Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’articolo di Sauro Prandi, ex amministratore di Entar srl sul sito public-utilities.it
In data 15/4/2026, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA) dava comunicazione di un nuovo ciclo di incontri con i principali stakeholder dei settori energia e ambiente “… per avviare un confronto costruttivo e concreto sulle sfide prioritarie, le criticità emergenti e le possibili soluzioni condivise che interessano il mercato energetico e i settori ambientali”, anche in vista dell’elaborazione del “quadro strategico” 2026-2029. Nel corso del mese di maggio si dava notizia (v. comunicato del 14/5) che detti incontri informali erano in fase di conclusione. Seguiva, nel mese di luglio, la pubblicazione del documento di consultazione, atto n. 244/2026 “Quadro strategico 2026-2029” (v. comunicato del 24/7), con cui si promuovevano audizioni, con i soggetti interessati, svoltesi poi il 10 e 11 settembre, permettendo anche il deposito di una memoria riguardante i temi trattati (v. comunicato del 11/9). L’elenco dei partecipanti (80 i soggetti intervenuti) e la documentazione depositata, sono reperibili al link www.arera.it/eventi/dettaglio/audizioni-periodiche-arera-2026.
Successivamente il Collegio di ARERA, “…. sottolineando la rilevanza della cultura della consultazione e del dialogo plurale”, con delibera n. 368, ottobre 2026, “Strumenti di dialogo strutturato con i portatori di interesse. Attivazione dell’Osservatorio permanente della regolazione”, attivava appunto “…. il tavolo permanente consultivo denominato <Osservatorio permanente della regolazione>, prevedendo che lo stesso abbia per oggetto tutti i settori regolati dall’Autorità, ai sensi della normativa vigente”; inoltre, veniva indicata la data del 30/11/2026 quale prima seduta dell’organismo (v. comunicato del 20/10).
Per mera ricognizione, si ricorda che già con delibera n. 83, marzo 2015, veniva dato corso alla “Costituzione e funzionamento dell’osservatorio permanente della regolazione energetica, idrica e del teleriscaldamento”, definendone le seguenti finalità: “incrementare la partecipazione degli stakeholder ai processi decisionali dell’Autorità, …… favorire l’acquisizione di dati e informazioni…. utili per l’eventuale predisposizione dell’analisi dell’impatto della regolazione… acquisire, da parte dei rappresentanti delle associazioni dei consumatori, utenti e clienti finali, elementi utili ai fini della valutazione dei risultati effettivamente conseguiti (v. allegato A alla citata delibera, art. 2). Va poi ricordato che con delibera n. 191, maggio 2022, si provvedeva alla modifica della denominazione di cui sopra, in “Osservatorio permanente della regolazione per energia, reti e ambiente”, anche a seguito dell’estensione delle competenze in nuovi ”campi” (si pensi al servizio integrato dei rifiuti).
Lo “spirito” della delibera 83/2015 è stato poi mantenuto nella delibera n. 368/2026: l’Osservatorio è coordinato dal Presidente dell’Autorità o da un suo delegato e ne fanno parte “…. un rappresentante rispettivamente per ognuno dei seguenti soggetti o associazioni: le associazioni dei consumatori e degli utenti, le associazioni ambientaliste, le associazioni delle imprese, nonché l’ANCI, l’ANEA, l’ANBI (Assoc. Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue) e i Consorzi di filiera” (v. delibera citata, pag. 4).
Con l’occasione, si segnala anche il comunicato di ARERA del 15/10/2026 con cui si è data notizia del protocollo d’intesa tra Autorità e le sette Autorità di bacino distrettuale “… per collaborare sulla resilienza dei sistemi idrici di fronte al cambiamento climatico, in linea con le più recenti norme europee e con la nuova Strategia europea per la resilienza idrica”(*). Il comunicato conclude, ricordando che “…. l’intesa consolida un rapporto di collaborazione già sperimentato nell’aggiornamento dei Piani di gestione distrettuali e nella prima applicazione dell’indicatore di resilienza idrica”.
P.S. E’ verosimile ritenere che l’adozione formale del “Quadro strategico 2026-2029” avvenga nelle prossime settimane.
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(*) Per conoscenza, si segnala che “La DQA (Direttiva sulle acque 2000/60/CE) ha introdotto un approccio integrato per la tutela delle acque prevedendo la gestione delle stesse a scala di bacino e/o del distretto idrografico (inteso come raggruppamento di più bacini) al fine di proteggere l’intero corpo idrico ovvero sorgente, affluenti e foce del fiume. Ad oggi, l’articolo 64 del D.lgs 152/2006 (così come sostituito dall’art. 51, comma 5, della Legge 28 dicembre 2015, n.221) ripartisce l’intero territorio nazionale, ivi comprese le isole minori, in 7 distretti idrografici” (v. https://www.mase.gov.it/portale/distretti-idrografici)
