L’innovazione tecnologica e l’intelligenza artificiale al centro del futuro dell’Emilia-Romagna. Si è aperto il 1 luglio al Dama Tecnopolo di Bologna il confronto tra istituzioni pubbliche, enti locali e stakeholder per definire gli obiettivi e le prime azioni della nuova Agenda digitale dell’Emilia-Romagna 2025-2029 (Ader). Un percorso partecipato che punta a coniugare sviluppo delle competenze, competitività del territorio e transizione digitale, sostenuto da un incremento degli investimenti di quasi 10 milioni di euro per il triennio 2026-2028.
Ad aprire i lavori il presidente della Regione, Michele de Pascale, e poi l’intervento dell’assessora regionale all’Agenda digitale, Elena Mazzoni, che ha coordinato l’incontro ‘L’Agenda digitale dell’Emilia-Romagna nell’era dell’AI’ dove si sono affrontati anche i temi dell’intelligenza artificiale e le sue implicazioni per la governance pubblica, i diritti digitali, l’innovazione e la competitività dei territori, ma anche quelli della sovranità digitale e del ruolo dell’Europa nel sistema delle piattaforme digitali. Oggetto del dibattito anche le tematiche connesse alle infrastrutture di connettività per i territori, alle competenze digitali per cittadini e imprese, alla trasformazione digitale.
“Essere la prima regione in Italia per digitalizzazione, come certificato dall’indice Desi, non è un punto d’arrivo ma la conferma che la strada degli investimenti strutturali è quella giusta– afferma il presidente de Pascale-. Con oltre 10 milioni di euro di nuove risorse per il prossimo triennio e il riconoscimento europeo di ‘Regional Innovation Valley’, l’Emilia-Romagna si candida a guidare la transizione tecnologica non solo a livello nazionale, ma europeo. Vogliamo che le nostre imprese, dalle micro alle medie, e le nostre reti montane e costiere viaggino alla stessa velocità dei grandi hub internazionali, trasformando l’intelligenza artificiale in un motore concreto di crescita, competitività e attrattività per tutto il territorio. Con una idea ben precisa di futuro: una regione fortemente connessa alle reti globali e all’Europa, ma con i piedi ben piantati nella sicurezza e nella valorizzazione delle nostre comunità locali”.
“L’innovazione tecnologica non è più un’opzione, ma un pilastro strategico per il futuro dell’Emilia-Romagna– aggiunge Mazzoni-. L’obiettivo dell’Agenda digitale è orientare il progresso verso il benessere collettivo, per questo ogni avanzamento tecnologico deve servire a migliorare la vita delle persone e la qualità dei servizi in ogni area della regione. La trasformazione digitale e l’intelligenza artificiale rappresentano un’opportunità per l’innovazione del nostro territorio, ma occorre coordinamento tra tutti gli attori, per fare sistema ed economie e garantire una crescita omogenea e zero differenze. A breve una legge regionale sull’intelligenza artificiale per promuoverne un utilizzo etico, responsabile e strategico sia nella Pubblica amministrazione che nel sistema economico regionale, favorendo innovazione, trasparenza, tutela dei diritti e sviluppo delle competenze”.
L’Ader in sintesi
La nuova Agenda digitale regionale nasce da un percorso partecipato e si propone come una strategia del territorio: non solo un documento di indirizzo, ma un patto condiviso per accompagnare l’Emilia-Romagna nella trasformazione tecnologica dei prossimi anni. Il digitale viene riconosciuto come una dimensione trasversale a tutte le politiche pubbliche e come strumento per rafforzare servizi, diritti, lavoro, conoscenza, competitività e cura del territorio.
Tre i principi guida che orientano l’Agenda: Intelligenza artificiale affidabile, per promuovere un uso etico, trasparente, sicuro e centrato sulla persona; sviluppo digitale sostenibile, per ridurre i divari e contribuire agli obiettivi sociali, economici e ambientali; dati al servizio di territori e comunità, perché i dati diventino una risorsa condivisa, interoperabile e utile a migliorare i servizi pubblici e le decisioni collettive.
La strategia si articola in quattro grandi aree di intervento: reti, infrastrutture e cybersecurity, per garantire connettività, sicurezza e resilienza; competenze digitali, per ridurre il divario digitale e accompagnare cittadini, lavoratori, imprese e pubbliche amministrazioni; innovazione digitale della Pubblica Amministrazione, per rendere i servizi più semplici, accessibili e interoperabili; integrazione delle tecnologie digitali nelle imprese, con particolare attenzione alle micro, piccole e medie imprese e all’adozione di tecnologie avanzate.
L’evento è stato anche lo stakeholder meeting del progetto europeo Betti, dedicato alla governance etica dell’intelligenza artificiale, di cui la Regione Emilia-Romagna è partner.
Sul fronte degli investimenti, nel triennio 2026-2028 l’assessorato all’Agenda digitale ha aumentato le proprie dotazioni per quasi 10 milioni di euro rispetto agli stanziamenti già previsti, investendo sulle reti infrastrutturali gestite da Lepida, in particolare sulle aree montane, e rifinanziando anche il progetto “Cellmon” che prevede la realizzazione di tralicci nelle aree scoperte da segnali di telefonia mobile. Sono poi previsti 800mila euro per il completamento della connessione dei Comuni della costa e dei Palazzetti dello sport attraverso la rete EmiliaRomagnaWiFi. Un milione di euro, inoltre, è destinato alla prosecuzione del progetto “Digitale Facile” per supportare cittadine e cittadini meno esperti nell’uso del digitale. Ulteriori risorse destinate agli enti locali per promuovere un utilizzo utile ed efficiente dell’intelligenza artificiale, oltre che per la definizione di un gemello digitale locale per realizzare simulazioni al servizio delle attività di manutenzione e gestione del territorio. Per ridurre il digital gender gap è infine confermato il progetto “Ragazze Digitali”, indirizzato alle studentesse delle scuole superiori per avvicinarle alle discipline Stem.
Il contesto in cui prende forma l’Agenda 2025-2029 è quello di un’Emilia-Romagna ai vertici nazionali dell’innovazione digitale. Sulla base dei dati pubblicati dal Politecnico di Milano a fine 2025 la nostra regione registra il livello di digitalizzazione più elevato tra tutte le regioni italiane, con un indice Desi regionale (Digital economy and society index) pari al 59%, seguita da Trentino-Alto Adige (58%) e Lombardia (57%). Nel 2024, infine, la Commissione europea ha assegnato all’Emilia-Romagna il marchio ‘Regional innovation valley’, che vede tra i motivi del riconoscimento la gestione della trasformazione digitale.
Tutti i dettagli dell’Agenda digitale sono consultabili all’indirizzo: https://digitale.regione.emilia-romagna.it
Fonte: Regione Emilia – Romagna
