DDL Delega nucleare: il testo in Aula Camera martedì 26
DDL DELEGA NUCLEARE SOSTENIBILE
Le Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera hanno concluso il 20 maggio l’esame del ddl recante delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile (AC. 2669 Governo). Il testo è atteso in Aula il prossimo martedì.
Nel corso dell’esame sono state inserite alcune modifiche rilevanti, tra cui:
- la valorizzazione delle filiere industriali nazionali ed europee del nucleare;
- la possibilità per i Comuni di autocandidarsi a ospitare nuovi impianti;
Obiettivi e impostazione generale del DDL
Il provvedimento si configura come una legge delega: non introduce direttamente impianti nucleari, ma conferisce al Governo il potere di adottare, entro 12 mesi, uno o più decreti legislativi per disciplinare la materia in modo organico.
L’obiettivo strategico è triplice:
- decarbonizzazione in linea con gli obiettivi UE al 2050;
- sicurezza e indipendenza energetica;
- contenimento dei costi dell’energia per famiglie e imprese.
Il DDL punta quindi a reinserire il nucleare – in forme tecnologicamente avanzate – nel mix energetico nazionale, superando il quadro normativo precedente e basandosi sul principio della neutralità tecnologica.
Struttura del provvedimento
Il disegno di legge è composto da quattro articoli principali, che definiscono:
- le finalità e il perimetro della delega;
- l’oggetto dell’intervento normativo;
- i principi e criteri direttivi;
- le disposizioni finanziarie.
Contenuti principali
1. Programmazione e governance del settore
Tra gli elementi qualificanti figura la previsione di:
- un Programma nazionale per il nucleare sostenibile;
- l’istituzione di una Autorità indipendente per la sicurezza nucleare;
- il riordino delle competenze istituzionali.
Il modello delineato prevede quindi una governance strutturata, distinta dalla regolazione energetica ordinaria.
2. Disciplina dell’intero ciclo di vita del nucleare
La delega ha portata molto ampia e copre tutto il ciclo:
- localizzazione, costruzione ed esercizio di nuovi impianti;
- sperimentazione e sviluppo di tecnologie avanzate (es. SMR e AMR);
- produzione anche con finalità integrate (es. idrogeno);
- decommissioning degli impianti esistenti;
- gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi, dallo stoccaggio allo smaltimento finale.
L’impostazione è quindi quella di una regolazione “end-to-end” del settore.
3. Innovazione, ricerca e filiera industriale
Il DDL assegna un ruolo centrale allo sviluppo tecnologico:
- promozione della ricerca su fissione avanzata e fusione nucleare;
- sostegno agli investimenti industriali;
- sviluppo di competenze e formazione specializzata;
- rafforzamento della filiera nazionale ed europea, anche attraverso le modifiche parlamentari.
L’attenzione è quindi rivolta non solo alla produzione energetica, ma anche al posizionamento industriale del Paese.
4. Coinvolgimento dei territori e accettabilità sociale
Il provvedimento prevede strumenti per favorire la partecipazione:
- consultazione di Regioni ed enti locali;
- campagne di informazione e sensibilizzazione;
- meccanismi di coinvolgimento dei territori (rafforzati in Commissione con l’autocandidatura dei Comuni).
Si tratta di un elemento cruciale alla luce della storica opposizione sociale al nucleare in Italia.
5. Inquadramento nel sistema energetico
Il nucleare sostenibile viene concepito come componente del mix insieme alle rinnovabili, con finalità di:
- garantire continuità della produzione (base load);
- ridurre la dipendenza dalle importazioni;
- migliorare la resilienza del sistema elettrico.
Il DDL A.C. 2669 rappresenta un passaggio strategico nel riposizionamento della politica energetica italiana, introducendo un quadro normativo potenzialmente idoneo a riaprire il percorso verso il nucleare dopo oltre trent’anni di assenza.
Dal punto di vista dell’iter, il provvedimento ha superato la fase più tecnica in Commissione ed è entrato nella fase politicamente più rilevante del confronto parlamentare in Aula.
Dal punto di vista dei contenuti, emergono tre direttrici principali:
- approccio sistemico e regolatorio (legge delega, non intervento puntuale);
- integrazione del nucleare nella transizione energetica;
- attenzione a filiera industriale e accettabilità territoriale.
NUCLEARE. BARBARO: DOPO OK COMMISISONI IL 26 MARZO LEGGE DELEGA SARÀ IN AULA
AVVIARE QUANTO PRIMA UN PERCORSO FONDAMENTALE PER IL NOSTRO PAESE (DIRE) Roma, 20 mag. – “Sono state intense settimane di confronto: ringrazio personalmente i presidenti Rotelli e Gusmeroli con i quali abbiamo lavorato per portare in porto l’approvazione del testo sul nucleare nelle commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera con anche l’analisi attenta di tutti gli emendamenti. Un lavoro che ha portato al testo finale condiviso con integrazioni importanti come la valorizzazione delle filiere nazionali ed europee del nucleare e la possibilità per i Comuni di autocandidarsi a ospitare le centrali. Il 26 prossimo il DDL tornerà in Aula per il confronto parlamentare con l’obiettivo di dotare il nostro Paese di risorse energetiche e di raggiungere tutti gli obiettivi di decarbonizzazione”. Così il sottosegretario all’Ambiente e alla Sicurezza Energetica Claudio Barbaro. “La linea, indicata dal Premier Meloni, è di avviare quanto prima un percorso fondamentale per il nostro Paese per il rafforzamento dell’indipendenza energetica, della decarbonizzazione e del contenimento dei costi, dentro un mix che non escluderà le rinnovabili. Si apre oggi la strada verso il futuro e un’occasione strategica di rilancio da non perdere”, conclude Barbaro.
Ddl Nucleare, si vota (forse). Pichetto a PP: testo aperto – PublicPolicy
DECRETO FISCALE
Con 132 voti favorevoli e 81 contrari, l’Aula della Camera ha approvato il 20 maggio, definitivamente, il ddl di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38, recantedisposizioni urgenti in materia fiscale ed economica (AC. 2935, approvato dal Senato) (scade il 26 maggio), sul quale il Governo aveva posto la questione di fiducia (fiducia rinnovata con 169 voti favorevoli, 93 contrari e 4 astenuti).
Prima della votazione finale la sottosegretaria per l’economia e le finanze Sandra Savino ha accolto molti degli odg presentati (50), la maggior parte dei quali previa riformulazione.
Il provvedimento è stato inviato alla GU per la pubblicazione.
LE ALTRE NOTIZIE
Sicurezza energetica: Aula del Senato approva mozione
L’Aula del Senato ha esaminato il 19 maggio le mozioni sui riflessi economici connessi alla sicurezza energetica (1-00174 (testo 2) Dolores Bevilacqua (M5S), Luca Pirondini (M5S), Francesco Boccia (PD), Peppe De Cristofaro (Misto-AVS) e Ivan Scalfarotto (IV) e 1-00188 (testo 2) Stefania Gabriella Anastasia Craxi (FI), Lucio Malan (FdI), Massimiliano Romeo (Lega), Michaela Biancofiore (NM-MAIE), Simona Petrucci (FdI) e Massimo Garavaglia (Lega)).
DAL GOVERNO
Il Governo si confronterà con l’autotrasporto. Pronto il taglio delle accise
Il Governo corre ai ripari per provare a fermare lo sciopero dell’autotrasporto indetto dal 25 al 29 maggio. Le indiscrezioni sono confermate anche dal Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che al Festival dell’Economia di Trento annuncia un provvedimento per aiutare il settore, in grandi difficoltà per il rincaro dei carburanti dopo la chiusura di Hormuz, già nel Cdm di oggi. Il responsabile del Mef non si sbilancia sulle cifre del provvedimento, ma annuncia che riguarderà anche il trasporto pubblico locale e soprattutto ci sarà una proroga del taglio delle accise (in scadenza oggi) fino alla prima settimana di giugno. Giorgetti anticipa che il Governo lavora anche a un provvedimento tampone sull’ex Ilva, in attesa che il negoziato con l’Europa sul prestito ponte vada a buon fine.
L’urgenza, però, si chiama autotrasporto. Oggi alle 16.45, prima del Cdm, sono attesi in Sala Verde a Palazzo Chigi le associazioni di categoria per un incontro con il Governo, cui dovrebbero prendere parte la premier Giorgia Meloni, il Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini, l’altro vicepremier Antonio Tajani, Giancarlo Giorgetti, il Ministro delle Politiche Ue Tommaso Foti, il viceministro al Mit Edoardo Rixi e il consigliere del presidente per le tematiche afferenti ai rapporti con le parti sociali Stefano Caldoro. L’obiettivo è spiegare alla categoria quali sono gli ostacoli principali, che l’esecutivo individua soprattutto nella resistenza dell’Ue a concedere deroghe sui vicoli del Patto di stabilità per le spese dovute ai rincari dell’energia. Il negoziato è “lungo”, ammette Giorgetti, che resta “ottimista” perché la proposta italiana è “razionale”. Poi ci sarà il Cdm e successivamente il quadro sarà più chiaro anche per l’autotrasporto che dovrà decidesse se confermare lo sciopero. (Nomos).
Rassegna parlamentare a cura di MF