Rifiuti urbani, Emilia-Romagna ai vertici nazionali della raccolta differenziata

I dati diffusi da Istat confermano il consolidamento del percorso dell’Italia verso un modello di gestione dei rifiuti sempre più orientato all’economia circolare. La raccolta differenziata ha raggiunto nel 2024 il 67,7% dei rifiuti urbani prodotti, superando per il terzo anno consecutivo il target nazionale del 65%, mentre cresce il recupero di materia e si riduce significativamente il ricorso alla discarica.

Rifiuti urbani: Emilia-Romagna tra le regioni più virtuose d’Italia

Tra i dati di maggiore interesse emerge il ruolo dell’Emilia-Romagna, che si conferma ai vertici nazionali per capacità di intercettare e valorizzare i rifiuti urbani attraverso la raccolta differenziata.

Secondo il nuovo Report Istat “Raccolta differenziata dei rifiuti: comportamenti civici e politiche per la sostenibilità urbana 2024-2025″, la regione registra nel 2024 una quota di raccolta differenziata superiore al 78%, risultando seconda in Italia insieme al Veneto e preceduta soltanto dalla Provincia autonoma di Trento. Un risultato che colloca l’Emilia-Romagna ben oltre la media nazionale del 67,7%.

Il dato assume particolare rilievo considerando che l’Emilia-Romagna è anche una delle regioni che producono la maggiore quantità di rifiuti urbani pro capite. Nel 2024 ogni residente ha prodotto mediamente 664 chilogrammi di rifiuti, il valore più elevato tra le regioni italiane, con un incremento del 3,9% rispetto all’anno precedente. L’aumento della produzione, evidenzia Istat, può essere associato in parte a sistemi di raccolta sempre più efficienti e capaci di intercettare flussi di rifiuti che in passato sfuggivano alla contabilizzazione.

Cresce la raccolta differenziata, avanza l’economia circolare

A livello nazionale, nel 2024 sono stati prodotti 29,9 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, pari a 507,7 chilogrammi per abitante, in aumento del 2,3% rispetto al 2023. Parallelamente continua però a migliorare la gestione del ciclo dei rifiuti: quasi il 68% del totale viene raccolto in modo differenziato e destinato al recupero.

I risultati ottenuti consentono all’Italia di posizionarsi sopra la media europea sia per il riciclo sia per il compostaggio. Nel 2024 sono stati avviati a recupero di materia 154 chilogrammi pro capite, contro una media Ue di 148 chilogrammi, mentre il compostaggio ha raggiunto 127 chilogrammi per abitante, nettamente superiore ai 99 chilogrammi della media europea.

Prosegue inoltre la riduzione dei conferimenti in discarica: i rifiuti urbani smaltiti rappresentano oggi 75 chilogrammi per abitante, dato diminuito di oltre il 70% rispetto al 2010.

Famiglie sempre più attente alla differenziazione

Il report evidenzia anche il crescente coinvolgimento dei cittadini. Nel 2025 il 93% delle famiglie italiane dichiara di differenziare sempre la carta, il 92,7% la plastica e il 92,2% il vetro. Continua inoltre a crescere la raccolta dell’organico, effettuata costantemente da quasi nove famiglie su dieci, mentre aumenta ulteriormente anche il recupero dei contenitori in alluminio.

Secondo Istat, il miglioramento dei comportamenti individuali, insieme agli investimenti nei sistemi di raccolta e nelle infrastrutture di trattamento, rappresenta uno degli elementi che hanno contribuito ai progressi registrati negli ultimi anni.

Un modello da consolidare

I risultati dell’Emilia-Romagna confermano come sia possibile coniugare elevati livelli di raccolta differenziata e qualità dei servizi anche in territori caratterizzati da un’intensa attività economica e da una consistente produzione di rifiuti. Un dato significativo per il sistema dei servizi pubblici locali, chiamato a sostenere gli obiettivi europei di economia circolare e a ridurre ulteriormente il ricorso allo smaltimento finale, puntando su prevenzione, riuso e recupero di materia.

(rielaborazione dati ISTAT e Agenzia Dire con il supporto dell’AI)