Legge concorrenza 2026 : i principali contenuti di interesse per le utilities pubbliche

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D.L. AMBIENTE

Audizione di Utilitalia

Durante le audizioni odierne sul Decreto Ambiente (DL 177/2026) presso la Camera dei deputati, Utilitalia ha presentato le proprie osservazioni per rafforzare le misure a tutela dell’economia circolare, della gestione delle emergenze idriche e dei servizi ambientali. Ecco i punti chiave dell’audizione:

🔸 Crisi della filiera della plastica e Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) – La filiera del riciclo sta vivendo una fase critica di accumulo scarti che rischia di ripercuotersi sulla raccolta urbana. Utilitalia ha chiesto di ribadire con chiarezza la responsabilità dei sistemi EPR (estendendo l’obbligo di copertura economica a tutta la filiera) e di applicare sanzioni efficaci in caso di mancato ritiro dei rifiuti, prevedendo misure di salvaguardia per Comuni e gestori per evitare penalizzazioni ingiuste nei target di raccolta differenziata.

🔸 Semplificazioni per il CSS-rifiuto e plastica riciclata – Utilitalia ha chiesto di estendere temporaneamente (fino al 31 dicembre 2027) la semplificazione dell’uso del CSS-rifiuto agli impianti già autorizzati al recupero energetico per sbloccare i volumi di scarto fermi nei piazzali. E’ necessario inoltre rendere vincolanti gli obiettivi della Direttiva SUP sulla plastica riciclata: servono controlli rigorosi lungo tutta la filiera e sanzioni per chi non rispetta le quote minime.

🔸 Fondo per eventi imprevedibili – Per rendere davvero efficace il fondo di 11 milioni di euro, è necessario anticipare le risorse al 2026 e ammettere il finanziamento anche delle spese correnti (trasporti, stoccaggi straordinari). L’accesso deve inoltre essere esteso ai gestori del Servizio Idrico Integrato per fronteggiare le emergenze e le crisi idropotabili.

🔸Acqua, bonifiche e semplificazioni operative – Garantire il ruolo dei gestori idrici nei procedimenti di bonifica, per una tempestiva tutela delle fonti idropotabili. 

RIFIUTI. DL AMBIENTE, SICILIA (UNIRIMA): BENE RAFFORZAMENTO GOVERNANCE RICICLO

  UTILE CHIARIRE DISTINZIONE TRA RACCOLTA E RICICLO (DIRE) Roma, 22 ott. – “Condividiamo l’obiettivo del decreto-legge 177/2026 di rafforzare la governance delle filiere del riciclo e in questo spirito abbiamo sottoposto alla Commissione alcune proposte migliorative. La prima riguarda un chiarimento sulla partecipazione dei soggetti che si occupano di raccolta agli organi di amministrazione dei Consorzi di filiera”. È quanto dichiara Francesco Sicilia, direttore generale dell’Unione Nazionale Imprese Raccolta, Recupero, Riciclo e Commercio dei Maceri e altri Materiali (UNIRIMA), intervenendo in audizione presso la commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei Deputati sul disegno di legge di conversione del DL 177/2026 (AC 3133). “La raccolta e il recupero/riciclo- prosegue Sicilia- sono due fasi distinte ed il chiarimento che proponiamo va nella direzione indicata dallo stesso decreto, cioè prevenire possibili sovrapposizioni e conflitti di interesse e favorire corretta rappresentanza alla fase di recupero e riciclo”. “Abbiamo inoltre proposto- conclude Sicilia- di ridurre a non oltre un anno il vincolo di durata nella scelta tra gestore pubblico e mercato per le utenze non domestiche, in linea con quanto raccomandato dall’Antitrust già nel 2021. Abbiamo suggerito anche di semplificare le procedure per le modifiche, con impatto ambientale migliorativo, agli impianti già autorizzati. Il nostro settore è un’eccellenza dell’economia circolare e affronta target europei sempre più sfidanti e una burocrazia crescente: servono regole chiare nella governance e procedure certe e semplificate”

Confindustria ha espresso un giudizio complessivamente favorevole sull’impianto del decreto, evidenziando in particolare l’esigenza di accelerare e semplificare le procedure autorizzative e valutative in materia ambientale, considerate essenziali per sostenere gli investimenti industriali, la transizione energetica e lo sviluppo dell’economia circolare. L’associazione ha inoltre sottolineato l’importanza di garantire certezza dei tempi amministrativi e adeguate risorse tecniche alle strutture competenti per le istruttorie ambientali.

ANBI ha richiamato l’attenzione sulla crescente vulnerabilità del territorio agli effetti dei cambiamenti climatici, ribadendo la necessità di rafforzare gli interventi di prevenzione del dissesto idrogeologico, gestione della risorsa idrica e adattamento climatico. L’associazione ha inoltre evidenziato il ruolo strategico dei consorzi di bonifica nella manutenzione del territorio e nella realizzazione delle infrastrutture idriche indispensabili per affrontare fenomeni sempre più frequenti di siccità e precipitazioni estreme.

Da parte di ISPRA è stato espresso apprezzamento per le misure volte a rafforzare la capacità amministrativa e tecnico-scientifica del sistema ambientale nazionale. L’Istituto ha posto l’accento sull’esigenza di consolidare il supporto tecnico alle attività istruttorie, migliorare la disponibilità e l’integrazione dei dati ambientali e rafforzare gli strumenti di monitoraggio necessari per accompagnare le politiche pubbliche in materia di clima, bonifiche ed economia circolare.

Questo l’elenco dei soggetti auditi questa settimana:

martedì 20 ottobre, alle ore 10.30, – SPRING – Sustainable Processes and Resources for Innovation and National Growth – Associazione nazionale piccoli comuni d’Italia (ANPCI) – Associazione Rete Italiana LCA – RemTech Expo – Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (AsviS) – Rete professioni tecniche (RPT) – Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica (COREPLA) – Anas S.p.A. – Consorzio Polieco – Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) – Confindustria – Consorzio generale di bonifica del Bacino inferiore del Volturno – Consorzio volontario per il riciclo del PET (CORIPET) – Consorzio nazionale imballaggi (CONAI) – Associazione nazionale bonifiche irrigazioni miglioramenti fondiari (ANBI) – Associazione nazionale costruttori edili (ANCE) Mercoledì 21 ottobre, alle ore 8.30, – Commissario unico per la realizzazione degli interventi necessari all’adeguamento alla normativa vigente per le discariche abusive presenti sul territorio nazionale, Gen. D. Giuseppe Vadalà – rappresentanti di Confcooperative – rappresentanti di Erion – rappresentanti di Utilitalia alle ore 13.40 – Federazione nazionale degli ordini dei chimici e dei fisici – Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) Giovedì 22 ottobre, alle ore 8.30, – WWF Italia – Unirima – Consorzio italiano compostatori (CIC) – Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) – Riqualta – Consorzio per il riuso e riciclo di qualità nel sistema Arredo

Nel complesso, dalle audizioni è emersa una valutazione generalmente positiva delle finalità del provvedimento, accompagnata dalla richiesta di assicurare adeguate risorse, competenze tecniche e strumenti operativi per rendere effettivi gli obiettivi di accelerazione delle procedure ambientali, adattamento ai cambiamenti climatici e sostegno alla transizione ecologica del Paese.

Per approfondire i temi del decreto consulta le schede di lettura


DDL CONCORRENZA 2026

È stato assegnato il 21 ottobre alla Commissione Attività produttive della Camera il ddl recante legge annuale per il mercato e la concorrenza 2026 (AC. 3120 Governo) (collegato alla manovra di finanza pubblica).

Il provvedimento si articola in tre capi e interviene principalmente nei settori della distribuzione dei carburanti, dell’RC Auto, delle emittenti televisive locali, degli agenti immobiliari e dei consulenti del lavoro.

Pur non contenendo disposizioni direttamente rivolte ai servizi pubblici locali, alcuni profili risultano di interesse per gli associati di Confservizi Emilia-Romagna, in particolare per le aziende operanti nei settori energia, mobilità e ambiente.

Riforma della rete di distribuzione dei carburanti

La parte più rilevante del provvedimento riguarda la riorganizzazione del sistema nazionale di distribuzione dei carburanti, con l’obiettivo di razionalizzare una rete ritenuta eccessivamente frammentata e favorire la transizione verso forme di mobilità a basse emissioni.

Tra le principali novità:

  • superamento del meccanismo del silenzio-assenso per il rilascio delle autorizzazioni, che saranno subordinate a una verifica preventiva dei requisiti tecnici, economici e di regolarità contributiva degli operatori
  • progressiva chiusura o riconversione degli impianti obsoleti o a basso volume di erogazione;
  • introduzione, dal 2028, dell’obbligo per i nuovi impianti di prevedere almeno una forma di alimentazione alternativa ai combustibili fossili, come punti di ricarica elettrica o distribuzione di biocarburanti;
  • istituzione presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di un Fondo per la trasformazione della rete carburanti verso la mobilità green, destinato a sostenere interventi di riconversione e nuovi investimenti.

Per le utilities attive nella mobilità sostenibile e nelle infrastrutture di ricarica elettrica, tali misure potrebbero generare nuove opportunità di investimento e di sviluppo industriale.

Bonifiche e riconversione delle aree

La relazione illustrativa richiama inoltre la presenza di migliaia di impianti carburanti che potrebbero necessitare di interventi di messa in sicurezza e bonifica ambientale dei siti.

Si tratta di un aspetto che può interessare le imprese del settore ambientale e della gestione dei rifiuti, chiamate a svolgere attività di bonifica e rigenerazione urbana dei siti dismessi.

Impatti per il settore energetico e della transizione ecologica

La riforma si inserisce in una più ampia strategia di decarbonizzazione dei trasporti e di diffusione delle infrastrutture per i combustibili alternativi. La progressiva riconversione della rete distributiva potrebbe infatti favorire la crescita dei servizi legati all’elettrificazione della mobilità, ai biocarburanti avanzati e ad altre tecnologie energetiche innovative.

Per gli associati di Confservizi Emilia-Romagna, il Ddl Concorrenza 2026 non introduce modifiche dirette alla disciplina dei servizi pubblici locali, ma presenta elementi di interesse soprattutto per:

  • aziende energetiche impegnate nello sviluppo delle infrastrutture di ricarica elettrica;
  • operatori della mobilità sostenibile;
  • imprese attive nelle bonifiche ambientali e nella rigenerazione dei siti industriali;
  • gestori dei servizi ambientali coinvolti nei processi di transizione ecologica e riconversione delle reti energetiche.

LEGGE DI DELEGAZIONE EUROPEA 2026

Audizione di Anci

Legge Ue 2026 – Ziberna: “Comuni siano protagonisti nell’attuazione, con risorse adeguate” 

Il sindaco di Gorizia, in audizione al Senato, ha chiesto un coinvolgimento stabile dell’Associazione nei decreti attuativi, in particolare su emergenze e locazioni brevi.


D.L. IMPIANTI STRATEGICI

Con 125 voti favorevoli, 43 contrari e 52 astenuti, l’Aula della Camera ha approvato il 20 ottobre, definitivamente, il ddl di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 agosto 2026, n. 154, recante misure urgenti per assicurare la continuità operativa di impianti di interesse strategico nazionale (AC. 3131 , approvato dal Senato) (scade il 27 ottobre).  

Nel corso dell’esame parlamentare al Senato, l’ambito di applicazione del decreto è stato ampliato rispetto alla formulazione originaria, estendendo alcune disposizioni a tutte le imprese in amministrazione straordinaria e non soltanto a quelle titolari di impianti qualificati come strategici.

Contenuto principale del provvedimento

Il decreto si compone sostanzialmente di un unico intervento normativo volto a disciplinare il regime delle garanzie finanziarie richieste per la gestione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti gestiti da imprese sottoposte ad amministrazione straordinaria.

In particolare, viene introdotta una disciplina speciale che consente a tali imprese di prestare le garanzie finanziarie previste dalle autorizzazioni ambientali con durata annuale, anche quando l’autorizzazione o il periodo di gestione abbiano una durata superiore. L’obiettivo è evitare che l’impossibilità di prestare garanzie pluriennali possa compromettere la continuità operativa degli impianti e delle attività industriali interessate.

Il Senato ha modificato il testo eliminando il riferimento alle sole società che gestiscono impianti di interesse strategico nazionale, con la conseguenza che la nuova disciplina si applica in termini più ampi alle imprese in stato di insolvenza ammesse alla procedura di amministrazione straordinaria prevista dal decreto-legge n. 347/2003 (cosiddetta “legge Marzano”).

Pur trattandosi di un intervento circoscritto e prevalentemente collegato a situazioni di crisi industriale, il provvedimento presenta alcuni elementi di interesse per le aziende dei servizi pubblici locali.

Continuità nella gestione degli impianti ambientali
La norma è finalizzata a evitare interruzioni nell’esercizio di impianti di trattamento, recupero e smaltimento dei rifiuti riconducibili a imprese in amministrazione straordinaria, garantendo la prosecuzione delle attività anche in presenza di criticità economico-finanziarie del gestore.

Tutela della sicurezza ambientale
Resta fermo l’obbligo di prestazione delle garanzie finanziarie richieste dalla normativa ambientale; viene modificata esclusivamente la durata delle stesse, per renderle compatibili con il contesto amministrativo e finanziario delle imprese interessate.

Implicazioni per il settore rifiuti
Le aziende pubbliche operanti nella gestione dei rifiuti, nelle bonifiche e nel trattamento ambientale possono essere interessate indirettamente dalla misura, in quanto essa mira a preservare la continuità del sistema impiantistico nazionale e a evitare possibili criticità nella gestione dei flussi di rifiuti in caso di crisi di grandi operatori industriali.

Per gli associati di Confservizi Emilia-Romagna, il decreto non introduce modifiche strutturali alla disciplina dei servizi pubblici locali, né interviene direttamente sui settori regolati dell’acqua, dell’energia o dei rifiuti. Tuttavia, il provvedimento assume rilevanza sotto il profilo della continuità operativa degli impianti ambientali e della tenuta della filiera industriale e del trattamento dei rifiuti, soprattutto nei casi in cui impianti strategici o di rilevanza territoriale siano gestiti da soggetti in amministrazione straordinaria.

Si tratta pertanto di una misura di carattere prevalentemente gestionale e transitorio, volta a garantire la prosecuzione delle attività industriali e ambientali essenziali senza ridurre i presidi di tutela ambientale previsti dalla normativa vigente.


AUDIZIONI

Commissione Ecomafie: audizione del GSE sui “rifiuti emergenti” delle fonti rinnovabili

Nella mattinata del 21 ottobre la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari ha svolto l’audizione di rappresentanti del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) nell’ambito del filone d’inchiesta dedicato alla gestione dei cosiddetti “rifiuti emergenti” derivanti dalle fonti rinnovabili di energia.

L’approfondimento della Commissione è finalizzato a esaminare le problematiche connesse alla crescente quantità di rifiuti generati dalla transizione energetica, con particolare riferimento ai componenti giunti a fine vita degli impianti per la produzione di energia rinnovabile, quali pannelli fotovoltaici, pale eoliche, batterie e altre apparecchiature tecnologiche. Tali flussi rappresentano una sfida crescente sotto il profilo della tracciabilità, del recupero delle materie prime e della prevenzione di possibili fenomeni di gestione illecita.


CONFERENZA UNIFICATA

Conferenza Unificata: Disabilità, Legge concorrenza e servizi pubblici locali i temi della riunione 

Anci ha dato parere positivo ai decreti sulla disabilità: 23,7 milioni per il 2026 per i progetti di vita e 6,8 milioni annui per il 2027-2028 per borse di studio universitarie. Via libera anche al Ddl Concorrenza 2026, con emendamenti Anci accolti su autorizzazioni, pianificazione della mobilità e ricarica elettrica, e al regolamento sulle gare per la distribuzione del gas, con modifiche richieste dall’Associazione.


DAL GOVERNO

Il Governo stringe sulla manovra: andrà in Cdm la prossima settimana

Concentrare le risorse sulle “principali priorità economiche e sociali”: famiglie, giovani, anziani, sanità, caro-energia, ma si punta anche a dare un segnale al ceto medio. La linea della prossima legge di bilancio è tracciata e guarda con particolare attenzione alle prospettive dei giovani, il cui malessere è stato protagonista in questi giorni di proteste e disordini. La maggioranza, riunita intorno allo stesso tavolo per il secondo vertice serale in quattro giorni, segna qualche passo avanti: anche se manca ancora una sintesi, l’obiettivo è approvare la manovra in Cdm la prossima settimana, martedì o mercoledì al massimo. Il vertice di maggioranza, che riprende le fila di quello “interlocutorio” di lunedì, non è ancora risolutivo. La premier Giorgia Meloni, insieme al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, ha fatto il punto con i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi sulle “misure prioritarie” e le “risorse disponibili”.

Tante richieste ma margini stretti. “Compatibilmente con l’avanzamento degli approfondimenti tecnici e del confronto” con l’Ue sulla flessibilità, si precisa, le risorse verranno concentrate sulle priorità: quindi famiglie, ma anche “ceto medio”, una categoria che riporta in pista l’ipotesi di estendere il taglio dell’Irpef oltre i 50mila euro. La soluzione sarebbe quella prospettata dal leader azzurro Tajani di ridurre l’aliquota, intanto, fino a 55mila euro: la misura costerebbe circa 1,2 miliardi (meno dei 2,6 necessari per arrivare a 60mila); il via libera sarebbe comunque legato all’esito del negoziato con l’Europa. Tra le priorità ci sono poi i giovani, cui il vertice dedica un “ampio spazio”, con un confronto sulle possibili misure a loro favore. Si guarda poi agli anziani, a potenziare il sistema sanitario e al contenimento dei costi dell’energia per cittadini e imprese. Il lavoro proseguirà nei prossimi giorni “in modo coordinato” tra gli alleati del centrodestra, per definire gli ultimi dettagli della manovra: la stella polare è trovare “soluzioni condivise a sostegno della crescita economica e nel rispetto della stabilità finanziaria dell’Italia”, in linea con la linea della prudenza portata avanti dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

Che proprio ieri e tornato a raffreddare gli animi: come ogni anno “si diffonde una sorta di aspettativa generalizzata”, come se con la manovra “si possano affrontare, se non risolvere in una volta sola, tutte le questioni che riguardano il Paese”, ma “sappiamo che non è così”, mette in chiaro, e lancia un richiamo a tutti: “Fenomeni come la trasformazione demografica, l’impatto della tecnologia su una forza lavoro mediamente più anziana non possono essere affrontati solo dallo Stato, ma richiedono uno sforzo congiunto delle istituzioni, delle imprese e delle parti sociali”. Sul fronte delle misure, se sul lavoro si punta a dare continuità alle misure dello scorso anno, per i giovani sul tavolo ci sarebbe l’ipotesi di rimpinguare gli stipendi riducendo le trattenute Irpef in busta paga: l’intervento coinvolgerebbe gli under30 o under35 e durerebbe un solo anno.

Nelle scorse settimane dal Mef era circolata anche l’ipotesi di una flat tax al 5% per gli aumenti di reddito. Per dare un segnale ai giovani si pensa anche alla “No Tax Area e a una serie di provvedimenti che possono agevolare l’ingresso nel mondo del lavoro”, spiega Tajani, che vede negli aiuti economici un modo per sostenere la formazione di una famiglia. Resta poi da sciogliere il nodo del contributo da 5 miliardi atteso dal settore finanziario; dopo l’appello delle banche di allargare i settori, una soluzione sarebbe quella di estendere al 2028 e al 2029 la maggiorazione Irap prevista per le società energetiche dal decreto bollette di quest’anno. (Nomos)

Il governo corre ai ripari, pronti 175 milioni contro il caro carburante

Il governo corre ai ripari per disinnescare i blocchi dei trasporti che rischiano di paralizzare il Paese. Con un decreto-legge varato d’urgenza dal Cdm, l’esecutivo mette sul piatto un pacchetto complessivo da 175 milioni di euro destinato ad autotrasporto, agricoltura e pesca, con i Tir che fanno la parte del leone con 105 milioni. Il decreto inoltre, a sorpresa, fa slittare la tassa sui minipacchi al primo gennaio 2027. “Il governo ascolta chi manifesta pacificamente”, sottolinea la premier Giorgia Meloni, “In alcune zone pochi soggetti continuano a bloccare le strade e non si fermano lì. Minacciano chi vuole lavorare, tagliano le gomme ai camion dei colleghi. Questa non è protesta, è intimidazione e l’intimidazione non la tolleriamo”, avverte, promettendo che per garantire la libera circolazione delle merci “useremo tutti gli strumenti che la legge ci offre, comprese le norme del decreto sicurezza che hanno reso reato il blocco stradale”.

Ed in serata arriva la precettazione per i camionisti, “dato il perdurare delle criticità” e per garantire, scrive la Commissione di garanzia degli scioperi, “l’immediata ripresa delle consegne dei beni di prima necessità e dei servizi essenziali per il Paese”. La situazione si va sbloccando quasi ovunque, in Sicilia, Puglia, Basilicata, Molise, Calabria con un quasi ritorno alla normalità, mentre in Campania la protesta non rientra del tutto. Esprime soddisfazione il ministro dei Trasporti Matteo Salvini. “Abbiamo sbloccato ulteriori risorse e ai tanti piccolini, tanti padroncini con due, tre o quattro mezzi veniamo incontro con il decreto di oggi, con la spalmatura del costo del carburante anche sui committenti, quindi non solo a carico degli autotrasportatori, e con una sospensione fino a tutto marzo 2027 dei leasing che hanno in corso”. Nel dettaglio, per combattere il caro gasolio per i tir vengono destinati ulteriori 45,2 milioni di euro per il credito d’imposta già previsto per il periodo di spesa marzo-agosto 2026. In questo modo l’agevolazione passa da 430 a circa 480 milioni, come annunciato dal viceministro ai Trasporti Edoardo Rixi, mentre altri 60 milioni sono stanziati per le spese dal primo settembre al 5 ottobre 2026.

Ed un’ulteriore boccata d’ossigeno arriva con la proroga dal 1° dicembre 2026 al 1° gennaio 2027 per “l’entrata in vigore del contributo doganale relativo alle spedizioni di modico valore”. “I pagamenti sono iniziati da ieri e quindi entro la prossima settimana le prime 2.000 imprese avranno i crediti di imposta nel cassetto fiscale”, dice Rixi in conferenza stampa dopo il Cdm. Per l’agricoltura vengono allocati 60 milioni di euro e per la pesca 10 milioni, in entrambi i casi come contributi a fondo perduto validi nel 2026. “Arriveranno in brevissimo tempo attraverso Agea i 60 milioni per il costo del carburante agricolo”, assicura il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida: servono a “garantire l’acquisto di 121 milioni di litri, con un contributo fino a 45 centesimi”. (Nomos)

Rassegna parlamentare a cura di MF (testi di sintesi dei provvedimenti redatti con il supporto dell’AI)