Rassegna europea

COMMISSIONE UE

La Commissione adotta linee direttrici dell’UE sugli abusi di posizione dominante volti a escludere la concorrenza

Il 3 settembre la Commissione europea ha adottato linee direttrici sull’applicazione dell’articolo 102 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) al comportamento abusivo delle imprese dominanti volto all’esclusione della concorrenza. L’adozione delle linee direttrici segna la fine di un processo triennale durante il quale la Commissione ha ampiamente consultato i portatori di interessi.

La Commissione approva un meccanismo tedesco di capacità fino a 35 miliardi di euro per garantire l’approvvigionamento elettrico
La Commissione Europea ha approvato, secondo le regole UE sugli aiuti di Stato, un meccanismo di capacità per la Germania disponibile a partire dal 2031. Questa misura, con un costo stimato tra 15,6 miliardi e 35,2 miliardi di euro, mira a garantire una capacità sufficiente per produrre, immagazzinare o consumare elettricità in modo flessibile, affinché la produzione possa soddisfare costantemente la domanda prevista. 


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Energia

La Corte dei conti boccia REPowerEU — È un colpo duro alla politica degli annunci di Ursula von der Leyen. In una relazione pubblicata ieri, la Corte dei conti dell’Ue ha espresso un giudizio molto duro nei confronti dell’esecuzione del piano REPowerEU, annunciato nel 2022 per assicurare l’indipendenza energetica dalla Russia. Il piano “procede a stento” e “fatica a dare frutti”. Gli impegni dei 27 Stati membri dell’Ue non hanno raggiunto neanche un quinto dei 300 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi necessari per raggiungere gli obiettivi prefissati. Gli auditor dell’Ue hanno lanciato un avvertimento: se non ci saranno cambiamenti, il piano REPowerEU non sarà in grado di concretizzare le ambizioni per cui era nato.

Nel maggio del 2022, presentando REPowerEU, la Commissione aveva messo a disposizione 300 miliardi di euro attraverso il fondo post-pandemia NextGenerationEU. Ma i governi hanno impegnato solo 54,3 miliardi. Secondo la Corte dei Conti, uno scostamento così ampio indica o che il fabbisogno di investimenti è stato stimato in modo errato e gonfiato a dismisura, oppure che non si è capaci di tradurre gli obiettivi in azioni concrete.

Anche la narrazione promossa dalla Commissione sul successo di REPowerEU nel ridurre le importazioni di gas e petrolio russi è messa in discussione. Secondo gli auditor, il calo delle importazioni di energia dalla Russia è riconducibile anche ad altri fattori, come il susseguirsi di inverni miti e consumi più bassi a causa dei rincari energetici. Per la Corte, REPowerEU è servito ben poco ad aumentare la capacità di produzione di energie rinnovabili per accelerare la transizione verso l’energia pulita. La capacità di produzione di energie rinnovabili aggiuntiva creata è trascurabile e molto lontana dall’obiettivo di 103 GW. Quanto alle reti, solo tre misure REPowerEU sono state presentate dagli Stati membri, ma una è stata abbandonata. La conclusione è senza appello: “REPowerEU deve ancora produrre un cambiamento così radicale quanto inizialmente promesso.” (Mattinale Europeo)

Mattinale 10/9

Mercato interno

Séjourné presenta un atto “quasi Made in EU” — Gli appalti pubblici rappresentano il 15 per cento della produzione economica europea — dalla costruzione di un’autostrada all’acquisto di materiale per ufficio da parte di un’autorità comunale. La Commissione europea punta a sfruttare questo peso economico per stimolare la domanda di prodotti e servizi europei. Si tratterebbe di introdurre una misura con importanti implicazioni geoeconomiche: l’esclusione delle imprese cinesi dal mercato europeo dei contratti pubblici.

«Voglio essere molto chiaro: una volta adottata questa riforma, non sarà per colpa del commissario europeo se ci saranno autobus BYD a Berlino. Gli acquirenti pubblici hanno piena discrezionalità — incluse le città e le regioni per quanto riguarda le loro strategie di acquisto», ha dichiarato Stéphane Séjourné, vicepresidente della Commissione responsabile della politica industriale.

Il regolamento da lui presentato è relativamente snello — circa 200 pagine — e intende sostituire tre direttive esistenti che insieme superano le mille pagine.

È significativo che un membro della Commissione abbia citato esplicitamente un’azienda come BYD. Il produttore cinese di veicoli elettrici è emblematico della sfida che le autorità locali si trovano ad affrontare quando bandiscono gare per nuovi mezzi di trasporto pubblico: in base alle norme vigenti — non sempre del tutto chiare — il contratto va generalmente all’offerente più economico. Per i beni manifatturieri, quell’offerente è di solito un’impresa cinese.

Questo sta per cambiare. «Riteniamo che rafforzare il mercato unico faccia parte della risposta economica e del cambiamento del modello economico europeo», ha detto Séjourné. La nuova normativa sugli appalti è presentata come «una leva strategica in un momento in cui la Cina, l’India, gli Stati Uniti e tutte le grandi potenze — in particolare — usano questa leva per le loro proprie strategie di politica industriale ed economica».

In concreto, l’articolo 73 del progetto di regolamento consentirebbe di limitare le gare alle imprese dell’Ue e agli Stati firmatari dell’accordo dell’OMC sugli appalti pubblici, oppure che abbiano aperto i propri mercati nazionali alle imprese europee nell’ambito di accordi di libero scambio o altri accordi di partenariato. Le imprese britanniche e americane conserverebbero dunque l’accesso alle gare d’appalto dell’Ue.

Sarà consentito agli acquirenti pubblici di escludere i concorrenti che creano più della metà del loro valore aggiunto al di fuori dell’Ue. Una formula alquanto complessa si applicherà a tutte le procedure, ponderando il prezzo rispetto a vari criteri qualitativi — tutti volti a favorire la creazione di valore sostenibile all’interno dell’Ue. I rischi legati alle infrastrutture critiche, alla cybersicurezza, alle perturbazioni delle catene di approvvigionamento e alle dipendenze strategiche dovrebbero diventare anch’essi criteri per l’aggiudicazione di contratti e concessioni.

Verrà inoltre istituita dalla Commissione una banca dati online di tutte le procedure di appalto pubblico, destinata ad aumentare sia la trasparenza sia l’accessibilità delle gare per le piccole e medie imprese.

Mattinale 7/9

Green Deal

La Spagna propone di tassare petrolio e gas per finanziare la resilienza climatica — Dopo che l’Europa è stata travolta da diverse ondate di caldo intenso durante l’estate che si sta per chiudere, la Spagna propone di creare un Fondo europeo per l’adattamento climatico nell’ambito del nuovo Quadro finanziario pluriennale per rafforzare la resilienza dell’Ue. Dove trovare i fondi? “Le nuove risorse potrebbero essere generate attraverso meccanismi innovativi”, dice un non-paper di sei pagine inviato da Madrid all’Ue, in cui si evocano tasse legate al clima e altri strumenti fiscali. Tra questi c’è una tassa sui profitti del settore petrolifero e del gas. La Spagna propone anche altre opzioni, inclusi strumenti di debito comune europeo, e l’utilizzo della clausola di salvaguardia nazionale per derogare dagli obiettivi di bilancio del Patto di stabilità e crescita.

“L’obiettivo dovrebbe essere un’Europa in grado di anticipare i rischi climatici e di rispondervi collettivamente, rafforzando le proprie capacità di adattamento e mobilitando le risorse per realizzare gli investimenti necessari”, ha scritto la ministra per la Transizione ecologica, Sara Aagesen Muñoz, in una lettera al commissario Wopke Hoekstra.

MFF

Il tour di Costa nelle capitali dei frugali — Il “tour delle capitali” di António Costa per cercare di avvicinarsi a un consenso sul nuovo Quadro finanziario pluriennale (il bilancio 2028-34 dell’Ue) entra nella sua terza settimana e in quella più difficile. Il presidente del Consiglio europeo inizierà a incontrare alcuni leader dei paesi frugali che pretendono tagli di “diverse centinaia di miliardi” rispetto alla proposta della Commissione di 1.800 miliardi di euro. Finora il tour di Costa si era concentrato sui leader dei paesi che beneficiano dei fondi della politica di coesione. Nell’incontro con Friedrich Merz di mercoledì prossimo, Costa dovrà convincere il cancelliere tedesco a rinunciare ad alcune delle sue linee rosse. O almeno accettare il principio di nuove risorse proprie e di un rinvio del rimborso del debito di NextGenerationEU. Domenica Costa incontrerà un altro “frugale”, il primo ministro finlandese Petteri Orpo, che il prossimo anno affronterà elezioni legislative.

“L’Ue ha bisogno di un bilancio a lungo termine che sia all’altezza delle ambizioni di questo momento storico”, ha detto Costa in un discorso al Forum Ambrosetti: “Per questo motivo, dobbiamo affrontare le fasi finali di questo dibattito con mente aperta e spirito di responsabilità collettiva”.

 

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