Decreto Infrastrutture e attuazione PNRR, la Camera ha iniziato l’esame

DECRETO LAVORO

Il “salario giusto” non mette d’accordo, tutt’altro. Il decreto Lavoro, varato dal Governo in occasione del 1° maggio, è stato approvato anche al Senato con fiducia così come avvenuto alla Camera lo scorso 10 giugno.

A Palazzo Madama il provvedimento è stato licenziato dalla 10a commissione senza mandato alla relatrice Paola Mancini (FdI) non solo “per l’elevato numero di proposte emendative presentate”, ma anche “perché i senatori delle opposizioni (in maniera totalmente legittima) hanno fatto ampio ricorso alle dichiarazioni di voto”, ha detto in aula il presidente della commissione Lavoro, Francesco Zaffini (FdI).

È alla Camera, quindi, che il provvedimento è stato modificato. A cominciare dalla definizione di trattamento economico complessivo (Tec) su cui si è alzata la voce di Cgil, Cisl e Uil, contrarie al passaggio di un iniziale emendamento dei relatori che avrebbe permesso anche ai contratti equivalenti siglati dai sindacati minori di accedere agli incentivi per le assunzioni. Così, è arrivato il passo indietro con la riscrittura della norma che adesso si limita a definire il Tec come la somma delle voci retributive e delle prestazioni welfare definite dai contratti leader stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

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PDL FRATERNITA’ UMANA NEI LUOGHI DI LAVORO

La Commissione Lavoro della Camera ha proseguito il 1 luglio l’esame della pdl recante disposizioni per la valorizzazione della fraternità umana nei luoghi di lavoro (AC. 2554 CNEL).

La Commissione ha terminato l’esame degli emendamenti.

Il testo, come risultante dagli emendamenti approvati, è stato trasmesso alle Commissioni competenti in sede consultiva per acquisirne il parere.


DL INFRASTRUTTURE E ATTUAZIONE PNRR

La Commissione Bilancio della Camera ha iniziato il 1 luglio l’esame del ddl di conversione in legge del decreto-legge 26 giugno 2026, n. 107, recante disposizioni urgenti per interventi infrastrutturali e per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), nonché ulteriori disposizioni finanziarie urgenti (AC. 2987) (scade il 25 agosto). 

Il decreto introduce un pacchetto di misure finalizzate ad accelerare la realizzazione di opere infrastrutturali strategiche, garantire il completamento degli interventi previsti dal PNRR entro le scadenze europee e rafforzare alcuni strumenti di finanza pubblica.

Il provvedimento si articola in tre capi principali: disposizioni urgenti in materia di infrastrutture, norme per l’attuazione del PNRR e della direttiva europea sulla governance economica, e misure finanziarie urgenti.

Tra gli interventi infrastrutturali più rilevanti figurano misure per il settore ferroviario, tra cui l’accelerazione delle procedure di affidamento dei servizi Intercity, la proroga dei termini connessi alla realizzazione del collegamento Roma-Latina e dell’autostrada Cisterna-Valmontone, nonché nuovi finanziamenti per le opere compensative legate alla linea ferroviaria Torino-Lione. Il decreto contiene inoltre disposizioni per il decommissioning del reattore nucleare “RTS-1 G. Galilei” della Marina Militare, affidato a Sogin.

Sul fronte del PNRR, il decreto mira a rimuovere ostacoli amministrativi e procedurali che potrebbero rallentare il conseguimento degli obiettivi previsti dal Piano, introducendo ulteriori misure di semplificazione e rafforzando gli strumenti di monitoraggio e attuazione degli investimenti

Il testo interviene inoltre in diversi ambiti settoriali, tra cui transizione energetica, sviluppo industriale, turismo, lavoro e innovazione tecnologica, con disposizioni volte a sostenere investimenti strategici e ad affrontare specifiche esigenze emergenziali.

Per le utilities e le aziende dei servizi pubblici locali, il decreto presenta particolare interesse per le misure che incidono sulla realizzazione delle infrastrutture, sull’attuazione degli investimenti finanziati dal PNRR e sui processi di semplificazione amministrativa, elementi ritenuti essenziali per rispettare i tempi di completamento dei progetti e garantire la piena operatività delle opere previste.

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LE ALTRE NOTIZIE/RASSEGNA WEB

Carburanti Ter, gli stralci in un nuovo ddl. Dentro anche il ravvedimento

E’ stato depositato in commissione Finanze al Senato un disegno di legge a prima firma del presidente della 6a Massimo Garavaglia, recante “Disposizioni in materia economica, fiscale, nonché in materia di tutela dei consumatori”, in cui sono riproposte le quattro norme espunte dal dl Carburanti ter nel corso del passaggio in seconda lettura alla Camera.

Del resto, è stato proprio nel corso della fase emendativa del dl Carburanti ter in 6a Senato che sono state introdotte le quattro norme poi stralciate con altrettanti soppressivi dall’aula di Montecitorio.

L’intento, sempre a quanto si apprende, sarebbe quello di esaminare il disegno di legge in commissione in sede redigente, per accelerare poi sul successivo passaggio in aula.

Tra le norme che erano state espunte dal dl Carburanti ter e che dovrebbero essere riproposte nel ddl, si ricorda, c’era in primis quella sul telemarketing “selvaggio”, con cui veniva estesa ai servizi di telecomunicazioni il divieto, già previsto per energia elettrica e gas, di effettuare sollecitazioni commerciali per telefono, anche mediante l’invio di messaggi a consumatori.

Erano poi stati cassati anche gli interventi per la mitigazione degli effetti dell’aumento dei costi dello zolfo e dell’acido solforico, le misure sui crediti di imposta a tutela delle minoranze linguistiche storiche, e la possibilità per le società cooperative esistenti alla data del 1° gennaio 1996 e le cui azioni non siano negoziate in mercati regolamentati, che concedono finanziamenti sotto qualsiasi forma esclusivamente nei confronti dei propri soci, di continuare a svolgere la propria attività, senza obbligo di iscrizione nell’Albo degli intermediari finanziari, “fino al 30 novembre 2027”.

Sempre a quanto si apprende, trovano spazio nel nuovo provvedimento anche altre norme, tra cui quella presentata come emendamento di Forza Italia (a prima firma Claudio Lotito) al dl Carburanti ter, poi ritirato e trasformato in ordine del giorno, con cui si puntava a riproporre il ravvedimento speciale per le partite Iva collegandolo all’adesione al concordato preventivo biennale 2026-2027. (Public Policy) GIS

 

Slitta l’approdo in Aula della legge elettorale. Rimane il nodo preferenze

Torna a rallentare la corsa della legge elettorale. Sotto il peso dei veti incrociati, con l’incognita Roberto Vannacci e il rebus preferenze, la partita si incarta di nuovo nella maggioranza in un clima sempre più teso. Per decisione della capigruppo, l’esame in Aula alla Camera slitta di qualche giorno, al 14 luglio, rispetto al timing preventivato inizialmente anche per consentire, con i disagi previsti la prossima settimana sulle linee ferroviarie, ai parlamentari di essere presenti. “Rinviano perché sono divisi” accusano dalle opposizioni mentre si avviano a nascere i primi comitati contro la riforma: oggi (2 luglio ndr) si costituirà quello promosso da Roberto Zaccaria che dopo la maratona oratoria (che ha visto in campo da Gustavo Zagrebelsky ad Articolo 21) fa sapere che appena approvata la riforma farà ricorso alla Consulta.

Se ne parla, comunque, dopo l’estate visto che, con il nuovo timing, è praticamente escluso un via libera definitivo prima della pausa dei lavori parlamentari. Per la maggioranza c’è, dunque, un po’ più di tempo per provare a trovare soluzioni soprattutto sul nodo preferenze. Non è stato, infatti, risolutivo il vertice degli sherpa tenutosi ieri a via della Scrofa. Una nuova riunione, viene spiegato, si potrebbe tenere la prossima settimana ed è probabile che nel frattempo possa essere un vertice dei leader a dirimere le questioni rimaste aperte. “I tecnici sono al lavoro”, spiega il vicepremier Antonio Tajani. Ma, al momento, nessuna delle soluzioni messe sul piatto da FdI, dal modello toscano (capolista bloccato e preferenze da esprimere a crocette con i nomi indicati sulla scheda) a quello belga (lista bloccata da accettare in toto o espressione della preferenza con una croce sul nome preferito tra quelli indicati), sembra aver fatto breccia negli alleati.

Nell’incontro di mercoledì il partito della premier avrebbe ribadito la propria volontà di andare avanti ma da FI e soprattutto dalla Lega sarebbe arrivato un sonoro no provocando non poca irritazione. Intanto, con la nuova tempistica decisa alla Camera ci sarà più tempo per provare a trovare una quadra. E dopo l’eventuale via libera di Montecitorio se ne tornerebbe a parlare a settembre. La pausa potrebbe venire utile per approfondire, anche con un occhio ai sondaggi, una serie di questioni politiche aperte che pesano sulla riforma a partire dalle considerazioni legate alla nuova formazione di Roberto Vannacci. Una variabile difficile da pesare e che va contemperata con la naturale spinta al voto utile. Quello che è certo è che opposizioni faranno muro contro la riforma. (Nomos)


CONFERENZA DELLE REGIONI

L’Europa delle Regioni ad Assisi. La transizione energetica inizia dai territori 

  Assisi ha ospitato lo scorso giovedì 18 giugno la riunione della Commissione per l’ambiente, il cambiamento climatico e l’energia (ENVE) del Comitato europeo delle Regioni.    Il divario tra grandi ambizioni e attuazione reale della legislazione ambientale dell’UE può essere colmato solo se città e Regioni ricevono un supporto finanziario e amministrativo più mirato. Questo il messaggio principale del progetto di parere preparato dalla Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, e adottato all’unanimità dai membri della Commissione.I leader locali e regionali hanno ribadito il loro appello per un bilancio UE 2028-34 solido e basato sui territori, esplorando al contempo preoccupazioni e possibili soluzioni per combattere la povertà energetica e per aumentare la sicurezza e la resilienza del sistema energetico dell’UE.

 

Rassegna parlamentare a cura di MF