Resilienza idrica: nasce la piattaforma europea per unire gli stakeholder attivi
COMMISSIONE UE
La Commissione europea lancia una piattaforma per rafforzare la resilienza idrica, puntando su efficienza, digitalizzazione e riuso dell’acqua
La Commissione europea avvia una nuova Water Resilience Stakeholder Platform per accelerare l’attuazione delle politiche europee dedicate alla resilienza idrica, riunendo rappresentanti delle istituzioni, del settore dell’acqua, delle imprese, della società civile, delle autorità regionali e locali.
Il lancio arriva dopo un’estate caratterizzata da caldo estremo e siccità, che ha evidenziato gli effetti della crescente pressione sulle risorse idriche. La riduzione della disponibilità di acqua interessa infatti diversi comparti dell’economia, dall’agricoltura alla produzione di energia, oltre ad avere conseguenze dirette sui territori e sulle comunità.
Il raggiungimento degli obiettivi europei di resilienza idrica entro il 2050 richiede quindi un cambiamento strutturale che coinvolga tutti i livelli di governo e una pluralità di soggetti. La strategia europea punta a garantire che nessun territorio o comunità venga lasciato indietro e che l’attuazione delle politiche sulla resilienza dell’acqua avvenga in modo efficace ed equo in tutta l’Unione.
Un ruolo centrale sarà affidato agli Stati membri, alle città e alle regioni, insieme alle imprese, al mondo della ricerca, ai giovani, alla società civile e agli operatori finanziari. Tra le priorità indicate figura la piena applicazione della legislazione europea in materia di acqua, considerata una delle principali condizioni per rafforzare la capacità di risposta alla crisi idrica. Tra queste rientrano la digitalizzazione del settore idrico, l’aumento dell’efficienza nell’utilizzo dell’acqua e l’accelerazione delle opportunità legate al riutilizzo delle risorse idriche. Uno dei compiti principali sarà individuare gli ostacoli all’attuazione delle politiche europee e contribuire alla definizione di soluzioni pratiche. Il confronto tra istituzioni e stakeholder dovrà, inoltre, consentire di tenere conto delle diverse esigenze dei territori e dei settori economici coinvolti.
Il nuovo organismo si inserisce in un più ampio insieme di iniziative previste dalla strategia europea sulla resilienza idrica. Sarà infatti lanciata anche la European Water Academy, iniziativa che punta a valorizzare le competenze sviluppate dal settore idrico europeo, rafforzare la risposta alla crisi dell’acqua e migliorare la preparazione dei territori. Tra gli obiettivi figura anche il rafforzamento delle competenze professionali necessarie per affrontare le nuove sfide legate alla gestione della risorsa idrica.
Parallelamente, è stato avviato un Water Resilience Investment Accelerator nell’ambito di Green Assist, con l’obiettivo di sostenere 20 progetti pilota innovativi dedicati alla ritenzione naturale dell’acqua e all’efficienza idrica. L’iniziativa mira a mettere in relazione investitori locali nel settore dell’acqua, fornitori di soluzioni e soggetti che devono affrontare problematiche legate alla disponibilità e alla gestione della risorsa. Il modello punta a favorire la replicazione di interventi analoghi in altri territori europei. (First ER).
La Commissione propone un “rating energetico” per i data center
Il 21 settembre la Commissione ha proposto un sistema comune di classificazione per i centri dati con l’obiettivo di aumentare la trasparenza sul loro uso dell’energia e di sostenerne l’integrazione sostenibile nel sistema energetico europeo.
La Commissione riconosce che i centri dati sono essenziali per il futuro digitale dell’Europa, ancor di più con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. L’Ue si è fissata l’obiettivo di triplicare la sua capacità di data center nei prossimi cinque-sette anni. “Tuttavia, questa crescita comporta sfide che devono essere affrontate. Oltre a utilizzare più energia, un aumento dei centri dati potrebbe esercitare una pressione supplementare sulle reti elettriche e sull’uso di risorse naturali, come l’acqua, e contribuire ad aumentare le emissioni di carbonio”, ha spiegato la Commissione.
Il rating dei data center dovrebbe contribuire ad avere informazioni trasparenti sull’uso effettivo delle risorse come energia e acqua. Le regole si applicheranno ai data center con una capacità superiore a 500 kW. “La sovranità digitale deve andare mano nella mano con la responsabilità energetica”, ha detto il commissario responsabile, Dan Jørgensen. Il rating dovrebbe incentivare le aziende a costruire data center più efficienti dal punto di vista energetico e idrico. Ma c’è anche il rischio che scoraggi gli investimenti nei data center ad alta capacità. (Mattinale Europeo).
La Commissione critica Trump sul diesel
La Commissione von der Leyen generalmente non rilascia commenti su scenari ipotetici e indiscrezioni di stampa, ancor meno quando si tratta di Trump. La dichiarazione di ieri, attentamente preparata, è indicativa del livello di allarme dentro il palazzo del Berlaymont. “L’Ue guarda con preoccupazione ai presunti piani degli Stati Uniti di vietare le esportazioni di diesel, incluso verso l’Ue”, ha detto il portavoce della Commissione.
Donald Trump non è stato menzionato. Ma mai si è ascoltata nella sala stampa della Commissione una critica così esplicita di una potenziale misura del presidente americano. Il divieto di esportazione del diesel è “una pessima idea”, ha detto il portavoce della Commissione. “Qualsiasi interruzione rischierebbe di avere un impatto negativo su entrambe le parti.” La Commissione ha chiesto all’Amministrazione di essere consultata “prima di prendere misure che abbiano un impatto su mercati condivisi”, ha aggiunto il portavoce.
L’allarme è ai massimi. Il segretario americano all’Energia, Chris Wright, mercoledì ha cercato di calmare la tensione, annunciando che non ci sarà un divieto totale di esportazione, ma solo restrizioni. Ma la mezza smentita non ha convinto l’Ue. Dopo aver consultato i trader, la Commissione si è convinta che “Trump lo farà”, ha spiegato una fonte. (Mattinale Europeo).
LE ALTRE NOTIZIE/RASSEGNA STAMPA WEB
Energia
Macron scrive alla Commissione sui prezzi dell’energia — Non capita tutti i giorni che il presidente della Repubblica francese scriva alla presidente della Commissione per chiedere una serie di interventi molto precisi per allentare la pressione sui mercati dell’energia. È un sintomo di impazienza di fronte all’inazione della Commissione. Come rivelato da Les Échos, Emmanuel Macron ha scritto a Ursula von der Leyen chiedendo di allentare diverse regole europee per tenere i prezzi di petrolio e gas (e dei loro derivati) sotto controllo.
La Francia vuole rinviare di un anno le nuove regole sulle emissioni di metano, nonostante la Commissione abbia raccomandato agli Stati membri di non imporre multe fino alla fine del 2029. Macron ha anche proposto di allentare le regole sulla qualità dei carburanti per incrementare l’uso di biocarburanti per il diesel. Il presidente francese ha lanciato un avvertimento sul deterioramento delle prospettive di raffinazione e importazione di carburanti.
Una portavoce della Commissione ha confermato di aver ricevuto la lettera, ma ha ribadito la linea ufficiale: rispetto alla crisi del 2022, quella attuale “è qualcosa di diverso, che richiede una risposta diversa. Stiamo assistendo a una crisi globale dei prezzi dei combustibili fossili”, ha detto la portavoce. “Si tratta di due crisi diverse che richiedono misure diverse”. (Mattinale Europeo).
Un Consiglio Affari generali per dibattere di bilancio
Il 22 settembre i ministri per gli Affari europei hanno tenuto la loro prima discussione pubblica dopo l’estate sul nuovo Quadro finanziario pluriennale, il bilancio 2028-34 dell’Ue, durante la riunione del Consiglio Affari generali. La presidenza irlandese dell’Ue ha tenuto una serie di incontri bilaterali con gli Stati membri. Parallelamente il presidente del Consiglio europeo, António Costa, ha incontrato i capi di Stato e di governo di 25 Stati membri.
Le nostre fonti ci hanno detto di aspettarsi alcuni progressi sulla questione delle nuove risorse proprie. Tra i governi sta aumentando la “consapevolezza” che sono necessarie per non far esplodere i contributi nazionali al bilancio dell’Ue, ci ha spiegato una fonte. Ma nessuna svolta è in vista. Durante il dibattito di oggi è probabile che i ministri degli Affari europei ribadiscano le linee rosse dei rispettivi governi. (Mattinale Europeo).
Gli europei in allarme per il potenziale divieto americano di esportazione del diesel
La Commissione di Ursula von der Leyen il 24 settembre ha espresso la sua “preoccupazione” per la possibilità che il presidente americano vieti le esportazioni di diesel dagli Stati Uniti.
I prezzi del diesel hanno già raggiunto livelli record nell’Ue a causa della chiusura dello stretto di Hormuz. Più del 50 per cento delle importazioni di diesel in Europa provengono dagli Stati Uniti, una quota che è considerevolmente aumentata dopo la guerra della Russia contro l’Ucraina. Negli Stati membri non ci sono capacità di raffinazione aggiuntive da utilizzare rapidamente per trasformare il greggio in diesel. Un divieto di esportazione degli Stati Uniti non avrebbe solo un effetto sui prezzi in Europa, ma anche sulla sicurezza dell’approvvigionamento. Le ripercussioni andrebbero ben oltre il prezzo del diesel alla pompa di benzina, colpendo anche il settore dei trasporti, quello dei fertilizzanti e l’agricoltura. (Mattinale Europeo)
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