Il decreto Bollette slitta alla prossima settimana

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DL CARBURANTI

La Camera ha approvato il Dl Carburanti con 127 voti favorevoli, 38 contrari e 49 astenuti. Il decreto reca disposizioni urgenti per il sostegno economico e il contenimento degli effetti derivanti dal perdurante aumento del costo dei carburanti, nonché in materia fiscale e converte in legge il decreto-legge del 17 settembre 2026, n. 162. Il testo contiene anche l’esenzione del bollo auto per il 2027 per le vetture con potenza fino a 80 kW e per i motocicli e ciclomotori. Il testo ora passa al Senato.


RISOLUZIONI

AMBIENTE. FDI: OK A RISOLUZIONE CONTRATTI DI FIUME, PIÙ PREVENZIONE

 “Ieri (mercoledì 4 novembre ndr), in 8ª Commissione del Senato, abbiamo approvato una risoluzione dedicata al rafforzamento del ruolo dei contratti di fiume nello sviluppo sostenibile e nella prevenzione del rischio idraulico“. Lo dichiarano in una nota i senatori di Fratelli d’Italia Gianni Rosa, Etelwardo Sigismondi e Maria Nocco. “La sicurezza idrica è una delle grandi sfide del nostro tempo e il cambiamento climatico rende sempre più urgente una gestione corretta dei bacini idrografici. I contratti di fiume sono uno strumento concreto per farlo. Mettono attorno allo stesso tavolo istituzioni, imprese, associazioni e cittadini, e producono programmi d’azione condivisi per la rigenerazione ambientale del bacino idrografico di un corso d’acqua con ricadute reali sui territori. Oggi in Italia se ne contano 83 sottoscritti, a fronte di oltre 200 processi in corso. Con questo atto impegniamo il Governo a sostenere e consolidare questa esperienza, anche attraverso la promozione di interventi di manutenzione idraulica sostenibile e periodica di bacini, alvei e foci, al fine di ridurre il rischio idraulico nei tratti più esposti per abitati e infrastrutture. Chiediamo, inoltre, una migliore valutazione, nell’assegnazione dei fondi statali, degli interventi contro il dissesto idrogeologico individuati nell’ambito dei contratti di fiume. Infine, di potenziare l’Osservatorio nazionale presso il Ministero dell’Ambiente, con più monitoraggio, coordinamento e formazione per le amministrazioni pubbliche”, sottolineano.

“Un’attenzione particolare va alla dimensione educativa e civica. Vogliamo valorizzare il contratto di fiume per portare la cultura dell’acqua nelle scuole e promuovere l’empowerment femminile nella gestione delle risorse idriche. I contratti di fiume rappresentano uno strumento importante di prevenzione del rischio idraulico non solo perché consente di non rincorrere le emergenze ma anche perché coinvolge direttamente i cittadini ed i territori nello sviluppo sostenibile e nella tutela dell’ambiente per le generazioni future, come ci ricorda l’articolo 9 della Costituzione. Ringraziamo i Colleghi della Commissione per il contributo e il sostegno”, rilevano gli esponenti di FdI.


DAL GOVERNO

Il decreto bollette slitta alla prossima settimana, possibile via liberà lunedì

A distanza di una settimana, slitta ancora il nuovo decreto bollette con cui il governo, dopo un lungo confronto con Bruxelles, intende fissare un prezzo al tetto del gas per abbassare i costi di luce e gas per famiglie e imprese. Si lavora per il via libera lunedì, ma intanto, come mercoledì scorso, durante la riunione è emerso ancora che non tutto è pronto al termine di un Cdm in cui il governo ha impugnato la legge sul fine vita del Veneto a guida Lega e scelto due leghisti per altrettante nomine di peso, il deputato Giulio Centemero componente della Consob e Nuccio Altieri nuovo presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione. Uno scandalo, attaccano le opposizioni, “Una doppia vittoria di Salvini”, esultano i leghisti, che contemporaneamente devono arrendersi all’arrivo, annunciato dal ministro della Difesa Guido Crosetto, del nuovo pacchetto di aiuti militari all’Ucraina atteso da tempo, tema seguito con attenzione anche al Quirinale.

Il nuovo esame del decreto Bollette è stato preceduto nei giorni scorsi da tensioni all’interno di Confindustria, con la rottura da parte di Elettricità Futura per il contributo in manovra da 700 milioni chiesto alle società energetiche e per il price cap sul prezzo del gas per la produzione elettrica. Non a caso, alla vigilia del Cdm Giorgia Meloni aveva ricevuto il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, che poi ha definito il decreto bollette “un primo passo” e un “grande sacrificio anche da parte dei produttori di energia”, sottolineando che “in questo momento la parola responsabilità è fondamentale”. Durante il Cdm il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto ha illustrato il provvedimento sulle bollette poi però è arrivato lo stop e il rinvio alla prossima settimana.  (Nomos).

MANOVRA. MASE: 800 MILIONI PER RECUPERO BACINI IDROELETTRICI NEL TRIENNIO 2028-2030

  “Ottocento milioni di euro nel triennio 2028-2030 per la manutenzione, il recupero e il mantenimento della funzionalità dei bacini idroelettrici. È quanto prevede una delle misure inserite nell’ambito della clausola di salvaguardia nazionale (NEC), con l’obiettivo di valorizzare una risorsa strategica per la sicurezza energetica del Paese, il rafforzamento della produzione nazionale e il percorso di decarbonizzazione”. Lo precisa il Mase in una nota. Le risorse “saranno destinate agli interventi necessari a garantire la manutenzione, il recupero e il mantenimento della funzionalità dei bacini idroelettrici. La misura prevede inoltre che la contrattualizzazione con il Gestore dei servizi energetici (GSE) riguardi esclusivamente una quota dell’energia elettrica prodotta dagli impianti idroelettrici i cui operatori abbiano scelto di avvalersi delle risorse stanziate per realizzare gli interventi e che risultino in esercizio alla data di entrata in vigore della disposizione. Il meccanismo, basato su contratti per differenza a due vie, consentirà agli operatori di recuperare i costi sostenuti e garantirà il trasferimento dei benefici ottenuti all’insieme dei clienti finali del sistema elettrico. Le modalità e i criteri saranno definiti dall’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA). La misura punta a valorizzare una componente fondamentale del mix energetico nazionale, sostenendo la continuità della produzione idroelettrica e assicurando che i benefici degli interventi ricadano anche sui consumatori”, conclude la nota.  (Agenzia Dire).


AUTONOMIA DIFFERENZIATA

I rilievi dei tecnici della Camera sulle autonomie scatenano le opposizioni

I rilievi contenuti nel dossier della Camera sulle intese per l’autonomia con Veneto, Lombardia, Liguria e Piemonte fanno tornare le opposizioni sulle barricate. Avs chiede lo stop dei lavori in Commissione e tutto il campo largo vuole audire i presidenti delle Regioni del Sud. Dopo che l’Aula di Montecitorio ha accelerato per fissare il via libera a gennaio dei quattro identici accordi con le Regioni del Nord, dai tecnici arriva una precisazione che ha un suo peso: le Camere non hanno “un potere di mera approvazione o rifiuto dell’intesa” senza “possibilità di introdurre emendamenti”. Nel merito, si parla di trasferire funzioni nelle materie “protezione civile”, “professioni” e “previdenza complementare e integrativa” e quattro riguardanti la “tutela della salute e il coordinamento della finanza pubblica”: i possibili nodi evidenziati sono diversi.

Sulla protezione civile il dossier suggerisce “l’opportunità di un approfondimento” in varie direzioni per evitare sovrapposizioni con le competenze statali. Sul riconoscimento delle qualifiche professionali si indica la strada di una delucidazione, perché “non appaiono chiari gli effetti del riconoscimento operato a livello regionale di una professione” in relazione alla “loro eventuale estensione al resto del territorio nazionale”. E via così. Altra nota dolente la sanità: le quattro intese individuano le disposizioni di legge statali nella materia “tutela della salute-coordinamento della finanza pubblica” che cessano di avere efficacia nelle Regioni interessate. E i tecnici avvertono sull’opportunità di “individuare più specificatamente le disposizioni” che “cessano di avere efficacia in quanto non consentono l’autonoma di gestione delle risorse per edilizia sanitaria da parte delle regioni interessate”.

Su queste argomentazioni il campo largo si compatta nella richiesta, nell’ambito delle audizioni sull’autonomia differenziata, di ascoltare i presidenti delle Regioni Calabria, Basilicata, Marche, Abruzzo, Lazio, Molise, Campania, Puglia e Sardegna. “Queste audizioni sono fondamentali per valutare nel merito gli effetti delle nuove attribuzioni di competenze e poteri alle Regioni proposte dal governo, anche alla luce delle profonde preoccupazioni evidenziate dal dossier dell’Ufficio studi della Camera. Non si può procedere senza ascoltare chi governa territori” e “il Parlamento non può essere ridotto a un ruolo di mera approvazione o rifiuto dell’intesa, secondo la logica del ‘prendere o lasciare”. (Nomos)


CONFERENZA DELLE REGIONI

L’Agenda di Firenze: le proposte delle Regioni al Paese

Riunita in seduta straordinaria durante il Festival, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha approvato l’Agenda di Firenze, il proprio documento di posizionamento conclusivo e unitario. Il testo raccoglie gli esiti dei lavori delle Commissioni di settore, chiamate a raccolta a Firenze per la prima volta nella storia del Festival per discutere le priorità di ciascun ambito di competenza regionale.

Le proposte si articolano in cinque ambiti strategici d’intervento.

  • Il primo riguarda gli assetti istituzionali e la finanza pubblica territoriale, con l’evoluzione delle autonomie, i rapporti tra livelli di governo e il contributo regionale ai negoziati europei.
  • Il secondo investe sul capitale umano della Pubblica amministrazione e sulla trasformazione digitale, leve per rafforzare la capacità amministrativa.
  • Il terzo è dedicato a competitività e attrattività dei territori, a sostegno di sistemi produttivi, filiere strategiche e vocazioni locali.
  • Il quarto tocca infrastrutture e transizione sostenibile, dalla resilienza delle comunità alla mobilità e alla rigenerazione urbana.
  • Il quinto guarda all’inclusione e al benessere delle comunità: giovani, formazione e lavoro, salute, sport e cultura.

A tenere insieme i cinque ambiti sono tre direttrici comuni: il rafforzamento della governance multilivello, il ricambio generazionale e le risposte al cambiamento climatico.

“Su queste sfide le Regioni non chiedono di fare da sole: chiedono di fare la loro parte, con risorse e strumenti adeguati”, ha dichiarato il Presidente della Conferenza Massimiliano Fedriga. L’obiettivo, ha spiegato, è costruire insieme al Governo “un quadro pluriennale di certezza dei finanziamenti e delle responsabilità, che permetta di assicurare servizi migliori per i cittadini”, in una fase in cui si presenta la legge di bilancio ed è aperta la negoziazione sul prossimo ciclo di programmazione europea. 

Per Fedriga l’Agenda è “un punto di partenza per entrare e affrontare una fase nuova del nostro Paese in cui si lavori in sinergia, rispetto al metodo, alle priorità, alle responsabilità”.

Per approfondire Agenda di Firenze

Rassegna parlamentare a cura di MF