La diffusione della tariffazione puntuale in Italia

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Il Rapporto illustra il livello di diffusione della tariffazione puntuale (TP) del servizio rifiuti urbani in Italia in base ai più recenti dati disponibili. Nella pubblicazione vengono inoltre analizzate le performance ambientali raggiunte dai comuni in TP, in termini di percentuale di raccolta differenziata e produzione pro capite annua di rifiuto urbano residuo, anche in comparazione con gli enti che applicano sistemi di tariffazione presuntivi.

La rilevazione, accompagnata da un’accurata attività di verifica, è stata condotta dall’IFEL nel secondo semestre del 2020 coinvolgendo ARPA e Regioni, le Province Autonome di Bolzano e Trento, numerosi Enti d’Ambito nonché Comuni e soggetti gestori del servizio di igiene urbana.

Nel 2019 i comuni che applicano regimi di tariffazione puntuale sono 900 (105 in più rispetto all’anno precedente), con una popolazione complessiva di 6.647.142 abitanti, rispettivamente pari a quasi l’11,4% dei comuni e all’11,1% della popolazione nazionale. L’approccio “paga per quello che butti” (PAYT), su cui si basano i sistemi di tariffazione puntuale, si conferma particolarmente efficace per raggiungere gli obiettivi di economia circolare della UE: oltre 2/3 dei Comuni in TP (l’82,4% in termini di popolazione totale) raggiunge infatti una percentuale di raccolta differenziata superiore al 75%, mentre il 34% supera addirittura l’85% (36% in termini di popolazione); quasi il 73% dei Comuni (66% in termini di popolazione totale), inoltre, registra una produzione annua pro capite di rifiuto urbano residuo inferiore a 100 kg/abitante e meno del 9% dei comuni supera i 150 kg/abitanti annui.

A questo link, è possibile scaricare anche le slide di sintesi del Rapporto.