Decreto prezzi carburanti e attività energetiche: tutte le novità

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D.L. AMBIENTE

Audizione di Anci

“I Comuni sono chiamati sempre più spesso a fronteggiare gli effetti dei fenomeni climatici estremi, ma alle responsabilità devono corrispondere risorse adeguate, professionalità e procedure che consentano di intervenire in tempi certi”. Lo ha sottolineato Giuseppe Sacco, sindaco di Roccasecca e delegato Anci all’Ambiente e Territorio, intervenendo oggi, 27 ottobre 2026, in audizione davanti alla Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera sul decreto-legge n. 177 del 2026.
L’Associazione valuta positivamente gli obiettivi del provvedimento, che interviene sulle criticità ambientali e climatiche, sul dissesto idrogeologico, sulle bonifiche e sull’economia circolare, chiedendo però di rafforzare le disposizioni che incidono direttamente sull’azione dei Comuni.
Un primo punto riguarda il Fondo per la gestione degli eventi imprevedibili correlati all’ambiente e al clima. ”La previsione del Fondo è importante, – ha evidenziato Sacco – ma la dotazione appare insufficiente rispetto alle necessità dei Comuni e delle Città metropolitane. Occorre inoltre evitare che tempi amministrativi troppo rigidi finiscano per determinare la revoca di risorse destinate a interventi necessari”. Anci propone quindi di legare l’eventuale revoca al mancato avvio della procedura di gara entro 180 giorni, anziché alla mancata assunzione di un’obbligazione giuridicamente vincolante.
L’Associazione chiede inoltre che i Comuni siano coinvolti nella definizione delle modalità di attuazione del Fondo, attraverso un’intesa in Conferenza Stato-Città, e che tra gli interventi finanziabili vengano indicate espressamente le misure di adattamento climatico urbano: mitigazione delle isole di calore, raffrescamento degli spazi pubblici, infrastrutture verdi e blu e soluzioni basate sulla natura.
“La messa a dimora di nuove alberature, la forestazione urbana e la rinaturalizzazione sono strumenti ormai indispensabili per rendere le nostre città più resilienti. Il problema – ha aggiunto il sindaco –  è che spesso anche interventi di interesse pubblico vengono rallentati da procedure complesse. Serve un quadro più uniforme, capace di tenere insieme tutela del paesaggio e possibilità per i Comuni di agire”.
Da qui la proposta Anci di semplificare i procedimenti per gli interventi comunali conformi alle prescrizioni paesaggistiche, favorendo indirizzi nazionali comuni e un coordinamento preventivo tra Comuni, Soprintendenze e Regioni.
Nel corso dell’audizione Anci ha richiamato anche le disposizioni sull’economia circolare e sui sistemi di responsabilità estesa del produttore (EPR), valutando positivamente il rafforzamento delle regole di trasparenza e prevenzione dei conflitti di interesse, ma chiedendo maggiori garanzie anche sulle decisioni che incidono direttamente sui corrispettivi riconosciuti ai Comuni e ai gestori.
“Le nostre proposte – ha concluso Sacco – puntano a un obiettivo semplice: trasformare più rapidamente le risorse disponibili in interventi concreti per la sicurezza, la qualità ambientale e la vivibilità dei territori”.

SCARICA IL DOCUMENTO E GLI EMENDAMENTI PRESENTATI


DDL CONCORRENZA

La Commissione Attività produttive della Camera ha iniziato il 27 ottobre l’esame del ddl recante legge annuale per il mercato e la concorrenza 2026 (AC. 3120 Governo) (collegato alla manovra di finanza pubblica). Previsto un ciclo di audizioni.. Per i contenuti del provvedimento, si rimanda alla newsletter della scorsa settimana.


DL PREZZI CARBURANTI E ATTIVITA’ ENERGETICHE

Le Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera hanno proseguito il 27 ottobre l’esame del disegno di legge di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 10 settembre 2026, n. 157, recante disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi al protrarsi della nuova crisi dei mercati internazionali e di infrastrutture e attività energetiche strategiche (AC. 3148, approvato dal Senato) (scade il 9 novembre).

Le principali disposizioni

1. Riduzione temporanea delle accise sul gasolio Il decreto interviene sul livello delle accise applicate al gasolio utilizzato come carburante, riducendone temporaneamente l’aliquota per contenere gli effetti dell’impennata dei prezzi petroliferi conseguente alla crisi internazionale. La misura è estesa anche ai carburanti rinnovabili assimilati (HVO e biodiesel) che rispettano specifici requisiti europei.

2. Proroga delle misure di sostegno all’autotrasporto Viene inoltre esteso fino a settembre 2026 il periodo di applicazione di alcune misure già previste a favore del settore dell’autotrasporto, particolarmente esposto all’aumento dei costi dei carburanti.

3. Accelerazione dei procedimenti per infrastrutture energetiche strategiche La parte più rilevante per il settore energetico riguarda le procedure autorizzative relative ad attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e ad altre infrastrutture energetiche considerate strategiche. Il decreto introduce meccanismi sostitutivi e termini più stringenti nei casi in cui le Regioni non esprimano nei tempi previsti l’intesa richiesta, con l’obiettivo di ridurre i ritardi autorizzativi e garantire una maggiore rapidità nella realizzazione degli interventi.

Profili di interesse per le aziende associate a Confservizi Emilia-Romagna

Per le utilities associate a Confservizi Emilia-Romagna emergono alcuni elementi di particolare rilievo:

  • Maggiore sicurezza degli approvvigionamenti energetici, grazie all’accelerazione degli iter relativi a infrastrutture considerate strategiche per il sistema energetico nazionale.
  • Possibili ricadute positive sui costi operativi della logistica e dei trasporti, conseguenti alle misure di riduzione delle accise e al sostegno al settore dell’autotrasporto.
  • Ulteriore centralità delle procedure autorizzative energetiche, con un rafforzamento dei poteri statali nei casi di ritardo nell’espressione delle intese regionali, tema che interessa direttamente i soggetti impegnati nello sviluppo di impianti e reti energetiche.
  • Attenzione ai possibili impatti territoriali e ambientali delle nuove procedure accelerate, che potrebbero interessare anche gli enti locali e i gestori dei servizi pubblici coinvolti nei processi di pianificazione energetica.

Per approfondire

Decreto aiuti e carburanti: tutte le misure per fermare le proteste – Policy Maker


AUDIZIONI

NUCLEARE. ISIN PORTA A COMMISSIONE ECOMAFIE REPORT RIFIUTI RADIOATTIVI

34.600 MC SU 62 DEPOSITI TEMPORANEI, DATI FONDAMENTALI PER FARE QUADRO (DIRE) Roma, 29 ott. – Il punto sulla gestione dei rifiuti radioattivi in Italia, illustrando i dati disponibili, gli strumenti di tracciabilità e le attività di vigilanza. È stato questo il tema dell’audizione dei rappresentanti dell’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN), questa mattina a Palazzo San Macuto, davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari. “L’audizione ha consentito di approfondire alcuni aspetti centrali del sistema nazionale che gestisce nei suoi vari aspetti i rifiuti radioattivi, partendo dallo stato dell’arte- spiega una nota- fino ad arrivare alle prospettive di realizzazione del Deposito nazionale e del Parco tecnologico, ed agli scenari connessi con i rifiuti inviati all’estero per il riprocessamento”. I numeri illustrati nel corso dell’audizione restituiscono la dimensione della gestione dei rifiuti radioattivi nel nostro Paese: 34.600 metri cubi di rifiuti radioattivi e 62 depositi temporanei. Un quadro che richiede un monitoraggio costante e informazioni aggiornate sulla collocazione dei materiali, sulla loro gestione e sui flussi da e per l’estero. Nel confronto con il direttore e gli esperti dell’ISIN, i commissari, “dopo una introduzione dell’organo di vertice dell’Ente che ha inteso illustrare capacità organizzative attuali, ma anche criticità correlate alla mancanza di risorse sufficienti ad onorare il proprio mandato con più capillare presenza sul territorio”, hanno posto domande sull’iter per la localizzazione del Deposito nazionale e del Parco tecnologico, infrastruttura destinata a svolgere un ruolo centrale nella gestione dei rifiuti radioattivi”. Un altro tema affrontato ha riguardato “la volumetria dei rifiuti radioattivi inviati all’estero per il riprocessamento, elemento utile a completare il quadro dei materiali e delle operazioni connesse alla loro gestione”.
“La disponibilità di dati attendibili e verificabili rappresenta un presupposto fondamentale per comprendere la situazione nazionale e uno strumento fondamentale”, in tal senso, è rappresentato dall’Inventario nazionale ISIN dei rifiuti radioattivi, recentemente pubblicato, con informazioni aggiornate al 31 dicembre 2025. Un ruolo centrale nel sistema di controllo è svolto anche da STRIMS, il sistema informativo per la tracciabilità dei rifiuti radioattivi e delle sorgenti di radiazioni ionizzanti, che costituisce una banca dati fondamentale per le attività ispettive dell’Ispettorato. Accanto alla raccolta delle informazioni e alle verifiche sul campo, l’ISIN svolge anche attività sanzionatorie nei casi previsti dalla normativa: le funzioni ispettive e sanzionatorie concorrono così a garantire il rispetto degli obblighi in materia di sicurezza nucleare e radioprotezione, rafforzando il sistema di controllo a tutela dei cittadini e dell’ambiente. Nel corso dell’audizione, il direttore Francesco Campanella ha poi chiarito che il mandato attuale dell’ISIN è principalmente connesso alle attività di decommissioning degli impianti nucleari e al monitoraggio dell’utilizzo del nucleare nel Paese. La nuova autorità di sicurezza nucleare prevista dalla legge delega sarà invece chiamata a occuparsi anche del nuovo piano nucleare, dovendo però continuare ad onorare il mandato istituzionale che l’Autorità assolve sin dalla sua istituzione. L’audizione è stata “una occasione per illustrare lo sforzo di ISIN in questi anni, e consistente nell’aumento delle attività ispettive, nella diminuzione delle tempistiche autorizzative, nel pieno assolvimento delle attribuzioni istituzionali nonostante una dotazione organica non sufficiente”, si legge nella nota
Per assicurare lo svolgimento della sua missione, l’ISIN ha inteso creare una rete con altre amministrazioni, sviluppando accordi quadro e protocolli di collaborazione con, per esempio, l’Ispettorato nazionale del lavoro, l’Arma dei Carabinieri, il Corpo nazione dei Vigili del Fuoco e il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (SNPA). L’obiettivo è “costruire un sistema di controllo integrato, attraverso la condivisione di competenze ed esperienze tra istituzioni che operano con mandati complementari”. Il Direttore ISIN Francesco Campanella ha richiamato anche gli accordi con le università, “pensati per far conoscere le attività dell’Ispettorato e favorire l’ingresso di nuove generazioni di professionisti in un settore che richiede competenze altamente specialistiche ed un entusiasmo ed un interesse professionale che l’Autorità di sicurezza nucleare intende contribuire a promuovere”.


DAL GOVERNO

Il Governo vara l’ultima manovra della legislatura

Vale circa 26 miliardi e, tra le pieghe dei conti, prova a far convivere le priorità degli alleati, la prudenza del Mef e le promesse agli elettori. La manovra 2027 del governo di Giorgia Meloni spazia dalla sanità all’Irpef, dai congedi parentali al salvadanaio per i neonati. La Lega mette la firma sull’allargamento della flat tax e su un fondo per le pensioni, mentre l’abolizione del bollo diventa definitiva per le auto meno potenti. E c’è anche una concessione alla fantasia degli automobilisti: targhe personalizzate. A finanziare il pacchetto saranno soprattutto la flessibilità negoziata con Bruxelles e i contributi chiesti a banche, assicurazioni e major dell’energia. Si aggiunge un miliardo di tagli alle spese dei ministeri e di Palazzo Chigi.

Sanità: arrivano 5 miliardi. Il Fondo sanitario nazionale cresce di 3,4 miliardi, raggiungendo quota 146,3 miliardi nel 2027. Parte delle risorse andrà agli stipendi dei medici di pronto soccorso. Arriva anche un voucher da 300 euro per gli over 75 con pensioni fino a 28mila euro annui, destinato a spese sanitarie non coperte dal Ssn, come quelle dentistiche. La misura vale 1,6 miliardi e interessa 5,5 milioni di persone.

Irpef e ceto medio: Il secondo scaglione al 33% si estende da 50mila a 55mila euro, con un risparmio massimo di 500 euro l’anno, che sale a 1.200 se si considerano i tagli dal 2022. Portare la soglia a 60mila euro sarebbe costato 2,7 miliardi, contro gli 1,2 stanziati.

Famiglie, congedi e bonus alla nascita: Un mese in più di congedo parentale retribuito all’80%, per un totale di quattro mesi, che diventano cinque per il secondo figlio e sei dal terzo. Per ogni neonato l’Inps aprirà inoltre un salvadanaio con 100 euro versati dallo Stato ogni anno, alimentabile dai familiari e utilizzabile dai 18 anni per studi, attività o previdenza complementare. Le somme saranno esentasse e non pignorabili. Dopo il 2027 la misura dovrà tuttavia essere rifinanziata.

Under 30 e premio in busta paga: Per i giovani lavoratori arrivano 2.500 euro tassati all’1%, erogabili in un’unica soluzione o in dodici mensilità.

Affitti e sconto fiscale sui giovani: La cedolare secca sui contratti a canone concordato scende dal 10% al 5%, fino all’1% per chi affitta agli under 35. Debutta anche quella sugli immobili commerciali, al 21%.

Pensioni: Un fondo da 850 milioni rafforzerà la flessibilità in uscita per i lavoratori nel sistema contributivo. I dettagli, compresa l’ipotesi sostenuta da Matteo Salvini del pensionamento a 64 anni, saranno definiti nel percorso parlamentare.

Partite iva: La soglia di ricavi e compensi sale da 85mila a 100mila euro. Per estendere anche l’esenzione Iva servirà il via libera europeo.

Risorse al sud, sconti su assunzioni e rinnovi contratti: La Zes unica ottiene 2,4 miliardi, mentre un miliardo finanzierà energia a prezzi più sostenibili per le Pmi. La superdeduzione del costo del lavoro sale al 140% per le assunzioni di giovani e al 180% per quelle delle madri lavoratrici. Rinviate di sei mesi sugar tax e plastic tax. Riconfermate invece le agevolazioni sui rinnovi contrattuali e sui premi di risultato.

Casa: Prorogate le detrazioni per le ristrutturazioni al 50% per la prima casa e al 36% per le altre. Confermato anche il bonus mobili fino a 5mila euro.

Scuole: La flessibilità europea sull’energia finanzierà la mobilità ferroviaria sostenibile ma soprattutto climatizzatori e pompe di calore negli istituti scolastici, oltre all’efficientamento energetico di università, ospedali e impianti sportivi. Bandi nel 2027, risorse dal 2028.

Auto, bollo e targhe su misura: Diventa strutturale l’esenzione del bollo per le vetture fino a 80 kilowatt e per le moto, pari al 70% dei veicoli circolanti. Gli automobilisti potranno inoltre personalizzare la targa a pagamento.

Coperture: Circa 12 miliardi arrivano dai margini di spesa ottenuti con la flessibilità europea. Altri 5,5 miliardi dal settore finanziario e dalla Tobin tax: l’Ires sale al 30,5% per le banche e al 27% per le assicurazioni, escluse le banche di credito cooperativo e le popolari. Si aggiungono 700 milioni dalle società energetiche, altrettanti dai giochi e un miliardo di tagli ai ministeri e a Palazzo Chigi. (Nomos)

Meloni tratta con l’Ue sulla flessibilità, spunta il jolly Pnrr

Aveva dato a tutti una deadline perentoria: varare la legge di Bilancio “al massimo” entro il 28. E ha azionato “al massimo” tutte le leve, anche nella trattativa con l’Ue, per spuntare più margini possibile per quella che sarà l’ultima manovra della legislatura del governo guidato da Giorgia Meloni. “Vediamo, dipenderà dagli elettori”, si schernisce la premier in conferenza stampa, dopo che per 20 minuti, ha elencato e rivendicato tutte le misure, segno, è il sottotesto, di una maggioranza che sa ritrovare compattezza quando serve, nonostante la battaglia tra Matteo Salvini e Antonio Tajani sul contributo delle banche. La misura preferita della premier è il salvadanaio per i nuovi nati, ideata da Giancarlo Giorgetti. Ma a Meloni stava parecchio a cuore l’idea di intervenire sul ceto medio.

A Mef e Ragioneria, in un gioco di sponda tra Roma e Bruxelles, ha chiesto uno sforzo in più per arrivare a dare almeno “un segnale”. E così è stato, anche grazie al lavoro portato avanti sottotraccia nelle ultime settimane con il ministro Tommaso Foti e gli uffici della Commissione, forti anche delle competenze del vicepresidente esecutivo italiano Raffaele Fitto, che anche a Bruxelles, insieme a Valdis Dombrovskis, ha il Pnrr nel suo portafoglio. Alla fine, si è riusciti a ottenere il disco verde alla proposta italiana di fare rientrare nella flessibilità per l’energia un pacchetto di misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza(per circa 3,4 miliardi): complesso schema, frutto dell’accordo con Bruxelles, che, come risultato, consente di liberare risorse e finanziare le priorità senza sforare il tetto della traiettoria di spesa netta concordata con l’Ue.

Alla fine, la manovra arriva a 26 miliardi, grazie a ritocchi alle varie voci di copertura, con scintille tra il leader di FI e quello della Lega che si sarebbero trascinate fin sulla soglia del Cdm. Salvini avrebbe voluto incidere di più sugli istituti di credito e magari spuntare ancora qualcosa per le partite Iva, anziché sull’Irpef, una delle battaglie degli azzurri. Ma Tajani avrebbe continuato a opporre un “perché sempre le banche?”, con cui era stato fatto appena un anno fa un accordo triennale. Ridiscuterlo, è il suo pensiero, minerebbe la credibilità del sistema. Alla fine, il punto di caduta c’è per tutti, meno tasse al ceto medio, un po’ più di flat tax per le partite Iva, diversi miliardi dalle banche. Dopo il Cdm, e non è accaduto troppo spesso in questi 4 anni, Giorgia Meloni ha portato tutti davanti ai cronisti, insieme a Giancarlo Giorgetti per illustrare coralmente i contenuti della manovra. (Nomos)

MANOVRA. MASE: OLTRE 14 MILIONI DA FLESSIBILITÀ UE PER SOSTENERE TRANSIZIONE

Oltre 14 miliardi di euro per sostenere la transizione energetica, rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti e contenere i costi dell’energia per il sistema produttivo e i servizi pubblici: sono questi gli obiettivi delle misure del MASE che rientrano nel perimetro di flessibilità legato all’energia, approvate nel corso del Consiglio dei ministri odierno, e che puntano a coniugare sicurezza energetica, sostenibilità ambientale e competitività. Il pacchetto di misure prevede 600 milioni di euro per l’efficientamento energetico di ospedali e strutture sanitarie pubbliche, 1,2 miliardi per sostenere circa 3 GW di nuova capacità fotovoltaica e 800 milioni per recuperare la capacità degli invasi idroelettrici, valorizzando una fonte rinnovabile strategica per il Paese. Per lo sviluppo del biometano sono previsti 700 milioni di euro di contributi agli investimenti, affiancati da incentivi alla produzione, con l’obiettivo di incrementare l’offerta nazionale di gas rinnovabile, ridurre le emissioni ed evitare alle imprese italiane il pagamento degli oneri Ets. Una quota significativa delle risorse è destinata alle imprese: 2,5 miliardi di euro per le aziende energivore e 3,53 miliardi per le PMI non energivore, attraverso misure per contenere il costo dell’elettricità e sostenere nuovi investimenti nella transizione energetica. I benefici saranno vincolati a interventi di decarbonizzazione e allo sviluppo di nuova capacità rinnovabile. Per il miglioramento della sicurezza e lo sviluppo tecnologico della rete ferroviaria sono previsti interventi per oltre 5 miliardi di euro. Alle scuole sono destinati 650 milioni di euro per l’efficientamento energetico, con una copertura fino al 100% dell’investimento, che consentirà di intervenire su circa 700 edifici scolastici. Altri 250 milioni finanzieranno interventi di efficientamento energetico nelle università, negli impianti sportivi, nei centri di ricerca e nelle istituzioni AFAM. “Il nostro obiettivo è coniugare sostenibilità ambientale, sicurezza energetica e competitività, trasformando il sostegno pubblico in investimenti concreti, maggiore produzione nazionale e benefici per famiglie, cittadini e imprese”, ha dichiarato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto. “Le misure approvate favoriscono la decarbonizzazione dei processi produttivi e possono contribuire a ridurre i costi legati alle emissioni di CO2 per le imprese interessate, rafforzando la competitività del sistema industriale. Perché la sostenibilità deve continuare a essere un’opportunità di crescita e sviluppo per l’intero Paese”.

Per approfondire

Manovra 2027: tutte le misure e chi paga il conto – Policy Maker


CONFERENZA DELLE REGIONI

REGIONI. CONFERENZA FIRMA INTESA CON CDP PER INVESTIMENTI STRATEGICI

Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome rafforzano ulteriormente la loro collaborazione con la firma di un Protocollo di intesa che punta a favorire investimenti e programmi strategici per lo sviluppo sostenibile dei territori. L’accordo promuove, infatti, interventi in ambiti chiave: dalla consulenza a favore degli Enti al supporto di iniziative dedicate al potenziamento del tessuto produttivo. Soluzioni da individuare congiuntamente grazie allo scambio di esperienze e competenze, a nuove opportunità di dialogo, destinate anche ad analisi su progettualità specifiche e scenari operativi. Frutto di un solido legame tra le due Istituzioni, l’intesa è stata siglata dal Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Massimiliano Fedriga, e dall’Amministratore Delegato di CDP, Dario Scannapieco, in occasione del Festival “L’Italia delle Regioni”, organizzato quest’anno nel capoluogo toscano. Il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Massimiliano Fedriga, ha affermato: “Oggi sigliamo un Protocollo di intesa che consolida e sistematizza la collaborazione ormai continuativa tra Conferenza e Cassa. È una sinergia che in questi anni ha consentito alle amministrazioni regionali di accedere a strumenti finanziari e servizi operativi che rappresentano un volano di accelerazione per gli investimenti e la crescita dei territori. Perciò ringrazio sinceramente l’AD Scannapieco per la sua presenza al nostro Festival: è un messaggio di un rinnovato impegno in favore della competitività e della spinta all’innovazione delle Regioni e Province autonome che sono riunite qui a Firenze”. L’Amministratore Delegato di Cassa Depositi e Prestiti, Dario Scannapieco, ha dichiarato: “La firma di questo Protocollo di intesa rappresenta un ulteriore passo avanti nella collaborazione tra CDP e la Conferenza delle Regioni. Le sfide per la competitività e la coesione dei territori richiedono un approccio sempre più integrato e CDP intende mettere a disposizione le sue competenze finanziarie e tecniche, accompagnando le amministrazioni nella programmazione, nella realizzazione e nel monitoraggio degli investimenti. L’obiettivo è trasformare le risorse disponibili in interventi efficaci, nella comune convinzione che la crescita del Paese passi dalla capacità di valorizzare il potenziale dei suoi territori”. La collaborazione ha già portato a risultati significativi: sul fronte dell’Advisory sono stati sottoscritti accordi che hanno visto CDP affiancare le Regioni per l’attuazione di progetti in più settori; sono state firmate anche intese per l’affiancamento nella gestione di fondi UE per un totale di 245 milioni di euro, con Cassa Depositi e Prestiti a supporto per investimenti in rigenerazione urbana ed efficientamento energetico; inoltre, in occasione dell’ultima rinegoziazione dei mutui sono giunte richieste di adesione per un debito residuo di circa 4,8 miliardi di euro; guardando al sistema imprenditoriale, sono stati messi a punto strumenti di finanza alternativa come i Basket Bond regionali che hanno contribuito a sostenere 165 PMI per circa 450 milioni di euro. Il Protocollo identifica i principali campi d’azione verso i quali indirizzare le sinergie tra le due realtà: supporto alle amministrazioni per definire schemi di finanziamento mirati e cogliere le esigenze dei territori; attività di consulenza tecnica ed economico-finanziaria per l’efficace gestione delle risorse europee e statali; servizi di advisory a supporto dell’attuazione di piani di investimento complessi; soluzioni per agevolare l’accesso al credito con particolare attenzione alle PMI, promuovendo anche iniziative di internazionalizzazione delle imprese; interventi a vantaggio degli ecosistemi regionali per dare slancio all’innovazione, allo sviluppo infrastrutturale e alla rigenerazione urbana. L’intesa prevede, inoltre, l’organizzazione congiunta di iniziative di confronto istituzionale, come l’evento “Oggi, per l’Italia del futuro” che si tiene da quattro anni, anche in collaborazione con l’Associazione Nazionale delle Finanziarie Regionali (ANFIR). (Agenzia Dire)

Rassegna parlamentare a cura di MF