Piano sociale clima: question time con il ministro Pichetto
DL PA
Le Commissioni riunite Bilancio e Ambiente della Camera hanno iniziato l’8 ottobre l’esame del ddl di conversione in legge del decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144, recante disposizioni urgenti per la funzionalità della pubblica amministrazione e degli enti territoriali, nonché in materia di protezione civile (AC. 3083) (scade il 7 ottobre).
Il relatore per la Commissione Bilancio, Roberto Pella (FI), ha illustrato il provvedimento, composto da 26 articoli, che reca misure in materia di:
- funzionalità della pubblica amministrazione e degli enti territoriali (tra cui, revisione per la concessione dei mutui agli enti locali, amministrazione scolastica e ricerca, giustizia, sicurezza pubblica e difesa nazionale, sfruttamento dei lavoratori in agricoltura, attuazione del PNRR e attività spaziali);
- effetti dell’evoluzione del fenomeno bradisismico in atto nell’area dei Campi Flegrei;
- prevenzione sismica e la ricostruzione post-calamità;
- riscossione locale.
Il termine per la presentazione degli emendamenti è stato fissato alle 12.00 di venerdì 11 settembre.
DL PA. UPI: PRIMO PASSO MA SERVE RIFORMA PROFONDA DELLE PROVINCE
“Le Province necessitano di una riforma profonda rivista, ma adesso, a fine legislatura, dobbiamo purtroppo riconoscere che un intervento così articolato non è più fattibile. Per questo cogliamo positivamente la norma prevista da questo decreto che prova a mettere ordine nella grande confusione che si è creata a partire dal 2015. Lo consideriamo un primo tassello da cui partire per ricostruire un nuovo modello di Provincia, su cui chiameremo le forze politiche a dare risposte nella prossima legislatura”. Lo ha detto il Presidente di UPI, Enzo Lattuca, intervenendo in audizione alla Camera dei deputati sul Decreto-legge PA all’esame delle Commissioni Bilancio e Ambiente, che contiene una norma che prevede l’allineamento delle elezioni dei consigli provinciali a quelle dei Presidenti di Provincia. “Certo – ha aggiunto Lattuca – così com’è la norma, presenta molte criticità e ha bisogno di correzioni che la rendano coerente e funzionale. Se non si interviene sulla legge 56/14 ricollegando il mandato del Presidente, che dura quattro anni, e quello del Consiglio, che ne dura invece due, questa norma avrà una valenza limitata e non sarà risolutiva. Questa – ha detto ai parlamentari il Presidente di UPI – è solo una delle tante incongruenze della Legge che ha trasformato le Province: un problema non solo di modello elettorale, quanto di indebolimento delle funzioni, che non considera l’importanza di queste istituzioni nelle politiche di sviluppo territoriale; dal taglio delle risorse per le funzioni fondamentali al dimezzamento del personale. Tutte questioni urgenti – ha annunciato Lattuca – su cui presenteremo a partire dalla nostra Assemblea Nazionale che si terrà ad Imperia i prossimi 19 e 20 ottobre, una piattaforma di proposte concrete e fattibili alle forze politiche, chiedendo loro impegni precisi per la prossima legislatura”. (Agenzia Dire)
D.LGS IMBALLAGGI
Il decreto legge in materia di imballaggi compostabili è atteso nell’aula della Camera per la discussione generale lunedì 28 settembre. Lo ha deciso la Conferenza dei capigruppo di Montecitorio.
Imballaggi, riprendono le audizioni su Drs e rifiuti. I contenuti delle pdl – PublicPolicy
QUESTION TIME/INTERROGAZIONI
PICHETTO: PIANO SOCIALE CLIMA STRUMENTO FONDAMENTALE
IMPEGNA COMPLESSIVAMENTE 9,3 MLD E NON RIMARRÀ SU CARTA (DIRE) Roma, 9 set. – “Il Piano sociale per il clima rappresenta uno strumento fondamentale per accompagnare la transizione energetica garantendo equità sociale e tutela dei soggetti più vulnerabili”. Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, lo dice nel corso del Question time alla Camera sul tema. “Come riportato nel Piano stesso, il Governo ha già completato la fase nazionale di elaborazione: lo stesso, è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 4 agosto 2026 e trasmesso alla Commissione europea il 6 agosto- spiega Pichetto- Contestualmente, il ministero ha pubblicato sul proprio sito ufficiale la versione integrale del documento, una sintesi in relazione agli esiti della consultazione, assicurando così la massima trasparenza e piena conoscibilità del percorso seguito”. Il Piano “impegna complessivamente 9,3 miliardi di euro, e non rimarrà sulla carta, di cui circa 7 miliardi provenienti dal Fondo sociale europeo per il clima e oltre 2,3 miliardi di cofinanziamento nazionale”, ricorda il ministro. Il Piano “combina misure immediate di sostegno al reddito e interventi strutturali di lungo periodo, con l’obiettivo di garantire che la transizione climatica non pesi in modo sproporzionato su famiglie, microimprese e utenti più vulnerabili, ma rappresenti un’opportunità di sviluppo sostenibile e inclusivo per il Paese”, valuta il titolare del MASE.
Le principali linee di intervento del Piano sociale per il clima “riguardano anzitutto il settore dell’edilizia, al quale sono destinati oltre 3,2 miliardi di euro per la riqualificazione energetica dell’edilizia residenziale pubblica e degli immobili delle microimprese vulnerabili. L’obiettivo è migliorare l’efficienza energetica, ridurre i consumi e alleggerire i costi sostenuti da famiglie e imprese”, segnala il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto. Un secondo ambito “riguarda l’elettrificazione dei consumi domestici, con oltre 95 milioni di euro destinati a sostenere le famiglie vulnerabili nell’adeguamento delle proprie utenze e dei propri impianti”, dice Pichetto. E “particolarmente rilevanti”, dice il titolare del MASE, “sono poi le misure per la mobilità sostenibile, che possono contare su oltre 4,6 miliardi di euro. Da un lato si prevede il potenziamento del trasporto pubblico, collettivo e condiviso; dall’altro viene introdotto il cosiddetto “conto mobilità”, che consentirà ai beneficiari di accedere a servizi di trasporto sostenibile attraverso contributi annuali modulati in base al livello di vulnerabilità”. Per attenuare gli effetti economici dell’introduzione dell’ETS2 “è inoltre previsto il Bonus sociale Energia Plus, con una dotazione di 1,34 miliardi di euro per il periodo 2028-2031, destinato alle famiglie con ISEE fino a 25 mila euro e rivolto a circa quattro milioni di nuclei familiari ogni anno”, illustra Pichetto. Infine, “il Piano investe 85 milioni di euro anche nel rafforzamento della capacità amministrativa, attraverso sistemi informativi, sportelli di assistenza, attività di comunicazione e strumenti di monitoraggio”, conclude il ministro.
CLIMA. PICHETTO: STIAMO FINALIZZANDO PIANO NAZIONALE RIPRISTINO NATURA
IN FASE CONCERTAZIONE CON ALTRI MINISTERI, PERDITA BIODIVERSITÀ TEMA IMPORTANTE (DIRE) Roma, 9 set. – “L’Italia sta finalizzando il proprio Piano Nazionale di Ripristino della natura, che è in questo momento in fase di concertazione con gli altri ministeri”. Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, lo dice nel corso del Question time alla Camera rispondendo a un’interrogazione sulle iniziative urgenti volte a fronteggiare l’impatto della crisi climatica in atto. “Le misure di questo Piano che contemplano interventi di prevenzione e adattamento contribuiranno nel medio e lungo termine a fronteggiare gli impatti combinati di cambiamento climatico e perdita di biodiversità, altro tema molto rilevante”, prosegue Pichetto.
CLIMA. M5S: SFIDA COMPLESSA, MA GOVERNO NON HA NEMMENO PROVATO AD AFFRONTARLA
“La risposta che il ministro Pichetto Fratin ci ha dato durante il question time di oggi conferma quello che denunciamo da sempre. In questi 4 anni il governo non ha governato la crisi climatica. Ha annunciato misure, tavoli, programmi e risorse, ma a oggi i risultati stanno a zero. La nostra era una richiesta precisa: volevamo sapere quali iniziative urgenti stanno pensando di promuovere e attuare per fronteggiare gli impatti combinati della crisi climatica e del Niño, e quante le risorse da destinare tempestivamente alla transizione ecologica e alla piena operatività delle misure di prevenzione e adattamento. La risposta che abbiamo ricevuto vaga e blanda. Il Piano di adattamento ai cambiamenti climatici è rimasto sulla carta, e ci rimarrà anche il Piano sociale per il clima che il governo ha annunciato ad agosto: non ci vengano a dire che ci sono 9,3 mld per famiglie, imprese e mobilità perché non ci sono. Sta finendo un’estate in cui solo in Europa il caldo estremo ha fatto 35mila vittime. Ma forse la maggioranza non ha chiaro che ogni euro tolto alla sicurezza del territorio, alla mitigazione, all’adattamento e alla prevenzione, lo pagheremo il doppio, o il triplo, in salute e nell’economia del nostro Paese. In Italia il cambiamento climatico ci costerà 6 punti di Pil entro il 2030. In questi 4 anni dovevano fare una cosa semplice: investire nella transizione ecologica, non vederla come un mostro. Dovevano aiutare i comuni ad affrontare e ridurre le isole di calore ridurre, fare task force con le migliori intelligenze del nostro Paese. Il punto non è prevedere quale sarà prossima emergenza, ma costruire un Paese capace di assorbirne gli effetti. Una sfida che è complessa, ma che non hanno nemmeno iniziato a portare avanti”. Lo dichiarano le deputate del M5S Ilaria Fontana e Patty L’Abbate, durante il question time in aula alla Camera.
DAL GOVERNO
ENERGIA. PICHETTO: COMMISSARI PER GARANZIA TEMPI PREVISTI
Il Consiglio dei ministri ha approvato, su proposta del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, una norma finalizzata ad accelerare i procedimenti amministrativi relativi alle attività energetiche strategiche e, in particolare, quelli di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi. L’intervento introduce un meccanismo volto a garantire tempi certi per la conclusione dei procedimenti e a evitare il protrarsi di situazioni di stallo nell’espressione dell’intesa regionale, fermo restando il pieno rispetto del principio di leale collaborazione tra Stato e Regioni. In particolare, solo in caso di ulteriore e persistente inerzia, qualora questa possa compromettere interessi strategici nazionali legati alla sicurezza energetica e alla continuità degli approvvigionamenti, al Consiglio dei ministri è riservata la nomina di un commissario ad acta, sentita la Regione interessata e nel rispetto del principio di leale collaborazione. “Interveniamo su una questione che non può più essere rinviata: non possiamo permettere che procedimenti strategici per la sicurezza energetica del Paese rimangano fermi per anni a causa di un mancato pronunciamento”, dichiara il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto. “Non vogliamo comprimere il ruolo delle Regioni, ma garantire che le competenze si esercitino nei tempi previsti e che il confronto istituzionale non si trasformi in uno stallo indefinito. La sicurezza energetica e la continuità degli approvvigionamenti sono interessi nazionali che richiedono tempi certi e responsabilità chiare”. (Agenzia Dire)
ENERGIA. PICHETTO FIRMA DECRETO CONTRO SATURAZIONE VIRTUALE RETE
Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto ha firmato il decreto che rende operativo il nuovo sistema per la gestione della capacità della rete elettrica nazionale. Il provvedimento stabilisce i criteri con cui Terna dovrà pubblicare e aggiornare ogni tre mesi, per ciascuna porzione della rete di trasmissione, la capacità massima addizionale disponibile per connettere nuovi impianti a fonti rinnovabili e sistemi di accumulo, con esclusione degli impianti off-shore. Adottato dopo aver acquisito il parere dell’ARERA, il decreto dà attuazione alla norma prevista nel decreto Bollette (n.21/2026), volta a intervenire sul fenomeno della cosiddetta “saturazione virtuale” della rete, determinato da un numero elevato di richieste di connessione per progetti di produzione di energia da fonte rinnovabile che non sempre ottengono l’autorizzazione ma che impegnano “sulla carta” la rete. Il provvedimento consentirà dunque di liberare capacità oggi bloccata da richieste di connessione non più coerenti con progetti realmente cantierabili, favorendo l’ingresso di iniziative concrete. “Il decreto – spiega il ministro Gilberto Pichetto – si inserisce nel più ampio percorso di semplificazione e rafforzamento del sistema autorizzativo”. “Superiamo – spiega Pichetto – un modello che ha frenato lo sviluppo delle rinnovabili e introduciamo un meccanismo trasparente, dinamico e misurabile. La capacità di rete sarà pubblica, aggiornata trimestralmente e gestita secondo criteri oggettivi e non discriminatori”. “È una riforma strutturale – conclude il Ministro – che restituisce credibilità al sistema delle connessioni e offre maggiore certezza agli operatori pronti a investire in Italia”. (Agenzia Dire).
CONFERENZA DELLE REGIONI
RIFIUTI. CAOS RACCOLTA PLASTICA, REGIONI IN PRESSING SU GOVERNO
SARDEGNA CAPOFILA TERRITORI: “ORA IMPEGNI PRECISI PER RISOLVERE CRISI” (DIRE) Cagliari, 10 set. – Ritiri dei rifiuti garantiti, rientro delle giacenze, oneri a carico del sistema consortile, controlli alle frontiere e una clausola per le isole. Queste le richieste principali al governo avanzate dalle Regioni, contenute nel documento sulla crisi della filiera della plastica che a breve approderà sulla scrivania del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Il testo, con l’elenco di “ventuno azioni a breve termine” elaborato dalla commissione Ambiente, energia e sostenibilità della Conferenza delle Regioni, coordinata dalla Sardegna attraverso l’assessora Rosanna Laconi, ha incassato oggi il parere favorevole da tutte le regioni e province autonome, con grande soddisfazione dell’esponente della giunta Todde: “Le regioni hanno scelto di parlare con una voce sola- spiega- e di tradurre le difficoltà vissute dai territori in una proposta concreta rivolta al governo”. Dietro ogni tonnellata di plastica ferma nei piazzali, ricorda l’assessora, “ci sono il gesto quotidiano di milioni di cittadini che differenziano i rifiuti e il lavoro dei comuni che organizzano la raccolta. Non possiamo consentire che questo impegno venga vanificato da un sistema incapace di garantire la continuità del ciclo”. La crisi, puntualizza Laconi, “non nasce dalla raccolta differenziata, che continua a conseguire risultati importanti, ma dalla carenza di sbocchi per i materiali raccolti, dal rallentamento dei ritiri e dalla debolezza del mercato della plastica riciclata”. Il cuore della proposta è rappresentato dalle prime quattro azioni, alle quali le regioni attribuiscono priorità assoluta perché, è ricordato, non richiedono nuove risorse né interventi normativi e possono produrre effetti nell’arco di poche settimane.
Il principio è semplice: chi ha la responsabilità del ritiro deve assolverla entro termini certi e, quando non lo fa, deve farsi carico delle conseguenze. “Questi oneri non possono essere trasferiti sui comuni, sui gestori o sulla tariffa pagata dai cittadini- spiega Laconi- né si può consentire che un’inadempienza non imputabile ai territori comprometta i risultati raggiunti da quelli più virtuosi”. Particolare rilievo assume il riconoscimento degli squilibri territoriali e della condizione insulare. Per le regioni prive di impianti di riciclo finale, come la Sardegna, il documento chiede la copertura dei maggiori costi del trasporto marittimo e una soglia minima garantita di ritiro. “La Sardegna vive una condizione strutturalmente diversa- prosegue Laconi-. Non disponendo di impianti finali per il riciclo degli imballaggi in plastica, deve trasferire fuori dall’isola tutto il materiale selezionato, sostenendo costi e difficoltà logistiche che non possono continuare a gravare sulle comunità”. Il riconoscimento di una clausola territoriale e insulare dunque non rappresenta la richiesta di un privilegio, “ma la concreta applicazione del principio costituzionale, sancito dall’articolo 119 della Costituzione, che impone di rimuovere gli svantaggi derivanti dall’insularità”. Al governo le Regioni chiedono dunque tre impegni precisi. In primo luogo, “decisioni scritte e datate sulle prime undici azioni- sottolinea Laconi- a partire dalla definizione dei termini di ritiro e dal piano di rientro delle giacenze. In secondo luogo, la calendarizzazione dell’istruttoria sulle misure economiche, dal sostegno strutturale alle poliolefine miste al credito d’imposta per l’impiego di materie prime seconde”.
Infine, la trasformazione del tavolo nazionale sulla plastica in un presidio permanente, “con la partecipazione stabile delle Regioni e riunioni almeno mensili fino al superamento della fase critica- puntulaizza l’assessora regionale- nonché l’integrazione della roadmap ministeriale con tempi di attuazione, soggetti responsabili e risorse finanziarie per ciascun intervento. I territori, ribadisce Laconi, “hanno già fatto la propria parte, spesso ricorrendo a provvedimenti straordinari per evitare l’interruzione della raccolta e tutelare la sicurezza degli impianti. Ma gli stoccaggi aggiuntivi possono soltanto rinviare il problema, non rimuoverne la causa. Ora serve un’assunzione di responsabilità nazionale, fondata su decisioni scritte, scadenze verificabili e un’equa distribuzione degli oneri”. È in gioco non soltanto la tenuta di una filiera industriale, avverte Laconi, “ma anche la fiducia dei cittadini nella raccolta differenziata e nella capacità delle istituzioni di dare seguito al loro impegno quotidiano”.
Rassegna stampa parlamentare a cura di MF