioni per spiegare che “anche esse possono utilizzare le risorse della coesione per investimenti energetici in grado di produrre effetti rapidi, in linea con le priorità nazionali e regionali”. La revisione intermedia della politica di coesione aveva già consentito la riallocazione di 34,6 miliardi di euro verso la sicurezza energetica, la competitività e la difesa, dimostrando la capacità della politica di rispondere alle priorità strategiche dell’UE
“Invitiamo gli Stati membri e le regioni a intraprendere uno sforzo di riprogrammazione con un’attenzione mirata all’energia- dice il vicepresidente esecutivo per la Coesione e le riforme, Raffaele Fitto- L’obiettivo è chiaro: reindirizzare rapidamente le risorse di coesione disponibili – nell’ambito del Fondo europeo di sviluppo regionale, del Fondo di coesione e del Fondo per una transizione giusta – verso investimenti in grado di fornire un sollievo immediato alle famiglie e alle imprese colpite dagli elevati prezzi dell’energia”. Il Fondo per una transizione giusta è uno dei fondi della politica di coesione dell’UE per il periodo 2021-2027. Sostiene i territori e le persone maggiormente colpiti dalla transizione verso la neutralità climatica, aiutandoli a diversificare le proprie economie ed evitando l’aggravarsi delle disparità regionali.
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Sacrificare la coesione agli annunci di breve periodo – “La crisi energetica è reale. La soluzione proposta non lo è”, ha detto ieri la presidente del Comitato delle regioni, Kata Tüttő: “Indicare i fondi di coesione come bancomat di emergenza – di nuovo – trasforma la politica degli investimenti in aspirina politica: sollievo temporaneo, sottoinvestimento cronico”. La Commissione tratta una politica strutturale “come se fosse inutile e la piega al brevissimo periodo con gran dispendio di energie”, ci ha detto una fonte dell’Ue. Con il nuovo quadro finanziario pluriennale proposto dalla Commissione, le cose sono destinate a peggiorare. L’annuncio di Fitto “è un assaggio del suk in cui vogliono trasformare il bilancio dell’Ue per il prossimo decennio, con Commissione e Stati membri in eterno negoziato” su dove spostare i soldi dell’Ue.
Un premio di consolazione a Meloni, in attesa del “no” sul deficit – C’è anche un’altra spiegazione per l’annuncio di Fitto. La Commissione sarebbe sul punto di dire “no” alla richiesta di Giorgia Meloni di estendere la clausola di salvaguardia nazionale del Patto di stabilità prevista per la difesa per finanziare con più deficit le misure sulla crisi energetica. La Commissione “non vuole dare flessibilità sul patto e quindi dà flessibilità totale sui fondi già assegnati alle regioni”, ci ha detto un funzionario dell’Ue.
Come von der Leyen cerca di accontentare Meloni sul deficit – La Commissione europea sta “valutando varie opzioni” per permettere all’Italia di spendere di più per far fronte alla crisi energetica, ha detto venerdì il commissario all’Economia, Valdis Dombrovskis, a margine delle riunioni dell’Eurogruppo e dell’Ecofin. Ursula von der Leyen non può dire “sì” alla richiesta di Giorgia Meloni di allargare la clausola di salvaguardia nazionale per la difesa alle misure per limitare l’impatto dei prezzi dell’energia. Troppi governi hanno espresso la loro contrarietà. Ma la presidente della Commissione non vuole dire “no” alla sua alleata italiana. Così la Commissione intende suggerire diverse opzioni per aumentare il deficit in modo mirato: stabilizzatori automatici, fattori attenuanti in caso di scostamento dal percorso di aggiustamento, utilizzo dei fondi della coesione e di quel che resta del Piano nazionale di ripresa e resilienza. In questo modo l’Italia potrebbe avere uno spazio fiscale aggiuntivo, anche se minimo. “Dobbiamo rimanere attenti nel salvaguardare finanze pubbliche sane”, ha ricordato Dombrovskis.
La Commissione pubblica orientamenti per rafforzare la resilienza dell’Europa chiarendo l’applicazione della normativa dell’UE in materia di acque
La Commissione europea ha pubblicato il 22 maggio orientamenti per garantire un’attuazione più semplice e armonizzata della legislazione dell’UE in materia di acque, riducendo le incertezze sulla conformità. L’obiettivo è sostenere l’agenda generale dell’Europa per la resilienza, che comprende la resilienza idrica. Questi orientamenti fanno parte degli sforzi della Commissione per sostenere la resilienza complessiva dell’Europa mantenendo standard elevati per le nostre acque al fine di proteggere la salute umana e l’ambiente, garantendo nel contempo l’accesso alle materie prime critiche necessarie per la transizione pulita.
Gli orientamenti forniscono chiarezza sulla direttiva quadro sulle acque, corroborata dalle cosiddette direttive figlie, ossia la direttiva sulle acque sotterranee e la direttiva sugli standard di qualità ambientale. Fa parte del piano d’azione RESourceEU e tiene conto degli obiettivi della strategia per la resilienza idrica.
Jessika Roswall, Commissaria per l’Ambiente, la resilienza idrica e l’economia circolare competitiva, ha dichiarato: “Gli orientamenti odierni sulla legislazione dell’UE in materia di acque fanno parte dei nostri sforzi per accelerare le autorizzazioni, semplificare e accelerare le procedure, aumentare la competitività e conseguire obiettivi strategici, mantenendo nel contempo elevati standard ambientali e migliorando la resilienza idrica.”
La Commissione assegna 400 milioni di euro a progetti europei per decarbonizzare la produzione di calore
Venerdì 22 maggio la Commissione europea ha selezionato 65 progetti per ricevere un sostegno finanziario nell’ambito della prima asta di calore del Fondo per l’innovazione. I progetti selezionati riceveranno quasi 400 milioni di euro di finanziamenti dell’UE dal Fondo per l’innovazione, attingendo al sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (ETS).
I progetti selezionati utilizzeranno un’ampia gamma di tecnologie per ridurre le emissioni di calore industriale e accelerare la diffusione sul mercato di soluzioni di calore elettrificato e di calore prodotto direttamente da fonti rinnovabili (ossia solare termico e geotermico). Decarbonizzando la produzione industriale di calore in Europa, i progetti contribuiranno alla transizione pulita dell’UE, all’indipendenza e alla sicurezza energetiche e alla competitività industriale.
Nei prossimi cinque anni, tali progetti mireranno a produrre una quantità di calore decarbonizzato nell’UE equivalente alla sostituzione di oltre 1,5 miliardi di metri cubi di gas naturale, approssimativamente paragonabile al consumo annuo di 4 milioni di famiglie dell’UE.
L’Agenzia esecutiva europea per il clima, l’infrastruttura e l’ambiente (CINEA) inizierà ora la preparazione formale delle convenzioni di sovvenzione con i progetti selezionati.
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