Il Cdm approva il ddl annuale sulla concorrenza
AMBIENTE. CONSULTA: OK A RECEPIMENTO DIRETTIVA UE SU QUALITÀ ARIA
LOMBARDIA, PIEMONTE E VENETO AVEVANO PROMOSSO QUESTIONI ILLEGITTIMITÀ (DIRE) Roma, 23 lug. – Con la sentenza numero 145, depositata oggi, la Corte costituzionale si è pronunciata sull’articolo 12 della legge di delegazione europea 2024, in materia di qualità dell’aria. Avverso tale norma avevano promosso plurime questioni di illegittimità costituzionale le Regioni Lombardia, Piemonte e Veneto con tre distinti ricorsi. In via preliminare, la Corte ha affermato che il giudizio di legittimità costituzionale in via principale si configura come strumento di tutela delle attribuzioni legislative delle regioni non solo in via diretta, ma anche in via indiretta, e che la lesione legittimante il gravame può configurarsi non solo quando sono indebitamente sottratte o limitate delle competenze regionali, ma anche, all’opposto, quando sono attribuite alle regioni delle competenze che non sono di loro spettanza e che la Costituzione assegna ad altri enti. Ciò posto, la Corte ha anzitutto dichiarato inammissibili alcune questioni, in particolare perché le ricorrenti: hanno lamentato l’insufficienza di risorse per lo svolgimento di funzioni (per l’attuazione della direttiva sulla qualità dell’aria) non ancora conferite; non hanno precisato quali sarebbero le funzioni ora loro assegnate ulteriori rispetto a quelle di cui al decreto legislativo numero 155 del 2010 e perché le risorse disponibili non sarebbero sufficienti. A fronte di questo, la doglianza concernente l’insufficienza delle risorse è apparsa generica.
La Corte ha invece dichiarato non fondate le questioni promosse, in riferimento agli articoli 5 e 120, secondo comma, della Costituzione, in ordine sia al procedimento seguito per l’adozione della legge di delegazione sia a quello che tale legge prevede per i decreti legislativi delegati. In particolare, quanto alla prima questione, ha affermato che la ricorrente lamenta un vizio procedimentale imputabile alla violazione di una norma di legge ordinaria (ovverosia dell’art. 5, comma 1, lettera b, del d.lgs. n. 281 del 1997) e non di una norma costituzionale; quanto alla seconda, che adeguati meccanismi di cooperazione sono richiesti nel caso in cui l’intreccio fra ambiti materiali diversi, caratterizzante la disciplina interessata, non possa essere dipanato facendo ricorso al criterio della prevalenza, dal punto di vista qualitativo o dal punto di vista quantitativo. Nel caso in esame la materia prevalente è stata individuata nella “tutela dell’ambiente”, rientrante nella potestà legislativa esclusiva dello Stato ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione. Ne consegue che la previsione del parere della Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo numero 281 del 1997 assicura un adeguato coinvolgimento delle regioni. Infine, sono state dichiarate non fondate anche le questioni promosse in riferimento agli articoli 3, 97, 117, commi secondo, lettera s), terzo e quarto, e 118, della Costituzione, in quanto la scelta di allocare le funzioni amministrative in capo alle regioni, prevedendo allo stesso tempo diverse forme di coordinamento ex ante ed ex post con lo Stato, è rispettosa dei parametri costituzionali invocati.
La legge elettorale andrà in aula Senato a settembre, Fdi pronta a terza lettura
Il Senato non approverà la legge elettorale prima della pausa estiva, né in Commissione né in Aula. L’assemblea di Palazzo Madama è pronta a esaminare la riforma già alla ripresa dei lavori, dal 9 settembre, ma una data precisa non c’è. È quanto è emerso al termine della Conferenza dei capigruppo convocata su richiesta delle opposizioni che, nel giorno in cui la legge approvata alla Camera soltanto giovedì scorso è stata incardinata in Commissione Affari Costituzionali al Senato, ha chiesto chiarezza sui tempi.
Nella prima seduta di Commissione in Senato sul tema è stato stabilito, oltre al fatto che relatore sarà il presidente Andrea De Priamo (FdI), che le audizioni saranno 26 e che inizieranno la prossima settimana; le opposizioni hanno subito denunciato “l’ennesima forzatura” da parte della maggioranza e diffuso il timore che il centrodestra volesse proseguire l’esame in Commissione anche ad agosto ad Aula chiusa. “Ho garantito che non ci saranno eccessive accelerazioni di nessun genere: se qualcuno, cioè l’opposizione, ha immaginato che si potesse chiudere la legge prima delle ferie ho escluso che questo possa avvenire”, ha assicurato il presidente del Senato Ignazio La Russa, dopo la Conferenza dei capigruppo. La seconda carica dello Stato ha spiegato che ha provato a trovare un accordo su una data per l’approdo in aula del testo ma senza successo.
È stato il capogruppo FdI Lucio Malan a dare un timing: in aula a settembre alla ripresa dei lavori già fissata per il 9 settembre e Commissione convocata nella prima settimana del mese con il termine degli emendamenti che cadrà con ogni probabilità prima della pausa estiva. Meloni non ha rinunciato all’inserimento dell’emendamento sui capilista bloccati e le preferenze clamorosamente bocciato alla Camera con voto segreto nonostante pubblicamente gli alleati di Fi e Lega l’avessero appoggiato. Stavolta, viene spiegato, si avrà l’accortezza di garantire che i capilista rispettino la parità di genere, una delle ragioni che a Montecitorio hanno contribuito all’affossamento della norma.
“La posizione di Fratelli d’Italia è stata molto chiara, alla Camera tutti i gruppi hanno dichiarato la loro posizione favorevole alle preferenze e ci sono le premesse per inserirle qui al Senato”, ha detto Malan. Non si è sbilanciata invece la Ministra per le Riforme Elisabetta Casellati di FI: sulla preferenze “decideranno i senatori come è logico che sia. Non sto dicendo se saranno inserite o non saranno inserite perché non lo so. Quando si stabilirà il termine per gli emendamenti chi le vuole presentare le presenterà. Io questo ancora non lo so. Il Parlamento è sovrano, farà quello che crede”. É vero che a Palazzo Madama non c’è lo scudo del voto segreto, ma il gruppo guidato da Stefania Craxi non è così granitico sul punto. FdI comunque dà per scontata la terza lettura alla Camera. (Nomos)
Assicurazioni, welfare e gestione dei rischi. Nasce l’integruppo parlamentare sui temi assicurativi
Il Governo pensa a un nuovo decreto con semplificazioni per le imprese – PublicPolicy
AUTONOMIA DIFFERENZIATA
Autonomia differenziata, cosa cambia dopo il sì della Camera alle pre-intese – Policy Maker
AUTONOMIA. APPELLO ‘NO AD’ EMILIA-R. DE PASCALE IMPUGNI PRE-INTESE
COMITATO CHIEDE INCONTRO A GOVERNTORE: SEGUE AZIONE PUGLIA E CAMPANIA (DIRE) Bologna, 21 lug. – Anche la Regione Emilia-Romagna faccia ricorso alla Corte costituzionale contro le pre-intese sull’autonomia di Piemonte, Liguria, Veneto e Lombardia seguendo la scelta annunciata da di Puglia e Campania: “Sarebbe un forte segnale se analogo annuncio provenisse anche dal presidente de Pascale”, sostiene il comitato contro ogni autonomia dell’Emilia-Romagna chiedendo udienza al governatore dem “per confrontarci su ogni iniziativa che possa rafforzare scelte politiche contro la caparbiamente programmata spaccatura del Paese, con evidenti e irreversibili ricadute sull’uguaglianza dei diritti”. L’appello dei ‘No Ad’ è diretto a de Pascale dopo che il 16 luglio scorso, il Senato ha approvato le risoluzioni sulle intese che consentiranno di trasferire a Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria alcune materie “cruciali per garantire l’uguaglianza dei diritti”: protezione civile, professioni, previdenza complementare integrativa e sanità. Il 20 e 21 Luglio le quattro intese saranno discusse alla Camera. Sono “testi-fotocopia” nati dopo che il ministro leghista Roberto Calderoli “ha spregiudicatamente ignorato le indicazioni perentorie della sentenza con cui la Corte Costituzionale ha stabilito che le Regioni possano chiedere funzioni specifiche (non intere materie) solo dopo aver prodotto una dettagliata istruttoria, corredata da dati scientificamente validati, attestante le peculiari esigenze del territorio che giustifichino la richiesta. Le quattro intese siglate, invece, devolvono blocchi di materie identici a Regioni diversissime, senza alcun’altra motivazione giustificatrice se non la sottesa volontà di accaparrarsi risorse pubbliche e accentrare potere nelle mani degli amministratori locali”, contestano i ‘No Ad’.
L’Emilia-Romagna ha invece ‘tagliato’ i ponti con il percorso sulla autonomia avviato nel 2028 e con l’impegno a non riprendere l’iter. I ‘No Ad’ ricordano però anche l’impego “ad opporsi a qualunque legge di riordino della materia che introduca criteri discriminatori nella determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni tali da incidere sull’uguaglianza dei diritti dei e da sancire gli attuali dislivelli tra aree del Paese (non solo tra Nord e Sud, ma anche tra diverse aree all’interno delle singole regioni”. E de Pascale “non si è sinora limitato a dimostrare attenzione al tema, ma ha agito attivando strumenti che hanno inciso prontamente ed in modo inequivoco sulle scelte politiche: da ultimo la Regione ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale assumendo l’illegittimità di alcune norme contenute nell’ultima legge di bilancio nazionale, discriminatorie riguardo ad alunni con particolari difficoltà, nonché al riparto delle relative spese”. Ora i ‘No Ad’ chiedono, nel solco di questo impegno a contrasto dell’autonomia di impugnare le pre-intese. “Come comitato regionale contro ogni autonomia chiediamo ora che questo virtuoso percorso di contrasto non si fermi ma prosegua con determinazione data la grave scelta della maggioranza politica che, in modo incredibilmente ostinato a fronte di precisi, puntuali rilevi espressi nelle commissioni da costituzionalisti, Banca d’Italia, Ufficio parlamentare di bilancio, nonché cautamente dalla Ragioneria Generale dello Stato, prosegue nei suoi obiettivi, incurante delle conseguenze sull’assetto istituzionale e sui cittadini”. Va attivato “ogni strumento utile a bloccare il progetto governativo che sempre più si delinea come autocratico”.
Autonomia, cosa c’è nelle risoluzioni sulle pre-intese approvate dal Senato – PublicPolicy
AUDIZIONI
Martedì 21 luglio Utilitalia ha partecipato all’audizione convocata dall’8° Commissione del Senato della Repubblica nell’ambito dell’esame dell’atto del Governo n.420 sulle emissioni industriali. Come Federazione delle imprese dei servizi pubblici essenziali di acqua, ambiente ed energia, Utilitalia condivide appieno gli obiettivi europei di rafforzamento della tutela ambientale, decarbonizzazione ed economia circolare. Per trasformare questi target in opere concrete, occorrono però certezza del diritto, uniformità delle regole e tempi certi. Fondamentale, in quest’ottica, è evitare livelli di regolazione nazionali o regionali superiori a quelli richiesti dal legislatore europeo, garantendo un quadro certo e uniforme su tutto il territorio nazionale.
📌 Questi i punti chiave delle osservazioni di Utilitalia:
🔸La prevedibilità autorizzatoria è un prerequisito fondamentale per la tutela di investimenti che richiedono elevati capitali e tempi pluriennali.
🔸Definire criteri chiari e standardizzati per l’applicazione dei nuovi parametri ed evitare sovrapposizioni o allungamenti dei tempi tra le procedure.
🔸Riconoscere le specificità degli impianti del servizio idrico integrato e dei servizi pubblici, introducendo adeguate salvaguardie per evitare interruzioni d’esercizio con impatti sociali e sanitari.
DAL GOVERNO
LEGGE ANNUALE SULLA CONCORRENZA
Disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza 2026 (disegno di legge)
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ha approvato il disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza 2026.
Il provvedimento opera un intervento organico di riforma del settore della distribuzione dei carburanti. L’autorizzazione all’installazione e all’esercizio degli impianti, oggi rimessa a un meccanismo di silenzio-assenso, dovrà essere rilasciata dal comune in forma espressa e in favore di soggetti che dimostrino adeguata capacità tecnico-organizzativa ed economica, la regolarità contributiva e l’applicazione dei contratti di lavoro del settore, con esito positivo delle verifiche antimafia; è disciplinato il trasferimento a terzi della titolarità dell’impianto. A decorrere dal 1° gennaio 2028 potranno essere rilasciate nuove autorizzazioni soltanto per impianti che prevedano la distribuzione di almeno una fonte di alimentazione di veicoli alternativa ai combustibili fossili.
Viene inoltre tipizzato il contratto per l’affidamento a terzi dei servizi di rifornimento, con condizioni normative minime – durata non inferiore a quattro anni, termini di preavviso e penale per il recesso anticipato – e con il ricorso a un terzo arbitratore in caso di mancato accordo tra le parti; sono previste sanzioni amministrative pecuniarie da 2.000 a 20.000 euro per ciascun punto vendita, fino a un massimo di 200.000 euro, per l’utilizzo di forme contrattuali diverse da quelle disciplinate dalla legge.
Per la razionalizzazione e la riconversione della rete è istituito presso il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica il Fondo per la trasformazione della rete carburanti verso la mobilità green, con una dotazione di 40 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2028 al 2030 a valere sui proventi della messa all’asta delle quote di emissione di anidride carbonica. A carico del Fondo sono riconosciuti un contributo pari al 50 per cento delle spese sostenute, fino a 60.000 euro, ai titolari degli impianti che li convertano in stazioni di ricarica di veicoli elettrici o di distribuzione di biocarburanti, e un indennizzo fino a 20.000 euro ai gestori il cui rapporto non prosegua nell’impianto convertito. È differito al 31 dicembre 2028 il termine per l’applicazione della procedura semplificata di dismissione degli impianti chiusi definitivamente.
Il disegno di legge modifica poi i criteri di riparto del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione: l’ammissione delle emittenti televisive comunitarie alla graduatoria è subordinata alla presenza di almeno un dipendente per ciascun marchio o palinsesto e per ciascuna area tecnica, mentre l’accesso ai contributi è esteso alle emittenti televisive locali con numerazione automatica che utilizzino almeno un megabit al secondo di capacità trasmissiva.
È conferita al Governo una delega per la riforma dell’assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli, finalizzata a rendere il premio più proporzionato al rischio effettivamente assunto, a migliorare il funzionamento del risarcimento diretto e a rafforzare il contrasto alle frodi assicurative e all’evasione dell’obbligo di assicurazione.
Sono infine modificati i requisiti per l’iscrizione al ruolo degli agenti di affari in mediazione: in alternativa ai titoli oggi richiesti si prevede il possesso di una laurea, da individuare con decreto ministeriale, e il superamento di un apposito esame, con obbligo di aggiornamento professionale continuo mediante crediti formativi, a pena di sospensione o cancellazione dal ruolo.
AMIANTO. GAVA PRESIEDE RIATTIVAZIONE TAVOLO INTERISTITUZIONALE
‘RAFFORZIAMO COORDINAMENTO PER RENDERE PIÙ EFFICACE AZIONE PUBBLICA’ (DIRE) Roma, 22 lug. – La viceministra dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Vannia Gava ha presieduto oggi la riunione del Tavolo di coordinamento interistituzionale sulle problematiche relative all’amianto. Il Tavolo torna così operativo con il nuovo assetto che ne ha trasferito il coordinamento al MASE. Hanno partecipato il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, il viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Teresa Bellucci, il sottosegretario all’Economia e alle Finanze Sandra Savino, i rappresentanti del Ministero della Salute, delle Regioni e dei Comuni. Nel corso della riunione, Gava ha sottolineato “l’esigenza di disporre di un quadro aggiornato delle risorse finanziarie disponibili, comprese quelle regionali, e dello stato delle bonifiche, per orientare in modo più efficace le future iniziative”. “L’auspicio è che questo Tavolo diventi una sede permanente di confronto operativo, non soltanto per favorire lo scambio di informazioni tra le amministrazioni, ma anche per individuare priorità comuni e promuovere azioni condivise, rendendo sempre più efficace l’azione pubblica nella tutela della salute, dell’ambiente e della sicurezza dei lavoratori”, dice la viceministra. Gava ha anche richiamato le manifestazioni di interesse pervenute al MASE da parte delle principali associazioni impegnate sul fronte dell’amianto. “Valorizzare le competenze maturate sul territorio può rappresentare un valore aggiunto. Su questo avvieremo audizioni dedicate”, ha annunciato. Il Tavolo si riunirà nuovamente entro la fine di settembre per proseguire i lavori.
ENERGIA. VERTICE CENTRODESTRA: PIENA CONDIVISIONE SU ACCESSO FLESSIBILITÀ UE
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha incontrato a Palazzo Chigi i leader della maggioranza – Matteo Salvini, Antonio Tajani e Maurizio Lupi – per il consueto confronto sulle principali questioni dell’azione di Governo. Tra i temi affrontati, si legge in una nota, particolare attenzione è stata dedicata all’estensione della National Escape Clause (clausola di salvaguardia nazionale) anche agli investimenti nel settore dell’energia, ottenuta dal Governo italiano grazie all’iniziativa promossa in sede europea. Nel corso dell’incontro è emersa piena condivisione sull’ipotesi di accedere alla maggiore flessibilità consentita dalle regole europee e di concentrare nel prossimo biennio la maggiore capacità di spesa per il contrasto al caro energia. È stato, inoltre, ribadito che ogni decisione di accedere alla National Escape Clause per le spese di difesa, sicurezza ed energia sarà assunta nel pieno rispetto delle prerogative del Parlamento e sarà sottoposta al previsto iter di approvazione (Agenzia Dire).
CONFERENZA STATO – REGIONI
TESSILE. OK CONFERENZA UNIFICATA A REGOLAMENTO SU RESPONSABILITÀ ESTESA PRODUTTORE.
PICHETTO: PASSO DECISIVO PER ECONOMIA CIRCOLARE PIÙ EQUA E COMPETITIVA (DIRE) Roma, 23 lug. – “Il parere favorevole espresso oggi dalla Conferenza Unificata sul regolamento che introduce il regime di Responsabilità Estesa del Produttore per i prodotti tessili rappresenta un passaggio fondamentale verso un modello di produzione e consumo più sostenibile, in linea con gli obiettivi europei dell’economia circolare”. Lo dichiara il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto, commentando il via libera allo schema di regolamento predisposto dal Ministero. “Con questo provvedimento – prosegue il Ministro – responsabilizziamo chi immette per primo i prodotti tessili sul mercato nazionale, chiamandolo a contribuire concretamente alla gestione del fine vita dei beni. Si tratta di una riforma attesa da tempo, che dà attuazione a uno degli strumenti cardine della Strategia Nazionale per l’Economia Circolare e introduce regole chiare, favorendo una filiera più efficiente, trasparente e orientata alla sostenibilità”. Il regolamento adotta una definizione ampia di produttore, ricomprendendo non solo i fabbricanti ma anche i grandi distributori che immettono per la prima volta i prodotti sul mercato italiano. Una scelta che tiene conto dell’evoluzione degli scambi internazionali e contribuisce a promuovere una maggiore qualità dei prodotti, contrastando modelli di consumo basati sulla rapida obsolescenza. I produttori saranno inoltre chiamati a sostenere e organizzare la raccolta post-consumo dei prodotti tessili, anche attraverso sistemi collettivi dedicati, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata. Il nuovo quadro normativo incentiva anche l’ecodesign, premiando prodotti più durevoli, riparabili e realizzati con materiali riciclati, con benefici ambientali lungo tutto il ciclo di vita. Particolare attenzione è riservata alla tracciabilità dei flussi e al corretto funzionamento dei sistemi collettivi, con regole che garantiscono trasparenza, efficacia dei consorzi e condizioni di concorrenza eque, coinvolgendo anche gli operatori del commercio online. “Con il passaggio odierno – conclude Pichetto – l’Italia compie un ulteriore passo avanti nella costruzione di un sistema capace di coniugare tutela dell’ambiente, innovazione e competitività delle imprese. Vogliamo accompagnare il settore tessile verso un futuro in cui qualità, responsabilità e circolarità diventino elementi distintivi del Made in Italy”.
Europa, Lo Russo: “Sui fondi di coesione serve una regia nazionale e un ruolo paritario dei Comuni” Alla Sessione europea della Conferenza Stato-Città il vicepresidente Anci rilancia la proposta dell’Associazione sulla governance della futura politica di coesione https://www.anci.it/europa-lo-russo-sui-fondi-di-coesione-serve-una-regia-nazionale-e-un-ruolo-paritario-dei-comuni/