Con 101 voti favorevoli, 63 contrari e 2 astenuti, l’Aula del Senato ha approvato il 15 aprile, definitivamente, il ddl di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 19 febbraio 2026, n. 19, recante ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e in materia di politiche di coesione (AS. 1867, approvato dalla Camera) (scade il 20 aprile), sul quale il Governo aveva posto la questione di fiducia.
Il provvedimento è stato trasmesso in Aula senza mandato alla relatrice (Elena Testor – Lega) in quanto la Commissione Bilancio non è riuscita ad esaminare i 409 emendamenti e i 24 ordini del giorno presentati.
Il provvedimento è stato inviato alla Gazzetta per la pubblicazione.
Ecco un’analisi dei punti di maggiore interesse per il settore delle utilities e della gestione dei servizi locali.
1. Conferenza di Servizi: la modalità accelerata diventa strutturale
Una delle novità più rilevanti riguarda la Conferenza di Servizi decisoria in forma accelerata. Nata in via emergenziale, con questo decreto viene resa strutturale.
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Tempi certi: Le amministrazioni avranno 30 giorni per rendere i pareri (45 per gli enti ambientali e paesaggistici).
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Silenzio-assenso automatico: In caso di mancata risposta, il silenzio-assenso scatta automaticamente con attestazione telematica, senza necessità di solleciti da parte del proponente.
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Dissenso motivato: Qualora un ente esprima un parere negativo, avrà l’obbligo di indicare puntualmente le prescrizioni e le modifiche necessarie per rendere il progetto compatibile, riducendo l’arbitrarietà dei blocchi amministrativi.
2. Settore Idrico: un miliardo per le infrastrutture
Il decreto conferma e rafforza gli investimenti nel settore idrico. Viene stanziato circa un miliardo di euro per accelerare il cronoprogramma di interventi volti alla riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione e al potenziamento della resilienza idrica, tema quanto mai centrale per il territorio dell’Emilia-Romagna.
3. Bonifiche e Rifiuti: procedure semplificate
Per i gestori del comparto ambientale, l’Articolo 14 introduce misure urgenti di semplificazione in materia di bonifiche e industria insalubre.
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Vengono snellite le procedure per il conferimento delle terre e rocce da scavo.
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Si ampliano i poteri di esproprio per le aree destinate a riambientalizzazione, facilitando la gestione dei materiali di risulta nei grandi cantieri infrastrutturali.
4. Transizione Energetica e FER
Novità anche sul fronte delle energie rinnovabili. Il decreto interviene sulla formazione degli installatori di impianti FER (Fonti Energetiche Rinnovabili), introducendo l’obbligo di aggiornamento professionale minimo di 24 ore e la creazione di un modulo unico digitale interoperabile per la trasmissione degli attestati alle Camere di Commercio. Per i progetti energetici, il GSE potrà anticipare fino al 10% delle risorse, a condizione che gli accordi vengano stipulati entro il 30 giugno 2026.
5. Rafforzamento della capacità amministrativa
Il provvedimento riconosce la necessità di supportare i Soggetti Attuatori (comuni e aziende pubbliche) nella gestione dei flussi finanziari e nel monitoraggio. Viene estesa la possibilità di operare sul sistema informatico ReGiS anche oltre il termine del 31 dicembre 2026, garantendo continuità nei processi di rendicontazione e controllo fino al completo espletamento degli obblighi legati ai fondi europei.
DL PNRR. FOTI: SU IDROGENO VERDE FONDI RIDOTTI PER MANCANZA DI PROGETTI
“Io ho sentito parlare dell’idrogeno verde. Sapete perché sono stati ridotti i soldi dell’idrogeno verde? perché non c’erano progetti sufficienti sull’idrogeno verde per coprire lo stanziamento che era stato fatto”. Così il Ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, intervenendo in Senato al termine della discussione generale sul DL Pnrr. “È stato detto che noi non abbiamo pensato agli studentati – prosegue Foti – A dire il vero, penso che gli studenti dovessero essere pensati anche in passato, visto che c’erano e abbiamo ereditato 40mila posti a studentato. Ma chi ha detto che questi dovevano essere solo dei privati? La misura era per i privati e per il pubblico, il problema è che i Comuni non hanno presentato domande o ne hanno presentato molto poche. I 60.000 posti non sono stati ridotti. Si è solo previsto che entro il 2028 si possano realizzare alcuni nuovi studentati, perché alcuni non sono solo riconversioni di vecchie strutture”. “Anche sugli asili nido – aggiunge il Ministro – noi possiamo anche dire di fare 500.000 posti, ma la differenza tra il budget e l’obiettivo dipende dalla partecipazione ai bandi da parte dei Comuni”, conclude. (Agenzia Dire)
DECRETO CARBURANTI BIS
La Commissione Finanze del Senato ha iniziato il 9 aprile l’esame del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 3 aprile 2026, n. 42, recante disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali, nonché in favore delle imprese (AC. 1865) (scade il 2 giugno).
Il provvedimento, che mira a tutelare la competitività delle imprese e il potere d’acquisto dei cittadini, introduce novità sostanziali che toccano da vicino anche le imprese associate a Confservizi, dai trasporti alla gestione dei servizi pubblici essenziali.
Ecco i pilastri del decreto che definiranno il quadro operativo dei prossimi mesi.
1. Rideterminazione delle Accise sui Carburanti
Il cuore del provvedimento risiede nel contenimento immediato dei costi alla pompa. Dall’8 aprile e fino al 1° maggio 2026, il decreto dispone una riduzione delle aliquote di accisa per le principali fonti di alimentazione:
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Benzina e Gasolio: l’accisa è rideterminata in 472,90 euro per 1.000 litri.
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GPL: l’aliquota scende a 167,77 euro per 1.000 kg.
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Metano per autotrazione: l’accisa viene azzerata (zero euro per metro cubo), una misura fondamentale per le flotte TPL e i mezzi pesanti impegnati nell’igiene urbana che hanno investito sulla trazione a gas naturale.
2. Transizione 5.0: Semplificazioni e Garanzie
Il decreto interviene in modo correttivo sul precedente “Decreto Fiscale” (D.L. 38/2026), migliorando l’accesso ai benefici del piano Transizione 5.0.
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Certezze sugli investimenti: Il presupposto per accedere al credito d’imposta non sarà più la sola comunicazione preventiva dell’impresa, ma il riscontro formale del GSE (Gestore Servizi Energetici), che dovrà attestare la rispondenza tecnica del progetto e la disponibilità effettiva dei fondi.
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Trattamento Fiscale: Viene esplicitato che il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile IRAP, garantendo che l’incentivo resti “puro” nelle casse delle aziende.
3. Internazionalizzazione e Sostegno alle PMI
Per le imprese colpite dal rincaro dei costi energetici dovuto ai conflitti internazionali, il D.L. 42/2026 potenzia gli strumenti di finanza agevolata:
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Fondo perduto: È previsto un cofinanziamento a fondo perduto fino al 20% dei finanziamenti concessi per l’internazionalizzazione.
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Premialità per le PMI: Per le piccole e medie imprese, tale quota può essere elevata fino al 30%. La misura punta a sostenere la liquidità delle imprese che gestiscono catene di fornitura complesse.
4. Monitoraggio e Anti-Speculazione
Per evitare che il taglio delle accise venga assorbito da manovre speculative, il provvedimento rafforza i controlli sui prezzi di vendita. Le imprese della filiera distributiva hanno l’obbligo di trasparenza totale nelle comunicazioni quotidiane dei prezzi praticati, pena sanzioni amministrative pecuniarie aggravate.
PROPOSTA DIRETTIVA UE SOSPENSIONE DESIGNAZIONE RAPPRESENTANTI EPR RIFIUTI, RAEE E PLASTICA MONOUSO
La Commissione Politiche dell’UE del Senato ha proseguito il 16 aprile l’esame, in sede consultiva, della proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che sospende l’applicazione delle norme relative alla designazione dei rappresentanti autorizzati per la responsabilità estesa del produttore per i rifiuti, i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche e i rifiuti di plastica monouso (COM (2025) 983 definitivo).
La proposta di direttiva sospende temporaneamente l’applicazione di alcune disposizioni UE che impongono ai produttori l’obbligo di designare un rappresentante autorizzato ai fini della responsabilità estesa del produttore (EPR) in settori specifici della normativa sui rifiuti.
1. Ambito di intervento
La sospensione riguarda le norme sulla designazione del rappresentante autorizzato previste nelle seguenti direttive:
- Direttiva 2008/98/CE (direttiva quadro rifiuti);
- Direttiva 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE);
- Direttiva (UE) 2019/904 sui prodotti di plastica monouso.
2. Contenuto normativo essenziale
L’articolo unico della proposta:
- sospende l’applicazione delle disposizioni relative alla designazione obbligatoria del rappresentante autorizzato per i produttori che operano in Stati membri diversi da quello di stabilimento;
- la sospensione è fissata fino a gennaio 2035;
- restano inermi gli obblighi EPR sostanziali (finanziamento e organizzazione della gestione dei rifiuti), che continuano ad applicarsi integralmente.
3. Finalità della proposta
Secondo la Commissione europea, la misura mira a:
- ridurre gli oneri amministrativi e i costi di conformità, in particolare per le PMI che operano transfrontalmente;
- armonizzare un quadro normativo oggi frammentato, che richiede spesso la nomina di più rappresentanti in diversi Stati membri;
- migliorare il funzionamento del mercato interno, senza compromettere il principio “chi inquina paga”.
La proposta si inserisce nel più ampio pacchetto di semplificazione ambientale (“omnibus”) annunciato dalla Commissione per rafforzare la competitività dell’UE.
4. Portata e limiti
- La sospensione è mirata e temporanea e non modifica gli obiettivi ambientali delle direttive interessate;
- le norme sui rappresentanti autorizzati per produttori stabiliti in paesi terzi restano invariate;
- la Commissione si riserva di rivedere strutturalmente il sistema EPR nell’ambito dei futuri interventi sulla legislazione dell’economia circolare.
QUESTION TIME/INTERROGAZIONI
ENERGIA. FOTI: NON È POSSIBILE UTILIZZARE FONDI COESIONE PER RIDUZIONE COSTI
“Voglio qui rispondere però alla sua domanda, cioè quella relativa all’utilizzo dei Fondi di Sviluppo e Coesione (FSC). A riguardo devo dire che attualmente ciò non è possibile perché la norma e il regolamento europeo prevedono a riguardo solo investimenti e non politiche che possono riguardare la spesa corrente. Quindi, sotto il profilo della spesa di investimenti, l’FSC già programma ed ha esaurito la sua fase di programmazione. Per quanto riguarda la spesa corrente, occorre, se si vuole ricorrere allo strumento dell’FSC, decisamente una modifica dei regolamenti europei”. Lo dice il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti nel corso del question time alla Camera su interventi per la riduzione del costo dell’energia. (Agenzia Dire)
DAL GOVERNO
Cambiamenti climatici, avviso Mase per partecipazione Forum Osservatorio nazionale
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha provveduto alla pubblicazione dell’avviso pubblico finalizzato all’acquisizione di manifestazioni di interesse per la partecipazione al Forum dell’Osservatorio nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici. Il Forum è istituito quale organo consultivo e divulgativo dell’Osservatorio Nazionale. La sua missione istituzionale è volta ad assicurare il pieno coinvolgimento dei portatori di interesse e della società civile nel processo di implementazione delle politiche pubbliche di adattamento. In particolare, il Forum è chiamato a supportare operativamente l’attuazione del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (PNACC), favorendo il raccordo tra le istanze territoriali e i processi decisionali di livello nazionale.
I soggetti interessati potranno sottoporre la propria candidatura entro e non oltre il 18 aprile 2026.
La partecipazione a tale consesso rappresenta, per i Comuni e per gli attori del territorio, una opportunità di concorrere alla definizione delle azioni di resilienza climatica e di monitoraggio degli impatti ambientali a livello nazionale.
I dettagli procedurali, i criteri di selezione e la modulistica necessaria per la presentazione delle candidature sono reperibili presso l’area tematica dedicata del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica:
- Link al portale MASE: Avviso Pubblico Forum Osservatorio Nazionale
LE ALTRE NOTIZIE
CLIMA. ITALIAMETEO A ROMA, NON È PASSATA NEPPURE ‘PAUSA’ CHIESTA DA PD
DEM AVEVANO CHIESTO ‘SUPPLEMENTO DI RIFLESSIONE” PER APRIRE CONFRONTO (DIRE) Bologna, 15 apr. – Parere contrario del relatore del provvesimento e parere contrario del Governo: è l’uno-due che ieri ha affossato, in commissione alla Camera, gli emendamenti di centrosinistra (M5s, Avs e Pd) per lasciare l’agenzia ItaliaMeteo a Bologna (o almeno una sua sezione operativa). Sentito il doppio stop, il dem Marco Simiani ha cercato un ‘salvataggio in corner’: ha proposto “l’accantonamento di tutti gli emendamenti riferiti alla questione, al fine di consentire un supplemento di riflessione che tenga conto del lavoro svolto e permetta di individuare una soluzione equilibrata”, come si legge nel verbale della commissione. Ma in commissione, con distinte votazioni, ha bocciato gli emendamenti contro il trasloco (già avvenuto) di ItaliaMeteo a Roma. Simiani, autore di uno degli emendamenti aveva preso la parola richiamando “la particolare delicatezza della questione ItaliaMeteo” facendo notare che la scelta di trasferire la sede da Bologna a Roma rischia “di interrompere un percorso già avviato, fondato su elevate competenze scientifiche e professionali e su un lavoro consolidato nei settori meteorologico e sismico”. E ha aggiunto che non si comprendono “le ragioni del mancato ricorso a soluzioni di mediazione, anche alla luce delle interlocuzioni istituzionali già intervenute”. Meglio fermarsi, è stato in sintesi il suo ragionamento perchè “una decisione assunta senza un adeguato confronto finirebbe per compromettere un’esperienza costruita nel tempo”. Nell’esprimere poi “preoccupazione per le possibili ricadute sul piano dei rapporti istituzionali”, Simiani ha chiesto l’accantonamento di tutti gli emendamenti, che però sono stati bocciati
CLIMA. GOVERNO DICE NO A CENTROSINISTRA, ITALIAMETEO SOLO A ROMA
STOP A EMENDAMENTI CENTROSINISTRA, DE MARIA (PD): INACCETTABILE (DIRE) Bologna, 14 apr. – Bocciati gli emendamenti del centrosinistra su ItaliaMeteo: tramontano così quasi del tutto le speranze di mantenere a Bologna l’agenzia sul clima. “In commissione Ambiente alla Camera, dopo il parere negativo del Governo, sono stati bocciati tutti gli emendamenti che avevamo presentato al cosiddetto Dl Niscemi per contrastare lo spostamento della agenzia ItaliaMeteo dal Tecnopolo di Bologna a Roma”, fa sapere il deputato dem Andrea De Maria. “È stato bocciato anche l’emendamento, a mia prima firma, che proponeva una soluzione di compromesso, lasciando la sede operativa a Bologna e spostando a Roma solo la sede amministrativa”, informa de Maria. “Si conferma- aggiunge il dem- una scelta inaccettabile, volutamente punitiva per Bologna e l’Emilia-Romagna e dannosa per Il paese, perché il Tecnopolo dal punto di vista scientifico rappresenta la sede naturale per l’agenzia. Continueremo la battaglia parlamentare quando il provvedimento arriverà dalla commissione in aula alla Camera”.
CONFERENZA DELLE REGIONI
Bilancio UE: le Regioni chiedono centralità nei negoziati
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome solleva la questione del coinvolgimento istituzionale nel percorso verso il nuovo ciclo di programmazione europea 2028/2034. Ribadisce la necessità di istituire un tavolo di confronto permanente, sia politico sia tecnico, per definire le linee guida del futuro Piano Nazionale e Regionale in sinergia con il Governo.Nonostante l’avanzamento delle trattative a Bruxelles sul nuovo Quadro finanziario pluriennale, infatti, le amministrazioni regionali risultano escluse dall’esame dei testi di compromesso e dalla redazione di proposte emendative. Questa distanza dai tavoli negoziali impedisce alle Regioni l’accesso diretto ai documenti normativi, creando un cortocircuito informativo rispetto a un’architettura finanziaria che impatterà sulla gestione dei territori per il prossimo decennio. La preoccupazione, già espressa a seguito della presentazione del Quadro finanziario nel luglio 2025, riguarda in particolare la proposta della Commissione UE di adottare un cosiddetto “Fondo unico”. Per garantire l’efficacia degli interventi, le Regioni propongono l’attivazione di un coordinamento strutturale tra la Politica Agricola Comune (PAC) e la Politica di coesione, puntando a una coerenza strategica che eviti sovrapposizioni e ottimizzi le risorse. In questa cornice, il Presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, ha formalizzato la richiesta di un incontro urgente con la Presidenza del Consiglio e con il Ministro Foti, sottolineando come la politica di coesione debba necessariamente preservare un modello di governance basato sulla sussidiarietà e sul ruolo protagonista delle Regioni.
Rassegna parlamentare a cura di MF

