Taccuino europeo
PARLAMENTO UE
Audizioni – Audizione pubblica su Meno sprechi, più valore: Verso una legge sull’economia circolare dell’UE – 23-06-2026 – Commissione per l’Ambiente, la Sanità Pubblica e la Sicurezza Alimentare
Il 23 giugno 2026, il Comitato ENVI sta organizzando un’audizione pubblica sull’economia circolare, intitolata “Meno sprechi, più valore: verso una legge sull’economia circolare dell’UE”. L’audizione si concentrerà sull’attuale quadro legislativo sull’economia circolare, sulle lezioni apprese e sulle possibili prospettive da seguire, nonché su come sostenere approcci innovativi e realizzare l’attuazione. L’audizione offrirà un’opportunità unica per lo scambio di opinioni con otto soggetti provenienti dalla società civile, dal mondo accademico e dall’industria sulle sfide e opportunità legate alla prossima proposta della Commissione per una legge sull’economia circolare dell’UE, prevista per settembre 2026. Le presentazioni degli otto esperti saranno seguite da sessioni di domande e risposte con i Membri del Parlamento Europeo, con le osservazioni conclusive della Commissione e del Presidente dell’ENVI.
COMMISSIONE UE
La Commissione chiede un riscontro sul progetto di orientamenti per la classificazione dei sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio
Giovedì 21 maggio la Commissione europea ha pubblicato un progetto di linee guida che chiarisce la classificazione dei sistemi di intelligenza artificiale (IA) ad alto rischio e un elenco di esempi pratici per il feedback delle parti interessate. Gli orientamenti aiuteranno i fornitori e i deployer di IA a valutare se il loro sistema è ad alto rischio o meno.
A norma della legge sull’IA, un elenco limitato di casi d’uso dei sistemi di IA è considerato ad alto rischio quando mettono in pericolo la salute, la sicurezza o i diritti fondamentali. Tali orientamenti saranno integrati da altri orientamenti della Commissione per facilitare il rispetto degli obblighi per i sistemi di IA ad alto rischio.
Il progetto di orientamenti è pubblicato sulla piattaforma unica d’informazione dell’Atto per l’IA. I portatori di interessi, compresi i fornitori e gli sviluppatori di sistemi di IA, le imprese e le autorità pubbliche, nonché il mondo accademico, gli istituti di ricerca e i cittadini, sono invitati a condividere le loro opinioni entro il 23 giugno 2026.
La Commissione approva un aiuto di Stato tedesco di 1,3 miliardi di euro per sostenere la produzione di idrogeno rinnovabile
La Commissione Europea ha approvato, secondo le regole UE sugli aiuti di Stato, un programma tedesco di aiuti di Stato da 1,3 miliardi di euro per sostenere la produzione di idrogeno rinnovabile attraverso lo strumento “Aste come Servizio” della Banca Europea dell’Idrogeno per l’asta chiusa nel 2026.
LE ALTRE NOTIZIE/RASSEGNA STAMPA WEB
L’Eurogruppo ignora la richiesta di Meloni, von der Leyen rimane ambigua – Domenica Giorgia Meloni ha chiesto di usare la clausola di salvaguardia nazionale per la difesa per permettere all’Italia di fare più deficit per finanziare la risposta alla crisi energetica. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, finora non ha risposto. Ma Roma è convinta che von der Leyen non oserà dire “no” a Meloni. I ministri delle Finanze hanno un’opinione molto diversa. La richiesta dell’Italia non sarà discussa all’Eurogruppo di domani a Cipro. La posizione dell’Eurogruppo rimane la stessa del 4 maggio. “L’atmosfera che si respirava nella stanza qualche settimana fa non lasciava presagire un’inversione di tendenza a breve termine”, ci ha detto la fonte dell’Eurogruppo: “Ora disponiamo di uno spazio fiscale sostanzialmente inferiore rispetto a qualche anno fa. E se si guarda ai mercati obbligazionari, si percepisce un certo nervosismo lì”. Secondo la stessa fonte, non ci sono divergenze tra gran parte dei ministri delle Finanze e il commissario responsabile dell’Economia. “Non c’è una divergenza di vedute tra la Commissione e l’Eurogruppo. Nell’ultima riunione dell’Eurogruppo, Volodymyr Dombrovskis è stato molto chiaro sulla posizione della Commissione, ovvero che non c’era bisogno di ricorrere ad alcuna clausola di flessibilità per queste misure. E ha ricevuto molto sostegno”, ha detto la fonte. (Mattinale Europeo)
L’Ue non chiude a Meloni sulla flessibilità, ma prima punta sui fondi esistenti
L’Europa non chiude ma chiede tempo, prudenza e soprattutto di cominciare a usare tutte le risorse che ci sono. Nessuno, né in Italia né a Bruxelles, si aspettava che la Commissione Ue rispondesse in maniera chiara e univoca alla lettera con la quale la premier Giorgia Meloni ha domandato a Ursula von der Leyen di estendere la deroga al Patto di stabilità prevista per la difesa alle spese per la crisi energetica. La presidente dell’esecutivo europeo, al tempo opportuno, replicherà entrando nel merito di richieste sulle quali von der Leyen non mancherà di riflettere, con un occhio agli sviluppi della crisi in Iran e un altro ai posizionamenti dei Paesi membri sull’istanza portata avanti dall’Italia. Nel consueto briefing con la stampa i portavoce della Commissione Paula Pinho e Balazs Ujvari hanno premesso di non voler commentare la lettera della Meloni ma hanno fornito più di un indizio. “Per quanto riguarda la flessibilità fiscale in materia di energia, vorremmo sottolineare che, in questa fase, l’attenzione è rivolta allo sfruttamento pieno dei finanziamenti Ue già disponibili, che sono davvero ingenti”.
Hanno poi aggiunto che l’Ue “continua a seguire da vicino gli sviluppi ed è pronta ad agire di conseguenza, anche avvalendoci delle flessibilità esistenti”. In questa fase, insomma, nulla o quasi si muoverà; per la Commissione Ue le risorse ci sono: “Sono stati stanziati circa 300 miliardi di euro per investimenti nel settore energetico attraverso strumenti quali Next Generation Eu, i fondi della politica di coesione e il Fondo per la modernizzazione, con circa 95 miliardi di euro ancora da utilizzare. Un ulteriore elemento è che abbiamo reso più flessibile il quadro degli aiuti di Stato”. Ma questo, al Governo italiano era già noto. “L’Ue deve uscire dalla logica ragionieristica e predisporre urgentemente tutti gli strumenti utili per consentire a sé stessa e agli Stati membri di fronteggiare questa crisi”, ha sottolineato il capodelegazione di Fdi al Pe Carlo Fidanza.
La partita, per l’Italia, è solo iniziata. A Parigi, a margine del G7 Finanze, il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ne ha parlato con i suoi omologhi di Francia e Germania e con il Commissario all’Economia Valdis Dombrovskis. Venerdì e sabato, a Cipro, l’Eurogruppo e l’Ecofin informali torneranno ad affrontare le conseguenze della crisi energetica; un passaggio decisivo, in questa partita a scacchi tra Roma, Bruxelles e le capitali “frugali”, potrebbe essere il Consiglio Ue di giugno. Sulla richiesta dell’Italia “si continua a trattare”, hanno spiegato fonti del Mef. Il Governo, insomma, vede uno spiraglio nel posizionamento della Commissione, basato anche su un punto: il non chiedere una deroga al Patto ex novo per l’energia, ma solo l’estensione, alle stesse condizioni. (Nomos)
RIFIUTI. CLIMA, ECO AGENZIA UE: CON 17 AZIONI ECONOMIA CIRCOLARE -22% EMISSIONI
1 MLD TON CO2 EQ, -19% PERDITA BIODIVERSITÀ, -25% INQUINAMENTO ARIA (PM) (DIRE) Roma, 19 mag. – Un insieme di 17 azioni per l’economia circolare ha il potenziale di ridurre l’impatto dell’UE sui cambiamenti climatici del 22%, ovvero quasi un miliardo di tonnellate di CO2 equivalente, di ridurne l’impatto sulla perdita di biodiversità del 19% e di diminuire l’inquinamento atmosferico (particolato fine) del 25%. Così il documento informativo dell’Agenzia europea dell’Ambiente ‘I benefici ambientali e climatici dell’economia circolare’. Questi benefici stimati, basati sulla modellizzazione di specifiche misure di circolarità attuate in settori selezionati come l’edilizia abitativa, l’industria mineraria, l’alimentazione e la mobilità, presentano anche aspetti positivi in termini di sicurezza dell’approvvigionamento di risorse. 2Ridurrebbero la dipendenza dell’UE da materie prime strategiche prodotte in altre parti del mondo- avverte l’Agenzia europea dell’Ambiente- Ad esempio, la dipendenza dell’UE da minerali di alluminio, nichel e metalli del gruppo del platino estratti in altre regioni del mondo diminuirebbe di circa il 20%, e del 12% per il rame”. Le misure di economia circolare generano benefici ambientali e climatici riducendo la domanda di risorse naturali e i relativi impatti negativi sull’ambiente. Ciò a sua volta crea opportunità economiche spostando la creazione di valore dall’estrazione di materiali ad altri settori dell’economia. “La riduzione del consumo di risorse naturali in Europa apporta benefici sia all’interno che all’esterno dell’UE, poiché l’UE importa grandi quantità di risorse e prodotti, la cui estrazione grava sull’ambiente locale in altre regioni del mondo”, rileva AEA
Secondo il rapporto dell’Agenzia europea dell’Ambiente ‘Sbloccare l’economia circolare: esigenze di investimento, ostacoli e condizioni abilitanti’, l’economia circolare rappresenta “un’opportunità strategica per espandere il mercato europeo, generare significativi ritorni economici e ridurre la dipendenza dalle risorse, diminuendo al contempo la pressione sul clima e sull’ambiente”. Basandosi sulle stime più recenti, il rapporto dell’AEA evidenzia la necessità di “accelerare gli investimenti per raggiungere gli obiettivi delle politiche di economia circolare già adottate, con un deficit di investimenti di circa 82 miliardi di euro all’anno fino al 2040”. Il rapporto evidenzia come la progettazione del prodotto e le fasi di fine vita siano le aree che necessitano di maggiore attenzione, con le maggiori lacune settoriali nei settori dell’edilizia, del tessile, delle batterie e dei veicoli. Aggiunge inoltre che, sebbene attualmente i finanziamenti privati dominino gli investimenti, i finanziamenti pubblici svolgono un ruolo catalizzatore nel ridurre i rischi dei progetti e nel consentire finanziamenti misti e a lungo termine. Il progresso dell’economia circolare “si scontra con barriere economiche e finanziarie strutturali che devono essere affrontate- sototlinea AEA- e sottolinea la necessità di interventi politici per migliorare l’accesso ai finanziamenti e la commerciabilità dei progetti circolari”. Un migliore monitoraggio è inoltre fondamentale per seguire i flussi finanziari e la loro capacità di generare i migliori benefici socio-economici e ambientali.
Migliorare la circolarità – ovvero il potenziale di riutilizzo o riciclo – dei prodotti europei a lunga durata come edifici, automobili, strade o macchinari può fornire all’economia dell’UE materie prime di produzione nazionale più competitive in termini di costi, secondo il documento informativo dell’Agenzia europea dell’Ambiente ‘Scorte di materiali in un’economia circolare’. L’economia europea dipende fortemente da grandi quantità di materiali: ogni persona consuma 14,4 tonnellate all’anno. Quasi la metà di queste, oltre 6 tonnellate, finisce in edifici, infrastrutture o macchinari, formando quello che viene definito stock di materiali. Gli stock sono essenziali per la nostra qualità della vita: edifici e strade, ospedali e scuole, automobili e lavatrici, ma influenzano sempre più la dipendenza dell’Europa dalle risorse. “Le scorte di materiali rivestono un ruolo chiave nell’economia circolare. Aumentare la circolarità delle scorte di materiali può trasformarle in una fonte di materie prime secondarie, rafforzando la competitività e la sicurezza economica europea”, conclude AEA .
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