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Il servizio idrico in Emilia – Romagna: esempio virtuoso di gestione industriale/VIDEO

BOLOGNA – La gestione dell’acqua in Emilia – Romagna è un modello “virtuoso”, basato su un governo del settore a forte impronta e indirizzo pubblico, frutto delle scelte autonome degli enti locali, con imprese di gestione a carattere industriale che in questi anni hanno garantito un alto livello di investimenti, qualità del servizio e tariffe sostenibili.

Un modello industriale dunque che va difeso e non smantellato: un rischio invece che le aziende del settore vedono nella proposta di legge attualmente in discussione alla Camera (A.C. 52) sulla ripubblicizzazione del servizio e che costituisce un passo indietro di 30 anni, al ritorno  delle vecchie municipalizzate.

Di questo tema e dei risultati conseguiti dal settore idrico sul territorio regionale si è parlato lunedì 25 marzo a Bologna nel corso di un convegno organizzato da Confservizi ER, con il patrocinio di Regione, Utilitalia, Anci ER e H20.

Tornando al tema della Pdl Daga infatti, per la sola Emilia – Romagna, i costi una tantum del provvedimento si aggirano attorno ai 2,4 miliardi di euro tra indennizzi ai privati e debito finanziario che verrebbe consolidato nei bilanci dei comuni, mentre i costi ricorrenti ammonterebbero a 800 milioni di euro l’anno, per il finanziamento degli investimenti e l’erogazione gratuita di 50 litri di acqua al giorno a tutti.

Sono cifre che non considerano le altre ricadute che vanno dalla perdita di credibilità dell’industria, con conseguente fermo degli investimenti, alla rinuncia delle economie di scala e di scopo per scorporo del ramo idrico delle aziende multiservizio, a «costi di transizione» di difficile quantificazione, in esito a possibili ricorsi, vuoto decisionale, ritardi nell’approvazione dei bilanci, costi per la riconciliazione delle posizioni previdenziali dei lavoratori, sino alla perdita di valore di azioni e obbligazioni detenute dai comuni e dai risparmiatori delle aziende espropriate delle concessioni.

Il presidente di Confservizi ER Luigi Castagna (foto Dire)

Il costo maggiore tuttavia non è quello economico, quanto la “rinuncia” all’industria idrica, quale soggetto attuatore degli indirizzi pubblici e senza il quale ogni disegno di presidio e sviluppo pubblico sull’acqua è pura utopia.

Ed è proprio sulla gestione industriale dell’acqua, con un forte ruolo di indirizzo e controllo del pubblico, che si è sviluppato in Emilia – Romagna da oltre vent’anni un modello “virtuoso”, testimoniato da una molteplicità di elementi.

Oggi infatti l’Emilia Romagna è l’unica tra le grandi regioni italiane a non avere nessuna procedura di infrazione in corso: la dotazione di reti fognarie e depuratori rispetta le direttive europee.

La qualità contrattuale del servizio presenta standard superiori ai requisiti della regolazione ARERA, con tempi di esecuzione delle prestazioni inferiori e un grado di rispetto degli impegni assunti nelle carte del servizio compresa tra il 95 e il 99%, superiore alla media delle gestioni industriali del territorio nazionale.

 

 

Sul fronte degli investimenti, nel biennio 2016-2017 sono stati realizzati dai gestori idrici emiliano-romagnoli 378 milioni di euro di interventi nel territorio regionale, un ammontare che corrisponde a circa 42 euro per abitante all’anno, un valore più elevato della media delle gestioni industriali del Nord Italia (35 euro per abitante all’anno).

Gli investimenti programmati per il biennio 2018-2019 in Emilia-Romagna ammontano a 465 milioni di euro, pari a 52 euro abitante anno, in aumento del 26% rispetto al valore medio realizzato nel biennio 2016-2017 e superiore alla media delle gestioni industriali del Nord del Paese (46 euro abitante anno), così suddiviso: acquedotto 51%, depurazione 31%, fognatura 18%.

In Emilia-Romagna gli investimenti hanno permesso il potenziamento delle fonti, la manutenzione delle reti e garantito l’adeguata depurazione delle acque reflue: il monitoraggio delle reti ad uso civile è prossimo al 100% e le perdite idriche sono il 29,8%, quasi dieci punti percentuali in meno rispetto alla media nazionale.

Altro elemento non trascurabile è quello occupazionale e del ruolo anticiclico svolto dal settore.

Il direttore di Ref Ricerche Donato Berardi (foto Dire)

Gli investimenti realizzati sostengono circa 4mila posti di lavoro, tra addetti diretti, indiretti e nell’indotto. A questi si aggiungono i circa 2.650 occupati alle dirette dipendenze delle gestioni idriche.

Questi risultati sono stati conseguiti assicurando tariffe sostenibili. La spesa di una famiglia per la fornitura di 150mila litri di acqua all’anno è di 347 euro: circa 30 euro in più della media nazionale ma di gran lunga inferiore a quella delle migliori esperienze europee.

In Emilia – Romagna, le tariffe sono cresciute tra il 2012 e il 2017 per sostenere gli investimenti illustrati in precedenza, ma si evidenzia che, a partire dal 2018, si sono generalmente stabilizzate e in alcuni casi sono addirittura in calo.

La proposta di legge Daga sarebbe per noi un passo indietro – ha dichiarato il presidente di Confservizi ER Luigi Castagna – in Emilia – Romagna con il superamento delle vecchie municipalizzate e la costruzione di aziende industriali sono stati fatti enormi passi avanti nell’efficientamento del servizio. Il ritorno ad aziende completamente pubbliche rischia di appesantire la gestione, non garantire gli investimenti e quindi rendere il sistema più fragile”.

Dopo la presentazione dello studio da parte del direttore di REF Donato Berardi, si è svolta una tavola rotonda cui hanno partecipato Stefano Mazzetti, delegato Ambiente ANCI ER e sindaco di Sasso Marconi (Bologna), Vito Belladonna direttore ATERSIR, Giordano Colarullo, direttore Utilitalia, Franco Fogacci direttore Acqua del Gruppo Hera, Eugenio Bertolini, direttore IRETI, Davide De Battisti, direttore operations di AIMAG,  Andrea Peschiuta, direttore Emiliambiente.

Le conclusioni del convegno sono state affidate al presidente della Regione Emilia – Romagna Stefano Bonaccini.

 

GESTIONE DELL’ACQUA ER – POSITION PAPER

La gestione dell’acqua in Emilia – Romagna – sintesi stampa

Presentazione CASTAGNA – CONFSERVIZI ER

Presentazione D. BERARDI – REF RICERCHE