Atersir pubblica il report sul Servizio idrico integrato 2012 – 2021

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I tantissimi dati riferiti al SII vengono schematizzati e analizzati attraverso “indicatori” del servizio dal 2012 al 2021; in particolare questi riguardano:

  • Infrastrutture del SII. Programmazione e livelli di realizzazione degli interventi;
  • Tariffa: costi e ricavi;
  • Tariffa all’utenza;
  • Indicatori e macro-indicatori di qualità contrattuale (Del. ARERA 655/2015);
  • Macro-indicatori di qualità tecnica (Del. ARERA 917/2017);
  • Altri dati – ambientali e fisici – sul servizio.

Il Rapporto illustra come si è evoluto il Servizio Idrico Integrato negli anni dal 2012 al 2021, periodo in cui la regolazione è passata ad ATERSIR sulla base della Legge Regionale istitutiva del 2011 e alla competente Autorità nazionale. Si tratta di una pubblicazione di settore focalizzata sugli investimenti e sugli interventi realizzati, sull’evoluzione del costo del servizio e delle tariffe, sugli indicatori di qualità tecnica e contrattuale stabiliti a livello omogeneo per tutto il paese dall’Autorità di Regolazione dell’Energia Reti e Ambiente (ARERA), e su altri indicatori di natura ambientale rappresentativi del servizio. Il report rappresenta una fonte di dati certa, autorevole e indipendente, sulla base dei quali ogni lettore potrà facilmente farsi un’idea compiuta di come sono stati regolati e gestiti i servizi di acquedotto, fognatura e depurazione nel nostro territorio regionale.

Alcuni elementi utili alla consultazione dei dati e informazioni presenti. Il contesto in cui è iniziata l’azione di regolazione è quello di un servizio idrico, attorno agli anni 2011-12, in situazione di forte instabilità che aveva determinato vari effetti negativi fra i quali la riduzione degli investimenti finanziati dalla tariffa. L’azione regolatoria affidata dal legislatore al sistema, costituito dall’Autorità nazionale (allora AEEG, trasformatasi successivamente in AEEGSI e recentemente in ARERA), e dagli Enti di governo dell’Ambito di livello territoriale, avevo come scopo quello di dare una forte spinta alla ripresa degli investimenti. La realizzazione di infrastrutture in questa regione non è mai stato abbandonato anche nelle fasi di maggiore transizione e incertezza, ma i rendiconti degli ultimi anni dimostrano la bontà dell’azione di regolazione, restituendo valori di investimento medi in Emilia-Romagna sempre superiori ai 50 euro per abitante all’anno, con un valore a scala regionale di oltre 273 milioni di euro nel 2020; si può quindi ritenere che questo obiettivo sia in larga parte conseguito, a fronte di incrementi delle tariffe risultati sempre abbastanza contenuti, sia in termini assoluti che in confronto con quelli di altri servizi. Un altro numero interessante  è quello che quantifica la cosiddetta RAB (Regulator Asset Base) pro capite ovvero il rapporto tra il valore netto degli investimenti del SII e il numero di abitanti residenti; un numero che detto in altri termini ci indica il valore del patrimonio di reti e impianti di acquedotto, fognatura e depurazione di cui è virtualmente proprietario ogni cittadino emiliano-romagnolo, pagato soprattutto con la sua tariffa: un valore molto significativo pari a oltre 570 euro ad abitante.

Per consultare il Report clicca qui