Lunedì 16 febbraio si è aperta ufficialmente in Assemblea Legislativa la Sessione Europea 2026, l’appuntamento annuale che permette alla Regione Emilia-Romagna e agli stakeholder del territorio di confrontarsi sulle linee programmatiche della Commissione Europea. Al centro dell’udienza conoscitiva, che ha visto la partecipazione delle parti sociali e dei rappresentanti istituzionali, la sfida per un’Europa più indipendente, competitiva e resiliente.
A portare la voce dei gestori dei servizi pubblici locali è intervenuto il Presidente di Confservizi Emilia-Romagna, Gianni Bessi, parlando anche a nome di Utilitalia (la Federazione nazionale delle imprese di acqua, ambiente ed energia). Il contributo di Bessi ha delineato una strategia chiara: la transizione ecologica deve essere pragmatica, valorizzando le eccellenze industriali e infrastrutturali che la nostra regione ha già saputo costruire.
Energia: Neutralità tecnologica e valorizzazione delle reti
In vista del “Piano d’azione per l’elettrificazione” atteso per il 1° trimestre 2026, il Presidente Bessi nel suo intervento in udienza ha ribadito la necessità di difendere il principio della neutralità tecnologica, chiedendo che il Piano UE non renda obsoleti gli investimenti già effettuati sul territorio.
Le reti gas e il teleriscaldamento (TLR) non sono semplici eredità del passato, ma vere e proprie tecnologie abilitanti. L’obiettivo è dunque trasformarle in asset multi-vettore capaci di trasportare biometano e idrogeno, garantendo la decarbonizzazione dei centri urbani senza smantellare infrastrutture capillari ed efficienti.
Un punto cruciale dell’intervento ha riguardato la cattura e lo stoccaggio della CO2, questione di sopravvivenza per i distretti industriali hard-to-abate, come quello della ceramica. Il contributo Confservizi ER/Utilitalia propone di anticipare il regolamento UE (previsto per il 3° trimestre 2026) inserendo le reti di trasporto della CO2 tra le opere di interesse regionale. In questo contesto, i termovalorizzatori (WtE) possono giocare un ruolo di presidio ambientale, diventando hub per la Bio-CCS (cattura della CO2 biogenica).
Economia Circolare
Sull’economia circolare, l’eccellenza emiliano-romagnola nella raccolta e nel trattamento rischia di restare bloccata da incertezze normative. La richiesta è dunque quella di:
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Velocizzare le autorizzazioni per le attività di recupero.
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Introdurre criteri europei armonizzati e il mutuo riconoscimento per l’End of Waste.
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Prevedere incentivi fiscali stabili per chi utilizza materie prime seconde, garantendo così uno sbocco reale al mercato del riciclo.
Acqua e resilienza Idrica
Di fronte a una strategia UE focalizzata sulla digitalizzazione, Bessi ha ricordato che in un territorio segnato da alluvioni e siccità la tecnologia deve essere accompagnata da opere fisiche “hard” (invasi e interconnessioni). Sul delicato fronte degli inquinanti (PFAS), la posizione è ferma: no alla logica end-of-pipe. I costi della depurazione non devono ricadere sulle tariffe dei cittadini, ma su chi produce le sostanze inquinanti alla fonte.
Appalti: sostenibilità oltre il massimo ribasso
Infine, in vista del nuovo “Atto legislativo sugli appalti” (2° trimestre 2026), Confservizi/Utilitalia hanno chiesto di superare la rigidità delle attuali norme che frenano la “messa a terra” dei progetti. La proposta è di sostituire sistematicamente il criterio del massimo ribasso con l’Offerta Economicamente Più Vantaggiosa (OEPV), l’unica in grado di premiare la reale sostenibilità e la qualità degli investimenti.
L’intervento di Gianni Bessi alla Sessione Europea 2026 conferma l’impegno di Confservizi Emilia-Romagna e di Utilitalia nel voler coniugare la competitività industriale con la coesione sociale e la sostenibilità ambientale, portando le istanze dei territori e delle imprese di servizio pubblico direttamente sui tavoli decisionali di Bruxelles e Bologna.
Red/MF
