PNRR, ipotesi di rimodulazione dei fondi per i progetti su rifiuti e riciclo

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Trovare nelle pieghe del PNRR i fondi necessari a finanziare le proposte progettuali in materia di rifiuti ed economia circolare rimaste a secco di risorse per esaurimento dei plafond disponibili. Soprattutto quelle presentate dai comuni, per coprire le quali occorrerebbero almeno 3 miliardi di euro. Questa l’ipotesi che il Ministero dell’Ambiente potrebbe portare al tavolo del confronto con il governo sulle richieste di rimodulazione del Piano da avanzare a Bruxelles. “Nell’ambito delle interlocuzioni con il Ministero per le Politiche Europee, la nostra idea è quella di verificare se ci sono linee del PNRR che non hanno avuto grandissimo successo – ha detto Laura D’Aprile, capo dipartimento per lo sviluppo sostenibile del MASE, nel corso di un talk organizzato da Anci e Conai – i cui fondi possano essere destinati al finanziamento di un parco progetti che è stato già valutato e ritenuto idoneo“. In alternativa, aggiunge, potrebbe anche essere valutato l’utilizzo di risorse del fondo FSC o di altre risorse nazionali. “Ci lamentiamo sempre per il mancato utilizzo delle risorse per mancanza di progetti – dice – per una volta invece abbiamo i progetti ma non le risorse“.

I progetti considerati ammissibili ma non finanziati, in effetti, sono tantissimi. Nell’ambito del maxi investimento da 1,5 miliardi di euro dedicato a comuni ed enti d’ambito per il miglioramento della raccolta differenziata e la realizzazione di impianti di riciclo sono state finanziate oltre mille proposte, ha spiegato D’Aprile, che hanno esaurito tutto il plafond disponibile, ma i progetti valutati come finanziabili cubano più di 4 miliardi di euro. “Se avessimo a disposizione oggi altri 3 miliardi riusciremmo a esaurire la graduatoria”, ha chiarito. Nei giorni scorsi anche il vice ministro Vannia Gava aveva a sua volta sottolineato la necessità di reperire nuove risorse per finanziare alcune delle proposte rimaste fuori dai decreti di concessione dei contributi PNRR, soprattutto quelle presentate da Roma e Napoli, che potrebbero essere coperte in parte dai fondi del capitolo integrativo RePowerEU, da presentare alla Commissione europea entro fine aprile.

Se per la linea d’investimento pubblica il valore delle proposte entrate in graduatoria ha superato quasi di tre volte i fondi disponibili, per i ‘progetti faro’ di economia circolare presentati dalle imprese private, invece, le 192 proposte selezionate hanno impegnato solo 464 dei 600 milioni disponibili, ma una parte delle risorse non assegnata alle filiere dei raee, della carta e del tessile potrebbe essere spostata su quella della plastica, che ha invece registrato un boom di proposte dall’elevato valore economico e che è infatti l’unica per la quale non sia ancora stato emanato il decreto di concessione del finanziamento. “Abbiamo una necessità minimale di ulteriori risorse per circa 100 milioni di euro – chiarisce D’Aprile – che stiamo cercando di reperire nelle interlocuzioni con il Ministero per le Politiche Europee e il PNRR”.

(articolo pubblicato su Ricicla news)