Decreto fiscale: le misure di interesse per aziende SPL e multitutilities

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DECRETO ENERGIA/BOLLETTE

Con 102 voti favorevoli, 64 contrari e 2 astenuti, l’Aula del Senato ha approvato l’8 aprile, definitivamente, il ddl di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 20 febbraio 2026, n. 21, recante misure urgenti per la riduzione del costo dell’energia elettrica e del gas in favore delle famiglie e delle imprese, per la competitività delle imprese e per la decarbonizzazione delle industrie, nonchè disposizioni urgenti in materia di risoluzione della saturazione virtuale delle reti elettriche e di integrazione dei centri di elaborazione dati nel sistema elettrico (AS. 1857, approvato dalla Camera) (scade il 21 aprile), sul quale il Governo aveva posto la questione di fiducia.

Il provvedimento è stato trasmesso in Aula senza mandato al relatore (Etelwardo Sigismondi – FdI) in quanto la Commissione Ambiente ed Energia non è riuscita ad esaminare i 204 emendamenti e i 25 ordini del giorno presentati.

Il ddl è stato inviato alla GU per la pubblicazione.

Per i contenuti del provvedimento, si veda il taccuino parlamentare della scorsa settimana.

Per approfondire:

Servizio del Bilancio del Senato – A.S. 1857 – Conversione del d.l. n. 21 del 2026 – Misure urgenti per la riduzione del costo dell’energia elettrica e del gas in favore di famiglie e imprese, per la competitività delle imprese e la decarbonizzazione

Nota di lettura n. 346 – aprile 2026

Servizio Studi di Camera e Senato – Misure urgenti per la riduzione del costo dell’energia elettrica e del gas in favore delle famiglie e delle imprese, per la competitività delle imprese e la decarbonizzazione – A.S. n. 1857

Dossier – Schede di lettura – 3 aprile 2026 


DECRETO FISCALE

Ha preso avvio in settimana, presso il Senato della Repubblica, l’esame parlamentare del disegno di legge di conversione del decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38, recante Disposizioni urgenti in materia fiscale ed economica (A.S. 1852 – Governo). Il provvedimento, entrato in vigore il 28 marzo scorso, dovrà essere convertito in legge entro il 26 maggio 2026, pena la decadenza.

Il decreto, composto da 19 articoli suddivisi in due Capi, interviene con una serie di correzioni e proroghe rispetto alla legge di bilancio 2026 e introduce misure volte a garantire la continuità operativa delle Pubbliche amministrazioni e delle attività economiche. Numerosi gli ambiti toccati: IVA, fiscalità d’impresa, incentivi agli investimenti, riscossione e operazioni straordinarie. Alcune disposizioni risultano di particolare interesse per le imprese dei servizi pubblici locali e le multiutility.


Decorrenza del nuovo regime IVA nelle operazioni permutative

L’articolo 1 del decreto modifica la disciplina sulla base imponibile IVA applicabile alle operazioni di permuta e dazione in pagamento, chiarendo che le nuove regole si applicano esclusivamente alle operazioni effettuate in esecuzione di contratti stipulati o rinnovati a partire dal 1° gennaio 2026.

Vengono così fatti salvi i comportamenti pregressi adottati prima dell’entrata in vigore della norma, evitando effetti retroattivi, rettifiche d’imposta e possibili contenziosi. Si tratta di un chiarimento rilevante per il settore delle utilities, nel quale le permute e gli scambi di asset infrastrutturali rappresentano una pratica frequente, soprattutto nei processi di razionalizzazione e integrazione industriale.


Incentivi agli investimenti e ammortamenti: più flessibilità per le imprese

Di rilievo per le aziende a forte intensità di capitale – come quelle attive nei servizi ambientali, energetici e idrici – le modifiche alla maggiorazione degli ammortamenti per gli investimenti in beni strumentali (art. 7). Il decreto elimina il vincolo territoriale che limitava l’agevolazione ai soli beni prodotti nell’Unione europea o nello Spazio economico europeo, ampliando il perimetro di scelta dei fornitori.

Contestualmente, l’articolo 8 rafforza le misure fiscali in favore delle imprese, prevedendo crediti d’imposta per investimenti innovativi e di transizione tecnologica, seppur con risorse rimodulate rispetto alle previsioni originarie della manovra di bilancio. Il quadro che emerge è quello di un intervento correttivo, finalizzato a rendere più accessibili gli incentivi e ad accompagnare i programmi di investimento già avviati.


Operazioni straordinarie e fiscalità societaria

Particolare attenzione merita l’articolo 3, che introduce la possibilità di rateizzare in cinque esercizi la tassazione dell’avviamento negativo (badwill) nelle operazioni di cessione d’azienda o di ramo d’azienda, a condizione che vi sia continuità aziendale e mantenimento degli assetti occupazionali.

La misura è di interesse anche per il comparto delle utilities, frequentemente coinvolto in processi di riorganizzazione, aggregazione e acquisizione, e incide direttamente sulla sostenibilità finanziaria delle operazioni straordinarie.

Sempre sul fronte della fiscalità societaria, l’articolo 11 dispone il ripristino del regime di esclusione dei dividendi (95%) e della Participation Exemption (PEX), superando alcune criticità applicative emerse con la legge di bilancio 2026. Tale intervento assume rilievo per i gruppi multiutility e per le holding pubbliche che detengono partecipazioni industriali.


Imposta di bollo e oneri finanziari per società ed enti

Di segno opposto, sotto il profilo dei costi, l’articolo 12 prevede un incremento dell’imposta di bollo sui conti correnti intestati a soggetti diversi dalle persone fisiche, con un aumento annuo rispetto all’importo previgente. La misura, introdotta a copertura finanziaria di altri interventi, incide anche sulle società pubbliche e a partecipazione pubblica.


Riscossione e pubbliche amministrazioni

Il decreto interviene inoltre sulla riscossione coattiva, prevedendo modifiche alle procedure di riconsegna anticipata dei carichi affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione (art. 10), con l’obiettivo di accelerare lo smaltimento dei crediti e ridurre le giacenze. Una disposizione che può avere riflessi indiretti anche sugli enti locali e sui gestori di servizi pubblici coinvolti nei rapporti finanziari con la PA.

Nel Capo II sono infine presenti misure volte a garantire la continuità di servizi di interesse pubblico e l’operatività di alcuni enti e strumenti statali, confermando l’impostazione eterogenea del provvedimento.


Prossime tappe parlamentari

Nel corso dell’iter di conversione, il Parlamento potrà intervenire con modifiche e integrazioni al testo, anche su sollecitazione delle categorie economiche interessate. Per il sistema delle public utilities, il decreto-legge n. 38/2026 rappresenta un passaggio significativo, soprattutto per i profili fiscali connessi agli investimenti, alle operazioni straordinarie e alla gestione finanziaria.


🔎 Focus Public Utilities

DL fiscale 2026 – Impatti per i servizi pubblici locali


Stabilità IVA su permute e asset infrastrutturali

Il decreto chiarisce la decorrenza del nuovo regime IVA sulle operazioni permutative, limitandone l’applicazione ai contratti stipulati o rinnovati dal 1° gennaio 2026.
➡︎ Salvaguardati i comportamenti pregressi, con maggiore certezza fiscale per scambi e riallocazioni di beni infrastrutturali tipici delle utilities.


⚙️ Investimenti: ammortamenti più flessibili

Eliminato il vincolo di produzione UE/SEE per la maggiorazione degli ammortamenti sui beni strumentali.
➡︎ Maggiore libertà negli investimenti tecnologici (impianti ambientali, reti, sistemi digitali), centrali nei piani industriali delle multiutility.


🔄 Operazioni straordinarie e aggregazioni

Introdotta la rateizzazione in cinque esercizi della tassazione dell’avviamento negativo nelle cessioni d’azienda o di ramo d’azienda.
➡︎ Migliora la sostenibilità finanziaria dei processi di aggregazione, riorganizzazione e consolidamento del settore.


🏛️ Partecipazioni e holding pubbliche

Ripristinati il regime di esclusione dei dividendi e la Participation Exemption (PEX).
➡︎ Quadro fiscale più stabile per gruppi multiutility e holding pubbliche nella gestione delle partecipazioni societarie.


💰 Costi finanziari in aumento

Incrementata l’imposta di bollo sui conti correnti intestati a società ed enti.
➡︎ Maggiori oneri ricorrenti anche per imprese pubbliche e a partecipazione pubblica.


📂 Riscossione e rapporti con la PA

Modifiche alle procedure di riscossione coattiva e di gestione dei carichi affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione.
➡︎ Possibili effetti indiretti sui flussi finanziari e sui rapporti tra utilities ed enti locali.


▶ In sintesi
Il DL n. 38/2026 introduce misure di stabilizzazione e aggiustamento del quadro fiscale che incidono su investimenti, operazioni societarie e gestione finanziaria delle utilities, in attesa delle eventuali modifiche in sede di conversione.


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SUVIANA. PROSSIMA SETTIMANA VISITA COMMISSIONE PARLAMENTARE INCHIESTA

  GRIBAUDO: NON POSSONO PASSARE DUE ANNI ED ESSERE ANCORA AL PUNTO ZERO (DIRE) Bologna, 9 apr. – La commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia tornerà la prossima settimana a Suviana, sull’Appennino bolognese, teatro due anni fa dell’incidente alla centrale idroelettrica costata la vita a sette operai. Ad annunciarlo è la stessa presidente della commissione, Chiara Gribaudo, questo pomeriggio al convegno organizzato dalla Cgil di Bologna nel secondo anniversario della strage. “Su Suviana il nostro lavoro va avanti- assicura Gribaudo- la commissione tornerà anche la prossima settimana. Non possono passare due anni ed essere ancora al punto zero. Le famiglie non hanno ancora risposte certe”. Gribaudo chiama poi in causa il Governo. “La presidente Meloni parla di tante sicurezze, ma non di sicurezza sul lavoro- accusa- mi chiedo cosa deve succedere ancora”. E rimarca: “C’è qualcosa di ancora più grave e che non va se i morti sono in aziende in sub-appalto da aziende di Stato. Sulla catena dei sub-appalti si annidano la precarietà e la sicurezza”. Secondo Gribaudo, per “aggredire il problema” delle morti sul lavoro occorre “istituire una procura nazionale ad hoc. Non ha senso che le vittime non abbiano risposte di giustizia, servono strumenti certi”.

Rassegna parlamentare a cura di MF