Ondata di calore su Italia ed Europa: l’analisi, i dati e le previsioni

Le temperature registrano valori diffusamente superiori alle medie climatologiche del periodo, con anomalie positive che in diverse aree superano i +4/+6°C. Si segnalano inoltre valori elevati delle temperature minime, con diffusa presenza di notti tropicali (Tmin ≥ 20°C), e condizioni di disagio bioclimatico accentuate nei contesti urbani.

Le principali criticità associate includono:

  • aumento dello stress termico sulla popolazione;
  • incremento dei consumi idrici ed energetici;
  • condizioni favorevoli allo sviluppo di incendi boschivi;
  • impatti sugli ecosistemi, in particolare nelle aree alpine e nelle zone già interessate da deficit idrico;
  • possibili peggioramenti della qualità dell’aria, con episodi di accumulo di ozono troposferico.

Le Agenzia del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente monitorano l’evoluzione dell’evento attraverso le reti regionali.

Da lunedì 22 giugno è attivo il 1500, numero di pubblica utilità del Ministero della Salute in sinergia con l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (Inali) che offre ascolto e informazioni ai cittadini, soprattutto alle persone più fragili e a rischio, al fine di mitigare gli effetti delle ondate di calore sulla salute. Il numero è operativo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17, esclusi i giorni festivi.

Emilia-Romagna: probabilmente l’ondata di calore la più duratura e intensa mai registrata in regione

I valori massimi e minimi registrati in questi giorni (temperature massime intorno ai 37-38 gradi nelle zone di pianura centrale e occidentale, leggermente più basse nelle pianure orientali, temperature minime intorno ai 21-22 gradi in aperta campagna e mai sotto i 25 gradi nelle città) sono eccezionalmente anomali non solo per la fine di giugno ma anche per i mesi centrali dell’estate. Il valore di temperatura medio regionale, usato come indicatore generale dell’anomalia termica in atto, dal 19 giugno scorso risulta superiore ai precedenti record storici giornalieri e la previsione mostra che potrebbe mantenersi tale fino al 1° luglio. Se non ci saranno variazioni nella previsione, questa ondata di calore diventerà la più duratura e intensa mai registrata in regione, con temperature medie regionali superiori ai massimi storici per 13 giorni consecutivi, contro i 9 giorni registrati nel 2003 dal 6 al 14 agosto.

Il perdurare del caldo anomalo porta con sé numerose conseguenze, dalle condizioni di disagio bioclimatico ormai presente da giorni nelle città, alla riduzione delle rese agricole, a possibili problemi alle infrastrutture di trasporto e di approvvigionamento energetico, fino alla disponibilità idrica.
In merito ai deflussi del fiume Po, nella stazione di Pontelagoscuro (FE) il valore medio mensile della portata di giugno (dato parziale al 23 giugno) risulta decisamente inferiore alla media di lungo periodo (1923-2024) con valore dello scarto percentuale pari a -67%; in particolare il 23 giugno si è osservata una portata pari a circa 300 metri cubi al secondo, con effetti in termini di intrusione salina nel delta del fiume Po. La tendenza per il prossimo periodo mostra un’ulteriore decrescita delle portate.

Sul sito di Arpae è attivo il servizio di previsione specifico del disagio bioclimatico, con le previsioni aggiornate quotidianamente per il giorno stesso e per i due giorni successivi nella pagina dedicata al “Rischio calore”.

Vai alla notizia completa sul sito di Arpae Emilia-Romagna

Fonte: Snpambiente.it