Presentato il report “Governare i rifiuti urbani”

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Superare la frammentazione della governance per dare attuazione concreta agli strumenti della regolazione nel mondo dei rifiuti urbani e accelerare l’evoluzione in chiave industriale del sistema di gestione su tutto il territorio nazionale. All’alba del terzo periodo regolatorio, partito ufficialmente il 1 gennaio scorso, è tempo di una riflessione sulla reale capacità dei soggetti coinvolti, enti locali in primis, di far funzionare correttamente gli strumenti messi a punto da Arera, avverte l’associazione nazionale degli enti d’ambito Anea. L’occasione è data dal lancio della nuova guida operativa alla regolazione ‘Governare i rifiuti urbani’, curata da Anea ed edita da Franco Angeli. “Un manuale che riporta, oltre alle norme che compongono il metodo, anche strumenti operativi – spiega il curatore Vito Belladonna – per orientarsi in un mondo che resta caratterizzato da discreti livelli di complessità”.

Una complessità che di certo non agevola l’applicazione degli strumenti della regolazione, dal metodo tariffario ai nuovi schemi di contratto e bando tipo. Strumenti preziosi per spingere il servizio verso prospettive di crescente efficienza, economicità e sostenibilità ambientale. Più che con l’intrinseca complessità del dettato Arera, tuttavia, la loro messa in opera si scontra con le incertezze del quadro normativo, soprattutto in termini di competenze, e ancora più con assetti di governance troppo spesso ancorati alla semplice dimensione comunale, lontani cioè dalle modalità di gestione in forma associata immaginate dal legislatore nazionale già nel 1997. “Serve sciogliere alcuni nodi della normativa nazionale, che ancora determinano contenziosi, ricorsi e sentenze, ma soprattutto – spiega Belladonna – serve rendere pienamente operativi gli enti di governo d’ambito, e ancor prima costituirli in quei territori che ancora non l’abbiano fatto”.

Secondo Arera, che da sempre indica nella frammentazione della governance uno dei principali ostacoli allo sviluppo industriale e circolare del settore dei rifiuti urbani, sono più di 5300 le tariffe rifiuti approvate dagli enti territorialmente competenti, con una netta prevalenza della dimensione comunale. In più, l’87% delle gare per l’affidamento del servizio continua a interessare singoli comuni. Segno che la gestione del ciclo in forma associata resta un modello ancora marginale, spesso adottato solo sulla carta, con enti d’ambito formalmente costituiti ma lontani dalla vera operatività. Uno stato di cose che, avverte Anea, da un lato non aiuta a governare la complessità degli strumenti della regolazione e, dall’altro, rallenta lo sviluppo in chiave industriale dei servizi di gestione dei rifiuti e il loro pieno allineamento alle direttrici tracciate dall’Ue in materia di economia circolare.

“Nel settore rifiuti la regolazione è pronta – osserva il vice presidente di Anea Luca Mascolo – ma la governance non lo è ancora. Senza enti di governo d’ambito, forti, indipendenti e riconosciuti come regolatori di secondo livello, l’economia circolare resta solo uno slogan e non una politica pubblica”. “Abbiamo bisogno di enti d’ambito all’altezza delle sfide che abbiamo davanti – aggiunge Caterina Bagni, presidente di Atersir e membro del consiglio direttivo di Anea – sfide rispetto alle quali la frammentazione rappresenta un ostacolo”.L’individuazione di ambiti ottimali e di soggetti industriali adeguati in termini dimensionali è il vero elemento di evoluzione del sistema e l’obiettivo a cui tendere”, conferma Bruno Manzi, presidente di Ama Roma e coordinatore del consiglio direttivo rifiuti di Utilitalia

Senza dimenticare che il quadro di regole condivise, ancorché perfettibili, definito da Arera, resta uno strumento fondamentale anche per garantire il pieno contemperamento degli interessi di cittadini, imprese di gestione e amministratori locali. “Bisogna fare in modo che la regolazione sia sempre più il punto di riferimento sia delle pubbliche amministrazioni che delle imprese – dice Manzi – che le aiuti a trovare i punti di equilibrio nelle scelte gestionali”. “Equilibrio è la parola chiave – conferma Augusto Curti, deputato e membro della commissione ambiente della Camera – equilibrio tra le dimensioni ambientali, sociali ed economiche del servizio. Dimensioni che solo una vera governance multilivello può riuscire a tenere insieme”.

(articolo di Luigi Palumbo pubblicato su riciclanews.it)