Nuovo ruolo per i Consorzi di Bonifica, al via l’iter della proposta di legge del CNEL

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PDL CONSORZI DI BONIFICA

La Commissione Ambiente della Camera ha iniziato il 28 gennaio l’esame della pdl recante modifica al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in materia di consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue (AC. 2708 CNEL).  E’ previsto un ciclo di audizioni.

 La proposta di legge (AC. 2708), d’iniziativa del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro), mira a modernizzare la disciplina dei Consorzi di Bonifica e Irrigazione, inserendoli in modo più organico nel Codice dell’Ambiente (D.Lgs. 152/2006).

L’obiettivo di fondo è trasformare questi enti da semplici gestori idraulici a veri e propri protagonisti della transizione ecologica e della resilienza climatica.

Ecco una sintesi dei punti cardine della proposta:


1. Il nuovo ruolo dei consorzi

La PDL riconosce ai consorzi una funzione pubblica essenziale che va oltre la bonifica tradizionale. Essi diventano soggetti chiave per:

  • La salvaguardia del territorio dal rischio idrogeologico.

  • La tutela della risorsa idrica ad uso agricolo.

  • La promozione della multifunzionalità dell’agricoltura, inclusa la produzione di energia rinnovabile (es. impianti fotovoltaici sui canali).

2. Modifiche al D.Lgs. 152/2006 (Codice dell’Ambiente)

Il cuore della proposta è l’integrazione della normativa sui consorzi all’interno del Testo Unico Ambientale. Gli aspetti principali riguardano:

  • Pianificazione e Gestione: Viene rafforzato il coordinamento tra i Consorzi e le Autorità di Bacino Distrettuali.

  • Utilizzo delle Acque: Si punta a una gestione più efficiente delle acque irrigue, incentivando il riuso delle acque reflue depurate e la riduzione delle perdite nelle reti.

  • Contributo di Bonifica: Si cerca di uniformare i criteri per la determinazione del beneficio idraulico e del relativo contributo a carico dei consorziati, rendendoli più trasparenti e legati all’effettivo servizio reso.


3. Obiettivi Strategici e Infrastrutture

La proposta pone l’accento sulla necessità di ammodernare le infrastrutture esistenti. Nello specifico:

Area di Intervento Descrizione della Misura
Infrastrutture Irrigue Digitalizzazione delle reti e monitoraggio in tempo reale dei prelievi.
Resilienza Climatica Realizzazione di bacini di accumulo (Piano Laghetti) per contrastare la siccità.
Semplificazione Snellimento delle procedure burocratiche per la manutenzione dei canali e degli impianti.

Questa riforma è figlia della consapevolezza che il cambiamento climatico richiede una gestione del suolo e dell’acqua molto più dinamica. Integrare i Consorzi nel quadro normativo ambientale nazionale serve a garantire che la loro azione sia coerente con le direttive europee (come la Direttiva Quadro sulle Acque) e con gli obiettivi del PNRR.

Nota di contesto: Essendo una proposta d’iniziativa del CNEL, essa nasce da un confronto tra le parti sociali e produttive, cercando di bilanciare le esigenze del settore agricolo con quelle della protezione ambientale.


D.LGS BATTERIE E RIFIUTI DA BATTERIE

Le Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera hanno concluso il 28 gennaio l’esame, in sede consultiva, dello schema di decreto legislativo recante disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale al regolamento (UE) 2023/1542, relativo alle batterie e ai rifiuti di batterie, che modifica la direttiva 2008/98/CE e il regolamento (UE) 2019/1020 e abroga la direttiva 2006/66/CE (Atto n. 344).  

L’esame parlamentare dello Schema di decreto legislativo (Atto n. 344), volto ad adeguare l’ordinamento italiano al nuovo Regolamento (UE) 2023/1542 sulle batterie, ha vissuto una fase cruciale proprio nell’ultima settimana di gennaio 2026.

Le Commissioni coinvolte (principalmente Ambiente e Attività Produttive alla Camera e al Senato) hanno lavorato intensamente per finalizzare i pareri, con l’obiettivo di rendere il sistema italiano del riciclo pronto alle sfide della “miniera urbana”.

Ecco una sintesi delle conclusioni e dei temi caldi del dibattito:

1. Conclusioni e pareri (periodo 21-30 gennaio 2026)

  • Pareri favorevoli con condizioni: Le Commissioni Bilancio (V) e Politiche dell’Unione Europea (XIV) della Camera hanno concluso l’esame il 21 gennaio 2026, esprimendo parere favorevole. Tuttavia, hanno posto l’accento sulla necessità di garantire l’invarianza finanziaria per lo Stato e sulla corretta trasposizione delle sanzioni.

  • Commissioni di Merito (VIII e X): Nelle ultime sedute (28-29 gennaio), i relatori (tra cui l’On. Lampis per l’Ambiente e l’On. Andreuzza per le Attività Produttive) hanno sintetizzato le osservazioni emerse dalle audizioni dei mesi precedenti, puntando a un’approvazione definitiva del parere entro i termini previsti.

2. I Temi del dibattito nell’ultima settimana

Il dibattito parlamentare si è concentrato su tre pilastri fondamentali:

  • Sanzioni e PMI: È emersa una forte preoccupazione per l’entità delle sanzioni previste per il mancato rispetto dei requisiti di sostenibilità (come l’impronta di carbonio e il contenuto di materiale riciclato). Alcuni gruppi hanno chiesto al Governo di prevedere una maggiore gradualità nell’applicazione delle multe, specialmente per le Piccole e Medie Imprese, per evitare shock competitivi.

  • Semplificazione e sostituibilità: Si è discusso della “rimovibilità” delle batterie. Il dibattito ha recepito le recenti aperture della Commissione Europea verso una semplificazione: per i mezzi di trasporto leggeri (e-bike, monopattini), la sostituibilità sarà richiesta a livello di modulo anziché di singola cella, per bilanciare la sicurezza tecnica con il diritto alla riparazione.

  • Governance del sistema (CDCNPA): Un punto centrale è stato il ruolo del Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori. I parlamentari hanno sottolineato l’importanza di rafforzare questo organismo per monitorare i flussi di raccolta, che dovranno passare dall’attuale 45% circa al 63% entro il 2027 e al 73% entro il 2030.

3. Aspetti strategici evidenziati

Durante i lavori è emerso chiaramente il consenso sulla portata strategica del provvedimento:

  • Autonomia strategica: Il recupero di litio, cobalto e nichel dalle batterie esauste è visto come una priorità per ridurre la dipendenza dalle importazioni di materie prime critiche.

  • Passaporto digitale: È stata confermata l’attenzione sulla creazione di una piattaforma digitale di tracciabilità (Battery Passport) che entrerà in vigore gradualmente dal 2026/2027.

In sintesi: Il dibattito dell’ultima settimana ha mostrato un sostanziale accordo sulla necessità della riforma, ma con la forte raccomandazione al Governo di non appesantire eccessivamente le imprese con oneri burocratici e sanzioni sproporzionate, valorizzando invece l’eccellenza italiana nella filiera del recupero.


DECRETO MILLEPROROGHE

Le Commissioni riunite Affari costituzionali e Bilancio della Camera hanno proseguito il 28 gennaio l’esame del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200, recante disposizioni urgenti in materia di termini normativi (AC. 2753) (scade il 1° marzo).  

Questo provvedimento è uno strumento tipico della prassi legislativa italiana di fine anno, volto a differire termini di prossima scadenza per evitare vuoti normativi o per consentire il completamento di procedure amministrative complesse.

Ecco una sintesi dei contenuti principali e del dibattito parlamentare dell’ultima settimana (21-30 gennaio 2026), con particolare focus sull’emendamento del Governo.


1. Contenuti principali del D.L. 200/2025 (Milleproroghe)

Il decreto interviene su una vasta gamma di settori. Tra le proroghe più rilevanti figurano:

  • Pubblica Amministrazione: Proroga dei termini per le assunzioni di personale in diverse amministrazioni centrali e locali, oltre allo slittamento dei termini per l’utilizzo delle graduatorie dei concorsi pubblici in scadenza.

  • Sanità: Rinnovo della possibilità per i medici specializzandi di ricevere incarichi libero-professionali e proroga delle disposizioni sulla ricetta elettronica.

  • Editoria e Cultura: Proroga del credito d’imposta per le edicole e dei contributi diretti alle imprese editrici.

  • Infrastrutture e Trasporti: Slittamento di alcuni termini relativi a concessioni autostradali e alla messa in sicurezza di tratte ferroviarie.


2. L’emendamento del Governo (presentato il 26 gennaio 2026)

Il Governo ha depositato presso le Commissioni riunite Affari Costituzionali (I) e Bilancio (V) un emendamento corposo che introduce novità significative non presenti nel testo originario del 31 dicembre. I punti chiave sono:

  • Proroga Superbonus e Sismabonus (Casi specifici): L’emendamento introduce una “finestra” tecnica di pochi mesi (fino al 30 giugno 2026) per ultimare i lavori nei condomini che al 31 dicembre 2025 avevano raggiunto uno stato di avanzamento lavori (SAL) superiore al 70%, al fine di evitare contenziosi e tutelare i cantieri quasi conclusi.

  • Settore Agricolo: Proroga dell’esenzione IRPEF agricola per i redditi dominicali e agrari per l’intero anno 2026, una misura sollecitata dalle associazioni di categoria per contrastare l’aumento dei costi di produzione.

  • Giustizia: Slittamento al 31 dicembre 2026 dell’entrata in vigore definitiva di alcune norme sulla digitalizzazione del processo civile e penale per consentire l’adeguamento dei sistemi informatici degli uffici giudiziari.


3. Sintesi del dibattito e conclusioni in Commissione

Nell’ultima settimana di gennaio, i lavori nelle Commissioni I e V sono stati particolarmente accesi:

  • Il nodo delle risorse: La Ragioneria Generale dello Stato ha espresso parere prudente su diverse proposte emendative parlamentari che non presentavano coperture certe. Il dibattito si è concentrato sulla necessità di “blindare” l’emendamento del Governo, considerato prioritario.

  • Confronto sulle concessioni: Parte del dibattito ha riguardato la proroga delle concessioni balneari e dei mercati ambulanti. Le opposizioni hanno criticato i continui rinvii, paventando il rischio di nuove procedure d’infrazione europee, mentre la maggioranza ha difeso la scelta come necessaria per dare certezza agli operatori in attesa di una riforma organica.

  • Procedure PNRR: È stata approvata una norma che semplifica la rendicontazione per i piccoli comuni impegnati in progetti PNRR, prorogando i termini per l’affidamento dei lavori senza incorrere nella revoca dei finanziamenti.

Il termine per la presentazione dei sub-emendamenti all’emendamento del Governo è scaduto il 28 gennaio. Le Commissioni contano di conferire il mandato al relatore entro il 2 febbraio, per approdare in Aula alla Camera nella settimana successiva, data la necessità di convertire il decreto in legge entro il 1° marzo 2026.


DDL DELEGA NUCLEARE

Nelle commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera è stato incardinato il disegno di legge di delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile.

Quattro (due per commissione), si ricorda, i relatori del provvedimento: Luca Squeri (FI) e Ilaria Cavo (Nm) per la X e Riccardo Zucconi (FdI) e Gianpiero Zinzi (Lega) per l’VIII.

Le due commissioni hanno avviato un ciclo di audizioni sul testo96, in totale, i soggetti che saranno auditi a fronte delle 194 richieste pervenute dai vari gruppi.

Tra questi, Enea, Ansaldo nucleare, Ansaldo energia, Arera, Gse, Associazione italiana nucleare (Ain), Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), Ispettorato per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (Isin), ma anche Confindustria, Federalberghi, Eni, Enel ed Edison. E poi Newcleo, Nuclitalia, Leonardo, Sogin e Terna.

Figurano nella lista dei soggetti da audire anche Bankitalia, Cdp, Cgil, Cisl e Uil. Spazio anche a Conferenza delle Regioni, Anci e Unione province d’Italia (Upi). E poi a Wwf, Legambiente e Amici della Terra.

Le commissioni audiranno anche Mase, Mimit, Mur e ministero della Difesa, nonché Cnr, docenti del settore ed esperti, tra cui il premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi. (Public Policy).

Ecco una rassegna delle audizioni di questa settimana.

ULGIATI (UGL): LEGGE DELEGA SU NUCLEARE SOSTENIBILE PASSO VERSO GIUSTA DIREZIONE

  “L’aumento dei costi energetici sta mettendo in grave difficoltà l’industria italiana, già esposta alle oscillazioni dei prezzi di gas ed elettricità e alle crisi geopolitiche. Il rischio è una perdita di competitività e nuove delocalizzazioni. In questo contesto, la legge delega sul nucleare sostenibile offre l’opportunità di creare una disciplina moderna che copra l’intera filiera, integrando — e non sostituendo — le rinnovabili”. Luigi Ulgiati, vicesegretario generale UGL, e Luca Pizzingrilli, dirigente confederale UGL, lo dicono in audizione alle commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera nell’ambito dell’esame del disegno di legge recante delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile. “Con consumi elettrici destinati a raddoppiare entro il 2050 e una produzione interna insufficiente, il nuovo nucleare diventa essenziale per garantire stabilità, sicurezza e programmabilità. Può rafforzare la decarbonizzazione e ridurre la volatilità dei prezzi, ma richiede un quadro normativo snello e favorevole all’innovazione. L’Italia- dicono Ulgiati e Pizzingrilli- deve completare la gestione del passato, realizzare il Deposito Nazionale e superare vincoli burocratici che frenano le nuove tecnologie. Una roadmap realistica parte dagli SMR per arrivare ai reattori avanzati. Il nucleare, insieme alle rinnovabili, è parte di un sistema equilibrato che crea occupazione qualificata e valorizza una filiera già tra le più forti d’Europa. Per riuscirci servono informazione scientifica, consenso pubblico e investimenti nel capitale umano. La UGL ritiene che la Legge Delega rappresenti un passo nella giusta direzione”.  (Agenzia Dire).

NUCLEARE. CGIL: È SCELTA IDEOLOGICA, NON STRATEGIA ENERGETICA CREDIBILE

  SOLUZIONI CONCRETE, RAPIDE E GIUSTE, FONDATE SU RINNOVABILI, EFFICIENZA (DIRE) Roma, 27 gen. – Sul ritorno al nucleare “la posizione della CGIL è chiara e fortemente critica”. Michele Azzola, Coordinatore Area Politiche Industriali e Reti della CGIL, lo dice in audizione alle commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera nell’ambito dell’esame del disegno di legge recante delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile. “Il disegno di legge sul nucleare non risponde alle urgenze del presente, non fornisce soluzioni nel medio periodo e sposta in avanti problemi, costi e responsabilità”, dice Azzola, “rappresenta una scelta ideologica, non una strategia energetica credibile”. La CGIL ribadisce dunque “la propria contrarietà a un ritorno al nucleare e chiede che la politica energetica del Paese venga orientata verso soluzioni concrete, rapide e socialmente giuste, fondate su rinnovabili, efficienza energetica e tutela del lavoro”, dichiara il sindacalista. (

“Il ritorno al nucleare in Italia si pone in aperto contrasto con due referendum popolari, dagli esiti inequivocabili, che hanno espresso una chiara volontà contraria. Il Governo sceglie di rimuovere questo dato, trattando il nucleare come una questione esclusivamente tecnica, mentre si tratta di una scelta profondamente politica, che incide su sicurezza, salute, lavoro e territori”, dice Michele Azzola, Coordinatore Area Politiche Industriali e Reti della CGIL, lo dice in audizione alle commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera nell’ambito dell’esame del disegno di legge recante delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile. Il disegno di legge si fonda su quella che la CGIL considera “una costruzione ideologica, ovvero l’idea di un nuovo nucleare capace di superare automaticamente tutti i limiti storici di questa fonte”, dice il sindacalista, “le tecnologie richiamate – i piccoli reattori modulari e, ancor più, la fusione – non sono oggi disponibili su scala commerciale. Non esistono impianti operativi che consentano di valutare con certezza sicurezza, affidabilità e costi. La fusione nucleare, in particolare, è unanimemente collocata in un orizzonte temporale ben oltre il 2040-2050. Siamo quindi di fronte a una politica energetica costruita su promesse future, non su soluzioni utilizzabili oggi, e dunque del tutto incompatibile con gli obiettivi di riduzione delle emissioni al 2030, che rappresentano la vera scadenza decisiva”. Il Parlamento “viene chiamato ad approvare una delega in bianco nessun riferimento normativo e nessun numero attendibile”, prosegue d’Anna, “una delega che non consente di conoscere quali tecnologie saranno effettivamente disponibili, quali saranno i costi reali, quali i tempi di realizzazione. Non si tiene in alcun modo conto, ad esempio, dell’importanza della trasparenza e della partecipazione nel processo decisionale dei territori coinvolti. O forse si pensa di imporre la scelta di costruire sul territorio centrali con al loro fianco depositi di scorie nucleari attraverso procedure autorizzative centralizzate, ignorando il potere delle autonomie locali garantito dalla Costituzione. In un settore ad altissimo impatto come quello nucleare, questo approccio rappresenta un serio problema di metodo democratico. Scelte di questa portata richiederebbero, al contrario, valutazioni ex ante rigorose, piena trasparenza e un coinvolgimento reale delle comunità e delle parti sociali”.

 

NUCLEARE. UIL: DEPOSITO SCORIE E FONDI PUBBLICI SONO PROBLEMI GRAVI

  ALTRI STATI CHE HANNO SCELTO SMR SOSTENGONO IMPRESE, ESTRARRE GAS ITALIANO (DIRE) Roma, 27 gen. – “La Uil da sempre si approccia ai temi della transizione dell’industria con un approccio laico e non ideologico” e “il nostro principio guida è la neutralità tecnologica per una transizione socialmente sostenibile”. Ciò detto, per quel che riguarda il ritorno al nucleare “è bene che si parta in anticipo, è il modo giusto di approcciare il tema, ma ci sono due gravi vulnus che pregiudicano non di poco tutto l’apparato legislativo”. Giovanni D’Anna, che per la UIL nazionale segue le politiche industriali ed energetiche, lo dice in audizione alle commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera nell’ambito dell’esame del disegno di legge recante delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile. “La prima criticità è che non si è risolta questione del deposito delle scorie, per noi conditio sine qua non per iniziare nuova strategia nucleare”, avverte D’Anna, “l’altra è l’assenza di risorse pubbliche”. Che sia indicata una spesa di “20 milioni per 3 anni e poi invarianza finanziaria è un controsenso, visto che ci si approccia a tecnologie non mature apporti finanze pubbliche è fondamentale”, infatti “altri Paesi che puntano sugli SMR hanno previsto importanti risorse pubbliche per il proprio sistema industriale”, spiega. Ancora, “è bene predisporsi con largo anticipo per affrontare una nuova tecnologia, fa trovare Italia pronta, ma non possiamo ignorare il costo esorbitante dell’energia per imprese e famiglie, le lungaggini burocatiche per le autorizzazioni degli impianti rinnovabili. Un’altra criticità riguarda il puntare maggiormente sul gas, sui giacimenti italiani, vista la dipendenza estera dal gas soprattutto dagli USA” per cui si dovrebbe “accelerare per nuove trivellazioni soprattutto in Adriatico”, dice il sindacalista. In generale “gli obiettivi devono essere chiari, con un lavoro buono, produttivo e con salari alti”, conclude D’Anna, “in questa epoca e per soprattutto questa tecnologia è importante puntare alla massima autonomia dell’Italia e dell’Europa lungo tutta la filiera per la massima autonomia del comparto e ridurre al minimo le dipendenze da Paesi extra europei”, mentre “la scelta della maggioranza e del governo di puntare sugli SMR ci fa ritenere con abbastanza certezza che si parli di forniture di energia industriale, difficile pensare che sia tecnologia per abitazioni, un tema da discutere”.

 

NUCLEARE. CISL: GIUDIZIO POSITIVO MA SERVE PARTECIPAZIONE PARTI SOCIALI

  INDEROGABILE PERCORSO PARTECIPATO E CONDIVISO, SINDACATI SIANO INCLUSI (DIRE) Roma, 27 gen. – Rispetto al ritorno al nucleare e alla legge-delega all’esame del Parlamento che ne creerà le condizioni “il giudizio complessivo della CISL è orientato in positivo, visto che la cornice è necessaria per costruire una strategia energetica di lungo periodo, che però per noi includa condizionalità di carattere sociale e occupazionale e legate alla partecipazione delle parti sociali”. Giorgio Graziani, segretario confederale CISL, lo dice in audizione alle commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera nell’ambito dell’esame del disegno di legge recante delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile. “Vediamo come elemento inderogabile il fatto che sia un percorso partecipato e condiviso con le parti sociali e tutti i soggetti interessati”, dice Graziani, “la partecipazione rafforzata delle organizzazioni sindacali nella definizione dei decreti attuativi è per noi condizione ineludibile per garantire quella sostenibilità sociale che va affiancata alla sostenibilità e sicurezza tecnica di un elemento cosi delicato”. In generale, “l’impostazione di fondo è interessante perché siamo per differenziazione del mix energetico”, prosegue il sindacalista, che preveda “le rinnovabili ma anche soluzioni alternative che vadano verso la decarbonizzazione completa in tempo medio-lungo e possa superare l’argine del 2050 per produrre finalmente una situazione di sicurezza energetica decarbonizzata ma che dia anche slancio alla politica industriale con costi sostenibili per imprese e persone”. Dunque, prosegue Graziani, per la CISL servirebbe “un piano energetico che contenga anche nucleare fondamentale e guardi anche a politica industriale” e il libro bianco del MIMIT di prossima pubblicazione “crediamo ne debba tenere conto”. Ciò detto, “i referendum hanno un punto di criticita che sul piano tecnico viene superato”, valuta il sindacalista, per il quale “c’è qualche criticità” su “certezza degli investimenti, tempi lunghi e il rischio di costruire difficoltà, la questione delle scorie che va trattata con grande attenzione e il fatto che le finalità messe in campo possano risultare astratte e non pienamente condivise non solo da soggetti interessati ma da tutto il Paese”. E poi, conclude Graziani, “servirebbe una vera autorità di sicurezza nucleare che sia nominata autonoma dalle forze politiche, che possa permettere una maggiore garanzia nell’applicazione della legge con il possibile coinvolgimento delle rappresentanze anche dei lavoratori”.


DAL GOVERNO

Il Cdm vara il nuovo decreto Pnrr puntando alla semplificazione

Validità illimitata per la carta d’identità degli ultrasessantenni; tessera elettorale digitale; semplificazione dei certificati anagrafici e di stato civile; accessibilità ai dati per i familiari; passaporti; tutela della salute; Isee; diritto allo studio. Sono alcuni degli interventi chiave contenuti nel “decreto Pnrr”, approvato oggi in Cdm e il cui testo è stato diffuso dal governo. Il provvedimento, spiega il comunicato del governo, favorisce l’attuazione dei progetti del PNRR e opera una generale revisione di oltre 400 adempimenti amministrativi a carico di cittadini, famiglie e imprese, puntando con decisione sulla digitalizzazione, sulla contrazione dei termini procedurali e sull’interoperabilità delle banche dati pubbliche. Si rafforza il principio cardine che il cittadino o l’impresa non debbano fornire alla Pa dati di cui questa è già in possesso e lo scambio telematico tra banche dati diventa l’unico canale di acquisizione documentale. Inoltre, per le opere strategiche, restano confermati i termini ridotti per i pareri ambientali (VIA) e paesaggistici. In caso di inerzia della Pa, il decreto prevede il potenziamento dei poteri sostitutivi per sbloccare i cantieri entro scadenze perentorie. 

Semplificazioni per cittadini e famiglie. Il decreto interviene per facilitare l’accesso ai servizi essenziali, con un’attenzione particolare alle fasce più vulnerabili. Carta d’identità a validità illimitata per gli ultrasettantenni: per i cittadini che hanno compiuto il settantesimo anno di età, dal momento del rilascio o del rinnovo, la carta d’identità avrà validità illimitata. Tessera elettorale digitale: attraverso il rafforzamento dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR), sarà attivato un servizio per la consultazione dei propri dati elettorali e per la richiesta di certificati di iscrizione alle liste elettorali in modalità telematica, riducendo la necessità di recarsi fisicamente presso gli uffici comunali. Certificati anagrafici e di stato civile: viene estesa la gratuità e la modalità di rilascio immediato tramite ANPR anche per i certificati storici e per quelli destinati ad usi per i quali in precedenza era necessaria la marca da bollo, laddove la digitalizzazione del processo permetta l’esenzione. Accessibilità ai dati per i familiari (Deleghe Digitali): viene semplificato il sistema delle deleghe per l’accesso ai servizi online (come INPS o ANPR). Sarà possibile per un cittadino delegare un familiare o un convivente alla gestione dei propri servizi digitali direttamente tramite l’app IO o i portali istituzionali. 

Passaporto e servizi consolari: per i cittadini residenti all’estero o che necessitano di servizi consolari, il decreto prevede l’interoperabilità tra l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE) e i sistemi di rilascio dei documenti d’identità, eliminando i tempi di attesa per lo scambio di nulla osta cartacei tra uffici diversi. Disabilità e fragilità: si accelera l’attuazione della riforma sulla disabilità attraverso l’attivazione della Piattaforma Unica gestita dall’INPS. Per la definizione del “Progetto di vita” individuale, vengono introdotti meccanismi di sussidiarietà che impediscono i blocchi amministrativi, garantendo al cittadino una risposta certa in tempi brevi. Tutela della salute: per i pazienti affetti da patologie croniche o rare viene esteso il limite massimo di confezioni prescrivibili con una singola ricetta medica, passando dalle attuali 3 fino a un massimo di 6 confezioni per ricetta. Inoltre, le ricetta medica per la prescrizione delle terapie avrà una validità temporale estesa fino a 12 mesi, consentendo al paziente di ritirare i farmaci in farmacia in modo frazionato in base alle proprie necessità, senza dover tornare dal medico per ogni rinnovo. La semplificazione passa per l’alimentazione automatica del Fascicolo Sanitario Elettronico, che elimina l’onere per il paziente di dover produrre e consegnare certificazioni cartacee per accedere a benefici e assistenza domiciliare. 

ISEE precompilato e automatico: viene potenziata la modalità di rilascio dell’ISEE attraverso l’integrazione e l’interoperabilità delle banche dati tra l’INPS e l’Agenzia delle entrate. Ricevute da conservare ai fini fiscali: si abolisce l’obbligo di conservazione cartacea delle ricevute per i pagamenti effettuati verso la Pa attraverso canali elettronici (come il sistema pagoPA). Diritto allo studio: vengono snellite le procedure per l’erogazione delle borse di studio universitarie e si rende operativo il sistema delle lauree abilitanti, riducendo i passaggi burocratici tra il completamento degli studi e l’accesso alle professioni. Patenti di guida e circolazione stradale: si rende più efficiente e sicuro il processo di rilascio delle patenti. Inoltre, si punta a una gestione più snella delle pratiche relative alla motorizzazione civile, riducendo i tempi di attesa per i cittadini attraverso l’integrazione delle banche dati tra le forze dell’ordine e il Mit. Housing universitario: si semplificano le procedure per il cambio di destinazione d’uso degli immobili destinati a residenze per studenti, con l’obiettivo di incrementare rapidamente l’offerta abitativa. Semplificazioni per le imprese e il sistema produttivo.  (Nomos Csp).

 

 Pneumatici fuori uso: al via la consultazione pubblica sulla responsabilità estesa del produttore – Labelab

Energia: approvate indicazioni tecniche-operative per biometano sostenibile nel sistema ETS – Labelab


LE ALTRE NOTIZIE/RASSEGNA WEB

Aree idonee per le fonti rinnovabili. Arriva la clausola di salvaguardia: tutelati i progetti in corso

Il decreto Red III è in Gazzetta Ufficiale. In vigore dal 4 febbraio. Il testo | e-gazette

 

Ok della Camera alla legge sul lobbying, ma sfuma l’unanimità: ecco perché e i retroscena – Policy Maker

Regolamentazione dell’attività di lobbying – il dossier – Policy Maker

Tutto sulla proposta di legge per la regolamentazione del lobbying – Policy Maker


IN GAZZETTA

DECRETO LEGISLATIVO 9 gennaio 2026, n. 5  

Attuazione della direttiva (UE) 2023/2413 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 ottobre 2023, che modifica la direttiva (UE) 2018/2001, il regolamento (UE) 2018/1999 e la direttiva n. 98/70/CE per quanto riguarda la promozione dell’energia da fonti rinnovabili e che abroga la direttiva (UE) 2015/652 del Consiglio. (26G00018) (GU Serie Generale n.15 del 20-01-2026)

Gazzetta Ufficiale

 

LEGGE 15 gennaio 2026, n. 4  

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 21 novembre 2025, n. 175, recante misure urgenti in materia di Piano Transizione 5.0 e di produzione di energia da fonti rinnovabili. (26G00016) (GU Serie Generale n.15 del 20-01-2026) note: Entrata in vigore del provvedimento: 21/01/2026

Gazzetta Ufficiale

 

Rassegna parlamentare a cura di MF