PNRR: presentate le ultime richieste di pagamento da tutti gli Stati membri

PARLAMENTO UE

Lavori alla Commissione ENVI

Voto su una bozza di parere sull’Industrial Accelerator Act – Commissione per l’Ambiente, la Salute Pubblica e la Sicurezza Alimentare 

Il 5 ottobre 2026, i membri di ENVI voteranno sulla bozza di parere sulla proposta della Commissione per l’Industrial Accelerator Act. La proposta stabilisce un quadro per rafforzare la competitività, la resilienza e la decarbonizzazione dell’industria europea in risposta alla crescente concorrenza globale. Il suo obiettivo principale è invertire il declino della base industriale europea aumentando il contributo della manifattura al PIL UE al 20% entro il 2035.

Nel suo parere preliminare, la Relatrice ha proposto 282 emendamenti, concentrandosi in particolare sulla riduzione delle emissioni importate, la prevenzione della fuga di carbonio e il rafforzamento della sovranità industriale dell’Unione in relazione alle dipendenze delle catene di approvvigionamento da paesi terzi. Saranno messi ai voti 46 emendamenti di compromesso e 26 emendamenti alternativi di compromesso.

Incontro ENVE-ENVI sul finanziamento delle politiche ambientali e climatiche nel prossimo MFF – Commissione per l’Ambiente, la Sanità Pubblica e la Sicurezza Alimentare 

Il 12 ottobre 2026, i membri di ENVI e i membri della Commissione per l’Ambiente, il Cambiamento Climatico e l’Energia (ENVE) del Comitato delle Regioni (CoR) organizzeranno una riunione congiunta ‘Costruire un futuro sostenibile: finanziare le politiche ambientali e climatiche nel Prossimo Quadro Finanziario Multiannuale‘. 

I membri scambieranno opinioni sull’integrazione dei finanziamenti delle politiche ambientali e climatiche nel prossimo Quadro Finanziario Multiannuale (MFF), con la partecipazione della Commissione Europea e di Leena Ylä-Mononen, Direttrice Esecutiva dell’Agenzia Europea per l’Ambiente. La proposta della Commissione per il prossimo MFF include un obiettivo di spesa orizzontale del 35% per clima e ambiente. La proposta della Commissione introduce un’architettura ristrutturata per la spesa climatica e ambientale, interrompendo al contempo il programma LIFE. La spesa per clima e ambiente attraverserà due programmi principali: il Fondo di Partenariato Nazionale e Regionale e il Fondo Europeo per la Competitività. In questo contesto, è essenziale un dialogo continuo tra il Parlamento Europeo e le autorità locali e regionali di tutta l’UE. Questa riunione ENVI-ENVE si concentrerà in particolare su come garantire che il nuovo FMF soddisfi le priorità climatiche e ambientali dell’UE e fornisca finanziamenti a tutti i territori e comunità dell’UE.

Voto sulle bozze di rapporto nell’ambito della responsabilità estesa del produttore – Commissione per l’Ambiente, la Salute Pubblica e la Sicurezza Alimentare 

Il 5 ottobre 2026, i membri ENVI voteranno su due bozze di rapporto riguardanti la sospensione temporanea dei requisiti rappresentativi autorizzati nell’ambito di diversi schemi di responsabilità estesa del produttore (EPR). Le due proposte della Commissione, presentate come parte dell’Environmental Omnibus package il 10 dicembre 2025, mirano a ridurre gli oneri amministrativi.

Sarebbe fino al 1° gennaio 2035 l’obbligo di nominare rappresentanti autorizzati ai sensi della legislazione su batterie, imballaggi, apparecchiature elettriche e elettroniche di scarto e plastica monouso. Nei suoi rapporti preliminari, la relatrice propone di limitare la sospensione alle micro e piccole imprese, riflettendo la loro capacità amministrativa e finanziaria più limitata. Chiarisce inoltre che la misura dovrebbe rimanere temporanea in attesa della futura revisione degli obblighi EPR ai sensi della prossima Legge sull’Economia Circolare. Inoltre, la relatrice propone di mantenere i requisiti esistenti per i produttori stabiliti in paesi terzi, citando sfide continue legate alla tracciabilità e all’applicazione al di fuori dell’Unione.


COMMISSIONE UE

Gli Stati membri presentano le loro richieste di pagamento finale nell’ambito del Recovery and Resilience Facility
Tutti gli Stati membri dell’UE hanno ora presentato alla Commissione Europea le loro richieste finali di pagamento nell’ambito del Recovery and Resilience Facility (RRF), il fulcro di NextGenerationEU, entro la scadenza del 30 settembre 2026. 

L’Europa deve ampliare la ricerca e l’innovazione per rimanere competitiva, afferma un nuovo rapporto della Commissione
La Commissione Europea ha pubblicato il 1 ottobre l’edizione 2026 del rapporto Performance, Scienza, Ricerca e Innovazione dell’UE, che fornisce una valutazione completa del panorama europeo della ricerca e dell’innovazione.

La relazione della Commissione rileva cambiamenti devastanti nell’Artico e ondate di calore marine da record

L’oceano sta cambiando a un ritmo allarmante con conseguenze dirette per la vita marina, le coste e le comunità di tutto il mondo. Questa è la principale conclusione della decima relazione sullo stato degli oceani, pubblicata oggi dal servizio di monitoraggio dell’ambiente marino di Copernicus, il programma di osservazione della Terra dell’UE. 

Il sostegno dell’UE alla ricerca e all’innovazione aumenta con ulteriori 500 milioni di euro

Martedì 29 settembre, la Commissione Europea ha assegnato ulteriori 500 milioni di euro a Horizon Europe, il programma di punta dell’UE per la ricerca e l’innovazione, per il 2026 e il 2027. 

La Commissione agisce per garantire la completa e tempestiva trasposizione delle direttive UE

La Commissione Europea sta intervenendo contro diversi Stati membri dell’UE che non hanno notificato alla Commissione le misure adottate per trasporre le Direttive UE nelle loro leggi nazionali. La scadenza per trasporre queste Direttive è scaduta di recente. Gli Stati membri in questione non sono riusciti a trasporre pienamente le direttive dell’UE. La Commissione li esorta ad agire immediatamente per allineare le loro leggi ai requisiti dell’UE. La Commissione sta inviando una lettera di notifica formale a questi Stati membri, concedendo loro due mesi per rispondere e completare la trasposizione delle Direttive. Se non lo fanno, la Commissione può passare al passo successivo ed emettere un’opinione ragionata.

 

ACQUA. UE: BENE PROPOSTE MINISTERIALE UNIONE MEDITERRANEO

 L’Ue accoglie con favore le soluzioni comuni alle sfide idriche proposte in occasione della seconda riunione ministeriale dell’Unione per il Mediterraneo: lo riferisce la Commissione europea, in una nota. “Ieri Jessika Roswall (28 settembre ndr) commissaria per l’Ambiente, la resilienza idrica e un’economia circolare competitiva, ha partecipato alla seconda riunione dell’Unione per il Mediterraneo (UpM) a Roma”. Nella nota si riferisce: “In un momento in cui le questioni sempre più urgenti della carenza idrica e della pressione climatica stanno ridefinendo le priorità in tutta la regione, l’Ue accoglie con favore la soluzione comune alle sfide idriche proposta durante la riunione dei 43 Stati membri dell’UpM. In particolare, i ministri e i rappresentanti di alto livello responsabili delle risorse idriche hanno approvato la seconda dichiarazione ministeriale sull’acqua, che definisce l’ambizione e le priorità della regione per gli obiettivi di sviluppo sostenibile relativi alle risorse idriche per il periodo 2026-2030″. La Commissione sottolinea: “I ministri e i rappresentanti di alto livello hanno inoltre lanciato l’iniziativa di Roma sul tema dell’acqua, quale contributo del Mediterraneo alla conferenza delle Nazioni Unite sull’acqua che si terrà ad Abu Dhabi in dicembre. Sulla base delle strutture e dei quadri esistenti, quali la strategia dell’Ue sulla resilienza idrica e il patto per il Mediterraneo, l’iniziativa contribuirà a trasformare gli obiettivi nazionali in progetti concreti, a beneficio dei paesi del Mediterraneo meridionale e orientale“. La Commissaria per il Mediterraneo Dubravka Šuica porterà avanti questo lavoro venerdì in occasione del Forum euromediterraneo dell’acqua, in occasione del quale presenterà l’iniziativa del patto per il Mediterraneo volta a rafforzare la resilienza idrica in tutta la regione.

Jessika Roswall, Commissaria per l’Ambiente, la resilienza idrica e un’economia circolare competitiva, ha dichiarato: “La regione mediterranea è una delle regioni del mondo più vulnerabili alla carenza idrica e agli effetti dei cambiamenti climatici. Definendo le priorità dell’azione nazionale e della cooperazione regionale in materia di gestione sostenibile delle risorse idriche, costruzione di un’economia intelligente sotto il profilo idrico, adattamento ai cambiamenti climatici e mitigazione dei loro effetti, finanziamenti e infrastrutture, sono convinto che la riunione odierna contribuirà in modo significativo a rafforzare la resilienza idrica nella regione”. (Agenzia Dire).

ENERGIA. JORGENSEN (UE): QUEST’ANNO ABBIAMO PAGATO 100 MLD IN PIÙ

  COMMISSARIO EUROPEO: DOBBIAMO SOSTITUIRE I COMBUSTIBILI FOSSILI (DIRE) Bruxelles, 29 set. – “Quest’anno abbiamo superato i 100 miliardi di euro pagati in più per la nostra energia quest’anno senza ricevere una singola molecola di gas o petrolio in più. 

Quindi per me la conclusione è molto chiara: dobbiamo uscire da questa dipendenza. Dobbiamo sostituire i combustibili fossili — le molecole importate, inquinanti e costose — con energia prodotta in casa: elettroni verdi”. Lo ha dichiarato il Commissario Ue all’Energia Dan Jorgensen, in un punto stampa a margine dell’incontro informale dei ministri dell’Energia a Dublino.

Energia

La Commissione promette pragmatismo e flessibilità sui prezzi dei carburanti — Di fronte all’inverno “più duro” sul fronte dell’energia dalla crisi del gas del 2022, la Commissione ha promesso di adottare un approccio pragmatico e flessibile con gli Stati membri che intendono aiutare cittadini e imprese alle prese con l’aumento dei costi del carburante e delle bollette. “Affrontare il problema dei prezzi elevati dell’energia è una priorità assoluta per gli Stati membri, per me e per la Commissione. Siamo determinati ad affrontare questa situazione con apertura mentale, pragmatismo e flessibilità”, ha detto ieri il commissario all’Energia, Dan Jørgensen, al termine di una riunione informale con i ministri dei ventisette Stati membri a Dublino.

La strategia di elettrificazione e investimenti in rinnovabili e nucleare per ridurre la dipendenza dagli idrocarburi rimane valida. La Commissione insiste anche sulle raccomandazioni di ridurre la domanda, come l’incentivazione dei trasporti pubblici o i limiti alle temperature del riscaldamento. Ma, nel momento in cui i governi moltiplicano gli interventi fiscali per contenere l’aumento dei prezzi dei carburanti e del gas, l’esecutivo comunitario ha smesso di opporsi. “Nel breve periodo sono necessarie anche misure di sostegno, in particolare per le fasce della nostra società e della nostra economia più colpite”, ha riconosciuto Jørgensen.

Negli scorsi mesi la Commissione aveva insistito sulla necessità di limitare gli interventi fiscali nazionali. Ma ieri Jørgensen ha dovuto arrendersi all’evidenza: gli Stati membri non intendono ascoltare Bruxelles sulla riduzione della domanda o la necessità di aiuti limitati e mirati alle categorie più vulnerabili. L’ultimo esempio è quello della Spagna, che ha prolungato gli sconti fiscali sui carburanti fino a dicembre, con una clausola automatica di riattivazione se i prezzi torneranno a salire di oltre il 15 per cento. La Commissione dunque si adegua. “Stiamo esaminando cosa si possa fare per garantire la disponibilità e l’accessibilità economica dei carburanti per i trasporti. Si tratta di una preoccupazione importante per molti cittadini, che ha ripercussioni su ampi settori della nostra economia”, ha detto Jørgensen.

I timori di una crisi energetica ancora più grave per una penuria di diesel, a causa di un divieto di esportazione imposto dall’Amministrazione Trump, sembrano essersi allentati negli ultimi giorni. “Per quanto riguarda la preparazione all’inverno, non ravvisiamo rischi immediati per l’approvvigionamento energetico in Europa”, ha detto Jørgensen. A Dublino il commissario ha evocato un intervento anche sul regolamento sulle emissioni di metano, come chiesto dall’Amministrazione Trump. (Mattinale Europeo).


LE ALTRE NOTIZIE

Rapporto Draghi

Rilanciare la crescita per proteggere l’indipendenza della Bce — Mario Draghi (nella foto) è tornato a parlare il 1 ottobre. In un discorso alla Banca nazionale svizzera ha rinnovato il suo appello a mettere in pratica le raccomandazioni del suo rapporto sulla competitività per rilanciare la crescita dell’Ue ed evitare una spirale che renderebbe i debiti pubblici insostenibili. “La consueta risposta dell’Europa, caratterizzata dall’azione autonoma dei singoli paesi, non sarà sufficiente ad affrontare la realtà attuale. Le riforme nazionali restano importanti, ma non possono garantire la dimensione su cui oggi si fondano la tecnologia e, di conseguenza, la crescita. Solo l’integrazione può farlo”, ha detto l’ex presidente della Bce. Per Draghi servono “riforme sovranazionali” con l’attuazione della road map nata dal suo rapporto. Rilanciare la crescita è indispensabile anche per preservare l’indipendenza della Bce.

Draghi aggiunge una raccomandazione da 100 miliardi al suo rapporto — Nell’ambito dei negoziati sul Quadro finanziario pluriennale, l’ex presidente della Bce ha anche lanciato una nuova proposta su come recuperare terreno sull’intelligenza artificiale. “L’Ue detiene meno del 5% della capacità di calcolo mondiale per l’IA. Uno studio recente stima che portare tale quota al 15 per cento entro il 2030 — un livello sostanzialmente in linea con il peso dell’Ue nell’economia globale — richiederebbe investimenti per circa 1.300 miliardi di euro”, ha spiegato Draghi: “La quota a carico del settore pubblico necessaria per ridurre il rischio di tali investimenti, stimata in circa 100 miliardi di euro, rappresenta un candidato ideale per il finanziamento tramite il bilancio dell’Ue. Anche l’intero importo assorbirebbe solo il 5% circa del prossimo bilancio, attualmente in fase di negoziazione, senza gravare sui bilanci nazionali.” 

I consigli di Draghi alla Bce — Il discorso di Draghi è stato ampiamente dedicato alla politica monetaria, nel momento in cui l’inflazione si impenna, così come i rendimenti sui titoli di Stato. Draghi ha inviato diversi messaggi alla presidente della Bce, Christine Lagarde, e agli altri governatori. “La prima priorità è tenere sotto controllo l’inflazione”, ha detto Draghi: “In una fase di deterioramento delle dinamiche del debito, i mercati inizieranno a mettere alla prova la determinazione della banca centrale. Se dovessero dubitare che la stabilità dei prezzi abbia la priorità sul finanziamento pubblico, tornerebbe a manifestarsi il premio per l’inflazione, i costi di indebitamento salirebbero e la situazione delle finanze pubbliche peggiorerebbe.” Ma “la seconda priorità è evitare di indebolire la crescita più del necessario”, evitando che i tassi di interesse superino “il livello necessario a stabilizzare l’inflazione nel medio periodo.” Secondo Draghi “l’Europa ha margini di errore ridotti.” 

Energia

Meloni chiede a von der Leyen più deficit per gli aiuti sull’energia — Il presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, ha annunciato una lettera alla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, per chiedere di concedere più flessibilità fiscale per aiutare i consumatori e le imprese di fronte all’aumento dei prezzi dell’energia. L’Italia ha già ottenuto da von der Leyen di poter usufruire della Clausola di salvaguardia nazionale, inizialmente prevista per le spese per la difesa, per gli aiuti nel settore energetico. “Crediamo che, a fronte di una crescita inflazionistica dovuta al caro energia a livello globale, sia necessario riconoscere agli Stati membri una flessibilità aggiuntiva per sostenere famiglie e imprese”, ha detto Meloni. 

“Abbiamo già posto in sede Ecofin la necessità di tenere conto della maggiore inflazione registrata in questo periodo nel calcolo dei parametri europei da rispettare e del deficit consentito. Altri Stati membri stanno andando nella stessa direzione”, ha spiegato Meloni: “Intendo attivarmi nuovamente nei confronti della Commissione: sto scrivendo alla presidente von der Leyen perché la questione venga trattata nella riunione Ecofin che si terrà la prossima settimana in Lussemburgo e poi ovviamente al prossimo Consiglio europeo fra due settimane.”  (Mattinale Europeo)

Spagna, Portogallo e Lussemburgo chiedono ambizione realista sulle rinnovabili per il 2040 — In un “non-paper” inviato il 28 settembre, Spagna, Portogallo e Lussemburgo hanno chiesto alla Commissione di proporre obiettivi ambiziosi ma realistici per il 2040 per le energie rinnovabili, garantendo un contributo equo da parte degli Stati membri e consentendo flessibilità in base alle loro specifiche caratteristiche geografiche. Secondo i tre paesi, è necessario proseguire la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili, accelerando la diffusione delle rinnovabili per proteggere l’Ue dalle incertezze geopolitiche, rafforzare la sovranità energetica e garantire prezzi dell’energia bassi e competitivi per imprese e cittadini. Per Spagna, Portogallo e Lussemburgo, la chiave risiede nel rafforzamento della rete energetica attraverso flessibilità, stoccaggio, digitalizzazione, elettrificazione e interconnessioni.