Crisi Covid – 19/Atersir: per i Pef 2020, servono 100 milioni di euro per ridurre la Tari

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Atersir prende posizione sulla difficile situazione che l’emergenza sanitaria (e la conseguente crisi economica) sta generando anche nel settore dei rifiuti. “I provvedimenti emessi a seguito dell’emergenza sanitaria hanno infatti prodotto impatti evidenti sull’economia nazionale e regionale – sottolinea Atersir in una nota –  ma anche su un sistema, quello della gestione dei rifiuti, che nella nostra regione ha ormai raggiunto ottimi livelli prestazionali e di equilibrio economico e sociale. L’attuale situazione ha inevitabilmente impattato su tutto il contesto: utenze non domestiche, divenute non operative per gli effetti dei provvedimenti (in particolare attività ricettive, turistiche, di ristorazione e operatori sportivi, che in questo periodo hanno anche azzerato la produzione di rifiuti); famiglie in difficoltà economiche; Comuni per la mancata/difficile riscossione del tributo TARI e le possibili ripercussioni di bilancio; gestori del servizio per la difficoltà ad ottenere i pagamenti in relazione al quadro sopra delineato, anche a tutela delle imprese subappaltatrici.”

Il tema è stato quindi discusso lunedì 27 aprile, assieme all’Assessore Irene Priolo che ha preso parte al Consiglio d’Ambito di ATERSIR, condividendo la necessità di mettere in campo misure sinergiche per contenere il Piano Economico Finanziario dei rifiuti, e con esso le TARI, tutelando la filiera delle imprese che operano nell’ambito della gestione dei rifiuti. 

Col documento approvato ci rendiamo parte attiva e interlocutore regionale e nazionale per poter tutelare comuni, imprese, cittadini e l’intera filiera regionale dei rifiuti. – dichiara il Consiglio d’Ambito – Da una prima valutazione, l’attuale situazione di lockdown potrebbe portare a una riduzione del gettito TARI non inferiore ai 100 milioni di euro su base regionale, seppure tale valore verrà precisato nelle prossime settimane in funzione dei dettagli delle riaperture delle attività e dell’evoluzione dei servizi. A tal proposito abbiamo definito un insieme di misure cui chiediamo di far fronte”.

Le proposte sottoscritte dal Consiglio ATERSIR sono in particolare: il riconoscimento, da provvedimenti nazionali, del valore mancante al settore rispetto a un’annualità standard (tutto o in buona parte, dati i 100 milioni di euro stimati per tutta la regione): questa soluzione consentirebbe di azzerare gli effetti legati al potenziale mancato pagamento della TARI da parte delle imprese ed attività chiuse per un periodo variabile dai 3 ai 6 mesi in funzione della specifica tipologia di attività; un provvedimento (attraverso i Piani Economico Finanziari, PEF) per l’anno 2020 che tenga in considerazione la situazione emergenziale contingente in modo che i Pef siano riequilibrati per tutti i Comuni, coerenti con le riduzioni della produzione dei rifiuti e della mutata frequenza o sospensione di alcuni servizi.

Il Consiglio d’Ambito dell’Agenzia dei comuni in accordo con la Regione Emilia-Romagna ha inoltre identificato proprie leve che possano dare un contributo all’emergenza, come sospendere per quest’anno il prelievo dalla tariffa delle quote previste dalla legge 16/2015 sull’economia circolare e di utilizzare le risorse già previste – si tratta di circa 11 milioni di euro – per contribuire a ridurre i costi delle tariffe, attraverso quote ai comuni virtuosi da un lato o risorse dedicate a un fondo Covid per tutti gli altri comuni.

Infine, la gestione dei rifiuti nella fase di emergenza ha anche comportato dei costi aggiuntivi per le sanificazioni stradali e di mezzi o cassonetti, per le raccolte dedicate a cittadini contagiati o in quarantena, prevedendo anche l’introduzione di servizi “al piano”. Al fine di non imputare questi costi nelle voci della TARI, si è deliberato l’utilizzo di avanzo di Bilancio di Atersir, in caso non sia concesso rimborso da parte dell’Agenzia di Protezione Civile al Dipartimento nazionale, con il quale sono ad oggi in corso trattative.

Documento di indirizzi ATERSIR