“Il settore va aiutato a uscire dalla crisi e rilanciato, puntando a una transizione sostenibile che coinvolga tutti gli operatori della moda. Per rafforzare competitività e innovazione sono necessari investimenti in tecnologie avanzate, sostegno alle microimprese, sostenibilità come leva strategica, diversificazione dei canali di vendita e servizi personalizzati, oltre a continuare a investire sulla formazione. Come Regione Emilia-Romagna continuiamo ad assicurare ogni sforzo attraverso i bandi, per garantire il sostegno a uno dei comparti strategici del nostro territorio”.
Con questo impegno il vicepresidente della Regione con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, ha chiuso i lavori del Tavolo regionale permanente della moda, a cui siedono i rappresentanti delle imprese, del mondo della formazione e delle parti sociali, riunito mercoledì 21 gennaio in viale Aldo Moro con l’obiettivo di individuare le possibili strategie per sostenere le imprese in un mercato in continua evoluzione e colpito da ripetute crisi.
“Non ci nascondiamo che il quadro sia complesso– ha aggiunto il vicepresidente Colla-perché gli ammortizzatori sociali, a cui hanno fatto ampio ricorso molte aziende, sia industriali che artigianali si stanno esaurendo. Inoltre, la crisi fino a pochi mesi fa era limitata alle piccole imprese artigiane, ora colpisce anche alcuni grandi marchi storici. Per questo dobbiamo continuare a distinguerci su un segmento alto, con produzioni di nicchia di grande qualità, e puntare ai nuovi mercati. Ma soprattutto, vogliamo accorciare e qualificare la filiera e guardare alle politiche industriali e commerciali delle eccellenze del nostro territorio che continuano a crescere, nonostante la difficile congiuntura geoeconomica, per emularle”.
Il vicepresidente Colla, parlando alle imprese, ha ricordato che l’attuazione della programmazione europea 2021-2027 è molto avanzata ma non è esaurita, tanto che sul Fesr nel 2025 sono state aggiunte ulteriori importati misure che hanno consentito di sostenere 38 progetti con oltre 2,3 milioni di euro di contributi, concessi a fronte di investimenti per 4,6 milioni di euro. Tra questi, il bando per il sostegno della transizione digitale delle imprese, la seconda edizione del bando economia circolare e il bando Step. Parallelamente con l’Fse+ nel 2025 sono state finanziate 12 operazioni di formazione sulla moda, per un valore di quasi 2 milioni di euro.
A livello regionale sono inoltre previste nuove importanti opportunità di sostegno, tra cui la seconda edizione del bando Step per investimenti e ricerca: le imprese potranno presentare domanda di contributo nel corso di tutto il 2026 perché il bando prevede l’apertura di 3 finestre, ciascuna con una dotazione dedicata di 15 milioni di euro. In programma anche un nuovo bando per sostenere le certificazioni.
A livello nazionale, infine, un’importante opportunità è legata al disegno di legge sulle Pmi che prevede fino a 100 milioni di euro per mini-contratti di sviluppo per le piccole e medi imprese del settore moda con l’obiettivo di favorire l’aggregazione, puntare sull’innovazione del sistema produttivo e facilitare l’accesso al credito.
Nell’incontro di oggi è stata anche presentata una sintesi dei risultati del progetto il “Futuro della moda in Emilia-Romagna” voluto dalla Regione in collaborazione e con la consulenza scientifica dell’Università di Bologna (Dipartimento di scienze aziendali) e di Enea (Dipartimento di sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali). La ricerca fotografa accuratamente i produttori e le catene di fornitura, nonché le iniziative per l’adeguamento delle imprese alla normativa europea sulla sostenibilità e in particolare ai requisiti per ecodesign richiesti dal regolamento europeo. Con l’ambizione di portare il punto di vista della moda emiliano-romagnola sui tavoli nazionali ed europei impegnati in questa regolamentazione.
I numeri del settore tessile-abbigliamento
Gli ultimi dati congiunturali segnano un calo della produzione del 6,6% nel tessile abbigliamento nei primi otto mesi del 2025 a livello nazionale. Nella nostra regione, sulla base del Rapporto di Unioncamere, i numeri evidenziano le difficoltà, con un calo della produzione nella moda del 4% nel 2025, un dato che riguarda sia le piccole realtà artigiane, sia le imprese più strutturate del comparto moda.
Inoltre, dopo una diminuzione nel 2024 del -2,0%, Confartigianato rileva che nei primi sei mesi del 2025 si è registrata una flessione del -6,9% delle esportazioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (contro un -3,8% a livello nazionale).
Sempre riguardo all’export, nel primo semestre 2025 segno positivo per Reggio Emilia (+7,1% sul primo semestre 2024) e Bologna (+5,1%), che sono anche le due province che esportano oltre la metà della Moda regionale (il 51,7%). Cali a doppia cifra, invece, per Piacenza (-23,0%), Ferrara (-19,5%), Rimini (-16,8%) e Modena (-15,4%). Il valore delle importazioni, poi, è di 5,3 miliardi di euro nei primi 6 mesi del 2025.
Due terzi del valore (il 62,3%) proviene da paesi extra Ue, in crescita del 17,9% nel I semestre 2025, trainato dalla Cina (+18,8%), che rappresenta da sola il 18,4% dell’import..
Nel terzo trimestre del 2025, inoltre, in Emilia-Romagna si sono registrate 67 cessazioni di imprese del settore, di cui 63 artigiane. Le province più colpite sono Modena, con 26 cessazioni di cui 24 artigiane (il 38,1% delle 63 cessazioni regionali artigiane), Forlì-Cesena, con 12 cessazioni di cui 11 artigiane (17,5%) e Reggio-Emilia, con 12 cessazioni di cui 9 artigiane (14,3%).
Sulla crisi della moda italiana, infine, pesano anche altri fattori, tra cui la propensione al risparmio e i dazi, a cui fa fronte per il momento il robusto posizionamento qualitativo del made in Italy della moda.
All’incontro ha partecipato anche il responsabile del Coordinamento Ambiente di Confservizi ER Filippo Brandolini. Confservizi ER partecipa al Tavolo con propri rappresentanti delle aziende associate per portare un contributo utile al tema della gestione dei rifiuti tessili (ndr).
Fonte: Regione Emilia – Romagna
