PDL CONSORZI DI BONIFICA
La Commissione Ambiente della Camera ha proseguito l’8 luglio l’esame della proposta di legge recante modifica al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in materia di consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue (AC. 2708 CNEL).
I contenuti principali della proposta
Il cuore della riforma è rappresentato dall’introduzione nel Codice dell’Ambiente di un nuovo articolo 62-bis, che consentirebbe a Regioni, Province autonome ed enti locali di stipulare convenzioni con i consorzi di bonifica e di miglioramento fondiario, d’intesa con l’Autorità di bacino distrettuale competente.
Le convenzioni potrebbero riguardare:
- la vigilanza, la manutenzione ordinaria e straordinaria dei corsi d’acqua;
- il controllo e la gestione delle acque e delle opere idrauliche;
- la realizzazione di nuove opere idrauliche;
- attività finalizzate ad aumentare la sicurezza del territorio e a migliorare l’integrazione tra la gestione del reticolo idrografico principale e quello minore.
L’obiettivo dichiarato è quello di rendere più efficace la prevenzione del dissesto idrogeologico, facendo leva sulla presenza capillare, sulle competenze tecniche e sull’esperienza maturata dai consorzi nella manutenzione di canali, argini e infrastrutture idrauliche. La proposta si inserisce inoltre nel quadro delle strategie di adattamento ai cambiamenti climatici, caratterizzate da fenomeni sempre più frequenti di siccità e di eventi meteorologici estremi.
A che punto è l’iter parlamentare
La proposta di legge è stata presentata dal CNEL il 19 novembre 2025 ed è stata assegnata alla VIII Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera in sede referente il 3 dicembre 2025. Relatore del provvedimento è l’on. Francesco Battistoni (FI-PPE). [documenti.camera.it], [senato.it]
L’esame in Commissione è iniziato il 28 gennaio 2026. Successivamente è stato svolto un ampio ciclo di audizioni che ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Utilitalia, ANEA, Coldiretti, Confagricoltura, CIA, ANCI, Legambiente, diversi consorzi di bonifica e le Autorità di bacino distrettuali.
Ad oggi il provvedimento si trova ancora nella fase di esame referente presso la Commissione Ambiente della Camera e non è ancora approdato all’Aula di Montecitorio.
Le decisioni della Commissione Ambiente dell’8 luglio
Nella seduta dell’8 luglio, la VIII Commissione ha concluso una fase istruttoria particolarmente intensa, seguita alle numerose audizioni svolte nei mesi precedenti. La Commissione ha deciso di proseguire l’esame del provvedimento sulla base degli approfondimenti acquisiti e della documentazione trasmessa dai soggetti auditi, rinviando il seguito dell’esame per consentire la definizione del testo e l’eventuale presentazione delle proposte emendative. Il disegno di legge resta pertanto all’attenzione della Commissione in vista delle successive determinazioni sul testo.
L’orientamento emerso nel corso dell’istruttoria è quello di rafforzare il coordinamento tra autorità pubbliche e sistema dei consorzi di bonifica, riconoscendo a questi ultimi un ruolo più incisivo nella manutenzione territoriale e nella gestione sostenibile delle risorse idriche, temi considerati sempre più strategici alla luce delle criticità climatiche che interessano il Paese.
AUDIZIONI
Utilitalia è intervenuta in audizione presso la Commissione Ambiente della Camera dei deputati sul tema della disciplina della finanza di progetto. La recente sentenza della Corte di Giustizia europea impone un adeguamento delle norme italiane sul project financing, in particolare sul diritto di prelazione. Sono quattro le principali direttrici di riforma indicate dalla Federazione:
1️⃣Più trasparenza e pubblicità fin dall’inizio
2️⃣Criteri di valutazione chiari e oggettivi
3️⃣ Imparzialità assoluta
4️⃣Incentivi alternativi alla prelazione Nell’ottica della Federazione, il vero equilibrio non è tra concorrenza e project financing, ma tra tutela del mercato e capacità di attrarre capitali privati a beneficio della collettività.
REGOLAMENTO UE VELOCIZZAZIONE VALUTAZIONI AMBIENTALI
La Commissione Politiche dell’UE del Senato ha ascoltato il 7 luglio le comunicazioni del relatore Marco Scurria (FdI) sulla risposta della Commissione UE alla risoluzione (Doc. XVIII-bis n. 34) approvata dalla Commissione il 15 aprile scorso sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio per sveltire le valutazioni ambientali (COM (2025) 984 definitivo).
Che cosa prevede la proposta europea
Presentata dalla Commissione europea il 10 dicembre 2025, la proposta di regolamento punta a ridurre tempi, complessità amministrative e incertezze procedurali nelle valutazioni ambientali che precedono la realizzazione di opere e investimenti. L’obiettivo è accelerare i procedimenti autorizzativi senza abbassare gli standard di tutela dell’ambiente e della salute umana.
Il testo introduce un quadro procedurale comune valido per tutti i settori economici, con l’intento di garantire maggiore uniformità tra gli Stati membri e maggiore certezza giuridica per amministrazioni e operatori economici. La proposta è inoltre collegata alla strategia europea per la competitività e la sicurezza degli approvvigionamenti, nonché agli obiettivi della transizione energetica e climatica.
Particolare attenzione viene riservata ai cosiddetti settori strategici, tra cui energie rinnovabili, reti elettriche, sistemi di accumulo, infrastrutture di ricarica, data center, impianti industriali per la decarbonizzazione, economia circolare e infrastrutture portuali. Per tali ambiti il regolamento prevede procedure ulteriormente semplificate e accelerate.
Le osservazioni del Senato
Nella risoluzione approvata il 15 aprile, la Commissione Politiche UE del Senato ha ritenuto che la proposta fosse conforme al principio di sussidiarietà, ma ha formulato alcune osservazioni sul piano della proporzionalità. In particolare, è stata espressa perplessità sulla scelta dello strumento del regolamento, ritenuto potenzialmente troppo rigido rispetto alle diverse realtà nazionali e alle specificità dei sistemi autorizzativi degli Stati membri.
La risposta della Commissione europea
Secondo quanto illustrato dal relatore Scurria, la Commissione europea ha accolto con interesse le osservazioni formulate dal Senato italiano, ribadendo tuttavia le ragioni che hanno portato alla scelta del regolamento. Bruxelles ritiene infatti necessario un quadro normativo direttamente applicabile e uniforme per evitare differenze procedurali tra gli Stati membri che potrebbero rallentare gli investimenti strategici e compromettere gli obiettivi di competitività dell’Unione.
La Commissione ha inoltre confermato che la finalità dell’iniziativa non è quella di ridurre le garanzie ambientali, ma di rendere le procedure più efficienti attraverso il coordinamento delle valutazioni, la semplificazione degli adempimenti e la riduzione delle duplicazioni amministrative. il confronto resta aperto sul punto centrale della riforma: coniugare la rapidità delle autorizzazioni con il mantenimento di elevati livelli di tutela ambientale.
IA: CONCLUSI LAVORI COMMISSIONE SU APPLICAZIONE PER AFFARI REGIONALI
GRANDE SODDISFAZIONE CALDEROLI, PUNTO FERMO RESTA ‘RISERVA DI UMANITà‘ (DIRE) Roma, 9 lug. – Sono terminati i lavori della Commissione di studio sull’applicazione dell’Intelligenza Artificiale (IA) alle attività di competenza del Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, che ha ricevuto nei giorni scorsi la relazione conclusiva. “La Commissione, in pochi mesi e a titolo gratuito, ha svolto un lavoro mirato mettendo a confronto gli indiscussi vantaggi e le non poche insidie del ricorso all’IA per le applicazioni nelle concrete attività relative agli Affari Regionali, a partire dall’esame delle leggi regionali e dalla elaborazione degli atti normativi”, segnala una nota. Calderoli ha espresso “grande soddisfazione” e “ha ringraziato tutti i componenti, a partire dal presidente Mario Torsello e dalla professoressa Paola Velardi, che sono stati i veri e propri motori della Commissione”. Dalla relazione, sottolinea il ministro, “emerge il punto fermo della cosiddetta ‘riserva di umanità’, ovvero la necessità di una supervisione umana sugli esiti del ricorso alla IA. E’ stato fatto un grande lavoro che approfondisce il tema e fornisce indicazioni operative concrete, chiare ma soprattutto efficaci in merito alle attività di maggior interesse per gli Affari regionali nel dialogo tra Governo e autonomie. La Commissione ha svolto inoltre una sperimentazione preliminare, tracciando un piano di azione a medio termine e suggerendo un monitoraggio costante sul seguito applicativo, mettendo in pratica le riflessioni elaborate. Da parte mia, ritengo questi esiti una significativa fonte di conoscenza e di suggerimenti operativi, di cui potranno avvalersi sia il Governo sia il sistema delle autonomie. Sono risultati preziosi che condividerò pubblicamente sul sito degli Affari regionali e trasmetterò sia alla Presidenza del Consiglio che alle Regioni e agli Enti locali, come risorsa più che utile per un seguito operativo in merito” conclude Calderoli.
DAL GOVERNO
CLIMA. COMITATO EU ETS, OK PROVVISORIO QUOTE GRATUITE 2026-2030
PICHETTO: RAFFORZARE EFFICACIA AMBIENTALE SISTEMA (DIRE) Roma, 8 lug. – Il Comitato nazionale ETS ha definito le assegnazioni preliminari delle quote di emissione a titolo gratuito per gli impianti che rientrano nel sistema europeo di scambio delle quote di emissione (EU ETS) per il periodo 2026-2030. Il provvedimento della struttura tecnica, incardinata presso il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, recepisce gli aggiornamenti della Commissione europea, che ha revisionato i valori dei parametri di riferimento utilizzati per il calcolo delle assegnazioni gratuite. Nei prossimi giorni la stessa Commissione procederà all’esame delle notifiche trasmesse dagli Stati membri e adotterà i provvedimenti necessari per le assegnazioni definitive. Il rilascio delle quote gratuite sui conti degli operatori nel Registro dell’Unione è pertanto previsto non prima dell’inizio del mese di agosto 2026. Il meccanismo di assegnazione gratuita delle quote accompagna il percorso di decarbonizzazione dell’industria europea, sostenendo la competitività dei settori maggiormente esposti al rischio di rilocalizzazione delle emissioni e favorendo una transizione equa verso la neutralità climatica. La pubblicazione del nuovo Regolamento si inserisce in una fase particolarmente significativa per l’evoluzione del sistema EU ETS. Il prossimo 17 luglio la Commissione europea presenterà infatti la proposta di revisione della direttiva ETS , dando avvio al confronto tra Parlamento europeo e Consiglio sulle future regole del mercato del carbonio. All’interno della proposta di revisione della direttiva ETS vi sarà anche una proposta di revisione del calcolo dei benchmark con cui si allocano le quote gratuite che seguirà una corsia più rapida del più ampio processo di revisione e che una volta approvata avrà efficacia retroattiva dal 1° gennaio 2026. “Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica- ha spiegato il ministro Gilberto Pichetto- continuerà a seguire con particolare attenzione il negoziato europeo, contribuendo al confronto istituzionale per rafforzare l’efficacia del meccanismo EU ETS: occorre assicurare maggiore stabilità, prevedibilità e competitività al sistema produttivo nazionale, nel quadro degli obiettivi climatici continentali”.
CONFERENZA UNIFICATA
Via libera al Modello Unico per semplificare gli impianti da fonti rinnovabili
Le semplificazioni per gli impianti da fonti rinnovabili e le politiche per l’inclusione delle persone con disabilità sono stati tra i temi principali affrontati nel corso della Conferenza Unificata del 7 luglio, a cui ha partecipato il vicepresidente di Anci Roberto Pella.
Sul fronte della transizione energetica, l’Anci ha espresso intesa sullo schema di decreto del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica che adotta il “Modello Unico” per la trasmissione delle informazioni relative agli impianti da fonti rinnovabili in regime di attività libera, parte della milestone PNRR.
Nel dare il parere favorevole, l’Associazione ha apprezzato il recepimento di diverse osservazioni tecniche, tra cui la definizione di un regime transitorio per gli impianti già in esercizio e il chiarimento sul coordinamento tra le diverse parti del Modello. Tuttavia, l’Anci ha formulato specifiche raccomandazioni, sottolineando l’esigenza – da un lato – di non introdurre incombenze per la filiera e i cittadini, non previste dalla semplificazione del regime di attività libera e a regime prevedere comunicazione e piena interoperabilità tra la SUER e altre piattaforme esistenti come quella del GSE, dall’altro di garantire ai Comuni l’effettiva disponibilità di informazioni aggiornate e sistematiche sulle installazioni realizzate sul proprio territorio, necessarie per le funzioni di pianificazione energetica e monitoraggio. Particolare attenzione è stata rivolta agli impianti agrivoltaici: data la competenza comunale nelle verifiche sul mantenimento dei requisiti agricoli, l’Anci ha richiesto modalità idonee a garantire agli enti locali l’accesso alla documentazione tecnica necessaria per l’esercizio delle attività di controllo. Il Ministero ha confermato la disponibilità ad avviare un tavolo di confronto dedicato per lo sviluppo delle funzionalità della piattaforma SUER. (Anci).
Rassegna parlamentare a cura di MF
