Siti oggetto di bonifica, interporti, cave ripristinate: sono alcune delle ulteriori zone individuate dalla Regione Emilia-Romagna dove potranno essere installati impianti da fonti rinnovabili. Lo stabilisce il progetto di legge per la “Localizzazione degli impianti alimentati a fonti rinnovabili nel territorio regionale”, le cosiddette aree idonee, approvato dalla Giunta.
Il nuovo testo, nello specifico, riconosce ulteriori aree idonee rispetto a quelle già indicate dalla legge nazionale e definisce il quadro regionale per l’installazione degli impianti da fonti rinnovabili, con l’obiettivo di accompagnare la transizione energetica assicurando, allo stesso tempo, criteri chiari di localizzazione e tutela del territorio.
“Abbiamo ripreso il nostro iter normativo, interrotto lo scorso maggio per effetto delle sentenze del Tar che avevano determinato la modifica o l’annullamento di parti della norma nazionale- ha ricordato Priolo-. Accogliamo con favore il fatto che il nuovo quadro normativo abbia recepito diverse disposizioni previste dal nostro precedente progetto di legge. Ora facciamo un ulteriore passo avanti: trasmetteremo tutta la documentazione in Assemblea, dove proseguirà l’iter e dove il testo sarà approvato a fine aprile. Abbiamo un po’ di tempo a disposizione, dunque, per accogliere eventuali osservazioni da enti, mondo delle imprese e naturalmente anche dai consiglieri”.
“Il valore aggiunto della nostra norma regionale– aggiunge Priolo– è soprattutto nella costruzione di misure per favorire l’autoconsumo da parte delle imprese e contribuire alla creazione di comunità energetiche in una fase in cui accelerare la produzione di rinnovabili è importante per ridurre la dipendenza energetica e sostenere le imprese. Il tutto, naturalmente, preservando e tutelando le aree di pregio e quelle destinate alle produzioni agroalimentari che rappresentano un’eccellenza per la nostra regione”.
Entro metà aprile sarà riaperto lo Sportello del fondo energia con 10 milioni di euro per l’efficientamento energetico e la produzione da fonte rinnovabile.
Inoltre, fino al 7 maggio, è aperto il bando per gli investimenti delle comunità energetiche con 2,5 milioni di euro di contributi.
Le aree idonee
Il progetto di legge approvato dalla Giunta individua come ulteriori aree idonee i siti oggetto di bonifica, le aree degli interporti, le aree del territorio urbanizzato classificate come aree ecologicamente attrezzate e poli funzionali con destinazioni produttive esistenti; le cave ripristinate; per gli impianti di produzione di energia da biogas e di produzione di biometano, le aree classificate dal piano urbanistico generale come ambiti specializzati per attività produttive esistenti.
Le aree con destinazione agricola
Per quanto riguarda l’utilizzo delle aree che hanno destinazione agricola, il progetto di legge, all’articolo 4, stabilisce che l’installazione di impianti alimentati a fonti rinnovabili non può interessare una quota superiore allo 0,8 per cento della Superficie agricola utilizzata (Sau) dell’intero territorio regionale, calcolata a partire dalla data di entrata in vigore della presente legge. Inoltre, in ciascun Comune della Regione gli impianti alimentati a fonti rinnovabili non possono interessare una quota superiore al 2 per cento della Sau comunale, calcolata a partire dalla data di entrata in vigore della legge stessa.
Il progetto di legge approvato dalla Giunta si inserisce nel quadro del burden sharing nazionale che prevede, entro il 2030, il conseguimento di 6,3 Gw di potenza aggiuntiva da fonti di energia rinnovabile in Emilia-Romagna, contribuendo a raggiungere l’obiettivo nazionale di 80 Gw. Il potenziale incremento di potenza installata sulle aree idonee, così come identificate dall’atto, può raggiungere circa 10 Gw, andando oltre quindi gli obiettivi assegnati.
L’atto è disponibile online
Fonte: Regione Emilia – Romagna
