Da Hera investimenti nel ravennate per 340 milioni di euro

Crescono del 13% gli investimenti di Hera nel ravennate. Il gruppo presentato lunedì 15 giugno ai sindaci e agli amministratori dei 18 Comuni serviti il Piano industriale al 2029 che prevede 337 milioni di euro nel ravennate, 185 destinati al ciclo idrico integrato, 78 all’area ambiente, 41 alla distribuzione gas e 28 alla produzione di energia elettrica.

Come sottolinea la multiutility, si tratta di “un impegno concreto che si traduce anche nella creazione di valore condiviso per il territorio”: in provincia la ricchezza distribuita a lavoratori, azionisti, pubblica amministrazione e fornitori locali raggiunge infatti i 198 milioni di euro nel 2025. Hera punta a “coniugare crescita aziendale e sviluppo sostenibile, aumentando la resilienza delle infrastrutture e favorendo la decarbonizzazione. Più nello specifico, dei 162 milioni di euro nel servizxio idrico, per l’acquedotto ne vanno 68,6, per la fognatura 39,6 milioni e per la depurazione 53,6. Intanto sono “eccellenti” gli indicatori di performance, “ampiamente superiori alla media nazionale”: le perdite idriche lineari sono limitate a circa cinque metri cubi per giorno e per chilometro, rispetto a una media italiana di 24; le interruzioni del servizio si attestano a 0,67 ore annue per utente contro 59,4 della media nazionale; i casi di ordinanze di non potabilità risultano azzerati. Il Piano industriale 2025-2029 destina alla protezione complessiva del territorio 223 milioni di euro, il 66% del budget complessivo dell’area, specificamente orientati, spiega Hera, a migliorare la resilienza strutturale delle reti e degli impianti locali di fronte all’emergenza climatica, oltre che a favorire una profonda modernizzazione tecnologica dei servizi.

Sul fronte della resilienza idraulica, le azioni principali riguardano l’attuazione del Masterplan di drenaggio urbano delle reti fognarie, l’ottimizzazione dell’impianto di sollevamento Bambole a Faenza e l’ampliamento strutturale dei depuratori di Lugo e Ravenna. Ci sarà anche una forte spinta alla digitalizzazione, finalizzata a contrastare i guasti in modo preventivo grazie a 88 milioni di investimenti. Sul fronte rifiuti il ravennate registra una percentuale di raccolta differenziata oltre l’82%, e un “elevato” indice di soddisfazione delle famiglie. I 78 milioni di euro di investimenti tra raccolta, spazzamento, smaltimento e recupero consentiranno di “continuare a supportare il territorio nella sfida strategica dell’economia circolare e della gestione sostenibile del ciclo dei rifiuti”. Sono previsti un nuovo Centro di raccolta a Ravenna, l’esecuzione di riqualificazioni straordinarie sugli altri centri di raccolta della provincia e l’introduzione di nuove isole interrate a Cervia e Faenza. Per la transizione energetica una parte “significativa” degli investimenti riguarda la sostenibilità e l’autoproduzione energetica, con lo sviluppo dell’Energy park di Faenza, la riconversione green di aree industriali dismesse e la realizzazione di nuovi impianti fotovoltaici sulla discarica di Ravenna.

(Agenzia Dire)