Il Milleproroghe è legge: le novità per gestione rifiuti, risorse idriche ed energia

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D.LGS TUTELA PENALE DELL’AMBIENTE

Nel corso della settimana sono proseguite le audizioni in Commissione Giustizia.

In particolare, Anci ha espresso apprezzamento per l’obiettivo di rafforzare la tutela penale dell’ambiente evidenziando al contempo le ricadute organizzative e finanziarie che il provvedimento comporta per i Comuni.

🔎 Principali proposte :
✅ Superamento della clausola di invarianza finanziaria con Fondo nazionale per controlli ambientali
✅ Protocolli e linee guida nazionali per il coordinamento tra forze di controllo e ARPA
✅ Misure dedicate ai piccoli Comuni
✅ Supporto tecnico-scientifico strutturato ai Comuni

🎯 Obiettivo : garantire una tutela ambientale più efficace assicurando sostenibilità organizzativa, chiarezza normativa e adeguate risorse per gli enti locali.

📄 Consulta e scarica il documento Anci : https://www.anci.it/audizione-anci-il-documento-decreto-legislativo-direttiva-ue-2024-1203-tutela-penale-ambiente/

Il comunicato


D.LGS BATTERIE E RIFIUTI BATTERIE

Regolamento batterie: due importanti novità normative 

Podcast Primo Firmatario


REGOLAMENTO UE MATERIE CRITICHE

La Commissione Industria e Agricoltura del Senato ha concluso il 24 febbraio l’esame, in sede consultiva, della proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (UE) 2024/1252 (COM (2025) 946 definitivo) e della Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni “Piano d’azione RESourceEU. Accelerare la strategia per le materie prime critiche per adattarsi a una realtà nuova” (COM (2025) 945 definitivo).   

Nell’ultima settimana, la Commissione Europea ha impresso una decisa accelerazione alla strategia per l’approvvigionamento sicuro e sostenibile di materie prime critiche. Sono stati infatti oggetto di esame in sede consultiva due documenti chiave che delineano la risposta di Bruxelles alle nuove sfide geopolitiche ed economiche: il Piano d’azione “RESourceEU” e la proposta di modifica del Regolamento (UE) 2024/1252 (Critical Raw Materials Act).

Il contesto: Verso l’autonomia strategica

L’attuale scenario internazionale impone all’Europa di ridurre le dipendenze da singoli fornitori extra-UE, garantendo al contempo le risorse necessarie per la transizione verde e digitale. In questo quadro, i nuovi documenti (COM(2025) 945 e 946) puntano a rafforzare la resilienza industriale del continente.

1. Piano d’azione RESourceEU (COM 2025/945)

La Comunicazione della Commissione introduce il piano RESourceEU, concepito per adattare la strategia europea a una “realtà nuova”. I pilastri principali includono:

  • Accelerazione dei progetti estrattivi e di riciclo: Procedure autorizzative più snelle per i progetti strategici.

  • Diplomazia delle risorse: Rafforzamento delle partnership con Paesi terzi affidabili per diversificare l’import.

  • Circolarità: Incentivi per il recupero di metalli e minerali dai rifiuti tecnologici (RAEE) e industriali, tema centrale per il settore delle utility.

2. Revisione del Regolamento CRM Act (COM 2025/946)

La proposta di modifica del Regolamento (UE) 2024/1252 mira ad aggiornare l’elenco e le modalità di gestione delle materie prime critiche. Tra le novità rilevanti:

  • Target di capacità più ambiziosi: Innalzamento delle quote di estrazione, trasformazione e riciclo da realizzare entro il 2030 all’interno dei confini UE.

  • Monitoraggio dei rischi: Nuovi obblighi di trasparenza per le grandi aziende sulle proprie catene di approvvigionamento.

In Italia, l’attenzione parlamentare sui temi delle materie prime critiche e del piano RESourceEU si sta concentrando principalmente sull’allineamento della normativa nazionale agli obiettivi europei, con un forte focus sulla semplificazione burocratica e sul ruolo dell’economia circolare.

Ecco un aggiornamento sullo stato dei lavori e sui principali fronti aperti in Parlamento:

1. Esame degli Atti UE (Fase Ascendente)

In linea con quanto discusso a Bruxelles nell’ultima settimana, le Commissioni competenti di Camera e Senato (in particolare la X Commissione Attività Produttive alla Camera e la 9ª Commissione Industria e Agricoltura al Senato) hanno avviato l’esame dei documenti COM(2025) 945 e 946.

  • L’obiettivo: Definire la posizione italiana da portare in sede di Consiglio UE. Il Parlamento sta spingendo affinché l’Italia sia riconosciuta come “hub del riciclo” europeo, valorizzando l’esperienza nazionale nel recupero dei metalli.

2. Il “Decreto Materie Prime Critiche” e le Semplificazioni

Il Governo e il Parlamento stanno lavorando al recepimento operativo del regolamento (UE) 2024/1252 attraverso provvedimenti normativi interni volti a:

  • Autorizzazioni Veloci: Ridurre drasticamente i tempi per l’apertura di nuovi siti estrattivi o impianti di riciclo strategici (il cosiddetto “fast-track” autorizzativo).

  • Punto Unico di Contatto: È in fase di rafforzamento il ruolo del MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) come interfaccia unica per i progetti strategici, per evitare la frammentazione tra enti locali e regionali.

3. Focus sull’Economia Circolare (RAEE e Rifiuti Industriali)

Durante il dibattito sul Decreto Milleproroghe (attualmente in fase di conversione) e nelle audizioni collegate alla transizione ecologica, è emersa la necessità di:

  • Potenziamento dei RAEE: Migliorare i tassi di raccolta dei rifiuti elettronici, dai quali l’Italia potrebbe estrarre una quota significativa di materie prime critiche (litio, cobalto, terre rare).

  • End of Waste: Il Parlamento sta discutere criteri “End of Waste” più fluidi per permettere alle utility di reimmettere rapidamente nel ciclo produttivo i materiali recuperati dai processi di trattamento rifiuti.

4. Il ruolo della ricerca e del Fondo Nazionale del Made in Italy

Si segnala inoltre l’attivazione di tavoli tecnici per convogliare parte delle risorse del Fondo Sovrano per il Made in Italy verso l’estrazione e la lavorazione di materie prime critiche in territorio nazionale, con l’obiettivo di sostenere le filiere industriali dell’automotive e delle energie rinnovabili.

Per il settore utilities, il punto di maggiore interesse nei lavori parlamentari attuali riguarda la revisione del Codice dell’Ambiente e le norme sulla semplificazione degli impianti di trattamento. Il Parlamento sembra orientato a favorire quegli operatori che integrano la gestione dei rifiuti con il recupero di materiali ad alto valore tecnologico, un settore dove le utility emiliano-romagnole vantano già eccellenze operative.


Foto tratta dall’archivio fotografico RER.

DECRETO ENERGIA

La Commissione Attività produttive della Camera ha iniziato il 24 febbraio l’esame del ddl di conversione in legge del decreto-legge 20 febbraio 2026, n. 21, recante misure urgenti per la riduzione del costo dell’energia elettrica e del gas in favore delle famiglie e delle imprese, per la competitività delle imprese e per la decarbonizzazione delle industrie, nonchè disposizioni urgenti in materia di risoluzione della saturazione virtuale delle reti elettriche e di integrazione dei centri di elaborazione dati nel sistema elettrico (AC.2809) (scade il 21 aprile).  

Il calendario d’esame è serrato vista la scadenza del termine costituzionale fissata al 21 aprile 2026. Previsto inoltre un ciclo di audizioni.

Il provvedimento è di estremo interesse per le associate di Confservizi Emilia-Romagna, poiché interviene direttamente sulla struttura dei costi energetici e sull’efficienza delle reti. Ecco i principali aggiornamenti dai lavori parlamentari:

1. Riduzione del costo dell’energia e del gas

Il dibattito in Commissione si sta concentrando sulla proroga e il rafforzamento delle misure per le famiglie vulnerabili e le imprese energivore.

  • Focus Imprese: Si discute l’estensione dei crediti d’imposta per l’acquisto di energia elettrica e gas, con una particolare attenzione alla competitività delle PMI colpite dalla volatilità dei prezzi.

  • Decarbonizzazione: Il decreto prevede incentivi per l’elettrificazione dei processi industriali. Alcuni emendamenti mirano a semplificare l’accesso a questi fondi per le imprese che operano nei distretti industriali (molto rilevanti in Emilia-Romagna).

2. Risoluzione della “Saturazione Virtuale” delle reti

Questo è uno dei punti tecnicamente più rilevanti del decreto. La norma mira a sbloccare la capacità di rete occupata da progetti che non vengono poi realizzati (il cosiddetto “capacity hoarding”).

  • Stato del dibattito: Il Parlamento sta valutando criteri più stringenti per la decadenza delle prenotazioni di capacità di rete non utilizzate. L’obiettivo è liberare spazio per nuovi impianti di energia rinnovabile pronti a partire.

  • Ruolo dei distributori: Si discute il rafforzamento dei poteri di monitoraggio in capo ai gestori delle reti di distribuzione (molti dei quali vostri soci) per segnalare tempestivamente le anomalie nella saturazione delle reti.

3. Integrazione dei Data Center (CED) nel sistema elettrico

Data la crescita esponenziale dei Centri di Elaborazione Dati (fondamentali per l’AI e il cloud), il decreto introduce norme per gestire il loro enorme carico energetico.

  • Aggiornamento: Le Commissioni stanno esaminando emendamenti che prevedono l’obbligo per i nuovi grandi Data Center di contribuire alla stabilità della rete attraverso servizi di flessibilità (demand-response) o l’installazione di impianti di autoproduzione da fonti rinnovabili.

  • Recupero calore: Una proposta emendativa interessante per le utility riguarda l’obbligo di valutare il recupero del calore di scarto dei CED per alimentare reti di teleriscaldamento urbano.

4. Semplificazioni per la decarbonizzazione

Il decreto contiene diverse norme di semplificazione amministrativa per l’installazione di impianti di cattura della CO2 e per l’idrogeno.

  • Iter parlamentare: Si sta lavorando per uniformare le procedure autorizzative a livello nazionale, riducendo i tempi di risposta delle amministrazioni regionali, tema sempre critico per la programmazione degli investimenti delle utility.

  • Il testo è atteso in Aula alla Camera per il 24 marzo, per poi passare al Senato in tempi rapidi per la conversione definitiva entro il 21 aprile.

Per approfondire:

Servizio Studi di Camera e Senato – Misure urgenti di agevolazione tariffaria per la fornitura di energia elettrica e gas, riduzione delle bollette per famiglie e imprese, per la competitività delle imprese e la decarbonizzazione delle industrie – D.L. 21

Dossier – Schede di lettura – 23 febbraio 2026

Decreto bollette. Ecco che cosa prevede. Tutti i commenti | e-gazette

Critiche ed elogi al decreto Bollette – Startmag

Dl Energia, con l’aumento dell’Irap 431 mln nel 2026 – PublicPolicy


DECRETO MILLEPROROGHE

Con 154 voti favorevoli, 64 contrari e 4 astenuti, l’Aula della Camera ha approvato il 23 febbraio, in prima lettura, il ddl di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200, recante disposizioni urgenti in materia di termini normativi (C. 2753-A) (scade il 1°marzo), sul quale il Governo aveva posto la questione di fiducia (fiducia rinnovata con 177 voti favorevoli, 93 contrari e 3 astenuti).

Prima della votazione finale la sottosegretaria per i rapporti con il Parlamento Matilde Siracusano e la sottosegretaria per l’economia e le finanze Lucia Albano hanno accolto alcuni dei 130 ordini del giorno presentati. 

Il provvedimento è stato trasmesso al Senato (AS. 1812) per la seconda e definitiva lettura. Un’esame che si è concluso nel giro di ventiquattr’ore con il voto di fiducia.

Per le associate di Confservizi Emilia-Romagna, il provvedimento contiene risposte cruciali per la continuità operativa dei servizi pubblici locali, con diverse proroghe che incidono sulla gestione dei rifiuti, delle risorse idriche e dell’energia.

Ecco i punti di maggiore interesse emersi dal testo approvato e dai lavori parlamentari:

1. Risorse Idriche e contrasto alla Siccità

Uno dei temi più caldi riguarda la gestione dell’acqua.

  • Riuso Acque Reflue: È stata confermata la proroga al 31 dicembre 2026 delle procedure semplificate per il riutilizzo delle acque reflue depurate a scopi irrigui. Questo permette ai gestori del servizio idrico integrato di continuare a fornire una risorsa preziosa al settore agricolo in deroga ai limiti ordinari più stringenti, in attesa del pieno adeguamento tecnologico degli impianti.

  • Commissari Straordinari: Prorogate le strutture commissariali per gli interventi urgenti contro la scarsità idrica, garantendo la continuità dei finanziamenti per le infrastrutture di accumulo e adduzione.

2. Gestione Rifiuti e Tracciabilità (RENRI)

Il passaggio al nuovo sistema di tracciabilità digitale è un dossier monitorato da vicino dalle utility.

  • Moratoria Sanzioni: Sebbene il registro (RENRI) entri a regime, il dibattito parlamentare ha portato a un orientamento di morbidezza sanzionatoria per tutto il 2026 per le imprese che dimostrino di aver avviato le procedure di interoperabilità, dando ossigeno ai gestori impegnati nell’aggiornamento dei software.

  • Siti Orfani (PNRR): Prorogati i termini per l’impegno delle risorse destinate alla bonifica dei siti contaminati. Per i Comuni e le aziende del territorio, questo significa evitare il definanziamento di interventi complessi rallentati dall’aumento dei costi dei materiali.

3. Servizi Pubblici Locali e Personale

  • Assunzioni PNRR: Confermata la possibilità per gli Enti Locali e le società in house di prorogare i contratti a tempo determinato del personale tecnico e amministrativo dedicato ai progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Questa misura è vitale per non perdere le competenze tecniche acquisite negli ultimi due anni proprio nel picco della fase realizzativa dei cantieri.

  • Segretari Comunali: Ulteriori deroghe per agevolare la copertura dei posti di segreteria nei piccoli Comuni, spesso soci delle utility locali.

4. Energia e Ambiente

  • Qualità dell’Aria: Prorogati i termini per l’adeguamento di alcuni impianti termici civili alle nuove soglie di emissione previste dai piani regionali, facilitando la programmazione degli interventi di sostituzione delle caldaie centralizzate.

  • Teleriscaldamento: Inserite misure di flessibilità temporale per l’accesso ad alcune agevolazioni legate all’efficientamento delle reti di calore.

5. Edilizia e Territorio

  • Bonus Verde: È stata confermata la proroga della detrazione del 36% per la sistemazione a verde di aree private, misura che sostiene indirettamente le aziende del settore che si occupano di manutenzione del paesaggio e gestione forestale urbana.

Per approfondire

Lavoro, fisco, sanità e multe: tutte le novità del Milleproroghe – Policy Maker 

Schede Ali Autonomie

Nota sintetica ANCI

Milleproroghe, via libera della Camera agli emendamenti sul formulario rifiuti 

Podcast Primo Firmatario (dal minuto 6)


DECRETO  PNRR

La Commissione Bilancio della Camera ha iniziato il 25 febbraio l’esame del ddl di conversione in legge del decreto-legge 19 febbraio 2026, n. 19, recante ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e in materia di politiche di coesione (AC.2807) (scade il 20 aprile).  Previsto ciclo di audizioni.

 Il provvedimento introduce misure straordinarie per garantire la messa a terra finale dei progetti PNRR entro la scadenza del 2026 e ridefinisce la governance delle politiche di coesione.

Con la scadenza fissata al 20 aprile 2026, ecco i principali pilastri del dibattito parlamentare di interesse per il settore delle utility e dei servizi pubblici locali:

1. Semplificazione procedurale e accelerazione (Target 2026)

Il cuore del decreto è il rafforzamento dei poteri sostitutivi e delle procedure di “fast-track” per i progetti che mostrano ritardi rispetto ai cronoprogrammi originali.

  • Poteri commissariali: Si discute l’estensione delle funzioni dei Commissari straordinari per velocizzare gli interventi sulle infrastrutture idriche e sui nuovi impianti di gestione rifiuti finanziati dal PNRR.

  • Silenzio-assenso rafforzato: Il decreto mira a rendere ancora più stringenti i termini per l’acquisizione di pareri e nulla osta, riducendo il rischio che colli di bottiglia burocratici portino al definanziamento delle opere.

2. Risorse per il settore Idrico e Ambiente

In sede di esame parlamentare, l’attenzione è rivolta alla gestione delle economie derivanti dai bandi già conclusi.

  • Riprogrammazione fondi: Il DDL prevede la possibilità di riutilizzare i ribassi d’asta e le somme non impegnate per coprire l’extra-costo dei materiali, un tema vitale per le utility che stanno gestendo cantieri complessi (es. distrettualizzazione delle reti idriche o impianti di trattamento fanghi).

  • Economia Circolare: Sono previste norme per semplificare l’interconnessione tra le politiche di coesione (Fondi FESR) e i progetti PNRR nel settore dei rifiuti, per garantire una copertura finanziaria omogenea su tutto il territorio.

3. Rafforzamento della capacità amministrativa

  • Personale tecnico: Il decreto autorizza nuove modalità per il mantenimento in servizio o la contrattualizzazione di esperti tecnici presso gli Enti Locali e le società in house. Per le associate Confservizi, questo significa poter contare su figure chiave (Project Manager, esperti di rendicontazione) fino al completamento dei rendiconti finali del PNRR.

  • Assistenza tecnica: Viene potenziato il ruolo di supporto di Cassa Depositi e Prestiti e di altre strutture centrali per affiancare i soggetti attuatori nelle fasi più critiche di collaudo e chiusura lavori.

4. Transizione Energetica e Politiche di Coesione

Il decreto opera una forte integrazione tra i fondi PNRR e i Fondi di Sviluppo e Coesione (FSC).

  • Investimenti territoriali: Si punta a finanziare con i fondi di coesione quegli interventi “complementari” al PNRR che non potrebbero essere ultimati entro il 2026, garantendo così una visione di lungo periodo per lo sviluppo delle reti energetiche locali.

  • Digitalizzazione PA: Ulteriori fondi per la digitalizzazione dei rapporti tra cittadini/imprese e gestori di servizi pubblici, nell’ottica di una piena interoperabilità delle banche dati.

Punti critici nel dibattito in Commissione

Molti emendamenti in fase di presentazione riguardano la richiesta degli Enti Locali di allentare i vincoli di spesa per le manutenzioni ordinarie collegate ai grandi investimenti PNRR e la necessità di criteri più chiari per la gestione delle varianti in corso d’opera dettate da esigenze tecniche impreviste.

Per approfondire

DL PNRR: quali impatti sulle FER? – Powerzine 


 LE ALTRE NOTIZIE

DDL DATA CENTER

 L’Aula della Camera ha approvato all’unanimità (243 i sì, nessun voto contrario e sei astenuti), la proposta di legge in un testo unificato ‘Delega al Governo per la disciplina, la realizzazione e lo sviluppo dei centri di elaborazione dati’. Il testo passa ora all’esame del Senato. Il provvedimento, di quattro articoli, delega il Governo ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi, per la disciplina dei centri di elaborazione dati, per il coordinamento delle procedure per la loro realizzazione e organizzazione. Nella nuova disciplina viene posta attenzione, in un’ottica di crescita del settore dei ‘data center, e di attrattività degli investimenti, alle semplificazioni amministrativa, e al consumo del suolo ed energetico.


DAL GOVERNO

Meloni lancia l’offensiva in Ue contro gli Ets

Dall’Ue dovranno arrivare “risposte concrete” sui prezzi dell’energia già al vertice dei leader di marzo. La premier Giorgia Meloni lancia la sfida all’Europa, mentre da Bruxelles il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha chiesto lo stop temporaneo del sistema Ue di scambio delle quote di emissione (Ets), ritenuto un fattore che incide in modo significativo sui costi a carico delle imprese. “L’impegno che ci siamo assunti è costruire risposte concrete già a marzo, perché non possiamo chiedere alle nostre imprese di competere sui mercati globali se strutturalmente pagano l’energia più dei loro competitor”, ha ammonito Meloni da Palazzo Chigi, al fianco del presidente di Cipro Nikos Christodoulides alla guida semestrale dell’Ue. Nella visione del Governo, sarà necessario mettere mano al mercato che obbliga centrali elettriche e grandi industrie energivore a comprare quote di CO2 quando inquinano. 

Ma la partita si annuncia tutta in salita: i Paesi nordici sono pronti a fare muro in difesa del meccanismo verde, mentre Parigi resta fredda all’ipotesi di sospenderlo. Dopo l’intervento nazionale inserito nel decreto Bollette, l’Italia attende un’azione europea. La Commissione Ue dovrebbe mettere in pausa il mercato Ets, ha incalzato Urso, bollandolo come una “tassa a carico delle imprese europee, che incide sui costi e ne limita la competitività”, una richiesta discussa con gli omologhi dei Paesi “Amici dell’industria”, tra cui Francia, Germania, Spagna, Polonia e Repubblica Ceca, per coordinare una posizione comune. Con Parigi, Berlino e Varsavia la convergenza sulla necessità di una riforma del mercato europeo del carbonio è ampia, anche se finora soltanto Roma si è spinta a chiederne la sospensione. “Dobbiamo riformare l’Ets rapidamente”, ha incalzato la tedesca Katherina Reiche, mentre la Polonia spinge per congelare la graduale eliminazione delle quote gratuite. 

Più reticente invece Parigi, che per bocca del ministro Sébastien Martin ha invitato alla prudenza, pur nella convinzione che il sistema abbia “diversi punti che meritano di essere ridiscussi”. La revisione non è comunque attesa prima di luglio, ma la pressione si è fatta sempre più alta, tra chi chiede un intervento sul prezzo dell’Ets e chi, come l’Italia, propone una pausa dell’intero meccanismo. Sul tavolo, in ogni caso, c’è il capitolo più sensibile: la progressiva eliminazione delle quote gratuite di CO2 prevista entro il 2034, fronte su cui Urso ha sollecitato una revisione dei parametri di riferimento delle emissioni e dei criteri di assegnazione, incluso il rinvio della graduale eliminazione delle quote gratuite. La proposta di congelare il mercato, nella lettura filtrata a Bruxelles, accelererà il dibattito sulla riforma, con il primo grande appuntamento per discuterne al vertice Ue del 18-19 marzo (Nomos)

Rassegna parlamentare a cura di MF